giovedì 9 luglio 2026

I "pippolismi"

È vera o falsa la proposizione «Il "pippolismo" è incompatibile con la libertà»? Per rispondere sostituite al prefisso "pippo" il prefisso "capital" o "comun", ottenendo così "capitalismo" e "comunismo". In entrambi i casi la proposizione è vera nel senso che non è permesso criticare i pilastri del pippolismo, sia esso "capital" o "comun", ma è falsa perché nulla osta al fatto che si possa liberamente discutere di un grande numero di altre questioni, ad esempio l'opportunità o meno di realizzare una tratta ferroviaria o un aeroporto. In entrambi questi regimi è vietato attaccare i pilastri su cui si fonda il sistema, ma nulla osta alla discussione di tutte le altre questioni.

Col passare del tempo altri prefissi si affacciano all'attenzione, oggi è il tempo del "covid", da cui "covidismo". Il covidismo è un concetto di natura diversa rispetto a capitalismo e comunismo, ma non nel modo in cui lo è, ad esempio, quello di ambientalismo: vi possono essere regimi pippolisti che sono ambientalisti o antiambientalisti. Negli Stati Uniti, ad esempio, il trumpismo (altro prefisso) è una forma di capitalismo antiambientalista, così come antiambientalista è stato il comunismo sovietico; al contrario, il progressismo (ancora un prefisso) è dichiaratamente ambientalista, pur essendo una visione del mondo che si muove nel grande alveo del capitalismo. In definitiva la dialettica politica di natura sociale continua ad essere dominata dal conflitto dei prefissi "capital" e comun", da cui capitalismo e comunismo, i quali vengono ulteriormente qualificati da altri prefissi che si riferiscono a posizioni importanti ma di altro rango.

La natura del prefisso "covid", quindi covidismo, attiene alla sfera delle libertà personali le quali non possono essere ridotte alla condizione di benessere materiale determinato da meri livelli di reddito e consumo. Questa circostanza pone il covidismo in una posizione particolare rispetto ad altri prefissi qualificativi, come il già citato "ambiental-ismo" o la coppia "liber-ismo" e "keynes-ismo" che specificano due forme di "capitalismo", inteso quest'ultimo come concetto politico di rango superiore. In altre parole il "covidismo" non è un attributo qualificativo di rango inferiore a un concetto che gli è preminente, sia esso il capitalismo o il comunismo, bensì di pari rango sebbene attinente ad una sfera precupuamente personale, mentre "capitalismo" e "comunismo" lo sono rispetto alla sfera della vita sociale.

Anche il covidismo, come ogni pippolismo che si rispetti, non ammette che siano messi in discussione i suoi fondamenti, come è dimostrato in modo lampante dai lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid-19 il cui nome corretto è "Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle cause che hanno determinato l'iper-incidenza e la mortalità cardio-respiratoria". Già dal nome si capisce che è permesso indagare solo ed esclusivamente su eventuali errori di gestione o malversazioni, ma non sulla questione principale che attiene al confine tra i poteri pubblici e la sfera personale. E dunque, poiché il covidismo è un "pippolismo" di primo rango come lo sono il capitalismo e il comunismo, è proibito metterlo in discussione alla radice. Nel mondo della dissenteria il dibattito politico intorno al covidismo si sta così sviluppando lungo due direttrici, una delle quali è rappresentata dal movimento Novax guidato da Luca Teodori, l'altra dal movimento Agorà guidato da Angelo D'Orsi. 

Novax è anticovidista, Agorà è anticapitalista; Novax declina il suo anticovidismo in direzione liberista, Agorà declina il suo anticapitalismo in direzione blandamente anticovidista. Manca, nel mondo della dissenteria, un movimento che sia contemporaneamente e radicalmente anticapitalista e anticovidista, così come nel mondo della politica ufficiale si trovano soltanto partiti che sono capitalisti e covidisti.

mercoledì 8 luglio 2026

Campagna elettorale 8 - FINCTA HUMANITAS DESTRUCTA SIT

lunedì 6 luglio 2026

Campagna elettorale 7 - Le Marattinate

sabato 4 luglio 2026

Ospitata da Piddukov

UNA DISCUSSIONE FRA AMICI SULL'USO, IN QUESTA FASE POLITICA, DEL GIUSNATURALISMO E DEL DIRITTO POSITIVO.

Questa sera ha avuto luogo una discussione telematica (che si pubblica in differita) sulla contrapposizione tra giusnaturalismo e diritto positivo. La discussione non ha avuto un taglio filosofico bensì politico.
Le due posizioni filosofiche del giusnaturalismo e del diritto positivo vengono usate in politica per indicare due diversi orientamenti, validi sia sul piano personale che collettivo. Le persone o le collettività che sono per natura o ragioni storiche più inclini a desiderare la libertà si difendono dal Potere invocando dei non ben definiti "diritti naturali"; al contrario coloro (persone o collettività) che sono più inclini al comunitarismo si oppongono brandendo l'argomento della maggiore importanza della società rispetto all'individuo.
Nessuno che si occupi seriamente di politica può ovviamente sostenere che una qualsiasi di tali due istanze possa essere applicata fino alle estreme conseguenze.
Tuttavia, essendo la lotta politica basata sull'inganno (come la guerra) ecco che assistiamo a una polarizzazione del discorso tra i sostenitori dell'una o l'altra istanza. Ma ciò è bene che non avvenga perché l'evento originario di questa polemica, il covid, ha avuto natura criminale e truffaldina.
C'è chi utilizza una polemica di natura filosofica e teorica perché, in realtà, vuole arrivare a sostenere che la difesa dalle "ingerenze della società" consista nell'aumentare il tasso di individualismo. Per questa ragione è necessario fare i conti fino in fondo con la psicopandemia, riconoscendola per quello che è stata: un'operazione criminale!

giovedì 2 luglio 2026

Diario personale 134 - La (mia) squinternata "teoria dei campi animici"

mercoledì 1 luglio 2026

Campagna elettorale 6 - Il fremito della cadrega

sabato 27 giugno 2026

Campagna elettorale 5 - Il quinto cetriolo Futuro Nazionale