mercoledì 28 ottobre 2026

Sta sbagliando prof...

Un capataz coi suoi tiralocarro

Un simpatico anonimo, commentando un mio video su YT (Vannacci è un gatekeeper? - https://www.youtube.com/watch?v=VZ1hw9sZIOM), mi scrive "Sta sbagliando prof", e mi segnala un video (https://www.youtube.com/watch?v=0zw-UC_NmUE) nel quale Matteo Brandi, un bravo influencer che si crede dirigente di partito, commenta le posizioni di Roberto Vannacci sull'euro e l'UE. Vannacci, come noto, dichiara che il suo partito, Futuro Nazionale, non ha intenzione di uscire dall'euro e dall'UE e rilancia una strategia di cambiamento dall'interno (altreuropeismo) coniugata con una postura meno acquiescente nei confronti delle pretese di Bruxelles. Queste dichiarazioni hanno sollevato grandi strepiti nel pollaio dei duri e puri.

La questione è presto detta: i resti di quella che è stata l'armata brancaleone dei no-euro/no-UE alzano il ditino contro chiunque non declami esplicitamente la sua volontà di uscire. Nel fare ciò, tuttavia, continuano ad ignorare sistematicamente la realtà dei fatti e le loro responsabilità. Si tratta immancabilmente di tiralocarro (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=WLWtLeVptyI) che hanno seguito capataz grandi, dalla coppia B&B alla Lega al M5S, e piccoli o piccolissimi, sempre ed esclusivamente con lo stesso atteggiamento: tirare lo carro dello Re!

Fin da subito, e per anni, ho lanciato l'allarme segnalando questi errori, si veda ad esempio questo video del 2014 dal titolo "Non si può dire tutto": https://youtu.be/LTO5lldVhAQ?si=-B1DO-lA2EGH3jIz&t=184, purtroppo con risultati nulli. Alla fine, preso dalla disperazione, riunii un piccolo gruppo di no-euro/no-UE e insieme costituimmo il (disciolto) collettivo Prototipo che pubblicò nel 2023 un documento dal titolo "Libertà e Partecipazione" (vedi: https://egodellarete.blogspot.com/2023/10/liberta-e-partecipazione.html) nel quale delineammo un possibile modello di piccolo partito dotato di istituzioni democratiche interne, da sviluppare nel tempo parallelamente alla crescita del partito. L'idea di fondo, oltre alla democrazia interna, era quella di superare la fase della compulsiva costituzione di liste unitarie ad ogni consultazione elettorale per passare alla costruzione di una forza politica sufficientemente grande e strutturata, con migliaia di militanti e capace sia di elaborare una linea politica che di selezionare una vera classe dirigente dal basso. Sottoponemmo il documento all'attenzione dei capataz e dei loro tiralocarro con esiti del tutto nulli.

A quel punto capii che la battaglia no-euro/no-UE era definitivamente persa e ne presi atto.

Immancabilmente, con l'approssimarsi delle elezioni politiche, la giostra è ricominciata: capataz e tiralocarro sono rientrati in fibrillazione e fervono i preparativi nel tentativo di costituire la nuova mitica lista unitaria che condurrà al glorioso traguardo del superamento del 3%. Auguro a tutti le più magnifiche sorti e progressive ma non ho alcuna intenzione di perdere altro tempo con queste buffonate. Abbiamo avuto 15 anni di tempo per strutturare e far crescere un vero partito no-euro/no-UE ma abbiamo fallito, e non per mia responsabilità. Prendo atto della situazione, considero finita con un'ignominiosa serie di sconfitte quella stagione e vado avanti. Ci terremo l'euro e l'UE finché staranno in piedi oppure finché forze esterne all'Italia (o anche interne) non entreranno in gioco. Questa è la realtà dei fatti, questo è quello che passa il convento, questo è il risultato cui ci ha condotto l'ambizione cieca dei capataz e la dabbenaggine dei tiralocarro.

lunedì 26 ottobre 2026

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