giovedì 16 giugno 2016

Socing

Scusate, ma è proprio vero che il killer di Orlano era gay? Pare di sì. Uhm, allora la notizia da sparare in prima pagina dovrebbe essere...

Gay fa strage di gay

Scusate, ma è vero che dietro il presunto attentato a sfondo jihadista di Magnanville, nelle banlieue parigina, ci sono motivi personali, probabilmente una vendetta? Pare di sì. Uhm, ma allora la notizia da sparare in prima pagina dovrebbe essere...

Pregiudicato uccide per vendetta due poliziotti

Scusate, ma è vero che le circostanze in cui è morta la deputata inglese Jo Cox non sono ancora chiare? Pare di sì. Uhm, allora perché David Sassoli già scrive...


Scusate, ma è vero che il segretario di stato americano Colin Powell nel 2003 presentò all'ONU le prove del possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein e che un anno dopo la CIA lo smentì? Uhm, ma allora perché non ci sono stati titoloni, sui giornaloni italiani, come questo...

Saddam Hussein martire della pace in M.O.

Scusate, ma è vero che il debito pubblico dei paesi periferici dell'eurozona era in drastico calo dall'inizio della Moneta unica e che è cresciuto per ripianare le perdite della finanza privata, come oggi riconosce anche il FMI? Pare di sì. Uhm, ma allora perché si fa la caccia alle streghe contro i "furbetti del cartellino" invece che sparare in prima pagina...

La crisi è della finanza privata

Scusate, ma è vero che la Russia spende in armamenti 1/12 degli USA? Pare di sì. Uhm, ma allora perché nessuno scrive in prima pagina...

Gli USA minacciano la pace nel mondo

Scusate, ma è vero che da mezzo secolo i salari ristagnano mentre la produttività cresce prodigiosamente? Pare di sì. Uhm, ma allora perché ci dicono che la crisi è colpa nostra e che adesso dobbiamo fare austerità, invece di sparare in prima pagina, sui giornaloni, titoloni così...

Il capitale schiaccia il lavoro e genera guerre

Perché? Forse perché...

la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza?

Addendum: pare che il testimone che avrebbe sentito le parole "Britain first", intervistato dai giornalisti, abbia smentito (con video). Il senso di schifo sta raggiungendo vette inconcepibili.

lunedì 13 giugno 2016

I'm sorry. I couldn't resist.


Scrive Aristarco: "Gentile Professore,
per quel poco che so della storia del fascismo, mi sembra impreciso associare 'in maniera suriettiva' quest' ultimo all'autoregolazione del mercato.
Le politica economica durante del ventennio si divide in varie fasi e, per esempio, l' istituzione dell'Iri e la legge bancaria del 1936 credo vadano in direzione opposta all'autoregolazione dei mercati.
E ciò, nel mio modesto parere, non fa altro che rimarcare il concetto del post, ovvero che esistono (almeno) due piani distinti su cui possiamo distinguere destra e sinistra, uno 'tradizionale-ideale' e uno economico."

Risponde Illo: "Per quel poco che so di storia di questo blog, trovo estremamente irritante che tu arrivi qui catapultato dal nulla a farci una lezioncina che oltre a dirci cose delle quali qui si è parlato migliaia di volte con dovizia di particolari è anche in tutta evidenza incoerente con le categorie analitiche proposte, o del tutto pleonastica. Sì, lo so, non sono molto simpatico. Ma secondo me 'me ne frego!' è, oggi, un motto di sinistra..."

Insetti

La risposta di Marco Mori è perfetta.

Merita un approfondimento la frase dell'insetto (al netto della bufala dei grillini che vogliono uscire dall'euro), laddove scrive "non pagare debito pubblico".
Che significa pagare il debito pubblico? Significa che tutti quelli che hanno prestato soldi allo Stato possono presentarsi domani per chiederli indietro? Mettiamo che sia così, ma allora anche tutti quelli che hanno depositato soldi in banca possono fare altrettanto! O no?
La realtà delle cose non è semplicissima, ma non è neanche troppo difficile da capire, a patto di essere disposti a concentrarsi un po'. Il punto è che nessuna istituzione finanziaria può fare fronte a una corsa agli sportelli, salvo uno Stato sovrano. Certo, se tutti coloro che hanno prestato soldi allo Stato si presentassero contemporaneamente a chiederli indietro (cosa impossibile per altro, dovrebbero attendere la scadenza dei titoli) qualche problema ci sarebbe, ma lo Stato sovrano potrebbe sempre monetizzare le sue necessità, cioè stampare moneta. Ne deriverebbe un po' di inflazione? Probabilmente sì. Quanta? Il 20%? Il 30%? Non di più, perché lo Stato sovrano ha sempre la possibilità di tassare chi non gli presta i soldi. Dite che non è giusto? E' questo il problema! particolarmente sentito da chi di soldi ne ha tanti! Come l'insetto.
Il quale non deve essere uno sciocco, visto che fa soldi con la finanza mentre voi per campare dovete sgobbare, e allora com'è che non capisce? Magari fa quello che hanno sempre fatto i ricchi, cioè prendere per i fondelli i lavoratori?
Cosa succederebbe a una banca se ci fosse una corsa agli sportelli? La perdita per i depositanti (in assenza di un intervento dello Stato cattivo) sarebbe solo del 20/30%? O superiore? Chiediamolo ai clienti delle banche fallite.
Raccontiamola giusta: in uno Stato sovrano che riconosce l'iniziativa privata (come l'Italia disegnata dalla Costituzione del 1948) ognuno, ricco o povero, dà la sua parte, i capitalisti ci mettono i soldi e i lavoratori il lavoro. I capitalisti devono prestare soldi allo Stato, che li retribuisce con un interesse, i lavoratori devono lavorare. Ventilare una corsa agli sportelli, alias la restituzione del debito pubblico, è l'equivalente di minacciare uno sciopero generale ad libitum: è un atto eversivo! Almeno rispetto allo statu quo di uno Stato sovrano che riconosce l'iniziativa privata (come l'Italia disegnata dalla Costituzione del 1948).
Coloro che prestano soldi allo Stato sanno che non possono chiederli indietro a discrezione ma devono accontentarsi di un interesse, la cui misura è frutto di un compromesso politico. E infatti, non a caso, il divorzio Tesoro-BdI è considerato, da chi ha contezza delle cose, un atto sedizioso, come per altro riconobbe uno dei protagonisti, Beniamino Andreatta: "Nei limiti stretti delle mie competenze era invece mia intenzione sottolineare la novita' , la rottura con il passato, quando poteva apparire 'sedizioso' un comportamento della Banca che rifiutasse il finanziamento del fabbisogno pubblico per non creare base monetaria in eccesso".
Ma il geniale finanziere Serra, consulente di Renzi, fa finta di non sapere e blatera di "pagare il debito pubblico" come fosse un qualsiasi avventore di un bar. Che è esattamente come se io lanciassi un appello sui social invitando tutti a ritirare i soldi dai depositi bancari! Voi che dite, se un simile appello venisse raccolto non mi troverei i carabinieri in casa alle quattro di mattino? La verità è che il sistema finanziario, sia pubblico che privato, si fonda su regole tacitamente (ma nemmeno tanto) accettate da tutti. La verità è che solo una frazione dei creditori può presentarsi agli sportelli, delle Banche o del Tesoro, per chiedere indietro i propri soldi, ma quando ciò accade la differenza tra il sistema finanziario privato e quello di uno Stato sovrano salta agli occhi: il primo è vulnerabile, il secondo, sia pure con qualche acciacco, ne viene fuori. Ma tutto questo l'insetto non lo sa. O fa finta di non saperlo.
Mancano 12 giorni al referendum inglese sul Brexit, ci sono gli europei di calcio (chi gioca? estiqatsi!) e sta nascendo negli ambientini un certo nervosismo. Ecco allora che si ventilano disastri su lavoro/pensioni/risparmi/aziende, e già che ci sono perché non l'invasione delle cavallette, la peste bubbonica, la strage dei primogeniti? Eppure, a ben pensarci, l'insetto non ha torto, perché con la fine dell'euro e dell'UE potrebbero arrivare veramente le cavallette, la peste bubbonica e la strage dei primogeniti. Vediamo perché.
L'euro ha "creato" i debiti (ma anche i crediti), poiché ha esaltato gli squilibri delle bilance commerciali, creando al contempo un contesto di moral hazard che ha rassicurato i prestatori inducendoli a erogare credito nella certezza della sua irreversibilità. Inoltre, come "vincolo esterno", ha schiacciato i salari e contribuito allo smantellamento dei settori pubblici degli Stati. Ciò ha determinato l'emergere di enormi rapporti debito/credito sia tra gli Stati (per via delle contabilità nazionali che, a dispetto della moneta unica, non sono state abolite) sia all'interno di questi, tra le classi sociali. Un successo del Brexit può innescare una reazione a catena tale da portare al collasso dell'euro e alla fine dell'UE, lasciando gli Stati e le classi sociali alle prese con il gioco del cerino acceso. Lo scenario, in effetti, è da incubo. Tant'è che un amico, incontrato al bar qualche giorno fa, durante una discussione da bar (appunto) se ne è uscito affermando che "a forza di parlare di uscire dall'euro succederà davvero, e allora ci sarà la guerra e io non voglio la guerra". Gli ho risposto che la fine dell'euro e dell'UE è nell'ordine delle cose inevitabili e che in questo noi anti-euro non abbiamo alcuna responsabilità o merito, semplicemente accadrà. Noi siamo stati le inascoltate cassandre, le oche del Campidoglio, gli ambasciatori del futuro che sta arrivando, non la forza attiva che ha determinato la crisi di un progetto sconclusionato nato sessanta anni fa, nel 1957 a Roma.

Non sarà oggi, non sarà domani, ma quando succederà nessuno sarà mai stato eurista.


Come Mussolini, che nel dicembre 1944 ancora riempiva le strade di Milano...


Mi domando, con crescente curiosità, cosa faranno i miei (ex)amici piddini. Dai, l'avete capito che l'UE ha i giorni contati, vero? Dico, mancano undici giorni al Brexit! Ci volete scommettere che si ricicleranno dicendo di essere sempre stati "critici"? Questi deficienti che hanno sposato l'economia sociale di mercato senza nemmeno sapere cos'è, questi presuntuosi senza vergogna abituati a pontificare senza studiare, questi bambocci sempre in gara tra loro nell'accaparrarsi incarichi e prebende eppur convinti di essere moralmente superiori, insomma questi insetti da trattare con il DDT in deroga alle sacrosante preoccupazioni per l'ambiente, che hanno osato tacciare di populismo chi si è sforzato per anni di approfondire, capire, andare oltre gli slogan propagandistici, come se la caveranno?

Ma è ovvio, diventeranno grillini. E il PD sparirà. Accetto scommesse. Come faccio ad esserne certo? Ho calcolato il logaritmo del nulla.

sabato 11 giugno 2016

La sociopatia dell'offertismo


La spiegazione che, della crisi, offre il mainstream, è quella basata su una carenza di offerta. Ovvero siamo poco produttivi - diciamolo: un po' pigri come tutti i popoli del sud - poco aperti all'innovazione, oltre che corrotti e familisti, va da sé. Per gli "offertisti" il problema non è la domanda (ma quando mai!) bensì l'offerta, per cui la crisi è conseguenza della nostra incapacità di reggere la concorrenza internazionale. Sono tutti più bravi e laboriosi di noi, più onesti, più avvezzi alla durezza del vivere (che stiamo riscoprendo, come auspicato dal "compagno" Padoa Schioppa).

Questo è il frame nel quale vivono milioni di italiani, grazie anche al contributo dei maledettamente stupidi grillinos, quelli che adesso vogliono rendere "pubblica" la Banca d'Italia per "assicurare l’assoluta indipendenza dell’arbitro" (sic!).

Ora chiedetevi: non è forse vero che, da qualche anno, il vostro modo di lavorare è stato vieppiù riempito di incombenze assolutamente inutili, che tuttavia occupano il vostro tempo e vi procurano stress? Riunioni, riunioni, riunioni, incontri di formazione, procedure minuziose da rispettare per produrre documentazione assolutamente inutile, direttive sconclusionate e quant'altro? Perché accade ciò? Forse perché il mondo si è improvvisamente riempito di idioti?

Verrebbe da rispondere di sì, ma voglio proporvi una spiegazione alternativa: è una conseguenza dell'offertismo, per cui è necessario tenervi sotto pressione anche quando in realtà, per mancanza di domanda, non c'è un fico secco da fare. Hai visto mai che vi impigrite? L'importante è tenervi in tiro, belli allenati a faticare, cosicché quando verrà l'araba fenice della ripresa sarete già abituati a sgobbare (ovviamente non per voi, ma per chi vi spreme dalla nascita al catafalco).

E' una riflessione che mi è venuta in mente in questo periodo in cui sono stato impegnato nei lavori di ristrutturazione della mia casa. In questa circostanza io ero il "padrone" e, siccome sono inesperto, mi è capitato di non essere sempre capace di organizzare al meglio il lavoro degli operai. Quando ciò è avvenuto costoro non sapevano cosa fare (mancava questo e quell'altro) ma io dovevo pagarli lo stesso, ed ho sentito nascere nel profondo del mio cuore il bisogno di vederli comunque "operosi": hai visto mai che si abituavano a non fare una beneamata fava? Gli unici che non mi hanno dato problemi del genere sono stati quelli che hanno lavorato non da salariati, bensì da liberi professionisti, "a risultato", perché, se non c'era niente da fare, mi salutavano e andavano da qualche altra parte (e poi riprenderli era un problemone). Però i salariati sono la maggioranza, anche se a molti è stato fatto credere di essere liberi professionisti. Aggiungo che si è "salariati" tanto più quanto la domanda di lavoro è scarsa.

La "ripresa" tarda ad arrivare? L'offertista ti chiede di lavorare di più, a costo di complicarti la vita. L'importante è che lavori, che non ti abitui a non fare niente; poi, quando la ripresa arriverà (ma arriverà?) ti toglieranno tutte le incombenze stupide e inutili e ti chiederanno di lavorare veramente. Tanto sarai abituato a fare il servo.

Se la "ripresa" arrivasse per davvero ci toglierebbero rapidamente tutte le stupide incombenze con cui ci tengono in tiro. Una riunione a 200 km di distanza per rimasticare scemenze risapute? Scherziamo? Vai dai clienti prima che lo faccia la concorrenza! E la cartaccia che adesso devi compilare? Lascia stare, corri prima che arrivino quelli là, tanto chi le legge queste fesserie?

Ma la domanda non c'è! E non c'è perché, dicono gli "offertisti", non lavori abbastanza. E dunque lavora di più e con meno soldi!

Forse mi sbaglio e sto dicendo delle fesserie (io non sono un micro-economista ma...) però sospetto che in questo modo di vedere le cose possa esserci del vero. Forse la sociopatia burocratica del fare cose inutili e insensate è veramente alimentata dall'eclissi della domanda effettiva di beni e servizi, unita alla necessità di tenere impegnata l'organizzazione produttiva in attesa di tempi migliori. Solo che, con il protrarsi di questa situazione di debolezza della domanda, continuare il gioco comincia a produrre effetti devastanti e di massa, soprattutto sul piano psicologico. Parlo con la mitica ggente e, quotidianamente, raccolgo lamentele sul fatto di essere costretti a fare cose inutili e improduttive. La ggente penZano, non avendo chiara la situazione, che se gliele togliessero potrebbero lavorare più efficacemente e guadagnare financo di più, ma non gli viene in mente che, invece, devono fare cose inutili perché non c'è abbastanza da fare per tutti. Perché la domanda langue.

L'importante è che la ggente sia impegnata, anche a non fare niente. Sapete, l'ozio è il padre dei vizi, cioè del disordine. Dio non voglia della rivoluzione.

mercoledì 8 giugno 2016

Le vittime della shoah sono 5.999.999!

E adesso sbattetemi in galera!

Negazionismo: sì Camera a legge, da 2 a 6 anni carcere

I "boccaloni"


Ma come mai, se i robot sostituiranno il lavoro umano:

Welfare da ripensare con i robot al lavoro

 in Francia con la legge "El Khomri" si punta a un orario di lavoro settimanale di 60 ore?

Francia: il Partito Socialista all’attacco delle 35 ore. L’orario di lavoro potrà superare le 60 ore settimanali


Ma come mai la "sinistra", che ha scoperto la lotta di classe, non la capisce? La domanda è d'obbligo: sono "boccaloni"?

I "boccaloni" sono quelli che credono che il lavoro sia una merce generosamente elargita dall'alto, una merce che potrebbe diventare rara a causa della tecnologia. I "boccaloni" non riescono proprio a capire che la dotazione tecnologica di una società è un dato oggettivo, storicamente determinato, che condiziona l'output produttivo possibile, e che la lotta di classe comincia nel momento in cui si tratta di spartirselo. I "boccaloni" sono quelli tanto buoni, ma così buoni, ma talmente buoni che "facciamo una legge per dare ai poveri il diritto di vivere dignitosamente".

Il mondo è pieno di "boccaloni".


Addendinum avvelenadum: i "boccaloni" li pescano i "bocconiani".

Addendinum bis cianuricum: domani rompo il culo a questi qua! E' ora di mettere in campo l'artiglieria pesante.

martedì 7 giugno 2016

[PopulPost] Maggiordomi&Trifolchi

«Lasciate scendere i salari e il Sud crescerà»

L’economista Andrea Ichino, autore di un’analisi con Tito Boeri ed Enrico Moretti, presentata al festival dell’Economia di Trento: «Spostiamo la contrattazione sui salari nelle aziende». Gli effetti? Un abbassamento dei salari al Sud che porterebbe «più sviluppo ed equità» sia al Nord che al Sud.


Esegesi


Io questi qua li ammiro, sono dei perfetti maggiordomi del Capitale. Certo, si potrebbe obiettare a uno dei tre, Boeri, che anche il suo di salario dovrebbe scendere, ma noi non ci abbassiamo a tanto. E' giusto e sacrosanto che Boeri - ma anche Ichino e Moretti - siano ben pagati dal loro padrone, il Capitale, visti i servigi che gli rendono! Io mi incazzo con i tanti fessi di lavoratori che gli danno retta, cos'altro dovrebbe dire un maggiordomo? Che proprio per il fatto che il sud è arretrato bisogna dargli più soldi? Magari pagando di più i dipendenti pubblici (per lavoro in area disagiata) usando le risorse delle zone più ricche in modo da stimolare la domanda?

Che poi, pensateci bene: mica dicono, i maggiordomi, che bisogna pagare di più i lavoratori del nord produttivo! Nooo! Dicono di pagare di meno quelli del sud arretrato! Evidentemente è tutto un problema di pelandronaggine, di mafie (rigorosamente al plurale) , di clientelismo familistico...

Che bravi i maggiordomi, come farebbero i padroni senza di loro? Ve l'immaginate il fastidio di scendere di persona nelle cucine, nelle stalle, a trattare (leggasi: perculare) quei bifolchi? Bifolchi? Che dico: trifolchi! Ma niente paura, si mandano gli Ichino, i Boeri e i Moretti, che son tanto bravi signora mia!

"Sviluppo ed equità", tubano i maggiordomi. Tu, lavoratore del sud, sei meno produttivo perché proprio non ce la fai con picca&pala a fare la stessa quantità di lavoro del tuo omologo del nord che aziona una benna meccanica? E allora tu, lavoratore del sud, devi guadagnare di meno del tuo omologo del nord! Non è forse equo? Ma pensa, bifolco del sud - che dico: trifolco - se ti accontenti di pane e cipolla, alla fine di una vita di sacrifici avrai anche lo sviluppo, parola di maggiordomi. E che? Non vuoi fare sacrifici, anzi vuoi guadagnare come il lavoratore del nord che aziona una benna meccanica? Ah, ma allora sei uno sfaticato, un parassita, forse anche un po' mafioso. Non è forse vero che compri le sigarette di contrabbando? Fuma di meno, sii morigerato, mangia pane e cipolla facendo concorrenza al lavoratore del nord che aziona una benna meccanica e alla fine, vedrai........
























































abbasseremo il salario anche al lavoratore del nord che aziona una benna meccanica! Parola di maggiordomi.






















Io li ammiro i maggiordomi. Che stupendi personaggi, che classe, che stile! E soprattutto: che coraggio. Questi devono scendere nelle stalle, nelle officine puzzolenti, mischiarsi con voi bifolchi (che dico, trifolchi) discutere con voi facendo finta di essere loro i veri padroni; e farsi invidiare, sotto sotto anche un po' odiare quando a ben pensarci sono servi come voi, e convincervi che la colpa è la vostra. Un lavoro di merda, ne converrete, che è giusto retribuire dignitosamente. E poi, scusate, chi tra voi bifolchi - che dico: trifolchi - non vorrebbe essere al loro posto? Dai, confessatelo: se non proprio voi, che almeno i vostri figli possano un giorno diventare maggiordomi....

Li conoscete per nome i maggiordomi, li vedete in televisione che parlano dall'alto della loro sapienza tecnica (cose che voi bifolchi - che dico: trifolchi - proprio non potete capire). Usano parole "strane" di cui non conoscete il significato, ma alla fine vi vengono incontro e vi spiegano le cose con il buon senso comune di cui voi bifolchi - che dico: trifolchi - vi pascete a pranzo e a cena: lo Stato è come una grande famiglia, chi non lavora non fa l'amore, il debbbito pubbbblico, il calo demografico, oggi c'è la Ciiina, l'Italia è un paese corrotto, le cose devono cambiare ("se non cambiamo tutto, tutto resterà come prima" - dixit Virginia Raggi), faremo gli Stati Uniti d'Europa, i populismi che dico i fascismi, e poi adesso c'è la partita gioca l'Italia ne riparliamo.

Avete votato? Bravi bravissimi. Vi accapigliate facendo il tifo per questo o quel maggiordomo? Bravi bravissimi. Adesso c'è il m5s e le cose cambieranno? Bravi bravissimi. Se usciamo dall'euro e dall'UE arrivano le cavallette? Bravi bravissimi. Ma tu vuoi tornare agli stati nazionali dell'ottocento? Dici che il liberismo è una piaga storica? Ah, ma lo potevi dire prima che sei un comunista! Ma io non sono comunista! Vabbè, sarai un populista. E magari stai con Salvini!

Voi, invece, siete 'na massa de boccaloni.