lunedì 31 dicembre 2018

La rasatina

La manovra del pueblo approvata dalla Kommissionen prevede, tra l'altro, una rasatina ai coefficienti di trasformazione dei versamenti contributivi dal 1996 ad oggi. Eccola qua, tratta dal sito pensionioggi.it. E' immediato constatare come, a parte un lieve rallentamento nella diminuzione tendenziale dei coefficienti, siamo perfettamente in linea col passato. Grazie al governo del non cambiamento!


Per capire come si usa ecco a voi lo spiegone (valido per la parte di pensione maturata nell'era contributiva, dal 1996 ad oggi).

1) Scegliete l'età anagrafica in cui il signor Mario va in pensione. Facciamo che sia 64 anni.
2) Cercate di sapere a quanto ammonta il montante rivalutato complessivo dei versamenti effettuati. A titolo di esempio supponiamo che esso sia di 170.000 euro, che corrispondono a circa 7000 euro/anno per 20 anni. E qui, anche sul concetto di "rivalutato" ci sarebbe qualcosa da obiettare, ma tirremm'innanz!

Per calcolare la pensione annua - si badi bene: lorda - dovete incrociare l'età a cui il signor Mario va in pensione (abbiamo detto 64 anni) con l'anno in cui lo fa. Ebbene, se riesce ad andarci entro il 31 dicembre 2018 (cioè tra poche ore) può usare il coefficiente 5,159% e la sua pensione annua lorda relativa alla frazione contributiva sarebbe di 8770 euro; se invece riesce ad andarci dal 1 gennaio 2019 deve usare il coefficiente 5,083% e la pensione del signor Mario scende a 8641 euro. La perdita è di 129 euro all'anno, pari all'1,473%. Ovvero 10,75 euro al mese.

E che volete che sia? dicono Salvini e Di Maio, due pacchetti di sigarette al mese, che fumare di meno fa anche bene. Ma se non è niente, allora perché tagliano? Non potevano - almeno - lasciare i coefficienti inalterati visto che sono due pacchetti di sigarette al mese?

Per facilitare il compito a chi, di voi, ha voglia di farsi i conti per conto suo, ho ricopiato la tabella in modo che possiate incollarla in una tabella elettronica.

Età 1996-2009 2010-2012 2013-2015 2016-2018 2019-2020
57 4.720% 4.419% 4.304% 4.246% 4.200%
58 4.860% 4.538% 4.416% 4.354% 4.304%
59 5.006% 4.664% 4.535% 4.447% 4.414%
60 5.163% 4.798% 4.661% 4.589% 4.532%
61 5.330% 4.940% 4.796% 4.719% 4.657%
62 5.514% 5.093% 4.940% 4.856% 4.790%
63 5.706% 5.297% 5.094% 5.002% 4.932%
64 5.911% 5.432% 5.259% 5.159% 5.083%
65 6.136% 5.620% 5.435% 5.326% 5.245%
66 6.136% 5.620% 5.624% 5.506% 5.419%
67 6.136% 5.620% 5.826% 5.700% 5.604%
68 6.136% 5.620% 6.046% 5.910% 5.804%
69 6.136% 5.620% 6.283% 6.135% 6.021%
70 6.136% 5.620% 6.541% 6.378% 6.257%
71 6.136% 5.620% 6.541% 6.378% 6.513%

Battute a parte, quello che mi preme è sottolineare come il governo del NON cambiamento stia seguendo lo stesso trend dei governi a guida piddina/berluskina, nulla essendo cambiato se non una minuscola attenuazione del trend negativo. Nella tabella seguente ho calcolato le variazioni percentuali dei coefficienti di trasformazione nei diversi periodi rispetto a quello immediatamente precedente. Ovviamente il periodo 1996-2009 ha variazione percentuale rispetto a sé stesso di zero.

Età  1996-2009
2010-2012

Berlusconi
2013-2015

Monti
2016-2018

Renzi
2019-2020

Conte
57 0% -6.377% -2.602% -1.348% -1.083%
58 0% -6.626% -2.688% -1.404% -1.148%
59 0% -6.832% -2.766% -1.940% -0.742%
60 0% -7.070% -2.855% -1.545% -1.242%
61 0% -7.317% -2.915% -1.606% -1.314%
62 0% -7.635% -3.004% -1.700% -1.359%
63 0% -7.168% -3.832% -1.806% -1.399%
64 0% -8.104% -3.185% -1.902% -1.473%
65 0% -8.409% -3.292% -2.006% -1.521%
66 0% -8.409% 0.071% -2.098% -1.580%
67 0% -8.409% 3.665% -2.163% -1.684%
68 0% -8.409% 7.580% -2.249% -1.794%
69 0% -8.409% 11.797% -2.356% -1.858%
70 0% -8.409% 16.388% -2.492% -1.897%
71 0% -8.409% 16.388% -2.492% 2.117%

Sorpresa! Quello che ha fatto peggio di tutti è stato Silvio Berlusconi. Mario Monti, se stiamo ai dati, ha corretto alcune aberrazioni introdotte da Berlusconi riducendo il calo dei coefficienti per chi andava in pensione più tardi (dai 66 anni in su) sebbene continuando a penalizzare tutti gli altri. Attenzione però, perché anche qui si nasconde l'inghippo; prendiamo chi va in pensione a 70 anni: secondo voi sono muratori o insegnanti? Poco probabile, forse si tratta di alti dirigenti e funzionari, gente che per staccarla dalla poltrona ci serve il martello pneumatico.

Anche Renzi ha continuato il trend di riduzione, e un'ulteriore aggiustamento al ribasso è stato effettuato dal governo del NON cambiamento, sebbene con un taglio lievemente inferiore.

Per restare all'esempio del lavoratore di 64 anni (il signor Mario), se cumuliamo (in modo aritmeticamente corretto, dunque non con una semplice sommatoria dei tagli) gli effetti degli interventi che si sono susseguiti dal 2010 ad oggi, otteniamo una riduzione del 14%, ragion per cui il nostro signor Mario passa da una pensione annua lorda contributiva di 10049 euro a una di 8641, cioè da 837 euro/mese a 720 euro/mese lordi. Sono 117 euro al mese in meno, 4 euro al giorno.

Considerando che al signor Mario, con gli anni che ha, fumare di meno fa bene, Salvini e Di Maio hanno ragione.

Lo capite perché il senatore Bagnai, quello che una volta voleva spaccare il culo ai passeri, oggi ci dice che il quadro è cambiato e che, nelle mutate(?) condizioni, nell'euro ci si può stare? Certo, a parte il fatto che lui adesso guadagna 15000 euro al mese, ma non vogliamo essere pedanti! La questione vera, macroeconomica, è che buona parte dell'aggiustamento deflazionistico necessario è già stata fatta, e il governo del NON cambiamento si è impegnato a metterci del suo per continuare su questa linea. Al massimo riuscendo a spuntare una decelerazione del processo di deflazione in atto, con la speranza/presunzione di riuscire a convincere i tedeschi a partecipare allo sforzo.

Qualcuno teme che, dopo le europee, possa esserci chiesta una manovra correttiva. Già, perché per quest'anno il deficit previsto e concordato con la Leuropa dal precedente governo del conte Gentiloni sarebbe dovuto essere addirittura dello 0,8%, con un 1,6% al massimo tollerato dalla Kommissionen. E invece l'audace governo del NON cambiamento ha osato fare il 2,04%!!!

Io non ho altro da dirvi, se non che dovete pensare con la vostra testa. Sempre! Vi auguro buon fine anno e vi saluto, ci risentiamo nel 2019. Ma ricordate: il peggior nemico, quello da spedire diritto in Siberia e ai ceppi, è sempre quello che marcia alla testa del corteo e ci si è messo da solo.

sabato 29 dicembre 2018

Disclaimer

Ho scoperto che ci sono amici e conoscenti che mi hanno tolto il saluto perché, definendomi da anni un sovranista, oggi credono che sia uno di quelli che supportano il governo dei sovranari gialloverdi, in particolare il rito salviniano. Ci tengo a precisare che non uso il termine "sovranari" con intenti spregiativi, ma solo per chiarezza di linguaggio. Essendosi costoro appropriati di una parola letteralmente inventata da noi sovranisti nella primavera del 2013, e presentatisi alle elezioni sbandierando i nostri temi per poi subito fare inversione ad U per incamminarsi verso una maggiore integrazione con l'UE, ritengo sia politicamente essenziale marcare l'abissale differenza tra noi sovranisti e i sovranari.

Non solo gli obiettivi dei sovranari sono diametralmente opposti a quelli di noi sovranisti, ma lo è anche a loro azione politica, improntata a un rivendicato etilismo il quale è, per definizione, metodologicamente antipopolare.

La confusione introdotta dai sovranari, con la complicità dei grandi media la cui narrazione €$$I non si sono mai peritati di smentire, rendendosene pertanto complici consapevoli, si è così riflessa anche nella sfera dei miei rapporti privati. Questa aggravante contribuisce non poco ad approfondire il solco che mi separa da questa mala genìa di liberali che ha costruito in questi anni, anche giocando sulla dissimulazione, una cordata di potere che, sebbene in competizione con quella gravitante intorno all'asse PD-FI, è a questa apparentata dal fatto di essere antipopolare, antidemocratica e favorevole a ulteriori cessioni di sovranità che potrebbero perfino giungere fin dove il PD e FI non avrebbero mai osato spingersi: la fine dell'unità nazionale.

Io sono un sovranista, convinto assertore della sovranità popolare così come sancito dalla Costituzione del 1948, e acerrimo oppositore di ogni cessione di sovranità a enti sovranazionali che si nascondono dietro la falsa legalità di trattati internazionali. Sono quindi dell'idea che si debba recedere senza indugio dall'UE e riconsiderare l'adesione alla Nato, uscendone oppure - per rispetto del principio di realtà - ricontrattando su base (più) paritaria i nostri impegni militari. Questo io sono, perché sono un sovranista, e giammai un sovranaro.

Il tuttosubitismo

giovedì 27 dicembre 2018

DIBATTITO BLANCHARD - BRANCACCIO

Il video completo qui. Link correlati:

Lettera degli economisti -  15 giugno 2010
Il monito degli economisti - Financial Times, 23 settembre 2013



Paradigma dell’economista è non spacciarsi da profeta - Federico Caffè


Sono tempi cialtronici, ammorbati da una tifoseria insulsa e volgare. Ogni tanto serve una boccata d'aria pura, e questo intervento di Emiliano Brancaccio è un salubre medicamento. Sarebbe bello riportare il livello della discussione ai bei tempi, parlo di dieci anni fa, allorché la critica all'euro e all'UE non scontava le conseguenze dell'arrivo nel dibattito dei tifosi - e forse questo piccolo blog di paese è uno degli ultimi posti rimasti. Vale davvero la pena di vedere con calma il video dell'intervento di Emiliano Brancaccio.

Quanto all'attualità, c'è da registrare che il bue dà del cornuto all'asino:

Che altro non è che il refrain del "fateci lavorare" di berlusconiana memoria. Ci vorrà del tempo, ma non troppo, affinché la dura realtà dei fatti metta a tacere i poveri sciocchi caduti nella trappola della rinnovata narrazione liberale. Una marea di fans è scesa in campo per difendere l'indifendibile, avendo come unica bussola una cieca fiducia nei loro eroi. Ci chiedono di non avere fretta perché, in democrazia, "non esiste il telecomando per cambiare rapidamente canale", e per sovrappiù ci terrorizzano, come si faceva un tempo coi bambini: se non state buoni arriva Cottarelli... pardon l'uomo nero!

Mi viene in mente la storia che mi raccontò un'amica ai tempi dell'università. Dopo essere stata a lungo corteggiata da un tipo che aveva fama di grande amatore, alla fine si concesse, ma dopo meno di un minuto era tutto finito. Come potete immaginare, non restai insensibile davanti a tanto dolore.

La popola è rimasta delusa (dopo meno di un minuto era tutto finito) e aspetta di essere soddisfatta. Non servono grandi ragionamenti, basta venire al baretto di Castro dei Volsci. La delusione la si percepisce a pelle, per averne conferma basta aprire il discorso. Specialmente al sud, si fa presto a cambiare idea, troppe essendo state le delusioni che la Storia ci ha riservato. Salvini&DiMaio, questi sovranari di merda, possono esserne certi: alle europee ci sarà l'astensione di massa. Altro che telecomando per cambiare canale!

In questo vuoto c'è una nuova opportunità per noi sovranisti, come ce ne saranno altre e altre ancora. Il discorso liberale - per chi può capire: questo emerge chiaramente dall'intervento di Brancaccio - non è più in grado di conciliare la redistribuzione del reddito con la democrazia, e quindi è davanti a una scelta: o rinuncia alla democrazia per preservare la logica dell'accumulazione illimitata, oppure rinuncia a questa logica suicidandosi. E poiché il suicidio, cioè la grandezza di negare sé stessi accettando la propria fine storica, è ben oltre le capacità spirituali del pensiero liberale, esso tenterà di uccidere la democrazia, ma fallirà.

Quest'accusa di tuttosubitismo, che ci viene rivolta da chi per anni ha agito in modo da delegittimare e sopire ogni forma di autoorganizzazione del basso, per poi correre tra le braccia della Lega e del M5S in cambio di uno scranno per ritrovarsi a svolgere il ruolo della mosca nocchiera, è un'offesa indelebile che non può essere dimenticata. E non sarà dimenticata.

mercoledì 26 dicembre 2018

Il dentifricio di Paolo Ferrero (adda passà 'a nuttata) 10-05-2013

Ripubblico un articolo del 10 maggio 2013 del vecchio sito (spesso offline). Siete pregati di segnalarmi le differenze con la posizione dei gialloverdi sulla Leuropa. Grazie.

Brevi note del vostro umile cronista a margine dell'intervento di Paolo Ferrero in occasione del seminario "La crisi economica e il ruolo dell'Europa. Analisi e proposte per uscire dalla crisi", organizzato da Rifondazione Comunista (4 maggio 2013).



Paolo Ferrero: "Io penso tutto il male possibile di quest'Europa fatta sui trattati di Maastricht e quant'altro. Il punto che abbiamo oggi è che oggi il dentifricio è fuori del tubetto, non è più dentro. Noi non stiamo più nella discussione se dobbiamo far uscire il dentifricio oppure no, il dentifricio è fuori, siamo nell'euro!" [Paolo Ferrero - video 19'08''
Ho ascoltato con attenzione tutto l'intervento di Paolo Ferrero in occasione del seminario  "La crisi economica e il ruolo dell'Europa. Analisi e proposte per uscire dalla crisi" del 4 maggio 2013 a Roma. La frase che ho estrapolato mi sembra importante, sia per quello che dice esplicitamente, sia per quanto vi è in essa di implicito, almeno secondo la mia lettura.
Dunque il dentifricio è uscito dal tubetto. Siamo cioè nell'euro, è stato un errore entrarvi, ma, secondo Ferrero, è buona prassi tener conto della realtà fattuale. Siamo nell'euro, argomenta Ferrero, e uscirne sarebbe catastrofico perché non è possibile un'uscita consensuale, la sola via che permetterebbe di ridurre il danno (video 21'05''): "la consensualità in questo caso non c'è perché mi sembra, siamo tutti d'accordo, che in questo ambaradàm la Germania ci guadagna e qualcun altro ci perde! E quindi è difficile convincere la Merkel a smetterla di guadagnarci mentre ci sta guadagnando fortemente". Che è come dire che ci siamo messi in società, insieme ad  altri, con Fritz, il quale ci sta fregando tutti ma, se rompiamo la società, ci ritroviamo in mutande. Che fare allora? Ferrero propone una bizzarra soluzione: la disobbedienza.
Vediamo di perfezionare la metafora. Siamo in società con Fritz, con il quale ci siamo anche indebitati, ma possiamo fregarlo se, tutti insieme, ci rifiutiamo di pagare le rate. Che farà Fritz? Farà saltare la società, con ciò smettendo di guadagnarci? Noooo! Fritz sopporterà, sarà costretto a sopportare, perché (devo dedurne) continuerà comunque a guadagnarci. Magari di meno, ma gli converrà piegare la testa. E così noi soci di minoranza potremo, piano piano, riequilibrare la situazione. Ah certo, Fritz continuerà a guadagnarci, e noi a perdere, ma di meno.
Può funzionare? Prima di rispondere ancora Paolo Ferrero (video 6'10''): "se l'unico intervento di un non accademico economista è il tuo qui (riferendosi a Mimmo Porcari n.d.r.) forse è perché qualcuno lo ha deciso, e quindi di introdurre quell'elemento nella discussione (l'uscita dall'euro n.d.r.), essendo che non sono 27 anni che ci sono minoranze agguerrite dentro Rifondazione che pongono il problema di uscire dall'euro, ma c'è un accenno di dibattito, appena c'è l'accenno di dibattito questo gruppo dirigente dice 'subito a discutere'".  Insomma, Paolo Ferrero confessa candidamente che solo ora, dopo 27 anni, in Rifondazione qualcuno è ammesso a porre il problema dell'euro!
Gli ultimi arrivati, i più fessi dei fessi, quelli che solo adesso, a cinque anni dall'annus horribilis in cui l'economia dei paesi periferici è collassata per non più riprendersi (mentre le economie dei paesi "core" sono ripartite di slancio nell'arco di un anno), i più fessi di tutti, dicevo, si fanno avanti per proporre una strategia! E allora esaminiamola questa strategia, sempre usando la nostra metafora. Che magari è sbagliata, ma io non sono un economista, e posso ragionare solo usando il buon senso. "Scioperiamo", ci dicono gli ultimi arrivati, perché lo sciopero è un atto unilaterale. Si, va bene, ma se scioperiamo (non rispettiamo il Fiscal Compact n.d.r.) non abbiamo più la paga (i prestiti delle banche del nord n.d.r.), e allora come si fa? Niente paura, ecco la mandrakata: (video 27'04''): "Sto solo dicendo che l'idea di titoli di Stato che abbiano libera circolazione in quanto lo Stato garantisce... che si possano utilizzare come forma di pagamento delle imposte... cioè della costruzione di una seconda moneta violando palesemente i trattati, di questo si tratta, che però siano titoli di Stato italiani, quindi vadano a finanziare il debito pubblico, questa secondo me è una strada da praticare. E pensabile che quella roba lì abbia dei circuiti di circolazione attraverso il fatto che gli stipendi pubblici, una parte delle pensioni pubbliche, vengono pagati in titoli di Stato da 50 euro l'uno, che abbiano libero corso sul mercato? ... Sto... sto forgiando delle cose... però fermatemi... perché sto dicendo secondo me dei punti su cui bisogna ragionare! ". Per restare nella metafora, Ferrero ci sta dicendo: i soci periferici, quelli cioè che dall'essere in società con Fritz ci hanno rimesso invece che guadagnarci, e quindi si sono indebitati con lui, possono ipotecare una parte del loro patrimonio e, con i soldi ottenuti, continuare a pagare gli stipendi. Perché, pagando gli stipendi, essi potranno restare in società con Fritz e, quando 'a nuttata sarà passata ('a nuttata, si sa, prima o poi passa), ricominceranno a guadagnarci. Un po' meno di Fritz (questo Ferrero dimentica di dirlo), ma in qualche modo le cose si aggiusteranno.
Riassumendo: il gruppo dirigente di RC per 27 anni non si è posto il problema della moneta unica, oggi finalmente comincia a capire che è tempo di parlarne ma, pur essendo il dibattito agli albori, ha già pronta una "soluzione intelliggggente": gli assignats! E' proprio vero che sono dei rivoluzionari! Talmente "rivoluzionari" che la loro strategia consiste nel "fa' passà 'a nuttata".

E uscire dall'euro? Oh no! Su De Rica non si può!

Il tramonto dell'euroEcco come Silvestro/Ferrero liquida le proposte di Alberto Bagnai (video 18'02''): "Io non penso, come Bagnai, che l'uscita dall'euro è, di per sé, risolutiva, perché questo, dietro di sé, ha in fondo una tesi, e cioè che il mercato di suo funzionerebbe, e che c'è una moneta che non si esercita su una zona omogenea, che questo è una distorsione del mercato, e se si riproduce la moneta sul versante congruo di applicazione il mercato ricomincia a funzionare magnificamente. Questa è quello che c'è dietro il ragionamento di Bagnai, che io non condivido. Penso che l'euro così come funziona per i trattati è un guaio, ma penso che il mercato non funziona nemmeno per idea e che quindi non è che uscendo dall'euro 'magicamente' si risolvono tutti i problemi. Voce fuori campo: 'è uno strumento per chi prende il potere nazionale però...' Poi ci arriviamo... io sto solo dicendo che quel sottotitolo (come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa n.d.r.)... quel sottotitolo... secondo me... però, però... en passant... Io penso tutto il male possibile di quest'Europa fatta sui trattati di Maastricht e quant'altro. Il punto che abbiamo oggi è che oggi il dentifricio è fuori del tubetto, non è più dentro. Noi non stiamo più nella discussione se dobbiamo far uscire il dentifricio oppure no, il dentifricio è fuori, siamo nell'euro".
Insomma Ferrero dice: per rimettere in funzione la domanda facciamo gli assignats (così il mercato ricomincia a funzionare), però non pensa, a differenza di Bagnai, che il mercato funzioni! Neppure per idea! Il mercato non funziona, però facciamo gli assignats, per rilanciare la domanda interna. Ma insomma, caro Silvestro/Ferrero, il mercato funziona o no? 

Il mago di Oz (1)

Dorothy siamo noi!
Bambini, bambini, bambini state attenti al mago di Oz!:
Bambini, bambini, bambini non vi fidate del mago di Oz!
Bambini, bambini, bambini non giocate col mago di Oz!
E soprattutto non prendete caramelle dal mago di Oz!

Da sinistra: il boscaiolo di latta senza cuore, il leone codardo, lo spaventapasseri senza cervello.

Da sinistra: Claudio Borghi Aquilini, Luciano Barra Caracciolo, Alberto Bagnai

Vi hanno mai raccontato il mago di Oz? E chi lo ha fatto, la mamma, una zia un po' ribelle, la nonna? Oppure la maestra dell'asilo, sapete quelle brave donne che un tempo venivano indicate dal prete per prendersi cura dei cuccioli d'uomo? No, probabilmente avete visto il film, da soli o in compagnia dei vostri amichetti mentre i genitori erano occupati a fare altro. Il mago di Oz è un impostore, e Oz è una città che appare verde smeraldo ai suoi abitanti perché sono costretti a portare occhiali di questo colore. Vi ricorda qualcosa il colore verde?

Il boscaiolo di latta senza cuore, il leone codardo, lo spaventapasseri senza cervello sono gli amici di Dorothy - cioè noi - che vorrebbe tornare a casa con l'amato cagnolino Toto; anch'essi, come Dorothy, sono ingannati dal mago di Oz.

«Tutto ciò glielo dovrebbe dare il potentissimo Mago di Oz, che vive nella città di Smeraldo, l’unico che potrebbe riportare Dorothy nell’amato, grigio Kansas. A parte le logiche allegorie e morali (i tre compagni di viaggio di Dorothy possiedono già abbondantemente tutte le doti che desiderano da Oz, solo che non se ne rendono conto), esiste una visione politico-economica sin dall’uscita del romanzo, strutturata poi in teoria da Hugh Rockoff nel 1990. Secondo tale visione, tutti i personaggi del romanzo rappresenterebbero istanze economico-politiche: i valori tradizionali americani, gli agricoltori, i lavoratori dell’industria sono rappresentati da Dorothy, dallo spaventapasseri e dal boscaiolo, la capitale Washington sarebbe la Città di Smeraldo con al suo interno la Casa Bianca che deve essere il palazzo di Oz. Abbiamo Morgan e Rockfeller in qualità di Streghe perfide di Est e Ovest. Il tutto dovrebbe ruotare intorno alla grave deflazione USA del 1880-1896, che avrebbe potuto essere combattuta con una libera coniazione di argento (come le scarpette di Dorothy), mentre invece si continuò col Gold Standard, aka la strada d’oro che porta ad Oz, che a questo punto sarebbe nientemeno che l’oncia d’oro, appunto.»

Per una sintetica lettura politica del racconto andate quiConsiglio caldamente la lettura del link onde capire il seguito

Fatto? Adesso veniamo a noi. Come sapete infuria la polemica intorno a tre icone no-euro: Borghi, Barra Caracciolo, Bagnai. Molti li additano come "traditori", giudizio che non condivido sebbene in molte occasioni li abbia criticati aspramente, soprattutto gli ultimi due. Io non penso che siano traditori ma che, più semplicemente, anch'essi indossino gli occhiali verdi: per aridità d'animo, per pavidità e per non averci capito una beneamata fava, rispettivamente. Oggi parleremo di Luciano Barra Caracciolo, che nel mago di Oz sarebbe il leone senza coraggio. Parto da un tweet che mi è stato segnalato.

Scrive LBC il 22 dicembre 2018 (grassetto aggiunto): "il lovuoleleuropa deve essere oggetto di discussione come mai prima, quando era incorporato entro ottobre e molto più acquiscente. Traduzione: sono d'accordo col PD...il governo deve cadere con autosfiducia"

Il tweet è piuttosto criptico. Che vorrà dire LBC scrivendo "sono d'accordo col PD...il governo deve cadere con autosfiducia"? La prima cosa che mi viene in mente è che il nostro si sentisse, in quel momento, piuttosto giù di corda per come stavano andando le cose.

Gli risponde Massimo D'Antoni, economista ex PD: "Approvare una manovra senza discussione è vergognoso e poco democratico. In questo sono totalmente d'accordo col Pd. Io metterei al voto la versione precedente, quella con deficit 2,4, già conosciuta e discussa. Sono sicuro che la Commissione capirà 😉"

Ah ecco! ora è più chiaro. Il 22 dicembre c'era una fronda che spingeva per una discussione in parlamento della manovra col 2,4% di deficit. Ciò avrebbe significato far emergere la discussione sul "lovuoleleuropa".

Interviene un certo L'Étranger, twittando: "Scusi Luciano, ma c'è ben poco da festeggiare qui. Vi siete arresi (inspiegabilmente, dopo le difficoltà e l'annuncio di Macron). Perché nessuno di voi (lei, Bagnai, Borghi, Zanni) si dimette con uno scatto di dignità? È una vergogna la trattativa con l'UE!"

L'Étranger si definisce così: «Un ragazzo del Novecento. Contro il fascismo dell'UE. Per una "patria indipendente", come i partigiani (unici veri antifascisti, in PRESENZA di fascismo).». E' chiaramente uno di quelli che si sentono abbandonati e traditi da LBC&co, al quale LBC risponde in modo piuttosto stizzito. LucianoBarraCaraccio Replying to @laetranger: "Quindi siccome le cose non sono andate come lei immagina che dovessero andare, dovremmo dimetterci e lasciare libero il campo rinunciando a tutte le iniziative che non avrebbe senso sbandierare perché richiedono un difficile processo che certo non è facilitato dai suoi attacchi?"

E qui entriamo nel cuore della questione, che è la contrapposizione tra la tesi del tradimento e quella del lasciateci lavorare per voi. Entra in scena Mr Bonghanow Replying to @LucianoBarraCar @laetranger (grassetto aggiunto): "Mi perdoni se però passa il concetto che in politica si può dire e fare tutto e il contrario di tutto sulla base di ipotetiche innominabili iniziative, si mina lo stesso principio di democrazia rappresentativa secondo cui ci si presenta all'elettore con un programma e si realizza"

Ci sono ancora un paio di tweet che potete leggervi seguendo il link, e arriva, il 24 dicembre, la risposta di LBC (grassetto aggiunto): LucianoBarraCaraccio Replying to @Briancepparulo @Luin_Painting and 2 others: «Una strategia è essenzialmente "invisibile": ma la si può dedurre dalla tattica che è più immediata e tangibile. E la tattica nel vincolo esterno ha margini ristrettissimi. In tal caso, strategia utile non può che essere conquista di potere negoziale e sua gestione per liberarsi»

In sintesi, il 22 dicembre LBC tira fuori la testa e dichiara pubblicamente "sono d'accordo col PD...il governo deve cadere con autosfiducia", poi il 24 dicembre passa a "strategia utile non può che essere conquista di potere negoziale e sua gestione per liberarsi". La domanda che non possiamo non porci è come LBC pensa di poter addivenire alla "conquista di potere negoziale e sua gestione per liberarsi". Il pensiero corre alla situazione internazionale, con a medio termine la brexit e, a brevissimo, la possibilità di un terremoto sui mercati finanziari, per non dire di altre novità geopolitiche come, una tra tante, l'annunciato ritiro degli USA dal M.O. In effetti tutto sta accadendo con grandissima velocità, ma la sensazione è che né il leone senza coraggio, né il mago di Oz, siano i veri protagonisti sulla scena. La vera battaglia sembra essere quella tra le streghe: da una parte quelle dell'est e dell'ovest, dall'altra quelle del nord e del sud. C'è un dettaglio che mi ha colpito: nella trasposizione cinematografica del 1939 le scarpette d'argento di Dorothy diventarono rosse, come se l'industria di Hollywood volesse nascondere al grande pubblico ogni simbolo che potesse ricordargli una delle più grandi contrapposizioni della storia americana, quella generata dalla crisi del 1880-1896.

Torniamo a LBC. Perché si è deciso di evitare la discussione parlamentare sulla manovra al 2,4%? Divergenze di vedute nella maggioranza? E' stato il mago di Oz, alias Salvini? La risposta non può che essere negativa, anche se non sappiamo aggiungere altro. La sola cosa che possiamo affermare è che il mago di Oz è un impostore, anch'egli vittima dell'inganno della città di smeraldo, come tanti nella cui forza confidano tutti: sia Dorothy (cioè noi) che i suoi amici (il boscaiolo di latta senza cuore, lo spaventapasseri senza cervello, il leone codardo). Tutti dimentichi della verità, e cioè che la strada che conduce al ritorno a casa è nelle mani di tutti noi, purché abbiamo il coraggio di capirlo.

Si capisce, allora, che il senso profondo delle accuse di tradimento agli eroi no euro non è quello di essersi venduti per denaro o sete di potere, bensì di non avere fiducia nel ruolo di Dorothy nel decidere del suo destino, perché essi pensano che Dorothy sia una bambina che crede alle favole e il mago di Oz potrà riportarci a casa. Ma la verità è un'altra, solo chi ha il coraggio di credere in sé stesso può sperare di tornare a casa: "Alla fine del romanzo Dorothy ritrova la via di casa, ma non limitandosi a seguire la strada gialla. Dopo un viaggio lungo e pericoloso scopre che il mago non può aiutare lei come i suoi compagni di viaggio; tuttavia ella scopre il potere magico delle sue scarpette d'argento".

Il leone pavido LBC in realtà un po' di coraggio nel suo cuore ce l'ha, altrimenti non avrebbe mai scritto su twitter il 22 dicembre "il lovuoleleuropa deve essere oggetto di discussione come mai prima", solo che non lo sa. Invece di attaccarlo come un nemico e un traditore, dobbiamo aiutarlo affinché osi di più. Che poi non sia lui l'uomo - o la donna - al quale guardare e dal quale aspettarci la magica soluzione dei nostri problemi, questo è superfluo dirlo. Ma nemmeno gli altri, come vedremo, e men che mai il mago di Oz.

lunedì 24 dicembre 2018

Il premio "Caso umano dell'anno"

Sono il portavoce dei Sovranisti Anonimi, che hanno indetto il Premio caso umano dell'anno. Il vincitore dell'edizione 2018, per acclamazione, è il senatore Alberto Bagnai, con la seguente motivazione:

«Con supremo sprezzo di ogni logica, compresa quella fuffy, piuttosto che alla Storia preferì consegnarsi al nemico.»

Il comitato Sovranisti Anonimi ha selezionato le ultime perle del senatore, che gli hanno consentito di superare di slancio l'esperto di anticorpi monoclonali umani contro agenti infettivi Roberto Burioni, fino a quel momento saldamente in testa alla classifica. Eccole:




sabato 22 dicembre 2018

Hanno mentito agli italiani o sono dei complottardi?

Sono intervenuto così in un commento sul blog sollevazione:

«Difficile rispondere agli anonimi che commentano gli articoli di questo blog in gran parte scritti da altri anonimi, ma in questo caso la risposta alla domanda "ma voi al posto del governo cosa avreste fatto?" è facile: quello che è stato promesso in campagna elettorale!
Si può dire che los sovranaros hanno mentito agli italiani? A voi sembra una cosa da nulla? In democrazia, in una vera democrazia e non in questo simulacro che è la democrazia eurista, è accettabile mentire agli elettori?
Ma cerrrrto! Basta abituarsi. Bè, io non mi ci sono abituato

In effetti la ragione di fondo dell'irritazione di noi sovranisti nei confronti del governo sovranaro gialloverde è tutta qui: hanno fatto campagna elettorale all'insegna di una contrapposizione di sistema all'UE, per poi accettarne la grammatica politica tutta incentrata sul rispetto delle regole di bilancio necessarie alla conservazione dell'euro. Se a ciò si aggiunge il fatto che non hanno battuto ciglio quando i giornaloni hanno cominciato a chiamarli "sovranisti", pur sapendo benissimo che appropriandosi di questa etichetta avrebbero tagliato l'erba sotto i piedi di noi veri sovranisti, che abbiamo il legittimo diritto (si spera) di proporre una reale alternativa di sistema a quello eurista, il cerchio si chiude. E se è vero, come €$$I? stessi dichiarano, che non hanno alcuna intenzione di uscire dall'UE, allora è del tutto evidente che i sovranari hanno mentito agli italiani. Resta, è vero, la remota possibilità che €$$I? siano dei complottardi che stanno progettando l'uscita dall'euro un fine settimana e, a tal fine, celiano perché è così che si fa in questi casi. Se ciò dovesse mai accadere allora sarò il primo a chiedere scusa, ma certo non possiamo vivere nella speranza che le cose stiano così.

Dunque è giusto e opportuno che chi vuole uscire dai trattati europei faccia sentire la sua voce, anche polemizzando aspramente con chi dichiara apertamente di voler restare ed è in ciò supportato da una marea di sostenitori che hanno anche bisogno di continuare a credere, per non dover riconoscere a sé stessi di essersi fatti infinocchiare.

Quel che è certo è che, se i sovranari hanno davvero intenzione di fare ciò che dichiarano di voler fare, cioè restare nell'UE dopo aver mentito agli italiani, allora sono nemici ancora peggiori dei piddini, ai quali almeno possiamo almeno riconoscere l'attenuante della coerenza tra azioni e parole. Col più che legittimo dubbio su questa new entry, tal Dario Corallo, che si esprime come un vero sovranista ma, l'esperienza dovrebbe averci insegnato qualcosa, potrebbe essere l'ennesimo esponente in camaleontica capriola del grande partito liberale che governa l'Italia in regime di monopolio dai tempi del colpo di stato di tangentopoli.

Orbene, quando vedo che sul blog di Sollevazione - sul quale scrivono prevalentemente degli anonimi e viene commentato quasi solo da (altri?) anonimi, essendo noi sovranisti tra i pochi che quando commentano ci mettono la faccia - viene pubblicato il video dell'intervento di tal Alberto Bagnai, non posso non pormi la domanda: i sollevatori sanno cose che noi non sappiamo, oppure si sono messi in scia? Oppure, infine, hanno completamente sbagliato l'analisi dello stato reale delle cose, e dunque in questo momento sono come un pugile suonato?

Perché vedete, se ascoltiamo il Bagnai riuscendo a separare la sostanza di ciò che dice dalla sua indubbia capacità dialettica, quello che resta è che il governo sovranaro è andato a Bruxelles per battere i pugni sul tavolo. Ma i pugni sul tavolo, miei cari, li si batte per restarci, non per rovesciarlo!  E dunque, sempre nell'ipotesi che i sollevatori non siano a conoscenza di misteri che a noi non è dato sapere, il video di Bagnai che essi hanno pubblicato in un post intitolato "NOI STIAMO RESISTENDO", corredandolo di questa simpatica nota introduttiva:

"Tra schiamazzi e accuse d'ogni tipo (poche vere molte false), procede il processo al governo ed alla Legge di bilancio (con tanto di inquisitori improbabili, giudici corrotti e parti civili d'ogni colore), ci pare doveroso dare la parola all'imputato."

Ebbene ciò, dicevo, ci lascia alquanto

PERPLÈTI

C'è un concetto di fondamentale importanza che vorrei ribadire: se i sovranari sono in realtà dei complottardi che stanno aspettando il momento buono per uscire, un fine settimana, dall'euro, allora quando ciò accadrà IO mi prostrerò ai piedi dell' icona di Bagnai - ma anche di Salvini, Borghi e Luciano Barra Caracciolo - profferendo le seguenti parole:

«Mio Illo mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi,
e molto più perché ho offeso Te,
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.»

Ma questo deve prima accadere! Finché non accade non abbiamo altra scelta che credere per fede o dubitare. Ebbene, io dubito. Pertanto la succitata quadrimurti è costituita, oggi per me, da menzogneri individui che hanno predicato una cosa e fatto l'opposto.

Ma anche se fosse vero che costoro sono dei complottardi, resterebbe comunque da discutere il metodo. Ovvero: è meglio perseguire un obiettivo politico dicendo la verità, pertanto costruendo un consenso e una partecipazione reali tra la popolazione, oppure agendo nell'oscurità tessendo trame dalle quali la suddetta popolazione è del tutto esclusa?

Non trovate che, nel secondo metodo, ci sia un pizzico di paternalismo? Cioè quella stessa degenerazione del principio democratico che il Bagnai stesso imputava ai piddini nei suoi primi post? Come mai tutti dimentichi di ciò?

Nota - Oddio, "dimentichi" è un po' troppo, perché basta andare a leggere i nomi dei commentatori sui post vecchi di alcuni anni di Bagnai e confrontarli coi nuovi nomi, per rendersi conto che, in quel luogo, è stata posta in atto una vera pulizia etnica. Non così per Borghi, il quale, da questo punto di vista, è persona onorabile. Un avversario, ma non un avversario che abbia giocato sporco. Nessuno glielo può imputare.

Non si può restare a lungo nell'illusione che i sovranari stiano complottando per uscire (almeno) dall'euro un fine settimana (in tal caso gloria a Illo... alleluia alleluia alleluia) senza prendere in seria considerazione, nella più straottimistica interpretazione, la possibilità della solita compravendita susseguente all'offerta che non si può rifiutare. Dico "straottimistica interpretazione" perché ce n'è anche un'altra: che costoro siano stati gli agenti prezzolati di una raffinata operazione di gate-keeping. C'è bisogno di un colpo di reni, e l'occasione è davanti a noi: le elezioni europee.

I sovranisti devono boicottare le elezioni europee in quanto esse sono la messa in scena di un simulacro di democrazia da parte di un potere élitario, finanziario e industriale sovranazionale che, al fine di implementare un sistema politico che gli consegna il potere assoluto sui cittadini lavoratori, li priva della democrazia reale.

Non importa che non ci saranno partiti sovranisti: come potrebbero esserci d'altronde? Saremmo davanti a un ossimoro, dunque a un'altra invereconda menzogna.

I sovranisti dovranno astenersi dall'andare ai seggi elettorali, cosicché si possa fare la conta, questa volta, dei "veri sovranari". Non lasciamoci incantare, non cadiamo nella trappola: noi sovranisti saremo presenti (lor signori permettendo) a tutte le elezioni nazionali, e solamente a queste!

E poi, scusate, non sarà divertente scoprire che i sovranari non hanno il 60% dei voti espressi, come si illudono, ma meno del 25% sul totale che comprende anche i loro sodali piddini e berluskini? E che tutto il resto del corpo elettorale che si asterrà li guarda in cagnesco, ringhiando?

Il dolore

Io provo un dolore pazzesco per il tradimento dei piddini, dei grillini, dei leghisti; per il tradimento di Forza Italia; per il tradimento della sinistra; per quello degli intellettuali;

Penso che ne morirò - anche se sarei morto lo stesso - ma morirò col dolore del tradimento.

Trovo insopportabile il tradimento dei tanti che hanno affollato la scena andando in cerca di un minuto di notorietà, o per fare carriera.

Provo un dolore tremendo al pensiero di aver conosciuto e frequentato, e quindi vissuto con tanti esseri indegni e falsi che si sono venduti per meno di un piatto di lenticchie.

Io spero ardentemente che ci sia una giustizia superiore che possa costringere costoro al rimorso per la loro empia condotta; tuttavia mi accontenterei anche del nulla, quella mancanza di senso, dopo la morte, che appara chi ha vissuto con onore a chi ha vissuto con disonore.

Ma se la verità fosse invece che agire in modo empio sia ciò che conduce a un premio che va oltre l'esistenza, allora sono e sarò un bestemmiatore; contro questa forza diabolica che, sembrando dominare sulla terra, si può pensare che domini il mondo.

Sono schierato da una parte, lo dichiaro; sto dalla parte di chi mantiene la parola data e si schiera a battaglia, anche quando è certo di essere sconfitto; io sono un partigiano, pertanto detesto i traditori, gli infami.

venerdì 21 dicembre 2018

La verità nasce come paradosso e muore come ovvietà (Arthur Schopenhauer)

Questi, dopo aver deriso e insultato tutti dall'alto del loro piedistallo di supponenza, oggi vengono a dirci che non si poteva fare di più mentre si preparano a fare di peggio. Non ci credete? Vi ricordo che la verità nasce come paradosso e muore come ovvietà.

Questi.


domenica 16 dicembre 2018

This media may be sensitive

Un amico mi segnala un contenuto su twitter. Prima di aprirlo vengo informato che....

"This media may contain sensitive material. Your media settings are configured to warn you when media may be sensitive."


Poi apro Dagospia e... nessun avviso. Posso dunque tuffarmi nella visione dei contenuti non sensitive, e appropriati, pubblicati su questo sito:


Vi domanderete cosa ci fosse di così sensitive nel tweet segnalatomi. Eccolo, giudicate voi.


Questo sono i social sui quali spendete la vostra meglio gioventù (o vecchiezza). Sapessilo.

Addendum

Mi viene segnalato questo ulteriore tweet (che mi si apre senza avviso di pericolo)


Sapete che vi dico? Che comincio a pensare che (forse)  B.B.B. non siano dei traditori, ma che abbiano ricevuto un bel regalino...



sabato 15 dicembre 2018

Il nemico liberista: scegliete cani! O leuropei o fascisti!

La provocazione del nemico liberista
ad opera dei suoi giannizzeri di Forza Nuova
Ci viene chiesto di credere sulla parola ai promotori del gender a scuola, ma le cose non sono così semplici. Il minimo che si possa pretendere, infatti, è che in questo come in tutti i casi analoghi le lezioni siano videoregistrate e messe a disposizione per la visione di qualsiasi genitore ne faccia richiesta, con l'obbligo di trasmissione all'autorità giudiziaria in caso di contenzioso. Ciò è tanto più necessario in quanto, con la riforma della Buona Scuola, i poteri dei dirigenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado sono diventati così invasivi e pervasivi da non offrire più alcuna garanzia che le scelte educative e formative siano espressione sincera e democraticamente determinata della maggioranza del corpo docente. La circostanza in oggetto, cioè un'offerta educativa che attiene alla (con)formazione dei comportamenti sociali legati alla sessualità, rivolta a bambini dai sei ai dieci anni, esige che l'effettiva volontà del corpo docente di procedere in tal senso sia garantita con assoluta certezza, al di là dell'apparente correttezza delle procedure che, come ben sa chiunque insegni, nell'era della Buona Scuola sono ormai un vuoto simulacro di democrazia.

Pur avendo ben presente che il cuore della battaglia è e resta l'uscita dall'euro con la riconquista della sovranità monetaria, con ovvio dissolvimento dell'infrastruttura normativa denominata "Unione Europea" che lo sorregge, è anche vero che ci sono altri fronti di lotta. Questi secondi, terzi, quarti... ennesimi fronti sono aperti dal nemico liberista che, non riuscendo a sfondare su quello principale, tenta in tutti i modi di dividere le forze di noi sovranisti (da non confonderci MAI coi "sovranari").

Uno di questi fronti è quello dell'introduzione del gender a scuola, attuata coinvolgendo agenzie di formazione esterne e relegando noi insegnanti al ruolo di accompagnatori e sorveglianti. Gli interventi di (con)formazione degli studenti (in massima parte minorenni, quando non pargoletti che si bevono tutto quel che gli raccontano i sedicenti "professoroni" chiamati a indottrinarli) vengono etichettati avendo cura di non nominare mai la parola "gender", per cui si ricorre a perifrasi, come nel caso dell'istituto Riccardo Massa, periferia nord di Milano città: «Be.st – Beyond Stereotype", che ha come obiettivo quello di combattere gli stereotipi di genere».

Un movimento politico neofascista, dunque forza di complemento del nemico liberista, ha operato la classica manovra dietro le linee affiggendo lo striscione che vedete nella figura all'inizio del post.

Immediata l'azione di supporto di una ex roccaforte socialista (ANPI), da tempo conquistata dal nemico liberista, che ha invocato l'intervento della magistratura: "Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili e di denunciarli in base alle leggi Scelba e Mancino".

Fin qui i fatti, così come resocontati dall'agenzia liberista per eccellenza in Italia.

L'azione combinata del nemico liberista ha un obiettivo evidente, che è bene segnalare a tutte le unità sovraniste in azione sul territorio. Esso consiste nell'infondere nell'opinione pubblica la convinzione che chi si oppone ad un'operazione di evidente stampo totalitario, tuttavia presentata usando parole ed espressioni menzognere, la cosiddetta lotta contro gli stereotipi sessuali, sia un fascista, come sarebbe dimostrato dal fatto che lo striscione è stato rivendicato da Forza Nuova (organizzazione fascista) e dall'intervento dell'ANPI  - percepita ancora come organizzazione socialista, sebbene da tempo sia sotto il controllo del nemico liberista.

Spero sia chiaro a tutti quale sia l'intelligenza manipolatoria del nemico liberista. Leggiamo quello che ha dichiarato Daria Colombo, la delegata alle Pari opportunità del Comune di Milano:

«"A pochi giorni dal 25 novembre, giornata contro la violenza di genere, che ha visto migliaia di donne manifestare nelle piazze di tutto il mondo contro un fenomeno che non accenna ad arrestarsi, ecco una risposta concreta, agita con la collaborazione del Comune di Milano, per incidere sulla cultura di disparità di genere". Nulla a che fare, insomma, con le presunte 'teorie gender', ma un progetto di educazione che coinvolge tutte le figure della scuola per contrastare gli stereotipi sessisti "allo scopo di prevenire la violenza e i bullismi, favorendo le potenzialità e la valorizzazione delle differenze"».

Ci viene chiesto di credere sulla parola alle rassicurazioni dei promotori del gender a scuola, ma le cose non sono così semplici. Il minimo che si possa pretendere, infatti, è che in questo come in tutti i casi analoghi le lezioni siano videoregistrate e messe a disposizione per la visione di qualsiasi genitore ne faccia richiesta, con l'obbligo di trasmissione all'autorità giudiziaria in caso di contenzioso. Ciò è tanto più necessario in quanto, con la riforma della Buona Scuola, i poteri dei dirigenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado sono diventati così invasivi e pervasivi da non offrire più alcuna garanzia che le scelte educative e formative siano espressione sincera e democraticamente determinata della maggioranza del corpo docente. La circostanza in oggetto, cioè un'offerta educativa che attiene alla (con)formazione dei comportamenti sociali legati alla sessualità, rivolta a bambini dai sei ai dieci anni, esige che l'effettiva volontà del corpo docente di procedere in tal senso sia garantita con assoluta certezza, al di là dell'apparente correttezza delle procedure che, come ben sa chiunque insegni, nell'era della Buona Scuola sono ormai un vuoto simulacro di democrazia.

Infine, non possiamo non chiederci se i genitori siano stati correttamente informati sui reali contenuti di questa specifica iniziativa, e se agli stessi sia stata offerta la scelta di ritirare i propri figli.

Ovviamente non è la teoria del gender che deve preoccuparci, ma l'uso che ne fa il nemico liberista. Personalmente sono assolutamente certo che la percentuale di omosessuali è e resterà costante, cioè intorno al 4% della popolazione, quanta e quale che sia la pressione culturale messa in campo, perché il profumo delle femmine per i maschi, e quello dei maschi per le femmine, è cosa che nessun artificio potrà mai cambiare; né cambierà la percentuale di quelli che occasionalmente si concedono un diversivo quando le circostanze sentimentali dell'esistenza concorrono a ciò. Per altro gli omosessuali non solo non danno fastidio a nessuno, ma da sempre sono ben accolti in seno al popolo che mai li ha discriminati. Se ciò è avvenuto è perché, in altri tempi, le stesse élites che oggi promuovono la promiscuità sessuale hanno avuto interesse ad agire in modo contrario disseminando ostilità nei confronti dei nostri fratelli omosessuali, e sempre con lo stesso obiettivo: controllare il popolo. Dunque il nemico sono i liberisti e i loro servi, non gli omosessuali.

Oggi il nemico liberista si traveste da europeo, anzi da leuropeo - presto la collezione primavera-estate della nota casa di moda Volta&Gabbana, ma sempre con lo stesso scopo: controllare il popolo. Per far ciò disseminano, come sempre hanno fatto, falsità e ragioni di inimicizia all'interno del corpo sociale, perché sanno fin troppo bene che il loro dominio non sarà mai accettato e, per aggirare questo problema altrimenti insolubile, hanno la necessità di dividerci. Il problema, per noi, è che ogni volta che una roccaforte popolare viene conquistata questa continua ad essere percepita a lungo come "amica", quando ormai non è più così. E' il caso dell'ANPI, ormai vergognosamente allineata col nemico liberista, ma anche della maggioranza dei dirigenti scolastici, le cui menti sono state oggetto di una ventennale campagna di colonizzazione culturale.

Altro strumento usato dal nemico liberista sono le organizzazioni neofasciste, alle quali aderiscono purtroppo tanti ingenui compatrioti che, non conoscendo i fatti, non sanno che il fascismo è stato il bastone del nemico liberista; oppure sono convinti ad aderire a tali organizzazioni dal disgusto che provano per il comportamento di altre piazzeforti popolari da tempo cadute in mano al nemico liberista, come i partiti della cosiddetta sinistra. Tutto questo fa sì che il nemico liberista, il cui principale obiettivo di fase è oggi il completamento della costruzione leuropea, abbia buon gioco nel montare provocazioni come quella dell'insegnamento del gender a scuola, nella certezza che questa iniziativa produrrà sconcerto e ritrosia in quanti non accettano, per le più diverse ragioni, un'iniziativa che è, comunque la si pensi al riguardo, di natura totalitaria. Infine, facendo leva sulle organizzazioni che controlla, il nemico liberista tenta di asseverare a livello di massa l'equazione sovranisti=fascisti.

Per tutte queste ragioni lancio un appello a tutte le unità sovraniste sul territorio: non rispondete alle provocazioni sulle iniziative che promuovono il gender a scuola ma, se sarà il caso, agite per vie legali contro i dirigenti e le associazioni che si prestano, e coinvolgete le famiglie degli studenti informandole puntualmente e correttamente. Inoltre, esigete che siano effettuate le registrazioni degli interventi educativi affinché siano messi a disposizione delle famiglie che ne faranno richiesta.

venerdì 14 dicembre 2018

Avviso

Ho cancellato il post precedente (scritto oggi) perché era una risposta a un commento che avevo erroneamente inteso mi fosse stato inviato da Barbara Lameduck su YouTube, quando invece era un altro commentatore che mi segnalava il post della Lameduck. Riscrivere il post sarebbe stato impervio e avrebbe inoltre generato confusione. Capita.

p.s. l'articolo di Barbara Lameduck, che potete intuire quanto mi avesse irritato, era questo:


Churchill o Bolsonaro (per tacer di Cottarelli)? Ovvero del tuttosubitismo acuto.


Nulla impedisce che lo leggiate per poi commentarlo qui.

giovedì 13 dicembre 2018

Oltre Volta & Gabbana

Nel piccolo mondo sovranista (che non è il grande mondo sovranaro) si è discusso molto, in questi ultimi giorni, della manovra del governo. La chiave di lettura utilizzata da questo mondo è particolare perché fa riferimento a un obiettivo finale che non è la stabilizzazione dell'Unione Europea bensì la sua rottura, o quanto meno l'uscita dell'Italia. La conseguenza di ciò è stato il ruolo centrale nella discussione assunto dalla figura del prof. Alberto Bagnai considerato, per un tempo molto più lungo di quanto sia stato in realtà, come alfiere della tesi dell'uscita. E' stato un errore che sono stato tra i primi a segnalare, ma che è ormai un dato concordemente accettato, fatta salva una quota minoritaria di bagnaiani che ancora si illudono, cui il nostro si guarda bene dal chiarire il nuovo stato delle cose.

Poco male, anche perché dai fraintendimenti spesso sgorga la creatività artistica, per cui i social hanno prodotto dei fotomontaggi che, in questo autunno dello scontento sovranista (e del tronfio trionfo sovranaro) mi hanno strappato momenti di ilarità. Ve ne segnalo uno:

Mr Bonghanow su twitter
In ogni caso, stabilito ed acclarato che il prof. (anzi, da ora in poi il senatore) Alberto Bagnai non è più un sovranista ma un sovranaro, più elegantemente detto "un altreuropeista", e posto che ad ognuno è concesso cambiare idea, è giusto e opportuno criticarlo alla luce di questa sua nuova collocazione. Una collocazione che, da sovranista, combatto, ma che ha anche qualche aspetto positivo; ad esempio il fatto che l'eloquio del nostro si sia depurato di alcuni eccessi che, spesso, oltrepassavano il confine della buona educazione, per tornare ad un registro più vicino all'ironia.

Veniamo ora all'ultimo post del senatore Bagnai, nel quale ha spiegato le ragioni della manovra. In sostanza il senatore Bagnai sostiene che sì, è vero che il deficit sarà (salvo correzioni ulteriori) del 2,04%, ma che la manovra resta comunque espansiva rispetto a quanto sarebbe stata se le elezioni del 4 marzo le avesse vinte il PD. A dimostrazione di ciò fornisce alcuni grafici, dai quali si evince che, se avesse vinto il PD, il deficit tendenziale, cioè la base di trattativa con l'UE, sarebbe stato lo 0,8%, con un deficit iscritto nella NADEF (Nota Di Aggiornamento al DEF) dell'1,6%. Al contrario, il governo gialloverde ha alzato l'asticella del NADEF al 2,04%.

In sostanza il senatore Bagnai ha prodotto, nel suo post surreale, ben quattro grafici per informarci che il governo gialloverde ha incrementato il deficit dello 0,4% rispetto a quanto fatto dal governo Gentiloni lo scorso anno, perché in una fase di crisi dell'economia è opportuno agire in modo anticiclico.

Ora dobbiamo porci la questione di come rapportarci con il Bagnai 2.0 altreuropeista (o sovranaro che dir si voglia). E' utile continuare a frignare perché ha cambiato idea, ammesso e non concesso che tutti noi sovranisti non abbiamo equivocato alla grande? Oddio, se abbiamo equivocato è anche vero che il senatore Bagnai ha fatto molto perché ciò accadesse, ma resta il fatto che continuare a polemizzare su un suo vero o presunto "tradimento" non ci porterà lontano. La mia proposta è la seguente:
  1. Dimentichiamo ciò che il senatore Bagnai è stato, o che noi sovranisti abbiamo immaginato che fosse, e prendiamo atto che è un altreuropeista.
  2. Dedichiamo il nostro tempo e le nostre energie alla costruzione della militanza politica sovranista.
Spero vi sia chiaro che, qualora l'opzione altreuropeista si rivelasse praticabile, per noi sovranisti non ci sarà futuro. E' anche possibile però che questa opzione si riveli - personalmente ne sono convinto - del tutto impraticabile. In tal caso sarà importante, anzi essenziale, essere pronti all'appuntamento. Ho deciso di dare l'esempio, per cui mi impegno, d'ora in avanti, a trattare il senatore Bagnai come un qualsiasi altreuropeista, ponendo fine a una lunga stagione di polemiche ormai ampiamente superate dalla realtà dei fatti. 

Salvo, e non potrebbe essere diversamente, nelle occasioni in cui il senatore Bagnai ne dirà di così divertenti da rendermi impossibile resistere alla tentazione del perculamento con scappellamento a destra.