mercoledì 11 luglio 2018

Natura abhorret a vacuo


Quando uno è stanco delle proprie frequentazioni, e desidera conoscere persone nuove, ha una soluzione semplice a portata di mano: sparire, accettando per un po' di essere solo, perché prima o poi si avranno nuovi amici: Natura abhorret a vacuo.

Funonzia anche sui social. Come? Togliendo l'amicizia a chi non ci piace? E perché? Perché dovrei togliere la mia amicizia a chi mi sta sulle palle quando è tanto più divertente, e soddisfacente, che lo faccia lui? E' in base a questa considerazione che ho deciso di mandare affanculo - ho già cominciato a farlo - tutti i cretini che, non si sa come, gli algoritmi social mi hanno proposto come "amici" e che ho passivamente accettato per anni. A partire dagli indossatori di magliette rosse, per finire con i sovranisti che a breve si candideranno alle elezioni per il parlamento europeo, ovviamente passando per tutti i cicalidi che, sulle chat, parlano di tutto meno che dell'oggetto proposto in discussione, e che sono la maggioranza di più infima specie.

Vi avviso, dunque: siate intelligenti quando vi rapportate con me perché qualora, a mio unico e insindacabile giudizio, vi trovassi stupidi o noiosi, da questo momento in poi non me ne starò buono ma vi insulterò con sapiente perfidia, costringendovi a togliermi l'amicizia e provocandovi, per sovrappiù, un travaso di bile che spero ardentemente vi faccia cagare male.

Per aiutarvi a capire vi propongo il prototipo dello sfanculabile: cliccate qui quo qua.

martedì 10 luglio 2018

La necessità di organizzare la lotta politica

Luciano Barra Caracciolo
L'estate, la stanchezza post elettorale e, soprattutto, l'indecisione che serpeggia sulle reali intenzioni del governo gialloverde, stanno paralizzando l'iniziativa politica nel movimento sovranista. Si aggiunga a ciò il vero e proprio shock causato dall'ingresso, in questo governo, di un'icona del nostro mondo, Luciano Barra Caracciolo, avvenuta con spiegazioni che non appaiono del tutto convincenti, come emerge sia dalle motivazioni, laddove il nostro parla di "un'esperienza peculiare nuova, che personalmente considero di natura sia professionale che culturale, nell'interesse esclusivo della Nazione", sia dalla reazione eccessivamente nervosa ad alcune osservazioni di Mario Gosmin (che richiama il video della presentazione del libro di Paolo Savona) e del sottoscritto. Cito:

«Il motivo per cui mi accingo a sospendere la mia personale attività in questo blog - e finora non avuto il tempo di farlo e di salutare i miei amati lettori - è proprio la naturale degenerazione in commenti del genere, posti in questa sede come se fosse un centro di imputazione delle decisioni governative.... Una personalizzazione nei miei confronti in questa sede è quindi sostanzialmente inutile IN QUANTO indirizzata alla sede sbagliata.... E poiché degnissime idee su aspetti certamente cruciali delle politiche di bilancio e di investimento della Repubblica italiana sono da anni dibattute e certamente note a chi redige questo blog, rimane il fatto, fattualmente incontestabile, che il miglior modo per renderle operative e fruttuose, "nell'esclusivo interesse della Nazione", è di conquistare un consenso elettorale tale da ottenere la maggioranza o, comunque, una consistenza parlamentare tale da avere l'investitura popolare per poter tentare di realizzarle.»

In altre parole LBC ci dice che, avendo appreso tante cose dal suo blog, «il miglior modo per renderle operative e fruttuose, "nell'esclusivo interesse della Nazione", è di conquistare un consenso elettorale».

Ovviamente sono completamente d'accordo con LBC, sebbene le sue parole risuonino sinistramente associate, nella nostra mente, a quelle di Piero Fassino:

 

Sono d'accordo con LBC perché, quali che siano le reali intenzioni del governo gialloverde - personalmente sono molto pessimista - chi non è capace di organizzare la lotta non è un soggetto politico reale, e non merita dunque considerazione in quanto tale. Ora che non ci sia, nel mondo sovranista, la volontà di organizzarsi, questa è cosa non vera, sebbene fino ad ora i risultati siano stati ampiamente deludenti. Sulle ragioni di questo fallimento la mia opinione è nota, almeno nei circoli che frequento, ma di ciò parleremo in un'altra occasione perché, in questo intervento, desidero segnalare un ulteriore ostacolo che si è frapposto: l'esistenza stessa del governo gialloverde.

L'idea paralizzante è che questo governo stia portando avanti una strategia di apparente dialogo con l'UE, nel mentre starebbe preparando la famosa uscita dall'euro nel fine settimana. Il filo del ragionamento è che, posto che LBC (ed altri) sono uomini d'onore, e dunque le loro scelte non possono essere determinate dall'ambizione personale; e non potendo non essere chiaro, soprattutto ad essi, che qualsiasi contributo tecnico sarebbe ininfluente rispetto alla mancanza di volontà politica di perseguire l'italexit; non resta che l'ipotesi che i nostri siano stati cooptati in una squadra delta pronta ad entrare in azione in un futuro fine settimana.

Un ragionamento solo in apparenza plausibile, che non tiene conto del fatto che l'uscita dall'euro nel fine settimana è un'operazione impossibile in un paese come il nostro, nel quale il potere non è sufficientemente centralizzato da rendere fattibile una simile strategia. Un'azione del genere potrebbe avere successo solo in uno Stato, e non è il caso dell'Italia, nel quale il potere reale fosse effettivamente concentrato nelle mani di un'élite nazionale coesa, e determinata a difendere, prima di tutto, gli interessi del paese, ponendo in second'ordine i contrasti tra fazioni.

E' in base a tale considerazione che, nelle discussioni con molti amici, provo a smontare quella che ai miei occhi è un'ingenua illusione. Non che l'obiezione non sia presa in considerazione, ma esiste come una sorta di disperata volontà nel non voler credere possibile che perfino uomini di valore come LBC (e altri) possano aver ceduto alle lusinghe di un ruolo governativo; se non addirittura, in qualche caso, essere sempre stati agenti di un'operazione di controllo del dissenso popolare, abilmente orchestrata.

Quale che sia la verità, questa verrà a galla per il principio che non si può mentire a tanti per tanto tempo, ma resta il fatto che l'indecisione è paralizzante. La mia speranza, il mio caldo augurio, è che mi stia sbagliando, perché non posso credere che uomini di valore come LBC (e altri) non si siano posti il problema del danno, soprattutto di natura simbolica, che avrebbero recato al mondo sovranista - verso il quale sono debitori delle loro attuali fortune governative - offrendo il loro contributo a una coalizione costituita da due forze di ispirazione liberale, una delle quali sospettata di essere eterodiretta, che intende preservare l'euro e l'Unione Europea, in aperto contrasto con quanto da essi predicato e insegnato per anni.

Credo di non essere il solo a pensarla così, certamente siamo in pochi ad esternare tali dubbi in modo esplicito, ma col passare del tempo le cose si chiariranno. Come ho già avuto modo di scrivere, il tempo della desistenza di noi sovranisti costituzionali non durerà per sempre.

lunedì 9 luglio 2018

Disgraziato quel paese che si affida agli economisti!

...ma anche ai giuristi, quasi quanto quel paese che si affida ai servi del capitale: noi italiani non ci facciamo mancare niente. Ascoltateli, ma sappiate che stanno cercando la pietra filosofale, quella capace di trasmutare i trattati europei nella Costituzione italiana. Daje a ride pe' nun piagne!

domenica 8 luglio 2018

IL PATRIOTTISMO COSTITUZIONALE: PER LA COSTRUZIONE DI UN’AREA POLITICA DI ISPIRAZIONE POPOLARE, SOCIALISTA E PATRIOTTICA (di Giuseppe Angiuli)



1 – IL NUOVO QUADRO INTERNAZIONALE. LA CRISI DELLA GLOBALIZZAZIONE NEO-LIBERISTA.
Il mondo intero è immerso in una fase di profondi e decisivi cambiamenti.
La nuova fase politica, inaugurata a livello globale dall’insediamento dell’amministrazione Trump negli USA e dall’affermazione della BREXIT in Gran Bretagna, ha innescato una serie di mutamenti negli assetti e negli equilibri tra poteri i cui effetti è difficile prevedere ma di cui non è impossibile leggere fin da adesso le caratteristiche predominanti.
L’attuale fase è contraddistinta in via principale da uno scontro in atto, nel campo occidentale, che vede da una parte un capitalismo che ha l’esigenza impellente di rilanciare quanto prima la produzione di beni materiali e, dall’altra parte, il cosiddetto “finanz-capitalismo” ossia un capitalismo finanziario speculativo, parassitario e improduttivo che ha costruito negli ultimi decenni le sue fortune sui meccanismi della cosiddetta “globalizzazione neo-liberista” e sulla messa in circolazione di una quantità immane di denaro virtuale.
Lo scontro tra le due fazioni o cordate oggi contrapposte nel campo occidentale è diventata ormai evidente a tutti nel corso dell’ultima riunione del G7 in Canada.
La cordata del capitalismo produttivo è apertamente decisa a porre fine ai principali trattati di libero commercio (che hanno fatto la fortuna della Cina) ed a rilanciare la centralità della produzione manifatturiera anglo-statunitense, il tutto in vista di uno scenario, non ancora per molto procrastinabile, che prima o poi vedrà contrapposto l’intero blocco occidentale al blocco delle forze dominanti nel campo dei Paesi emergenti, riunite attorno ai BRICS.
La seconda cordata attualmente operante nel campo occidentale, quella globalista, ancora fortemente connessa agli interessi del capitale finanziario speculativo e improduttivo (per semplificare, una cordata che include Soros, i democrats americani e l’intera impalcatura tecnocratica della U.E.) oggi avverte il fiato corto, dopo avere inanellato una serie clamorosa di sconfitte e sente ormai vicino anche il prossimo e probabile processo di implosione dell’€urozona, uno scenario per il quale è chiaro che lavorano alacremente gli ambienti attualmente dominanti negli USA e in Gran Bretagna, a cominciare dall’amministrazione Trump.

2 – IL NUOVO QUADRO POLITICO IN ITALIA.
Nel nostro Paese, la faticosa e travagliata nascita del Governo Conte deve essere vista e letta alla luce del contesto internazionale appena descritto e può a giusta ragione essere interpretata come una ulteriore vittoria della fazione anti-globalista.
Infatti, è apparso evidente a tutti che all’atto di ostacolare in ogni modo l’insediamento del nuovo Governo giallo-verde si è segnalato l’ostruzionismo clamoroso della Germania e dei noti ambienti della finanza parassitaria occidentale riuniti attorno alla figura di Mario Draghi, attualmente messi in difficoltà dagli esponenti della fazione anti-globalista ma decisi a vendere cara la pelle: la spiegazione dell’ostruzionismo di tali ambienti (di cui l’azione del Presidente Mattarella è stata espressione) verso l’insediamento di Conte a Palazzo Chigi è semplice, in quanto il destino dei loro interessi è fortemente legato al mantenimento degli schemi della globalizzazione/liberalizzazione dei mercati ed alla stessa persistenza in vita dell’Unione Europea, le cui istituzioni e i cui Trattati hanno rappresentato in questi decenni la più perfetta materializzazione dell’ideologia neo-liberista (libertà di circolazione del capitale finanziario, controllo ossessivo dei prezzi, privatizzazione di tutti i principali servizi pubblici, svalutazione e precarizzazione sistemica del lavoro dipendente).
In questo contesto, è più che plausibile che il Governo Conte abbia ricevuto il decisivo imprimatur proprio da quei settori anglo-americani che hanno deciso di ridimensionare il mercantilismo tedesco e che, per raggiungere tale obiettivo strategico, hanno in mente di favorire un allentamento delle assurde politiche di austerità che in questi ultimi anni hanno innescato un circuito perverso di recessione, deflazione salariale e disoccupazione record in tutti i Paesi deboli dell’area latino-mediterranea dell’Europa, tra cui il nostro Paese (le cui cifre sulla denatalità sono impressionanti).
Se i nuovi equilibri geopolitici dovessero consentire al Governo Conte, alla Lega di Salvini ed al Movimento 5 Stelle di attuare un’effettiva inversione di marcia rispetto al quadro ordo-liberista e globalista degli anni recenti, nonché di accantonare le folli politiche di austerità tutte “tagli e sacrifici” e di porre mano ad una inedita iniziativa di investimenti pubblici funzionali alla ripresa dell’economia e dell’occupazione, ciò andrà indubbiamente a vantaggio di tutte le classi sociali del popolo italiano e meriterà un convinto sostegno politico da parte delle nostre imprese, dei lavoratori e dei giovani precari, angariati da anni di impoverimento frutto delle errate ricette di Bruxelles e della Troika.
Che il nuovo Governo Conte sia stato accolto con freddezza ed ostilità da parte dell’establishment del capitalismo finanziario occidentale è ampiamente confermato dalla recente decisione di Mario Draghi di porre fine al meccanismo del quantitative easing (che per un certo periodo ha avuto un effetto calmiere sulla impennata dello spread sui titoli del debito pubblico italiano) nonchè dalla improvvisa ripresa degli sbarchi di un gran numero di immigrati clandestini decisi a raggiungere ad ogni costo le coste del Belpaese.
Sotto quest’ultimo punto, è apparso apprezzabile l’atteggiamento di grande fermezza con il quale ha mosso i primi passi il neonato Governo italiano, apparso deciso a riaffermare i principi di autorità, sovranità e sicurezza dei nostri confini, ben conscio delle finalità perverse sottese al fenomeno dell’immigrazione clandestina e degli interessi poco limpidi del circuito di certe ONG europee e della criminalità nordafricana, le quali strumentalizzano il dramma di tanta gente disagiata per spingerla deliberatamente verso il nostro Paese, con dei numeri insostenibili per la nostra società, già al collasso per il crollo del PIL e per lo smantellamento del nostro sistema di stato sociale.
Nel discorso inaugurale del Presidente Conte pronunciato al Senato, è apparso oltremodo positivo l’intendimento del nuovo Esecutivo di volere affermare un rasserenamento delle relazioni con la Russia, muovendo dall’abrogazione delle assurde sanzioni economiche fatte scattare dall’amministrazione Obama in coincidenza con la crisi ucraina.
E’ altresì auspicabile che il nuovo Governo prosegua col suo annunciato intendimento – espresso nei discorsi di Salvini e Di Maio – di intervenire con dei correttivi incisivi sulle famigerate controriforme di marca ordo-liberista di questi ultimi anni, come la legge Fornero, il JOB’S ACT di Renzi e la cosiddetta “buona scuola” (sic), provando a rimediare in qualche modo alle conseguenze drammatiche prodotte dai pesantissimi interventi dei Governi a guida PD.
Non da ultimo, meritano sostegno e comprensione anche le parole pronunciate dal neo Ministro della Famiglia Fontana, consapevole dell’utilizzo strumentale che negli ultimi anni la sinistra politica ha fatto delle tradizionali rivendicazioni dei movimenti omosessualisti col malcelato obiettivo di scardinare la centralità del modello della famiglia tradizionale e di colpire alla radice la stessa distinzione valoriale tra le due figure genitoriali di madre e padre. 

3 – IL COLLASSO DELLA SINISTRA ITALIANA E LA NECESSITA’ DI UNA NUOVA CULTURA POLITICA DEL PATRIOTTISMO COSTITUZIONALE. L’ESIGENZA DI CONIUGARE IL RECUPERO DELLA SOVRANITA’ NAZIONALE CON L’AMBIZIONE A VIVERE IN UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA E PIU’ EQUA.
Nel contesto di grandi cambiamenti appena descritto, appare raccapricciante il ruolo politico che oggigiorno viene svolto da tutte le soggettività storicamente appartenenti al campo della “sinistra”: dal PD renziano fino alla estrema sinistra dei centri sociali raccolti attorno alla esperienza demagogico-velleitaria di Potere al Popolo, passando per gli epigoni dalemiani di Liberi e Uguali e di Sinistra Italiana, l’intero campo della sinistra oggi getta la maschera e si presenta a tutti per ciò che realmente è, ossia la componente “sinistrata” della globalizzazione neo-liberista.
La demonizzazione del concetto di sovranità nazionale così diffuso nella impresentabile sinistra odierna, il suo semplicistico (e delirante) accostamento di ogni rivendicazione connessa al ripristino della dimensione nazionale quale tradizionale terreno di lotta per le rivendicazioni sociali delle classi subalterne ad un presunto scivolamento verso posizioni “egoiste”, “nazionaliste” o addirittura “fasciste”, ci dà la più evidente conferma di quale sia il ruolo della sinistra odierna al giorno d’oggi, quello di cavallo di Troia o quinta colonna dei poteri forti globalisti nel loro disegno di smantellamento degli Stati nazionali, da essi percepiti come ultimo ostacolo da abbattere per l’affermazione di un nuovo ordine mondiale in cui non è prevista la presenza di alcuna barriera alla circolazione del capitale finanziario speculativo e in cui si prevede che, accanto alla caduta di tali barriere, saranno eliminati confini nazionali, identità etno-culturali e tutte le forme di vita comunitaria al di fuori di quelle strettamente connesse alla dimensione del consumismo individualistico.
Appare oggi sinistro e rivelatore l’endorsement dell’avvocato Gianni Agnelli il quale, intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria nell’ormai lontano ottobre del 1996, ebbe ad affermare pubblicamente che “oggigiorno la sinistra è il migliore schieramento politico per realizzare delle buone politiche di destra”.
La rassegnazione e lo smarrimento politico-culturale in cui sono caduti negli ultimi anni milioni di lavoratori, giovani precari e disoccupati italiani, abbandonati a sé stessi da un ceto politico-sindacale di sinistra fellone e strutturalmente al servizio dei poteri forti finanziari, è un fenomeno drammatico che grida giustizia.
La sinistra di questi ultimi anni è oggettivamente invotabile da chiunque abbia conseguito un minimo di comprensione su tutte le principali dinamiche della globalizzazione neo-liberista e sui meccanismi che un quarto di secolo fa portarono alla nascita della nostra famigerata “seconda Repubblica”: liberalizzazione selvaggia dei salari e dei prezzi, smantellamento di diritti sociali frutto di un secolo e mezzo di lotte sociali del movimento operaio, appiattimento ideologico sui dogmi dell’europeismo, smantellamento del welfare, distruzione della scuola pubblica, tutte le controriforme di questi ultimi anni hanno sempre ottenuto il sostegno politico, talora aperto talaltra subdolamente occultato, da parte della dirigenza politica e sindacale della sinistra italiana.
La sinistra di oggi è ormai del tutto lontana dal rappresentare gli interessi delle componenti deboli della società capitalistica ed anzi è diventata un prodotto trans-genico, in quanto raccoglie un impasto di pensieri moralistici e “politicamente corretti” del tutto funzionali agli interessi del capitalismo finanziario globalista: un mix di liberismo economico, europeismo demenziale, omosessualismo corporativo, femminismo isterico, immigrazionismo dogmatico e, dulcis in fundo, l'antifascismo di maniera in assenza di fascismo.
E dunque, oggigiorno, per tutte le persone libere e che vogliano aiutare l’Italia a venire fuori dalle secche dell’ultra-liberismo, è prioritariamente essenziale mantenersi ben lontani da tutto ciò.
Al contempo, è divenuto quanto mai necessario ed urgente battersi per la nascita anche qui in Italia di una nuova area politica a carattere popolare, socialista e patriottico con l’obiettivo di rimettere al centro dell’agenda i diritti sociali della gente che vive del proprio lavoro e che negli ultimi anni, priva di rappresentanza politica, ha assistito inerme ad una cinica operazione di arretramento del nostro sistema di relazioni sociali a livelli pre-novecenteschi.
Nel breve periodo, sarà giusto e saggio che tale area politica si rapporti in modo dialettico con la neonata compagine di Governo targato Lega e Movimento 5 Stelle, senza farle sconti ma senza nemmeno coltivare inutili pregiudizi ideologici: i fautori del patriottismo costituzionale dovranno dimostrarsi sempre pronti a sostenere ogni iniziativa del Governo giallo-verde che andasse effettivamente nella direzione di un accantonamento delle folli ricette di austerità finanziaria e di un rilancio della nostra economia e dell’occupazione giovanile sulla base di iniziative di ispirazione neo-keynesiana, semprechè gli inediti rapporti di forza tra Roma e le istituzioni di Bruxelles consentano dei reali margini di azione per mettere in atto gli auspicabili interventi finalizzati agli investimenti ed alla spesa pubblica produttiva.
Da questo punto di vista, la designazione del prof. Alberto Bagnai alla Presidenza della Commissione Finanze al Senato e la nomina a sottosegretario agli Affari Europei di Luciano Barra Caracciolo, due insigni intellettuali che hanno animato per anni un fecondo dibattito tra le pur esigue nicchie del libero pensiero ancora residue nel campo cosiddetto “progressista”, potrebbero costituire una irripetibile opportunità per la erigenda area del patriottismo costituzionale, consentendole di costruire un ponte di collegamento con l’attuale maggioranza parlamentare, non senza provare – ove le concrete circostanze lo consentissero - ad influenzarne in ogni modo possibile l’operato.
L’appello rivolto a tutti i patrioti, ai socialisti, ai lavoratori, ai giovani disoccupati e precari, a tutte le forze popolari desiderose di ritrovarsi finalmente in una nuova comunità politica a cui affidare la rappresentanza dei propri interessi è, prima di tutto, quello di affrancarsi definitivamente da una sinistra fellona e traditrice, da decenni posta al servizio permanente del finanz-capitalismo e, in secondo luogo, quello di serrare le fila per ritrovarsi tutti quanti nel progetto ambizioso e non più rinviabile di dare vita ad una nuova area politica del patriottismo costituzionale.

Giuseppe Angiuli

sabato 7 luglio 2018

Per vostra conoscenza

A notte tarda ho avuto un litigio su FB con un soggetto che, messo alle strette, mi ha immediatamente bloccato. Ne copio&incollo il contenuto, eliminando ogni link che possa identificare il soggetto. Ho iniziato commentando un post di una mia amica:

Fiorenzo Fraioli Costo di un Biglietto aereo dal Mali a Roma in alta stagione. Come mail il governo dei "buoni" (ma anche tutti i governi della "buona UE" non hanno pensato a questa soluzione, che costa un decimo del passaggio con gli schiavisti brutti e cattivi (senza parlare dei costi dei centri di accoglienza)?

Daje, arisponni.
Gestire
Nessun testo alternativo automatico disponibile.



Si è inserito un tizio:

Tizio Per salire su quell'aereo, costasse anche un euro,serve un visto umanitario rilasciato dal Ministero degli interni del paese di partenza.
Coraggio,riprova.

Ho così replicato:

Fiorenzo Fraioli Quindi il buon governo piddino non rilasciava permessi di ingresso? Guarda bel tipo che la domanda è questa: i governi del PD (Monti, Letta, Renzi) LI RILASCIAVANO O NO I PERMESSI DI INGRESSO?

La risposta la sai, è NO!

E lo stesso hanno fatto i governi dell'UE tanto tanto tanto umanitaria.

Però farli arrivare (quelli giovani e con tutti i denti) a 6.000 euro col rischio di annegare (circa 34.000) questo sì! Ma si sa, l'UE è buona, e i piddini di più.

Attendo risposta.
Gestire


16 min
Fiorenzo Fraioli Daje, che aspetti? E rispondi no!

Il tizio ha così replicato:

Tizio Il visto umanitario viene rilasciato dal paese di "partenza", non da quello d'arrivo.
"Partenza" è il luogo in cui ti imbarchi per lasciare il paese dove risiedi, non dove arrivi.
Puoi farcela,basta solo un minimo d'impegno.

P.s.: non mi risulta abbiamo mai condiviso pasti o convivialitá.
Pertanto limita la tua confidenza evitando aggettivi gratuiti.
Una camomilla a quest'ora può esserti d'ausilio.

Io ho affondato il colpo:

Fiorenzo Fraioli Ah, il visto di ingresso è rilasciato dal paese in cui si intende recarsi. Presso l'ambasciata.

e il tizio ha replicato:

Tizio Secondo "me"???
"Avete" le mani sporche di sangue???
Ma sei mentalmente instabile o frequenti corsi specialistici???

Ed è finita così:

Fiorenzo Fraioli No, io amo la verità dei fatti, specialmente quando sono in gioco decine di migliaia di vite umane.

Impossibile pubblicare il commento.

Considerazioni finali


Viviamo in un mondo di dementi ipocriti, con le mani sporche di sangue causa stupidità.

Tra qualche anno questi stupidi buonisti del cazzo saranno diventati razzisti isterici, mentre io difenderò il diritto di quelli che saranno già arrivati di essere considerati cittadini a tutti gli effetti. A causa della loro stupidità, gli stupidi buonisti del cazzo non capiscono che il fenomeno va attenuato, così come non capiranno che varrà sempre la massima napoletana "chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato".

venerdì 6 luglio 2018

Adottare soluzioni punk per sopravvivere


Sia chiaro: noi sovranisti costituzionali siamo più avanti, molto più avanti. Ma anche la versione goofynomica standard non è male. Peccato che sia troppo difficile per i dementi piddino-sinistratelli. Non Dio, ma almeno il diavolo abbia pietà di loro!

Sto incazzato, si vede eh? E bè...



Addendum: i padroni fanno schifo