martedì 29 marzo 2016

Il sessantino ringrazia

Il sessantino
Oggi ho fatto sessant'anni.

Sono nato il 29 marzo 1956 in quel di Castro dei Volsci. In verità per l'anagrafe a Ceccano, ma solo perché la mia famiglia era una delle prime che, in quel mondo contadino, si stava affacciando alla modernità, ragion per cui decisero che no, si doveva partorire in ospedale! Non andò bene perché mia madre si beccò una setticemia che, per poco, non la portava all'altro mondo. In quel trambusto fui dimenticato nelle mani di una ragazzetta che avrebbe dovuto accudirmi, e invece pensava ad amoreggiare. Brava bravissima! L'ho perdonata, e poi mi sono rifatto con le sue cogeneri (nel senso che, per tutta la vita, le donne mi hanno sfamato). Pare che nei miei primi sette giorni di vita sia stato a digiuno. Mi salvò mia zia, che venne a raccogliere lo straccetto che ero diventato un'ora prima che rendessi l'anima.

Fummo la prima famiglia ad avere la televisione. Tutto il paese veniva a casa nostra per guardarla, anche cinquanta persone, finché un giorno mio padre si scocciò e cacciò tutti. In effetti la mia mamma era una donna bellissima (ogni mamma è bella allo scarrafone suo) come dargli torto?

Una sera di novembre del 1963 razzolavo in cucina quando i programmi televisivi furono interrotti. Avevano ammazzato Kennedy. Quella fu la prima volta che ebbi sentore dell'esistenza di un grande mondo oltre la valle. Dopo pranzo chiedevo il permesso di uscire: "mamma, io esco" - "dove vai?" - "vado a giocare a sassate" - "ah bene". Nessuno si preoccupava, tanto si sapeva che avevamo l'angelo custode.

Mica vi aspetterete che scriva una biografia? Per quella dovrete pagare, quando sarà pubblicata per i tipi di Penguin&Random. In sintesi: (finora) ho avuto una fortuna sfacciata, e prego tanto Gesù Bambino che continui così. Intanto una salute di ferro, a dispetto di tutti (ma proprio tutti) gli stravizi, e poi tante avventure, incontri con persone straordinarie... dalle barbone di piazza Colonna ai principi di sangue reale (o dovrei dire dalle principesse di piazza Colonna ai barboni di sangue reale?). Da studente avevo una cameretta dai padri Scolopi a piazza di Spagna, ma chiudevano il portone alle 21:45 e io avevo vent'anni. Quando facevo tardi passavo la notte con le principesse e i re di piazza Colonna. Che tempi!

Le donne? Volete la mia opinione spolitically correct? Ho sessant'anni e me lo posso permettere. Allora: quando sono giovani sono gatte, da adulte sono cagne, da vecchie cornacchie. Io le ho sempre preferite da vecchie anche se, per quelle cose sozze lì che voi sapete, ovviamente ho dovuto patire i graffi delle gatte e i morsi delle cagne. Ci si può ragionare solo quando diventano cornacchie, e allora non c'è uomo che tenga! Comunque mi hanno sempre sfamato, in ogni senso.

Ho visto Bettino Craxi di persona, una volta che ero al CNEL e si era formato un gruppetto di giovani ingegngngnieri nucleari con cui discuteva del Piano Energetico Nazionale. Era un uomo che emanava un carisma straordinario. Qualche anno dopo partecipai a una riunione, in cui c'era Corrado Passera, nella veste di consulente ufficioso del mio dirigente che, provenendo da un'azienda che commercializzava noccioline, aveva bisogno di un supporto tecnico per discutere di informatizzazione della Pubblica Amministrazione. Che tempi ragazzi, che ne potete sapere voi giovincelli che pigiate sui vostri smartphone? Se volete la mia opinione, lo zingaro che sostiene che l'Italia ha perso il treno della rivoluzione informatica per insipienza non è lontano dalla verità. Poi, è ovvio, questo non può assolutamente spiegare il disastro della moneta unica, però ci tengo a dirvelo.

Gli anni sono passati, veloci come temevo. La parte centrale della mia vita, diciamo dai quaranta ai cinquanta, l'ho vissuta da gentiluomo di campagna. Non nel senso che zappavo, anzi! La natura che circonda la mia casetta si è fatta strada finché, un giorno, mi ritrovai in una selva oscura / ché la dritta via era smarrita / ahi quanto a dir qual era è cosa dura / esta selva selvaggia e aspra e forte / che nel pensier rinova la paura! Fui preso dall'indignazione per quello che vedevo succedere intorno a me, e mi diedi alla politica. Attivismo locale (soddisfazioni), Beppe Grillo (delusione), economia (una scoperta), Illo (???), ARS (inquietudine), marxisti dell'Illinois (sconcerto), ed eccomi qua.

Ho sessant'anni, ho avuto culo, spero di averne ancora. Ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri in questo giorno piuttosto scocciante, ma dico: FB non può farsi i cazzi suoi?

4 commenti:

  1. E gli auguri te li faccio pure qua Fiorenzo.
    Io di persone importanti( almeno credo) non ne ho conosciute, epperò sono contento di aver conosciuto te:
    un intelletto libero, libero anche di dubitare, in un mondo ( quello sovranista ) fatto solo di certezze.
    Un po' di umiltà figliuoli e ricordate che sul lungo periodo saremo tutti morti... ma nel frattempo...

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  2. Come direbbe l'avvocato Santelia in Regalo di Natale, "Ha vinto ancora... Rallegramenti!".

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  3. Io ne ho fatti 69 il 28. Vivevo una vita postuma fino a quando ILLO non mi scaricò una colonia di pulci nelle orecchie. Poi anche lui appassì ed ora sto a sedere sulla riva del fiume in attesa di un politico.
    Forse morirò prima, intanto mi godo qualche amicizia preziosa. Auguri!

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