giovedì 18 maggio 2017

Cosa c’è che non va nei Sovranisti Italiani (di Massimo Bordin)

Non mi è chiaro chi sia Massimo Bordin, direttore del sito micidial.it, ma in questo articolo dice cose che sono sotto gli occhi di tutti. Il cuore dell'intervento è in questo paragrafo:

"Le difficoltà dei sovranisti non risiedono, infatti, nello scarso consenso, ma nella forte litigiosità dei suoi attivisti, caratterizzati da un forte esibizionismo personale e dal convincimento moralistico, ereditato dal duo Travaglio-Grillo, per i quali 'non bisogna mai scendere a compromessi'.
Ecco allora che sui social, terreno d'azione privilegiato dei sovranisti, quotidianamente si scannano sovranisti di destra contro sovranisti di sinistra, sovranisti col la maglietta di Che Guevara e quelli che odiano i froci; i sovranisti della Juve contro quelli del Toro. I sovranisti scapoli contro gli ammogliati. In fondo, cos'è successo in Francia? Il 20 per cento di Melenchon - che diceva le stesse cose del Fronte Nazionale sui trattati europei - non ha votato per Marine Le Pen, nel dubbio che avesse una svastica tatuata sulle tette (ps, ce l'ha, io glie l'ho vista, ma è rosa fluo)".

Sabato 20 e 21 maggio 2017 un gruppo di sovranisti (barra) populisti si riunirà nella sede dell'associazione Gaudere Agricolo a Castro dei Volsci. Il posto è questo:


L'intenzione è quella di discutere sulle difficoltà di crescita del movimento sovranista (barra) populista: sia quelle determinate dalla litigiosità di alcuni suoi (presunti) esponenti di maggior spicco (che a molti danno l'impressione di un preoccupante grado di incontrollabile narcisismo) sia quelle, alla lunga ben più importanti, profondamente radicate nella storia culturale, politica (e militare) del nostro amato paese, come ottimamente sintetizzato in questo articolo di Roberto Buffagni (Melodramma e Tragedia). Tutto ciò al netto delle azioni distorsive, sul piano della comunicazione politica, poste in essere dai nostri avversari politici attraverso l'uso dei mezzi di informazione.

L'incontro, speriamo, potrà essere l'inizio di una riflessione per i molti che, dopo aver (ri)scoperto il tema della sovranità nazionale, cominciano a rendersi conto che le sole competenze economiche e/o giuridiche sono una condizione necessaria, ma non sufficiente, per l'agire politico.

Di seguito il copia&incolla dell'articolo di Massimo Bordin.

Cosa c’è che non va nei Sovranisti Italiani

Il sovranismo non era nell'agenda politica di nessuno fino a qualche anno fa, nel senso che essere a favore della sovranità dello Stato era dato per scontato da tutti. Prima del 2011, chiedere ad un cittadino tedesco, francese, inglese se fosse favorevole alla sovranità del suo Paese, era la stessa cosa che chiedergli: "sei a favore del sole che sorge?" Ovvio che si, avrebbe risposto in coro, col resto degli europei. Poi è emersa in modo drammatico la bufala dell'Unione. Lo spread utilizzato come arma di distruzione di massa in Grecia, in Spagna, in Italia. Un miliardo e 216 milioni di africani che - quasi all'improvviso - hanno spontaneamete pensato che non si potesse più vivere nel continente nero alle falde del Kilimangiaro e che occorresse trasferirisi tutti nel sud della Sicilia. Queste e altre cose hanno alimentato la nascita e lo sviluppo di nuovi movimenti, definiti "sovranisti" in tutta europa, e persino negli Stati Uniti. Movimenti trasversali alla Destra e alla Sinistra, con supporto teorico economico molto approfondito (Paolo Barnard, Warren Mosler, Bagnai e molti altri, in Italia) e filosofico (Fusaro e Becchi, in Italia, De Benoist in Francia, ecc). I sovranisti hanno portato a casa qualche risultato elettorale importante (dalla Brexit a Trump, passando per la vittoria sul referendum costituzionale italiano), ma soprattutto, hanno guadagnato molti punti nel campo dell'informazione di massa, scavalcando l'editoria tradizionale che passa attraverso la televisione e i giornali e che, manco a dirlo, è nettamente schierata contro le sovranità dei popoli ed a favore di istituzioni sovranazionali, come l'Onu, la Ue, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Bce, la Nato.
Tuttavia, occorre ammettere che il fenomeno sovranista sta incontrando una serie di difficoltà oggi, e questo a prescindere dalla battuta d'arresto in Francia, dove i sovranisti avevano tifato per l'erede del fascismo nazionalista (suo malgrado) nel paese più antifascista del mondo. Le difficoltà dei sovranisti non risiedono, infatti, nello scarso consenso, ma nella forte litigiosità dei suoi attivisti, caratterizzati da un forte esibizionismo personale e dal convincimento moralistico, ereditato dal duo Travaglio-Grillo, per i quali "non bisogna mai scendere a compromessi".
Ecco allora che sui social, terreno d'azione privilegiato dei sovranisti, quotidianamente si scannano sovranisti di destra contro sovranisti di sinistra, sovranisti col la maglietta di Che Guevara e quelli che odiano i froci; i sovranisti della Juve contro quelli del Toro. I sovranisti scapoli contro gli ammogliati. In fondo, cos'è successo in Francia? Il 20 per cento di Melenchon - che diceva le stesse cose del Fronte Nazionale sui trattati europei - non ha votato per Marine Le Pen, nel dubbio che avesse una svastica tatuata sulle tette (ps, ce l'ha, io glie l'ho vista, ma è rosa fluo)
Quando usciranno i nostri eroi da questa sacca nella quale si sono essi stessi infilati? Beh, ce lo dice la storia come si fa. E prendo due esempi, due soltanto
CHURCHILL
Nel celebre discorso alla Camera dei Comuni pronunciato il 13 maggio 1940, il misogino e ciccione Winston Churchill, disse queste parole: "E' stato formato un gabinetto di guerra di cinque membri rappresentanti, con il Partito laburista, l'opposizione, e i Liberali, l'unità della nazione. Era necessario che questo venisse fatto in un solo giorno in considerazione dell'estrema urgenza e durezza degli eventi. Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza. Voi chiedete: qual è la nostra linea politica? Io rispondo: fare la guerra per terra, mare, aria. Guerra con tutta la nostra potenza e tutta la forza che Dio ci ha dato, e fare la guerra contro una mostruosa tirannia insuperata nell'oscuro e doloroso catalogo del crimine umano. Questa è la nostra linea politica. Voi chiedete: qual è il nostro obiettivo? Posso rispondere con una parola. E' la vittoria. Vittoria a tutti i costi, vittoria malgrado qualunque terrore, vittoria per quanto lunga e dura possa essere la strada, perché senza vittoria non c'è sopravvivenza".
Com'è noto l'Inghilterra in quei giorni fu tempestata dalle bombe sganciate dagli aviatori della Luftwaffe: gli inglesi si trovarono con le case senza tetto e con i bambini sepolti dalle macerie, ma non si arresero perchè seppero rimanere uniti. Non vi fu una sola testa di cazzo che fosse una che dicesse: "Eh, ma Sir Winston Churchill è un misogino!" "Churchill è un uomo troppo ricco!" "Churchill è un nobile di merda!" Certo che Churchill era misogino, era nobile ed era ricchissimo per meriti non suoi, ma chi se ne frega a fronte della vittoria contro un nemico che mirava alla completa distruzione del suo Paese? Lo ripeto: ma chissenefrega?
Come qualcuno forse saprà, Churchill dopo aver vinto la Seconda Guerra Mondiale perse le elezioni politiche in Inghilterra... quindi questo merdoso misogino, ricco e grasso non riuscì ad imporre le sue ricette liberiste agli inglesi anche se gli inglesi lo considerano ancor oggi molto meglio di come noi consideriamo Giuseppe Garibaldi o Alcide de Gasperi. Anche se le sue battutacce sulle donne sono ancora oggi citate nei pub londinesi, anche se era un classista, in GB è considerato un eroe. Churchill vinse i tedeschi e siccome era buono per quello, ma non per legiferare su lavoro e welfare, non vinse poi le elezioni. Punto.
TOGLIATTI
Dopo l'8 settembre 1943, Badoglio e quel deficiente del Re avevano lasciato l'Italia nella merda, peggio di Mussolini. I soldati non sapevano se fare il caffè ai tedeschi o sparargli addosso. Le città del Sud, Roma in testa, subirono violenze inaudite (mai sentito parlare delle Fosse ardeatine o anche delle marocchinate francesi?). Si sviluppò così il Comitato di Liberazione Nazionale (ai compagni europeisti lo dico chiaro: non lo chiamarono comitato di liberazione e basta, aggiunsero "nazionale"...). Tuttavia, il CLN trovò fin da subito molte difficoltà. Vi appartenevano infatti attivisti di tutta italia che avevano diversi atteggiamenti politici e, soprattutto, un diverso per non dire opposto atteggiamento nei confronti della figura del Re. Alla fine si può dire che l'offensiva di un CLN così raffazonato non dava l'impressione di mietere grandi risultati. Finchè non intervenne l'Unione Sovietica che indirizzò il leader del Pci, Palmiro Togliatti, verso un'unione degli intendimenti. Primo: occorreva liberare l'Italia dai tedeschi! Solo a guerra finita si sarebbe votato per decidere se mettere il crocifisso in aula, in bidelleria o nel cassetto. Nel mese di aprile del 1944, per voce di Palmiro Togliatti si arrivò così alla Svolta di Salerno, un accordo tra partiti antifascisti, monarchia e Badoglio. Come dicono quelli di wikipedia: "L'iniziativa si concluse con l'accettazione di una mediazione di Enrico De Nicola concernente il trasferimento di tutte le funzioni ad Umberto di Savoia, quale Luogotenente del Regno, e l'indizione di una consultazione elettorale per un'Assemblea Costituente".
Come già detto, mi sono limitato a riportare solo due esempi, ma credo di essere stato chiaro. Se l'obiettivo finale è quello di azzerare i trattati, Maastricht e Schengen, e battere moneta, allora occorre lavorare tutti per questo.
I sovranisti nostrani, invece di pensare a lacrime, sudore e sangue, perdono il loro tempo con affermazioni e polemiche di questo tipo:
"le cose contro l'euro le ho scritte prima io" -
"no, le ho scritte prima io" -
"sono per il crollo dell'euro, ma prima di tutto sono anarchico" -
"la Lega deve morire" -
"tra i sovransiti ci sono troppi razzisti (barra) fascisti" -
"tra i sovranisti ci sono troppi comunisti  (barra) statalisti" -
"il risorgimento fu un movimento popolare e chi non lo ammette è cretino" -
"il Risorgimento non fu un movimento popolare e chi non lo capisce è un cretino al cubo"-
"siamo sovranisti, ma siccome c'è anche la Meloni, siamo in cattiva compagnia" -
"tra i sovranisti, molti sono disumani" -
"sono sovranista, ma mangiare la carne dovrebbe essere illegale"-
"chi non è vegano non può essere anche sovranista" -
"non si può essere sovranisti e al contempo odiare le donne"
"il canale youtube di Fabio Rovazzi è più cliccato di quello di Paolo Barnard"
"Mosler in Italia l'ho portato prima io"
"No, l'ho portato prima io, ma è un cretino"
"e la Nato? prima della Ue, bisogna occuparsi della Nato!!!"
"Putin e Assad sono a favore degli Stati sovrani, ma sono disumani (che fa pure rima)"
e avanti di questo passo, con affermazioni ostentatamente divisive e, se non divisive, rilevanti e approfondite come i pensieri filosofici di Renzo Bossi, detto Il Trota.
Insomma, ...

Mi sa che sono cazzi amari amici miei 

8 commenti:

  1. Mi sembra che siano già in tanti a correre al capezzale del sovranismo : " turba medicorum, mors certa " .... speriamo di no.

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    1. In questo momento non ho voglia di esprimere pubblicamente quelle che, a mio avviso, sono le ragioni del disastro nel quale stiamo scivolando, che a te e pochi altri ho espresso più volte. Basti (una ragione su tante) ricordare la scelta di adottare il termine "populismo", perché "sovranismo" sarebbe dedestra. Fuffa argomentata con ragionamenti fuffeschi! Er popolo! Er popolo! Invece sovranità nazionale, secondo i suddetti fuffi, è roba da fasci? Poi parlo con "er popolo" (che io frequento tutti i giorni) e sento parlare solo ed esclusivamente di sovranità nazionale.

      E così la propaganda ha gioco facillimo nel dividerci in sovranisti e populisti. Sui media infatti si parla dei "sovranismi e populismi", con il che er popolo si convince che stiamo già a litigare. E ha ragione!

      Poi ci sono i "piccoli grandi capi", quelli che mi ricordano il barbiere24ore che scrisse sulla porta della sua bottega "oggi si paga domani no", che è come dire "oggi c'è la crisi ma l'anno prossimo no".

      Quando il liberismo va in crisi, quale ricetta migliore di una grossa zuffa tra fasci e compagni? Ah, ma allora sei rossobruno! Rossobruno? Per caso il colore che prende "er popolo" quando si gonfia di rabbia?

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  2. Così tanto per fare un po' di soffiame: questo Bordin come si permette di mettere il nome di Bagnai e altri come Barnard nella stessa frase?
    I seguaci candidi( pare che esistano anche i seguaci neri ) del più famoso blog di economia del mondo dove scrive un solo economista, sono indignati e sputeranno sulla sua tomba, banchetteranno con le sue ossa mentre assisteranno allo stupro delle sue figlie.

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  3. Grazie della cortese citazione. Concordo nell'insieme, ma aggiungo che le ragioni di questa litigiosità sono molto profonde e serie, e che dunque questo problema non si potrà risolvere senza una seria riconversione anzitutto teorica e culturale delle culture politiche avverse al mondialismo. Per chi sia interessato, ne ho scritto anche qui: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/11/make-italy-great-again.html
    e qui: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/12/guest-post-la-replica-di-roberto.html

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  4. Il Panda è in estinzione (e si estinguera')perché s'è fissato che l'unica cosa che abbia il gusto giusto è il bamboo...Io ho provato a spiegarglielo, ma non mi ascolta, appena ho finito di parlare rimette in bocca un pezzo di canna, e mastica MaStiCa. ..

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  5. Una precisazione: Massimo Bordin è il conduttore storico di Stampa e Regime, la altrettanto storica rassegna stampa di Radio Radicale. La ascoltavo proprio questa mattina e una notizia mi ha colpito: in Uganda ci sono 900.000 profughi dal Sud Sudan (dove c'è una guerra civile devastante) e le strutture di accoglienza sono al collasso.
    Oh bella, ho pensato. Soros ha cambiato target? Adesso il piano è quello di sostituire le masse lavoratrici ugandesi con manodopera a basso costo sud sudanese? Lo spread con la Tanzania si è impennato?
    Scherzi a parte, forse è un piccolo esempio che i sovranisti hanno contribuito ad accentuare la paranoia anti immigratoria dimenticando che sono i paesi del terzo mondo i primi a essere travolti. E se partisse da qui un punto comune di comprensione? Okay, i guru bloggeristi hanno bisogno di complotti, di capri espiatori, di gente che odia, ma lo fanno pro domo loro (non a caso considerano un troll chiunque sollevi dei dubbi). Che senso ha il sovranismo se poi l'agenda di chi dobbiamo odiare ce la detta Fusaro o Bagnai o la Tamperi o Salvini? Manco padroni dell'agenda!
    Un abbraccio

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    1. Che senso ha il sovranismo se poi l'agenda di chi dobbiamo odiare ce la detta Fusaro o Bagnai o la Tamperi o Salvini? Manco padroni dell'agenda!

      Scusa, è proprio indispensabile avere della gente da odiare in agenda?

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