martedì 19 maggio 2015

Il primo principio della termodidattica

Io sono un rompicoglioni, lo so. 

L'amico Simone mi ha fatto girare gli zebedei perché ha commentato il mio metodo della "lezione anomala", di cui parlo nell'ultimo post, con queste parole: "Francamente io non vorrei che un insegnante facesse notare alcunchè che non sia attinente alla sua materia.".


Poi ci ho riflettuto. Voglio molto bene a Simone, che ovviamente non può sapere in cosa consista il lavoro di un insegnante, ragion per cui non si applica il primo principio della termodidattica: ci sono cose che, se potessero essere capite, non andrebbero spiegate (credits: Alberto Bagnai? - attribuzione incerta).

Per questa ragione, e anche perché è utile ai miei studenti, ho deciso di mettere per iscritto una lezione anomala, prendendo spunto da un argomento semplice e apparentemente solo tecnico che più tecnico non si può, la tabella ASCII. La prima parte della lezione anomala sulla tabella ASCII è disponibile qui, sul mio sito didattico. Vi avverto che l'argomento, affrontato in didattica anomala, richiede una trattazione lunga e complessa che mi costringerà a svilupparlo in almeno quattro o cinque post. Credo però che possa essere utile a quanti credono che noi insegnanti facciamo un lavoro semplice, e che lavoriamo poche ore.

E' infatti notorio che le cose che scrivo, nel post e nei prossimi, io le so perché sono nato imparato...

Leggi: La tabella ASCII (parte I - il problema della codifica)

4 commenti:

  1. Ti seguo, ovviamente non potrai sperare che la mia mente piddina ti comprenda, ma ci provo.

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  2. Grimaldi, la tengo d'occhio ovunque, lo sappia.

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  3. Sto ancora aspettando gli altri post, mi sono già attrezzato per porLe piddinamente delle domande che personalmente non comprendo, ma che facciano falsamente intendere che io abbia capito.

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