sabato 15 agosto 2026

Diario personale 143 - Dalla lotta di classe alla lotta filosofica

domenica 9 agosto 2026

Diario personale 142 - Democrazia e Democratura

Link: Why mRNA is important for U.S. national security

DI ANDREA ZHOK

Ieri, tre ragazzini (13-14 anni) di Pradamano (UD) hanno cercato di vendere limonata ad offerta libera per comprarsi un Ciao; un passante li ha denunciati per vendita senza licenza, e la forza pubblica è intervenuta per punire l’illecito.

C’è chi ha deprecato il denunciante, chi l’intervento della polizia.

Ma questo episodio, nella sua banalità, mette il dito sulla piaga di una questione enorme, che ci coinvolge tutti: la questione delle norme sociali.

In ogni società esistono due tipi di norme, quelle INFORMALI, basate sul costume e sulle aspettative condivise, e quelle FORMALI, basate sui codici e sull’intervento della forza pubblica.

Nelle società arcaiche esistevano solo norme informali fondate su costumi, tradizioni, comunanza culturale.

Con il complessificarsi delle società, vennero introdotte leggi scritte e sanzioni erogate da giudici terzi, come elemento complementare, integrativo delle norme informali.

Il dramma della società europea contemporanea è di aver spinto all’estremo la sostituzione delle norme informali con quelle formali.
Nel mondo che abbiamo costruito per ogni conflitto, disaccordo, violazione, attrito, offesa, molestia bisognerebbe ricorrere all’intervento di un giudice terzo (carabiniere, magistrato, Stato).
Questa sostituzione è tecnicamente impossibile. Per ragioni sia logiche che pratiche le normatività informali non possono essere tutte rimpiazzate da articoli di legge. Dovremmo avere tutti un carabiniere e tribunale portatile a seguito.

Qui però viene fuori un enorme problema.
Infatti, per non poggiare sulle leggi formali devi poter contare sulle norme informali.
E queste funzionano soltanto in società con un elevato grado di comunanza culturale (costumi, tradizioni).
Ma noi ci siamo vantati di aver costruito società “aperte” e “cosmopolite” dove quella comunanza culturale è in gran parte abolita.
Però, quanto meno puoi contare su un retroterra comune con chi ti circonda, tanto più devi confidare sulla forza pubblica.
Ergo, l’esito delle società aperte e cosmopolite è una parabola legalista, securitaria, di sorveglianza e controllo, il cui eroe è il cittadino che denuncia i ragazzini che vendono limonata senza licenza.

mercoledì 5 agosto 2026

Diario personale 141 - I dati sullo "stato vaccinale covid"

domenica 2 agosto 2026

Diario personale 140 - Creditori debitori e geopolitica

giovedì 30 luglio 2026

Diario personale 139 - Non si muove foglia che Ochrana non voglia

domenica 26 luglio 2026

Campagna elettorale 10 - Le guerre dei buoni contro i cattivi

venerdì 24 luglio 2026

Diario personale 138 - Una sassata per la democrazia

sabato 18 luglio 2026

Diario personale 137 - L'arte di sospendere il giudizio

lunedì 13 luglio 2026

Campagna elettorale 9 - Segnatele ste cose Arnà

Diario personale 136 - Er Socio (Balugani mi è testimone)

sabato 11 luglio 2026

Diario personale 135 - Le catastrofi concettuali collettive

Link: Libertà e Partecipazione

giovedì 9 luglio 2026

I "pippolismi"

È vera o falsa la proposizione «Il "pippolismo" è incompatibile con la libertà»? Per rispondere sostituite al prefisso "pippo" il prefisso "capital" o "comun", ottenendo così "capitalismo" e "comunismo". In entrambi i casi la proposizione è vera nel senso che non è permesso criticare i pilastri del pippolismo, sia esso "capital" o "comun", ma è falsa perché nulla osta al fatto che si possa liberamente discutere di un grande numero di altre questioni, ad esempio l'opportunità o meno di realizzare una tratta ferroviaria o un aeroporto. In entrambi questi regimi è vietato attaccare i pilastri su cui si fonda il sistema, ma nulla osta alla discussione di tutte le altre questioni.

Col passare del tempo altri prefissi si affacciano all'attenzione, oggi è il tempo del "covid", da cui "covidismo". Il covidismo è un concetto di natura diversa rispetto a capitalismo e comunismo, ma non nel modo in cui lo è, ad esempio, quello di ambientalismo: vi possono essere regimi pippolisti che sono ambientalisti o antiambientalisti. Negli Stati Uniti, ad esempio, il trumpismo (altro prefisso) è una forma di capitalismo antiambientalista, così come antiambientalista è stato il comunismo sovietico; al contrario, il progressismo (ancora un prefisso) è dichiaratamente ambientalista, pur essendo una visione del mondo che si muove nel grande alveo del capitalismo. In definitiva la dialettica politica di natura sociale continua ad essere dominata dal conflitto dei prefissi "capital" e comun", da cui capitalismo e comunismo, i quali vengono ulteriormente qualificati da altri prefissi che si riferiscono a posizioni importanti ma di altro rango.

La natura del prefisso "covid", quindi covidismo, attiene alla sfera delle libertà personali le quali non possono essere ridotte alla condizione di benessere materiale determinato da meri livelli di reddito e consumo. Questa circostanza pone il covidismo in una posizione particolare rispetto ad altri prefissi qualificativi, come il già citato "ambiental-ismo" o la coppia "liber-ismo" e "keynes-ismo" che specificano due forme di "capitalismo", inteso quest'ultimo come concetto politico di rango superiore. In altre parole il "covidismo" non è un attributo qualificativo di rango inferiore a un concetto che gli è preminente, sia esso il capitalismo o il comunismo, bensì di pari rango sebbene attinente ad una sfera precupuamente personale, mentre "capitalismo" e "comunismo" lo sono rispetto alla sfera della vita sociale.

Anche il covidismo, come ogni pippolismo che si rispetti, non ammette che siano messi in discussione i suoi fondamenti, come è dimostrato in modo lampante dai lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid-19 il cui nome corretto è "Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle cause che hanno determinato l'iper-incidenza e la mortalità cardio-respiratoria". Già dal nome si capisce che è permesso indagare solo ed esclusivamente su eventuali errori di gestione o malversazioni, ma non sulla questione principale che attiene al confine tra i poteri pubblici e la sfera personale. E dunque, poiché il covidismo è un "pippolismo" di primo rango come lo sono il capitalismo e il comunismo, è proibito metterlo in discussione alla radice. Nel mondo della dissenteria il dibattito politico intorno al covidismo si sta così sviluppando lungo due direttrici, una delle quali è rappresentata dal movimento Novax guidato da Luca Teodori, l'altra dal movimento Agorà guidato da Angelo D'Orsi. 

Novax è anticovidista, Agorà è anticapitalista; Novax declina il suo anticovidismo in direzione liberista, Agorà declina il suo anticapitalismo in direzione blandamente anticovidista. Manca, nel mondo della dissenteria, un movimento che sia contemporaneamente e radicalmente anticapitalista e anticovidista, così come nel mondo della politica ufficiale si trovano soltanto partiti che sono capitalisti e covidisti.

mercoledì 8 luglio 2026

Campagna elettorale 8 - FINCTA HUMANITAS DESTRUCTA SIT

lunedì 6 luglio 2026

Campagna elettorale 7 - Le Marattinate

sabato 4 luglio 2026

Ospitata da Piddukov

UNA DISCUSSIONE FRA AMICI SULL'USO, IN QUESTA FASE POLITICA, DEL GIUSNATURALISMO E DEL DIRITTO POSITIVO.

Questa sera ha avuto luogo una discussione telematica (che si pubblica in differita) sulla contrapposizione tra giusnaturalismo e diritto positivo. La discussione non ha avuto un taglio filosofico bensì politico.
Le due posizioni filosofiche del giusnaturalismo e del diritto positivo vengono usate in politica per indicare due diversi orientamenti, validi sia sul piano personale che collettivo. Le persone o le collettività che sono per natura o ragioni storiche più inclini a desiderare la libertà si difendono dal Potere invocando dei non ben definiti "diritti naturali"; al contrario coloro (persone o collettività) che sono più inclini al comunitarismo si oppongono brandendo l'argomento della maggiore importanza della società rispetto all'individuo.
Nessuno che si occupi seriamente di politica può ovviamente sostenere che una qualsiasi di tali due istanze possa essere applicata fino alle estreme conseguenze.
Tuttavia, essendo la lotta politica basata sull'inganno (come la guerra) ecco che assistiamo a una polarizzazione del discorso tra i sostenitori dell'una o l'altra istanza. Ma ciò è bene che non avvenga perché l'evento originario di questa polemica, il covid, ha avuto natura criminale e truffaldina.
C'è chi utilizza una polemica di natura filosofica e teorica perché, in realtà, vuole arrivare a sostenere che la difesa dalle "ingerenze della società" consista nell'aumentare il tasso di individualismo. Per questa ragione è necessario fare i conti fino in fondo con la psicopandemia, riconoscendola per quello che è stata: un'operazione criminale!

giovedì 2 luglio 2026

Diario personale 134 - La (mia) squinternata "teoria dei campi animici"

mercoledì 1 luglio 2026

Campagna elettorale 6 - Il fremito della cadrega

sabato 27 giugno 2026

Campagna elettorale 5 - Il quinto cetriolo Futuro Nazionale

giovedì 25 giugno 2026

Diario personale 133 - Come fosse antani

martedì 23 giugno 2026

Diario personale 132 - La schiavitù in Italia

domenica 21 giugno 2026

venerdì 19 giugno 2026

Campagna elettorale 3 - Capataz andate a lavorare!

mercoledì 17 giugno 2026

Diario personale 130 - Catacombe

martedì 16 giugno 2026

Diario personale 129 - Sono un perdente compulsivo

lunedì 15 giugno 2026

Campagna elettorale 2 - Il partito novax

giovedì 11 giugno 2026

Campagna elettorale 1 - Il vero amore è fare schifo insieme

martedì 9 giugno 2026

Diario personale 128 - L'operazione Vannacci

giovedì 4 giugno 2026

La festa del patrono e l'anno elettorale

martedì 2 giugno 2026

Diario personale 127 - La forza devastante

domenica 31 maggio 2026

Diario personale 126 - Sì Greenpass? No voto!

sabato 30 maggio 2026

Diario personale 125 - Drôle de guerre 2.0

venerdì 29 maggio 2026

Diario personale 124 - Sul rossobrunismo

giovedì 28 maggio 2026

Le origini del sovranismo in Italia

martedì 26 maggio 2026

Diario personale 123 - Chi insulta chi, Emiliano?

Link correlato: Diario personale 122 - Così muore l'Accademia, tra scroscianti pernacchie

domenica 24 maggio 2026

Diario personale 122 - Così muore l'Accademia, tra scroscianti pernacchie

  1. Prof. Emiliano Brancaccio (l'uomo non è veracemente uno, ma veracemente due)
  2. Uniti si vince! La replica di Alberto Bagnai

Il testo del post di Emiliano Brancaccio.


Septrdoo4 7480t1tSUI COSIDDETTI “SOVRANISTI”
IL CASO ANDREA ZHOK: UN BAGNAI IN VERSIONE BETA
Mi scuseranno le lettrici e i lettori abituate a trovare su questa pagina oggetti di critica meno scatologici. Ma di tanto in tanto mi capitano tra i piedi “colleghi” di cui nulla prima sapevo, che all’improvviso si presentano alla mia porta scalciando al ritmo di un turpiloquio da bulletti di primo pelo.
Chissà per quale ragione, queste loro intemerate avvengono solo sui social. Di solito, infatti, tali soggetti sono arroganti dietro le tastiere ma poi, chissà per quale istinto sopravvivente, risultano sempre molto riverenti nella fisicità degli incontri dal vivo. Buon per loro.
Ultimo del genere è tale Andrea Zhok. Un cattedratico della morale che, masticando lessico genitale, vorrebbe spiegarmi la differenza, a suo dire, tra melonismo e sovranismo.
Questo candido dal pensiero stentato, che non distinguerebbe una net international investment position dal libro dei Salmi, vorrebbe insegnarmi.
Questo filosofo, con mente impreparata ai più elementari concetti dell’economia internazionale, che se interrogato non saprebbe nemmeno motivare perché, sul Financial Times e altrove, sostenni che Syriza avrebbe dovuto contemplare l’applicazione del 65 TFUE e quindi l‘uscita dall’euro, e avrebbe pertanto dovuto chiedere copertura per il disavanzo estero a paesi esterni all’Ue, questo qui vorrebbe istruirmi.
Questo abbonato alle più improbabili candidature politiche, che non capirebbe per quale motivo declinai l’offerta di capolista dell’Altra Europa per Tsipras per un seggio al Parlamento europeo, e varie altre, vorrebbe darmi lezioni.
Questo ingenuo replicante delle parti più retrive del pensiero conservatore, nella totale incoscienza del capitale e delle sue tendenze, vorrebbe persuadermi con verbo da infante.
In fondo, se ci pensiamo bene, tali filosofi della reazione si somigliano tutti. Non sanno nemmeno come funzioni un meccanismo di controllo dei movimenti di capitali, né hanno la più pallida idea di cosa sia un “social standard” sulle relazioni economiche internazionali, né hanno mai avuto l’ardire di mettere in funzione i neuroni dinanzi al concetto di “network control”.
Se un malaugurato giorno finissero nelle stanze delle decisioni, diventerebbero “uomini senza pratica” schiavi di qualche capitalista vivente.
Eppure, nonostante la loro inadeguatezza al reale, questi vorrebbero insegnare la “sovranità”.
L’esito è facile da prevedere. Inabili come sono allo studio dei rapporti capitalistici, tali sprovveduti risultano capaci di abbozzare un “sovranismo” che alla fine è solo un continuo rimestare di temi tipici delle forze politiche più becere e regressive: quelle per cui i lavoratori immigrati sono una minaccia, le femministe sono una iattura, i gay sono una lobby fascista, i sindacati sono sterco, mentre gli imprenditori tricolore sono invece degli eroi, anche se evadono il fisco, violano le norme ambientali, sfruttano i lavoratori a nero e ricevono generose prebende pubbliche mentre il popolo patisce l’austerity.
Il loro “sovranismo”, alla fine, è solo retrivo capitalismo celato sotto propaganda reazionaria. Questa, in ultima istanza, è l’agenda politica a cui finiscono per adattarsi tali aspiranti intellettuali del regresso.
La tediosa, periodica ritornanza di questi “sovranisti”, in fin dei conti, è mera risultante di ingenuità popolare. I “sovranisti” prima celebrano il post-fascista di turno che agita in campagna elettorale il vessillo tricolore, quindi plaudono alle sue buffonate su autonomia alimentare e remigrazione. Infine, se il condottiero non li ha cooptati e declina nei consensi, i “sovranisti” rivendicano verginità contro il traditore.
Spostare dunque sempre più a destra, prevenire la ricostituzione dell’unità di classe. Servire il padrone del momento. Questo è il “sovranismo” reale e praticato.
A pensarci bene, il nuovo avventore al bar dei “sovranisti” mi ricorda qualcuno: diciamo un Alberto Bagnai in versione beta. Del resto, l’alfa ha trovato la sua bengodi nella destra leghista. Questo qui, chissà quale “futuro nazionale” immagina, per noi e soprattutto per sé stesso. I paggetti della reazione piccolo-borghese si riproducono, ogni volta peggiori dei precedenti.
L’unica credibile “sovranità” può essere qui intesa in un solo modo, ben noto alla tradizione marxista: come “momento” di lotta di classe internazionalista per la mutagenesi del modo di produzione. Il resto è trita immondizia nera. Chi non capisce questo punto può esser solo due cose: un magnifico ignorante oppure un nemico di classe travestito da interclassista.
Critica della scatologia terminata. Ripulito lo scantinato, torniamo a salire di livello e a respirare.
Chi volesse seriamente approfondire le mie obiezioni a sovranismo e populismo, non certo nel senso pedestre dei reazionari ma in quello più degno, di Laclau, Mouffe e altri, potrà leggere il capitolo 10 di “Libercomunismo”. E potrà seguire il mio dibattito di sabato prossimo a Parigi, con Jan-Luc Melenchon e James Galbraith, proprio in tema di "sovranità nella crisi dell'ordine". Guarda caso.
Buona domenica.

sabato 23 maggio 2026

martedì 19 maggio 2026

Diario personale 120 - Il neobenaltrismo

lunedì 18 maggio 2026

Risposta al compagno Luca Russi

L'intervento completo di Luca Russi: https://www.facebook.com/reel/2125281958032585/ 

Link correlato: Libertà e Partecipazione

Diario personale 119 - La mia profezia

domenica 10 maggio 2026

Diario personale 118 - Uno scenario hantavirus

sabato 9 maggio 2026

Intervista (inedita) a Maurizio Federico del 26 giugno 2019

venerdì 8 maggio 2026

Grok e il maresciallo Piddukov

Ho chiesto a Grok di parlarmi del maresciallo Piddukov, quella che segue è la conversazione che ne è seguita.

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Conosci il personaggio "maresciallo Piddukov" dei video di @ecodellarete?

Sì, lo conosco bene! 😄Maresciallo Piddukov è un personaggio ricorrente dei contenuti di Fiorenzo Fraioli (@ecodellarete). È il classico stereotipo del maresciallo russo un po’ burbero, stratega da bar (o da “Centro Studi Strategici del Ciociaristan meridionale”), che commenta la geopolitica internazionale con analisi serissime ma condite di ironia, grottesco e umorismo molto italiano.Piddukov interviene spesso su guerra in Ucraina, Medio Oriente, Trump, petrolio, trappole geopolitiche e vari altri argomenti caldi, sempre con quel tono da esperto che mescola realpolitik, complotti e un sacco di autoironia. A volte firma i pezzi come “Maresciallo Piddukov – CSSCm” (Centro Studi Strategici del Ciociaristan meridionale).È una delle maschere satiriche più divertenti del canale: un po’ Putin, un po’ maresciallo sovietico, un po’ zio saggio ciociaro che la sa lunga. Fraioli lo usa per dire cose che, dette in prima persona, risulterebbero troppo dirette o pesanti, ma che con la divisa del maresciallo diventano puro intrattenimento.Se segui Eco della Rete sui vari canali (sito, Rumble, X, Telegram) lo avrai visto in tanti video e “diari politici”. È uno dei personaggi cult della sua produzione.
Ecco alcuni esempi concreti di analisi del Maresciallo Piddukov (dal Centro Studi Strategici del Ciociaristan meridionale), tipici del suo stile: realpolitik spietata, ironia, visione “da bar ma con logica implacabile” e un tocco di grottesco geopolitico.1. Guerra in Medio Oriente e “Yom Kippur 2.0” (2026)Piddukov analizza un possibile conflitto allargato:
«Il petrolio a 150$/b, dopo un picco a 200$/b, risulterebbe vantaggioso per:
  1. Russia (ovvie ragioni)
  2. USA (autosufficienti, controllo Venezuela, dollaro e debito)
  3. Israele (espansione in Libano sud e Cisgiordania)
Svantaggioso invece per Cina ed Europa. A ciò si aggiungerebbe il collasso degli investimenti immobiliari nel Golfo e la fine del modello Dubai. Quanto all’Iran… un trappolone concordato? Tutta la guerra si basa sull’inganno.»

Classico Piddukov: chi ci guadagna davvero sul petrolio e sulle mappe.2. Ucraina e il “problema dei volenterosi” (testo lungo e dettagliato del 2025)Uno dei suoi pezzi più articolati. Analizza la possibile presenza di truppe europee (“volenterosi”) in Ucraina:
  • I russi non possono accettare truppe Nato/volenterosi sulla linea attuale (rischio escalation costante).
  • Per accettarle, dovrebbero spingere fino al Dnepr (Kiev-Odessa inclusa).
  • Rischierebbe una spartizione dell’Ucraina stile Germania post-1945 (Polonia, Romania ecc. occuperebbero l’ovest).
  • Trump che molla Kiev? Mossa intelligente per lasciare l’Europa nel casino e mantenere la leva.
Conclude con la complessità del sistema internazionale: non è un’equazione semplice, e molti commentatori sono superficiali. Firma come sempre con autoironia sul suo “Centro Studi”.3. Trump e l’Iran – “Un trappolone?”
«Trump ha incoraggiato i manifestanti promettendo aiuti militari (che non sono arrivati). Intervento di terra impossibile, bombardamenti inutili. Risultato: il governo iraniano ha eliminato/imprigionato migliaia di oppositori e li ha fotografati tutti. Un trappolone concordato? Tutta la guerra si basa sull’inganno.»
Piddukov ama le trappole strategiche e i doppi giochi.Altri temi ricorrenti:
  • Convergenza USA-Russia contro l’Europa (uno dei cavalli di battaglia fin dal 2025).
  • Critiche al fanatismo pro-Ucraina e alle illusioni europee.
  • Analisi economiche (petrolio, dollaro, mercati).
  • Tesi di laurea del “Prof. Piddukov” (video satirico su geopolitica).
Il maresciallo parla sempre con quel tono da vecchio stratega russo-ciociaro: serissimo ma esagerato, che ti fa ridere mentre ti fa pensare “però in fondo ha senso”.

Fraioli ha creato diversi personaggi/maschere satiriche oltre al Maresciallo Piddukov. Non sono tantissimi come in un vero e proprio universo comico seriale, ma usa alcune figure ricorrenti per variare il tono e dire cose in modo più indiretto o grottesco.Principali altri personaggi:
  • Buffagnino
    È uno dei più citati insieme a Piddukov. Sembra un personaggio più “da strada” o popolare, spesso usato per commenti ironici, surreali o di rifiuto del reale. Fraioli ha pubblicato video “inediti” di Buffagnino anche recentemente (ad esempio su temi come Epstein, attacchi all’Iran, ecc.). Ha uno stile più grezzo e diretto rispetto al maresciallo stratega.
  • Il Re del Ciociaristan meridionale (o varianti)
    A volte Fraioli si auto-rappresenta in chiave satirica come sovrano burlesco del “Ciociaristan meridionale”, con Piddukov nel ruolo di primo ministro o stratega di corte. Ci sono sketch in cui il Re si lamenta di Piddukov che “tromba” escort mentre lui è costretto alla fedeltà per ragion di Stato. È tutto molto autoironico e ciociaro.
  • Prof. Piddukov (variante accademica)
    Versione “accademica” del maresciallo: compare in video come “tesi di laurea del Prof. Piddukov”, dove fa analisi geopolitiche con tono da cattedratico burbero.
Fraioli usa principalmente queste maschere per i video più satirici e geopolitici, mentre per i “Diari personali” parla spesso in prima persona con tono più diretto e riflessivo.Il suo stile complessivo è quello di mischiare:
  • Analisi serissime (geopolitica, economia, società)
  • Grottesco ciociaro-popolare
  • Ironia amara e autoironia
Piddukov resta il personaggio cult principale, quello più sviluppato e riconoscibile (con tanto di “Centro Studi Strategici del Ciociaristan meridionale – CSSCm”).
Ecco alcuni esempi concreti di video con “Buffagnino” (il nomignolo affettuoso/irónico che Fraioli usa per Roberto Buffagni, scrittore, analista geopolitico e collaboratore ricorrente).1. Video recente (maggio 2026) – “Un Buffagnino inedito”
  • Titolo: Il rifiuto del reale, dal “caso Epstein” all’attacco all’Iran (reg. l’1 marzo)
  • Link: YouTube
  • Contenuto: Buffagni commenta il “rifiuto del reale” delle élite occidentali. Parte dal caso Epstein, arriva all’attacco su Iran, morte di Khamenei e scenari geopolitici. Stile tipico: analisi profonda, cinica e molto critica verso le classi dirigenti. È uno degli ultimi “Buffagnino inediti” caricati da Fraioli.
Altri esempi tipici dello stile Buffagnino su Eco della Rete / canali collegati:Fraioli lo nomina spesso per interventi lunghi e senza filtri su temi come:
  • Critica spietata alla narrazione mainstream sulla guerra in Ucraina
  • Analisi del declino europeo e della “gleba moderna”
  • Questioni di economia reale vs finanza speculativa
  • Geopolitica del Medio Oriente e rapporti USA-Russia-Cina
  • Temi “scomodi” come élite globaliste, sorveglianza, perdita di sovranità
Caratteristiche di Buffagnino rispetto a Piddukov:
  • Più intellettuale e “serio” (non ha la maschera burlesca del maresciallo russo-ciociaro)
  • Tono amaro, filosofico e a tratti nichilista
  • Linguaggio colto ma diretto, senza giri di parole
  • Spesso intervistato da canali amici (tipo Il Contesto)
Buffagnino non ha una serie dedicata solo a lui come Piddukov, ma appare in modo ricorrente nei video di approfondimento di Fraioli, soprattutto quando serve un’analisi “da intellettuale dissidente” senza la patina satirica.
Fraioli tende a non avere un “cast fisso” come certi canali. Preferisce il suo stile personale (Diari, Piddukov, Buffagnino) e chiama esperti esterni quando serve un approfondimento specifico su geopolitica, economia o attualità scomoda.