domenica 18 novembre 2018

La uallera

Per ernia (uallera) si intende la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene, attraverso un orifizio, un canale anatomico o comunque una soluzione di continuo. Etermini "visceri" e "viscere" (pluralia tantum) indicano in generale tutti gli organi contenuti in una delle cavità presenti in un organismo. Le cavità in questione sono tre, cerebrale, toracica e addominale, ma sono soggetti a erniarsi soltanto i visceri mobili o quelli colpiti da determinate patologie.



Nel 2007 io e il mio amico e sodale Claudio Martino chiedemmo la tessera del PD, che peraltro non ci fu mai concessa, ma la mossa ci permise di partecipare ad alcune riunioni del direttivo cittadino frusinate del PD (ai tempi in transizione da DS). Resistemmo meno di sei mesi, poi ce ne andammo desolati.

Ci sono voluti 11 anni, ma la uallera, finalmente, è venuta fuori. Questo Diego Corallo, un giovanotto che beato lui ha ancora tutti i capelli neri corvino, dice paro paro le stesse identiche cose che io e Claudio dicevamo agli amici piddini di Frosinone or sono più di dieci anni. Solo che non lo fa nella sezioncina periferica di un paesotto elevato dal fascismo al rango di capoluogo di provincia nell'ambito di una riorganizzazione amministrativa, bensì nell'assemblea nazionale del PD svoltasi pochi giorni fa. Avessi un'indole complottista - eccome se ce l'ho! - potrei interpretare la circostanza come un segnale del fatto che qualcosa di grosso sta accadendo, magari mettendo l'episodio in correlazione con la presunta frase pronunciata da Paolo Savona - la situazione ora è grave - ma voglio evitare questa chiave di lettura. E allora ne resta un'altra: nella base del PD ci sono ragazzi con tutti i capelli ancora nero corvino alcuni dei quali si sono svegliati dal sonno della ragione.

Vi prego, cari pochi followers, ascoltatelo! E ditemi: non sono forse parole che io stesso potrei pronunciare? Cazzata del 99% a parte, ça va sans dire, perché il capello bianco a qualcosa serve. Avessimo trovato dieci anni fa, io e l'amico Claudio, giovani così nel PD! Macché, dovemmo confrontarci con una manica di....


Meno male che c'è la government chensorship, ma ce semo capiti, cari sinistratelli de paesotto con la squadra in serie A. Vi lascio qui, perché non trovo ragioni per spendere altro tempo su ciò. Vado a guardarmi un bel film di Netflix, la nuova droga delle serate in questo inverno del nostro scontento.

La cui trama perifrastica...

Siamo in Italia, dove un piddino è il discendente d'una antica famiglia di commercianti del posto. Perduta la condizione sociale che appartenne un tempo ai suoi genitori, è ridotto a lavorare come precario in un centro commerciale. È un uomo che aspira ad offrire ai familiari quel benessere che sembra alla portata della classe media, di cui vuol far parte. Per riscattarsi, accetterà di organizzare una serie di imbrogli e traffici loschi, che gli frutteranno l'agognato ritorno alla classe sociale d'un tempo, ma sviluppando, frattanto, una crisi morale senza scampo, fin quasi alle soglie del suicidio.


sabato 17 novembre 2018

Expertology

Nessuno si senta offeso, ma nessuno si senta escluso dalla sindrome dell'esperto. Vi ricordo che la scienza offre, essa stessa, gli strumenti atti a falsificare le sue ipotesi e le sue teorie, e questo costituisce un obbligo per ogni vero scienziato. Chi non si attiene a questa ferrea legge, che costituisce l'elemento di separazione tra la scienza e l'espertologia, non è degno di fiducia.

venerdì 16 novembre 2018

Yellowgreenology


C'è una domanda che ogni yellogreenologo che si rispetti dovrebbe porsi: come ci sono finiti Paolo Savona, Alberto Bagnai e Luciano Barra Caracciolo (LBC) nel governo gialloverde?

E' credibile una ricostruzione che veda, dopo il 4 marzo, i vertici del M5S e della Lega andare alla ricerca di personalità prestigiose da inserire nel governo, oppure ciò che è avvenuto non è altro che l'esito di un processo in incubazione da anni? Per quel che so, esiste una connessione diretta tra Savona e Bagnai già dall'estate del 2012, allorché i due si incontrarono a Roma. La mia impressione è che, prima di quella data, tra Bagnai e Savona non vi fossero legami di particolare importanza. Eppure, appena un anno dopo, Bagnai venne insignito del premio Canova. Si segua questo link per l'elenco dei vincitori. Si noti anche il fatto che nel 2012 ad essere premiato era stato lo stesso Savona.

Una ricostruzione alternativa - emersa dal confronto con altri osservatori politici e che mi appare convincente - è che a partire dal 2011, cioè dall'estromissione di Berlusconi con l'arrivo di Monti, pezzi importanti dell'establishment italiano si siano mossi, trovando in Paolo Savona il loro uomo di riferimento e nella Link University di Vincenzo Scotti la struttura relazionale necessaria per condurre in porto un'operazione politica di supporto alla crescita del M5S, concepito anni prima in ambienti atlantici con funzioni di controllo della politica Italiana. Sto parlando di ciò che resta dell'ex IRI, ad esempio ENI e Finmeccanica, di settori dei servizi e di una parte della gerarchia vaticana. In base a questa ermeneutica, tali ambienti avrebbero trovato in Bagnai uno dei possibili strumenti di penetrazione di quella parte dell'opinione pubblica più politicizzata e già critica dell'UE, a patto che egli cominciasse a prendere le distanze dai settori più radicali e propensi all'azione politica autonoma. Cosa che, in effetti, avvenne dalla fine del 2012 in poi. Contemporaneamente, nel febbraio del 2013, fu lanciato il manifesto di solidarietà europea la cui sottoscrizione ad opera di Bagnai segnò una prima e importante rottura con gli ambienti radicalizzati che lo stavano supportando nella sua ascesa come blogger di fama. Bagnai sottoscrisse il manifesto di solidarietà europea già alla data della sua pubblicazione, cioè il 24 gennaio 2013, dandone notizia ai suoi followers solo il 25 maggio successivo. Ciò provocò l'accesa reazione di Sollevazione, con un post del 28 maggio 2013 dal titolo: A BRACCETTO CON SOROS. Il salto della quaglia del Prof. Bagnai - di Moreno Pasquinelli.

Come ricorderete nel febbraio 2013 il M5S ottenne un buon successo alle elezioni politiche al punto che fu tentato un governo M5S-PD, quest'ultimo all'epoca guidato da Bersani, ma l'operazione fallì per l'opposizione dei settori più eurofanatici di quel partito (Rosy Bindi e Massimo D'Alema) come pure per l'indisponibilità assoluta dell'area dei "sinistrati", all'epoca ancora egemonizzata da Nichi Vendola. Pochi mesi più tardi, però, Matteo Renzi venne eletto segretario del Partito Democratico con il 67,5% dei voti. Matteo Renzi, che non è un eurofanatico, è stato l'uomo che ha tentato di riposizionare il PD sulle tematiche europee, con l'obiettivo di formulare una nuova politica, più attenta alla difesa dell'interesse nazionale. L'operazione fallì sia per la strenua resistenza del vecchio apparato del PD, sia per gli errori dello stesso Renzi, primo fra tutti il referendum del 4 dicembre 2016.

E' possibile che, nel periodo che va dall'inizio del 2013 al 2015/2016, ad Alberto Bagnai sia stata prospettata la possibilità di diventare il terminale di un'operazione politica tesa alla nascita di una nuova forza politica euroscettica, ma che successivamente le difficoltà e, soprattutto, i tempi lunghi necessari quanto incompatibili con i ritmi degli eventi, abbiano consigliato un approccio diverso. Contemporaneamente si era fatto avanti un nuovo personaggio, Matteo Salvini, molto più abile nell'arte di costruire una connessione sentimentale con l'elettorato, sul quale si decise di puntare l'attenzione.

Si arriva così alle elezioni del 4 marzo 2018 che hanno visto lo straordinario successo del M5S e della Lega. In quest'ultimo partito era stato posizionato, appena all'inizio del 2018, lo stesso Bagnai, sia per compensarlo delle mancate promesse e dell'impegno profuso, sia come presidio al fianco di Claudio Borghi Aquilini. Personalmente ritengo che la prima scelta fosse quella di un governo M5S-PD, con la Lega in posizione di riserva a controllare l'agonia di Forza Italia e con l'obiettivo di medio termine di fagocitarla dopo la fine di Berlusconi, ma che i numeri abbiano infine imposto, dopo due mesi di estenuanti trattative, il governo yellogreen.

Se questa ricostruzione è corretta, allora nel campo da gioco della politica c'è un inaspettato player nazionale sul quale occorre fare qualche riflessione. Una forza, cioè, priva di consenso diretto di massa, ma capace di suggerire e indirizzare le scelte del M5S e della Lega, fornendo il know-how e le relazioni internazionali di cui entrambi necessitano. L'attuale leader di questa task-force è, senza dubbio, Paolo Savona, mentore e promotore di un asse strategico il cui fine ultimo non è tanto la dissoluzione dell'UE, quanto una sua profonda trasformazione. L'obiettivo sembra essere quello di ottenere, da un lato, un allentamento strutturale dei vincoli di bilancio al fine di costringere, nel medio periodo, la Germania a compiere una scelta tra un modello di banca centrale che svolga il suo compito di garante dei debiti sovrani degli Stati o la sua fuoruscita dall'eurozona, dall'altro quello di arrestare ogni ipotesi di rafforzamento politico dell'UE, in particolare la paventata costituzione di un esercito europeo basato sulla forza dell'asse franco-tedesco.

Lo scenario testé delineato è coerente con il passo indietro del M5S su un'opera strategica che aveva sempre combattuto, il gasdotto TAP di grande interesse per gli USA, come pure con la reiterata opposizione nei confronti del passaggio della TAV in Val di Susa. Anche il MUOS non sembra più nel mirino di questo partito. Sul piano internazionale all'Italia viene restituito un ruolo in Libia, ed ha ottenuto di essere l'unico paese europeo esentato dalle sanzioni all'Iran.

La discesa in campo del player nazionale guidato da Savona ha provocato il progressivo sfaldamento del tentativo di mobilitazione dal basso del mondo sovranista costituzionale. Ciò è avvenuto sia perché molti dei suoi esponenti di punta, fin dall'inizio, facevano parte dell'operazione, oppure vi sono stati successivamente cooptati - penso ad esempio a LBC - ma soprattutto per la lunga serie di errori che questo mondo ha commesso. In particolare, quello più esiziale è stato porsi un obiettivo di gran lunga superiore alle risorse intellettuali e politiche disponibili, sdegnando invece il perseguimento dell'unico possibile, quello di costruire una federazione di associazioni sorelle capace di puntare ad un risultato elettorale di qualche punto percentuale, e solo a quel punto (per raggiungere il quale sarebbero serviti almeno dieci anni) pensare al passo successivo. Ammalatosi di protagonismo individualistico e, allo stesso tempo, sottoposto all'attrazione del player nazionale, questo mondo ha finito con il frantumarsi dopo aver speso le sue migliori energie sostenendo, di fatto, la crescita di quest'ultimo. Ciò ha generato un senso di frustrazione e un latente risentimento che, a mio avviso, è all'origine degli attacchi, spesso eccessivi, rivolti ad alcuni soggetti che erano stati erroneamente percepiti come compagni di viaggio.

Vi è poi un ulteriore circostanza che paralizza l'azione del mondo sovranista costituzionale, costituita dalla contraddizione di dover scegliere tra una posizione di sostegno, o almeno di non aperta conflittualità con l'azione del governo gialloverde, e quindi del player nazionale, e il fatto che l'asse strategico sul quale questo si muove sia quello del solo interesse nazionale, che non coincide affatto con l'interesse popolare e anzi vi confligge apertamente, almeno nel breve periodo. Giova qui ricordare che in una situazione simile a quella attuale, sebbene di gran lunga meno problematica - lo sganciamento della lira dallo SME nel 1992 - il costo dell'aggiustamento venne scaricato sui salari che, infatti, subirono una flessione. Alcune prese di posizione dello stesso Savona, soprattutto in tempi precedenti all'attuale governo quando poteva esprimersi più liberamente, sembrano suggerire che la cosa possa ripetersi, finendo così con lo scaricare sui lavoratori i costi degli errori commessi dalla classe dirigente - di cui faceva parte lo stesso Savona insieme con altri esponenti del player nazionale - che ha condotto l'Italia ad aderire al processo unionista.

martedì 13 novembre 2018

Il 5G spalanca la finestra di Overton

Da ZeroHedge 11/13/2018 (evidenziati in giallo i paragrafi riportati):

One British Company Wants To Implant Microchips Into "Hundreds Of Thousands" Of Global Workers

Una società britannica vuole impiantare microchip in "centinaia di migliaia" di lavoratori globali

It is really happening.  At one time, the idea that large numbers of people would willingly allow themselves to have microchips implanted into their hands seemed a bit crazy, but now it has become a reality.  Thousands of tech enthusiasts all across Europe have already had microchips implanted, and now a Swedish company is working with very large global employers to implement this on the corporate level.  In fact, Biohax recently told one of the biggest newspapers in the UK that they have been talking with a “major financial services firm” that has  “hundreds of thousands of employees”

Sta succedendo davvero. Un tempo, l'idea che un gran numero di persone consentisse volontariamente di avere microchip impiantati nelle loro mani sembrava un po 'pazza, ma ora è diventata una realtà. Migliaia di appassionati di tecnologia in tutta Europa hanno già impiantato microchip e ora un'azienda svedese sta lavorando con grandi datori di lavoro globali per implementarlo a livello aziendale. In effetti, Biohax ha recentemente dichiarato a uno dei più grandi giornali del Regno Unito di aver parlato con una "grande società di servizi finanziari" che ha "centinaia di migliaia di dipendenti" ...

Signori, è la finestra di Overton che si apre con l'arrivo del 5G dal 2019!

A syringe is used to place the chip in an area between the thumb and forefinger, according to the report. Osterlund said the procedure is similar to ear piercing and takes “about two seconds.” The microchips operate via “near field communication” technology, similar to what is used by no-contact bank cards.
“In a company with 200,000 employees, you can offer this as an opt-in,” Osterlund told the Telegraph.

Una siringa viene utilizzata per posizionare il chip in un'area tra il pollice e l'indice, secondo il rapporto. Osterlund ha detto che la procedura è simile al piercing all'orecchio e richiede "circa due secondi". I microchip funzionano tramite la tecnologia di "near field communication", simile a quella utilizzata dalle carte di credito senza contatto.

"In un'azienda con 200.000 dipendenti, puoi offrire questo come un opt-in", ha detto Osterlund al Telegraph.

“The chip implant is a secure way of ensuring that a person’s digital identity is linked to their physical identity. It enables access management in a way that protects individual self-sovereignty and allows users to control the privacy of their online activity,” Dr. Stewart Southey, the Chief Medical Officer at Biohax International, told Fox News.

"L'impianto di chip è un modo sicuro per garantire che l'identità digitale di una persona sia collegata alla sua identità fisica. Consente la gestione degli accessi in modo tale da proteggere la propria auto-sovranità e consente agli utenti di controllare la privacy della propria attività online ", ha dichiarato a Fox News il Dr. Stewart Southey, Chief Medical Officer di Biohax International.


Of course once this technology starts to be implemented, there will be some workers that will object.
But if it comes down to a choice between getting the implant or losing their jobs, how many workers do you think will choose to become unemployed?

Naturalmente una volta che questa tecnologia inizia a essere implementata, ci saranno alcuni lavoratori che obietteranno.

Ma se si tratta di scegliere tra l'impianto o la perdita del posto di lavoro, quanti lavoratori pensi che sceglieranno di diventare disoccupati?


Sadly, the mainstream media is now openly telling us that this is coming.  For example, the following is an excerpt from a recent Fox News article entitled “Are you ready for a chip implant?”
You walk into a grocery store and pick up eggs. No smartphone? No problem. You swipe your hand across a reader, and the amount is deducted from your bank account.
If that sounds far-fetched, you obviously haven’t been to Sweden recently, where thousands of people have reportedlyhad chips implanted in their bodies.
Purtroppo, i media mainstream ora ci dicono apertamente che questo sta arrivando. Ad esempio, il seguente è un estratto da un recente articolo di Fox News intitolato "Sei pronto per un impianto di chip?" ...

Entrate in un negozio di alimentari e prendete le uova. Nessun smartphone? Nessun problema. Fai scorrere la mano su un lettore e l'importo viene detratto dal tuo conto bancario.

Se questo sembra inverosimile, non sei stato evidentemente in Svezia di recente, dove migliaia di persone hanno riferito che i chip erano impiantati nei loro corpi.



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In un video recente vi ho parlato della prossima sinergia di tre tecnologie già esistenti: IPv6+RFID+5G. Si tratta della famosa Internet delle cose (IoT), che non è esattamente la tecnologia delle stampanti 3D come ho scoperto, con mio sommo sconcerto parlando con alcune persone di mia conoscenza, che molti credono. L'integrazione con internet implica l'utilizzo di IP univoci. IPv4 permette di avere 4,3 miliardi di indirizzi univoci, ecco perché gli sviluppatori di dispositivi IoT stanno adottando lo standard IPv6, che permette di raggiungere 2128 (circa 3,4 × 1038) indirizzi. Con una densità, come evidenziato nel video, di 655.571 miliardi di miliardi di indirizzi IP unici per metro quadrato!

Insieme agli RFID, la cui crescente miniaturizzazione consente già oggi di realizzarne con dimensioni di 0,8 micron, e all'incipiente tecnologia 5G, questa triade tecnologica può essere usata sia per scopi commerciali che di intelligence, sia estera che a fini di controllo politico interno. Ad esempio, sarà possibile impiantare di nascosto un micro RfId utilizzando una piccola pistola ad aria compressa, senza che il target involontario percepisca niente più di un lieve formicolio indistinguibile da quello provocato dal contatto con il tessuto di un indumento.

I micro RfId potranno anche essere silenti, ovvero rispondere all'interrogazione se e solo se contestualmente gli viene inviato un determinato codice di attivazione. Saranno invece quelli usati per scopi commerciali pubblici, ad esempio l'etichettatura elettronica, ad operare in chiaro.

La tecnologia 5G fornirà l'infrastruttura territoriale necessaria per sfruttarne le capacità. Nei prossimi cinque anni saranno istallate in ogni angolo milioni di antenne 5G che consentiranno ai dispositivi di interrogazione di ritrasmettere i codici ricevuti dai micro RfId. Come ho già detto, i dispositivi di interrogazione saranno in grado di operare sia in chiaro, inviando richieste standardizzate, che non in chiaro, inviando richieste codificate ad uso dell'intelligence. Vivremo in un'enorme Alcatraz.

Il potere di controllo risulterà esponenzialmente accresciuto, mentre sistemi di raccolta ed elaborazione dati, utilizzando sempre più efficienti algoritmi di analisi che faranno ampio uso delle tecniche di Intelligenza Artificiale, consentiranno ai decisori di agire in modo preventivo, ovviamente ai fini dell'interesse di chi controlla il tutto.

E' uno scenario da incubo, ed è ormai inarrestabile. Chi denuncia e si oppone è già trattato da complottista, viene denigrato, presto sarà perseguito. Grandi masse di cittadini perderanno questo status e si ridurranno al rango di bestiame governato con criteri zootecnici. Tutto ciò accadrà con l'assenso di gran parte della popolazione, già oggi vittima di operazioni di persuasione occulta aventi lo scopo di abbattere le resistenze psicologiche al nuovo scenario che avanza.

Questo articolo, che oggi non sarà preso sul serio neanche da alcuni dei pochi followers di questo blog, sarà pienamente confermato entro e non oltre dieci anni da oggi. A quel punto non protesterà nessuno, nemmeno chi avrà capito, per non essere terminato a distanza al passaggio davanti al primo dispositivo di interrogazione che, scusate se sono paranoico, potrebbe attivare una delle sostanze inoculate con le vaccinazioni di massa cui saremo tutti costretti a sottostare. Ovviamente per proteggere i deboli da noi stessi.

Non mi sono inventato niente: tutte le tecnologie sono già disponibili e saranno usate, sicuramente ce ne sono molte altre di cui non sono a conoscenza. Se volete abbattervi un altro po' considerate che, in passato, ho azzeccato molte previsioni che si sono puntualmente realizzate. Buona vita.

Moltiplicatore keynesiano for piddummies

Vi propongo una simulazione. State giocando con degli amici usando delle fiches il cui valore totale assomma a 10000 fiches. Il gioco consiste in un'operazione di mining (scavare in inglese) che produce valore aggiunto attraverso investimenti e consumi, ma per farlo occorre possedere delle fiches sia per investire che per consumare. Come sapete non si fanno le nozze coi fichi secchi.

Contemporaneamente siete indebitati col banco per la stessa cifra, cosa ovvia perché chi volete che vi fornisca le fiches? Insomma il rapporto debito/pil è del 100%.

Tuttavia alcuni amici hanno esaurito la loro scorta di fiches, ragion per cui non giocano più, non producono valore, non consumano e cominciano pure a far casino. Allora voi andate dal banco e gli dite: signor governatore, mi presti 500 fiches così rimetto 'sti pelandroni in gioco? Il signor governatore, dopo qualche resistenza, vi dà 500 fiches ma vi chiede un interesse a fine periodo del 5%: gli dovrete restituire 25 fiches di interessi oltre alle 500, in totale 525 fiches.

Voi rimettete i pelandroni in gioco e a fine periodo, grazie al gioco del mining, la somma totale delle fiches è cresciuta del 5%, dunque avete 10500 fiches. Restituite al signor governatore sia le fiches che vi ha prestato che gli interessi, ovvero 525 fiches. A fine periodo avrete un debit/pil del 99,76%, cioè dello 0,23% in più, con la differenza che avete mantenuto in partita i pelandroni.

Il punto da capire è che la crescita percentuale del valore, determinato dall'attività di mining, deve essere appena un briciolo superiore all'interesse percentuale che vi pratica il banco. Quando ciò avviene, allora si dice che il moltiplicatore keynesiano è pari a 1. Il che significa che i pelandroni hanno preso i soldi e li hanno spesi praticamente solo per consumare, mentre non hanno speso nulla per scavare e produrre almeno una 'nticchia di valore aggiunto. Si può ipotizzare un moltiplicatore minore di 1? Cerrrrrto che si può, se avviene che i pelandroni, oltre a consumare, vanno pure a distruggere le infrastrutture di quelli che stanno scavando. Una cosa che potrebbero anche fare, se non hanno nemmeno una fiche per scolarsi una biretta!

Ovviamente si può fare di meglio, dando ai pelandroni un po' di soldi per le birette e il resto come salario per scavare. Per quanto pelandroni qualcosa tireranno fuori, e così il moltiplicatore keynesiano sarà facilmente maggiore di 1.

In questa storiella ci sono due cose sulle quali occorre interrogarsi.

1) Perché il signor governatore si fa pagare un interesse per le fiches aggiuntive?
2) Perché il signor governatore fa resistenza?

A prima vista la prima domanda potrebbe sembrare la più importante. Se pensate questo, allora siete signoraggisti. La vera questione è che il signor governatore fa resistenza, e anzi vi impone interessi crescenti al crescere della cifra che gli chiedete, invece di fare il contrario come sarebbe normale. Non è forse vero che, quando comprate all'ingrosso, ottenete sconti maggiori?

Il fatto è che il signor governatore non finanzia solo voi, ma anche altri gruppi di giocatori nelle stanze attigue coi quali voi scambiate senza alcun ostacolo (leggi: dazi) parte di quello che producete con il mining. Ora, se il signor governatore vi prestasse molte fiches, per di più a basso interesse facendo sì che il vostro debito/pil non cresca o addirittura diminuisca, tutti i vostri giocatori, avendo le tasche piene di fiches, comincerebbero a scavare di meno e a bere più birette. Una cosa che no no no non va bene perché non è virtuosa, specialmente se i vostri vicini di stanza sono tipi che scavano scavano scavano e bevono poco. E allora capite che il signor governatore ha un ruolo fondamentale: usare la frusta per far scavare tutti al ritmo dei più fanatici, cioè ridurvi alla canna del gas:



 Magari con l'aiuto di qualche insider:



E pazienza se questo significa che voi di birette ne dovete bere poche. L'importante è che chi rimane senza fiches non faccia casino, e per questo serve...

Che serve?

Serve Law&Order!

Vi ricorda qualcosa? A me ricorda Salvini. Cioè: decreto sicurezza, immigrati a testa bassa, riforma della Fornero a babbo morto, più soldi alle imprese e meno per i pelandroni col RdC, insomma l'Italia agli itagliani e moneta unica che, nelle mutate condizioni come dice il vate di Pescara, oggi.....

....... .............. ......... .............

si può fareeee!


domenica 11 novembre 2018

Con la bava alla bocca

Avviso: sarò feroce. Ma mai abbastanza.

Non ho particolare fiducia che il governo gialloverde  possa né voglia combinare qualcosa di quello che veramente serve, dall'uscire dall'euro al ripristino di molti elementari diritti del popolo lavoratore di cui hanno fatto strame i precedenti governi a guida piddina e forzitaliota, tuttavia sono molto colpito dalla rabbiosa reazione di queste forze al fatto che si sono ritrovate, inaspettatamente, all'opposizione.

Una reazione davvero con la bava alla bocca, che si manifesta soprattutto a livello di social ed è quindi spinta dai post della ciurmaglia di basso rango. Questa gentucola si sfoga avendo la mente ottenebrata dalla frustrazione, raccatta tutte le polpette avvelenate lanciate dai media e le rilancia arricchendole di commenti scriteriati. Qualche esempio.

In un ospedale di Bari otto bambini vaccinati contraggono il morbillo; i giornali carta da pesce titolano che la responsabilità sarebbe di un nono bambino figlio di genitori no-vax e subito partono i commenti più violenti, dall'accusa per i no-vax di cialtronaggine agli auguri delle peggiori cose per il bambino figlio dei genitori no-vax descritti come untorelli. Nessuno di questi derelitti che si ponga la domanda più semplice: come mai otto bambini tutti vaccinati si sono ammalati di morbillo nello stesso ospedale e nello stesso tempo? Non è che forse i vaccini non funzionano?

Un altro esempio. La Barbara Lezzi, quella che chiede di informare i cittadini a 370°, non viene derisa per l'errore bensì perché, a sentire queste teste d'uovo, proporrebbe un modello di informazione da Stato etico. Ora basta ascoltarla con un minimo di imparzialità per capire che la Lezzi, marchiano errore matematico a parte, semplicemente chiede che ai cittadini vengano sottoposte anche le tesi  di natura eterodossa della comunità scientifica. Le quali esistono, sono corroborate da studi, vengono pubblicate sulle più importanti riviste internazionali, ma per i cerebrolesi con la bava alla bocca la Lezzi vuole imporre un'informazione complottista da Stato etico! Per questi ignoranti che non si scandalizzano più di tanto per l'errore matematico - sebbene qualcosa mi dica che quello della Lezzi non è stato solo un lapsus - tutta la ricerca scientifica non certificata dai giornali carta da pesce è complottismo.

E vogliamo parlare della manifestazione Sì-TAV a Torino, che una consigliera comunale piddina ha paragonato alla marcia dei quarantamila nel 1980? Eccovi due foto simbolo:



Vi ricordo che la TAV Torino Lione prevede solo il trasporto merci, è stata rinviata dalla Francia a dopo il 2030 (forse il 2038), ed è inutile perché non ci sono stati i magnifici e progressivi incrementi di traffico merci - per altro previsti dai geniali architetti dell'euro secondo i quali ci sarebbe stato un aumento del volume del 400% a fronte del misero 9% realizzatosi. Infine costa circa quaranta miliardi. Cioè quattro volte dicasi quattro volte quel che serve per abolire la legge Fornero!

Potrei continuare ma sono stanco di sporcarmi le mani di simili deiezioni.

Il punto è che in questi giorni sto capendo una cosa che mi sconvolge. Io credevo di aver frequentato per anni persone di sinistra, magari male informate o confuse, ma pur sempre persone di sinistra, vale a dire classe lavoratrice schierata dalla parte della classe lavoratrice, ma devo riconoscere che le cose non stanno così. Questo livore da capre, questi post demenziali che scorrono nel mio flusso FB mi rivelano, al contrario, che ho frequentato tante, troppe persone che si sono vendute per meno di un piatto di lenticchie. Dico vendute, sì, perché la stragrande maggioranza di queste deiezioni prodotte dai giornali carta di pesce vengono rilanciate da soggetti che, in un modo o nell'altro, hanno ottenuto qualcosina dai governi che hanno preceduto l'attuale, e allora il sospetto che mi invade è che dietro ci sia la rabbia per essere stati allontanati dalla greppia dei piccoli incarichi, delle consulenze, dei ruoli politici che anche senza riempire il portafoglio soddisfano l'animo e danno un senso ad esistenze altrimenti piccole piccole.

Sono per questo felice di essermi rifugiato al paesello, di aver abbandonato il capoluogo di provincia e quindi di non incontrare più certe brutte facce da sepolcri imbiancati. Non li rimpiango, anzi mi disgustano, e spero, solo per questo, che il governo gialloverde duri per tutta la legislatura, anche se non farà quello che sperano gli illusi che l'hanno votato. Anche perché l'alternativa non sarebbe il ritorno del socialismo, o addirittura l'arrivo del sovranismo costituzionale, ma quello di questi miserabili servi da quattro centesimi con le loro fisime sui diritti civili e l'ostinata cieca volontà di legittimare ogni aberrazione immaginabile, dal diritto dei gay di sposarsi e fare figli con l'utero in affitto fino all'apertura indiscriminata all'immigrazione di massa perché saremmo - detto da loro che spesso sono anche atei - tutti figli del buon Dio. Che restino all'opposizione, che schiattino di rabbia, che gli venga un travaso di bile, che campino solo dello stipendio, che invecchino senza contare niente! Tra loro e i gialloverdi preferisco questi ultimi.

Ovviamente i gialloverdi non si facciano illusioni: sono degli illusi anch'essi, al servizio di un'altra fazione liberista. Ma che almeno ci facciano il regalo di far crepare quegli altri. Ho detto.

Addendum: un esempio di informazione da Stato etico, a detta delle... boccaccia mia statti zitta...



sabato 10 novembre 2018

La carta della speranza


Una volta c'era la coscienza infelice della borghesia, ma oggi la borghesia una coscienza non ce l'ha più. E allora chi può aiutare il popolo lavoratore a difendersi? Un post per parlarne, per non dimenticare che senza un movimento dal basso, capace di costruire uno o una molteplicità di partiti che si facciano carico degli interessi del popolo lavoratore, l'unico destino possibile è il ritorno della schiavitù.

Un'ipotesi frattalica: i tentativi di defezione dalla lega delio-attica

Post correlato: Ce lo chiede la Lega Delio-Attica - egodellarete 31 marzo 2015
Link correlato: UNA PRECISAZIONE E UN'IPOTESI "FRATTALICA" - orizzonte48 3 dicembre 2012

L'ipotesi frattalica, introdotta nel dibattito pubblico da Luciano Barra Caracciolo (LBC) alla fine del 2012 con un post dal titolo UNA PRECISAZIONE E UN'IPOTESI "FRATTALICA", è un'intrigante strumento di analisi della realtà contemporanea. Si tratta, però, di uno strumento da usare con cautela e, soprattutto, con la consapevolezza che la ricerca delle omotetie storiche può far emergere scenari interpretativi da una molteplicità di prospettive. LBC, ad esempio, individua un'omotetia nella corrispondenza tra i fatti relativi alla seconda guerra mondiale e la contemporaneità rilevando come, oggi come allora, si stia riproponendo uno scontro tra le due sponde dell'atlantico. In questo post non intendo criticare questa omotetia, la cui forza interpretativa è notevole, ma prenderne in considerazione un'altra. Il metodo rimane quello suggerito da LBC, ma l'aver scelto una differente omotetia mi consente di osservare la contemporaneità da una prospettiva diversa, che non è solo quella dello scontro tra gli USA e l'UE, bensì quello duplice tra gli USA e l'UE e all'interno dell'UE.

Chi conosce la Storia comprenderà subito come, dal punto di vista del confronto USA-UE, questa seconda omotetia potrebbe descrivere uno scenario analogo a quello individuato da LBC, perché anche in quel caso la guerra tra Atene e Sparta si risolse in favore di quest'ultima grazie al determinante intervento dei persiani di Ciro il giovane. Se però concentriamo la nostra attenzione sul doppio confronto, sia quello USA-UE che quello interno all'UE, allora l'omotetia che vi propongo si rivela di grande interesse perché vi troviamo replicate, con sorprendente corrispondenza, le stesse dinamiche politiche che stanno scuotendo sia la Nato che l'Unione Europea.

Nella cartina sono evidenziate le poleis che tentarono di secedere dalla Lega Delio-Attica, una costruzione politica emersa dopo la fine delle guerre persiane nel 479-478 a.c. con al centro la città di Atene che, specialmente nella seconda guerra persiana, era stata determinante nel difendere la Grecia dal tentativo di conquista dei persiani.


La Lega Delio-Attica era una costruzione politica, un vero grande (per l'epoca) impero marittimo. In più occasioni diverse città tentarono di uscirne per ragioni di convenienza economica, ma la reazione di Atene, supportata o quanto meno non ostacolata da tutte le altre poleis, fu sempre spietata; soprattutto quando a ribellarsi fu l'isola di Melo, nel pieno della guerra contro Sparta.

«Tra i numerosi motivi di defezione, primeggiavano il mancato versamento del "contributo", il rifiuto di consegnare le navi e la renitenza al servizio armato, quando toccava. Gli Ateniesi procedevano con inflessibilità; perciò le loro pretese pesavano intollerabili su gente che, non avvezza e meno disposta a durar fatiche, si vedeva costretta da un'energia ferrea a subire le privazioni e le miserie di una guerra continua. Anche per altri e diversi motivi gli Ateniesi esercitavano il comando non più circondati dal consueto favore. Non partecipavano infatti in parità di condizioni alle campagne: per loro era immensamente più facile piegare i ribelli. Ma di questo stato di cose si rendevano responsabili gli alleati stessi: per la loro renitenza al servizio armato, la maggior parte di essi, per poter restare a casa, si lasciava imporre il pagamento di una somma pari in valore alle navi non corrisposte. In tal modo cresceva la potenza navale degli Ateniesi, che vi impegnavano i fondi derivati dalle varie contribuzioni, e gli alleati quando accennavano a un tentativo di rivolta, si trovavano in guerra senza preparazione né esperienza.» (Tucidide, Guerra del Peloponneso, libro I, 99)

L'analogia tra la Lega Delio-Attica, la Nato e la nascente (politicamente) Unione Europea è molto forte. Come nella Nato e nell'UE, nella Lega Delio-Attica le poleis aderenti mantenevano la loro identità, e quindi le loro istituzioni interne, mentre erano soggette ad un vincolo che le indeboliva nella stessa misura in cui, al contrario, Atene si arricchiva. Il meccanismo che, all'epoca, produceva la concentrazione dei capitali sul Pireo, era costituito dal fatto che le poleis, tenute a contribuire alla flotta militare, avevano convenienza a delegare la costruzione delle navi al ben più attrezzato cantiere del Pireo piuttosto che costruirle per proprio conto. In pratica costruire le navi per conto proprio era più costoso che lasciare che a farlo fosse la stessa Atene. In tal modo quest'ultima cominciò a rafforzare il proprio complesso militar-industriale, crebbe di popolazione - i meteci attratti dai traffici del Pireo e tuttavia privi di diritti politici - e grazie a tale ricchezza incrementò il suo peso politico all'interno della Lega Delio-Attica. Ciò avvenne, in particolare, dopo le repressioni dei tentativi di secessione dell'isola di Taso, ricca di miniere d'oro, e dell'isola di Samo, sulla quale era inizialmente custodito il tesoro della Lega Delio-Attica, a seguito delle quali Atene si impossessò sia delle miniere che del tesoro. 

La domanda che dobbiamo porci è perché, ad ogni tentativo di una polis di secedere dalla Lega Delio-Attica, nessuna di esse trovò la solidarietà e l'appoggio delle altre. La risposta è semplice: in tutti i casi le poleis tentarono di secedere da quello che interpretarono come un accordo economico, e agirono di conseguenza trascurando il dato ben più rilevante che si trattava di abbandonare un'alleanza di natura politica. Un errore particolarmente pacchiano fu quello della classe politica dell'isola di Melo che tentò la secessione addirittura nel pieno della guerra del Peloponneso, e infatti ne pagò duramente le conseguenze.

Lo scenario odierno replica questo pattern, duplicandolo. Infatti se da un lato assistiamo al tentativo di alcuni paesi di prendere le distanze dall'UE, nello stesso tempo è l'UE a traino franco-tedesco che tenta di staccarsi dalla Lega Delio-Attica esistente: la Nato.

Nell'ambito dei tentativi di secessione dall'UE l'errore di affrontare il problema solo dal punto di vista economico, salvo il tentativo in extremis di cercare alleanze esterne, è stato fatto, ironia della sorte, proprio dalla Grecia, che infatti non trovò alcuna solidarietà all'interno dell'UE. L'Inghilterra, invece, si è mossa in modo del tutto differente affrontando il problema sul piano politico.  Oggi è la volta dell'Italia, in cui l'attenzione politica sembra tutta concentrata nello sforzo di strappare decimali di punti di deficit. 

Vi è però una differenza sostanziale tra i tentativi di staccarsi dalla Nato e quelli di staccarsi dall'UE perché la trasformazione di quest'ultima in un'entità politica è appena agli inizi, sebbene le voci sull'ipotesi di costruire un esercito europeo si facciano sempre più frequentiCosì stando le cose il cuore del confronto con l'Europa non è sui decimali di deficit, ma è di natura politica nella sua essenza più pura: quella militare. Resta il fatto che la vera Lega Delio-Attica alla quale siamo legati è la Nato, l'UE essendo solo in procinto di trasformarsi da alleanza economica in alleanza politica.

Scrive Giuseppe Masala sulla sua pagina FB: «Messer Donaldo s'è preso 48 ore di tempo prima di rispondere a Macron sull'Esercito Unico Europeo per difendersi da USA, Russia e Cina. Il buon Donaldo dice: "Prima ci pagate il conto" poi sottolineiamo che ci avete insultato e che non siamo più amici e poi fatevi il vostro esercito (sott'inteso, #StateSereni). Chi non capisce che è in atto uno scontro geopolitico enorme all'interno dell'Occidente, da una parte Francia, Germania e paesi vassalli e dall'altra parte USA, UK e Italia. Questo governo potrà sbagliare tutto (e non è così) ma l'aver rifiutato di entrare nella follia assurda dell'Esercito Unico Europeo bilancia qualsiasi errore.»

In conclusione: siamo già vincolati da un'alleanza politico-militare, quella con gli USA, da cui l'UE vuole staccarsi tuttavia sotto la guida dell'asse franco-tedesco. L'Italia si muove su un sentiero strettissimo dal quale non può prescindere se il confronto tra USA e UE non giunge ad una qualche forma di inevitabile sistemazione - stante il fatto che un confronto militare è oltre l'orizzonte dell'immaginabile. La via d'uscita verso la quale si potrebbe tendere è quella di staccarsi dall'UE per ottenere, nell'ambito dell'alleanza con gli USA, un ruolo rinnovato e rinforzato di potenza regionale proiettata sul mediterraneoL'incontro di Palermo dei prossimi giorni, in cui si discuterà della sistemazione della Libia, è un appuntamento di cruciale importanza, del quale sarà necessario decodificare ogni più nascosto significato. 

martedì 6 novembre 2018

Il nuovo che arretra

Ve lo ricordate "il nuovo che avanza" dei tempi di tangentopoli? In Italia quel nuovo che avanzava venne descritto come un ricambio di classi dirigenti: finalmente si svecchiava la politica e arrivavano nuovi protagonisti! Naturalmente di SME, divorzio Tesoro-BdI, incontro sul Britannia non si parlava. Ma anche queste, in fondo, erano pinzellacchere, perché la realtà effettiva era che un nuovo impero si affacciava alla storia: l'impero americano.

E' durata poco, all'incirca un ventennio. Troppo pochi 325 mln di americani per controllare un mondo popolato da sette miliardi di esseri umani. Non c'erano abbastanza scarponi sul terreno - not enough boots on the ground - anche se, per un po', si sperò di rimediare con l'alta tecnologia: missili intelligenti, super soldati equipaggiati con tutte le diavolerie, satelliti, insomma guerre stellari. Ma la tecnologia, che va bene per le armi di distruzione di massa - quelle vere non i giocattoli di un Saddam o un Gheddafi - non è sufficiente quando devi combattere guerre il cui scopo non è l'annichilimento del nemico, bensì la conquista dell'egemonia sul terreno. Allora ci vogliono tanti, ma veramente tanti boots on the ground. E così il tentativo unipolare americano è fallito, sostituito da un obiettivo più ragionevole: America first. Che non è poco, ma almeno non è una follia assoluta.

Ma che succede al "nuovo che avanza" quando la potenza imperiale, sulle cui gambe si muoveva, declina? Diventa "il nuovo che arretra". Elementare Watson, così elementare che quasi mi vergogno a dire simili banalità. Perdonatemi, in fondo ci spendo poco più di due minuti.

venerdì 2 novembre 2018

Il Cassandro ciociaro

L'amico Ippolito Grimaldi ricorda che amo auto-definirmi "sub divulgatore". Non questa volta però! Questa volta vi dico come la vedo e, siccome non mi sembra che quello che vedo sia visto da alcuno, da sub divulgatore balzo al rango di Cassandro ciociaro.