mercoledì 10 maggio 2017

Siamo noi che andiamo a prenderli

Link: DUE NOTIZIE DA LEGGERE INSIEME. SU DROGHE E MIGRANTI. - Maurizio Blondet (aggiungo io: soprattutto la parte sui migranti)

I fatti hanno la testa dura, da essi non si può prescindere. I fatti ci dicono che:
  1. gli immigrati li andiamo a prendere sulla costa libica
  2. la maggior parte di essi non sono profughi ma migranti per ragioni economiche
  3. i costi per espellerli sono proibitivi, dunque ce li teniamo
  4. c'è un business sulla loro accoglienza
Oltre ai fatti ci sono le riflessioni. Ma queste vengono dopo la visione di questo filmato di Luca Donadel.


L'abnorme e rapido afflusso di migranti pone problemi di due tipi: di salvaguardia dell'identità culturale e di concorrenza sul mercato del lavoro. Tralascio i problemi legati alla sicurezza dei cittadini perché questi, sebbene gravi, sono tuttavia subordinati ai primi due. Il limite del video di Luca Donadel è che il giovane sembra sposare l'idea che, dietro l'attivismo delle ONG umanitarie, ci siano gli interessi economici delle cooperative che gestiscono l'accoglienza. Un approccio alla Report della smitica Gabanelli, di cui non ce ne frega una beneamata fava.

Andiamo al sodo: li vanno a prendere per stravolgere l'identità dei popoli europei (tesi Kalergi), oppure per abbattere il costo del lavoro, ricostituendo l'esercito industriale di riserva di marxiana memoria?

Ognuno è libero, ci mancherebbe, di pensarla come vuole. Claro che sì: chi sono io per darvi la verità? Non sono malato di Illismo (malattia senile del keynesismo... tié!).

Però che ci siano dei pazzi miliardari che si danno da fare per imbastardire la razza europea (razza europea???) onde poterla dominare, proprio non mi va giù. Mi dispiace, non ci arrivo. Magari hanno ragione i kalergisti (ho avuto tante volte torto che ormai ci vado cauto) però a me questa spiegazione non mi passa per il gargarozzo. E allora ve lo dico chiaro e tondo: io penso che le ONG (finanziate dai miliardari) li vanno a prendere per abbattere - su commissione - il costo del lavoro. E del fatto che, così facendo, la razza europea (razza europea???) si imbastardisca, a chi li manda non gliene frega la solita beneamata fava. 

Questi ragionano come me, che quando cerco qualcuno per tagliare l'erba cerco di pagare il meno possibile!

Sono uno sporco possidente, cribbio. Adesso lo sapete, e sapete pure che riconosco le ragioni vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere vere dei miei fratelli maggiori: i maledetti capitalistoni alla Soros.

Ma scusate, perché io dovrei essere un tirchio di mierda, e invece Soros un rettiliano con motivazioni ideali e più complesse delle mie? Ma chi cazzo è 'sto Soros? E' un tirchio come me, anche se si dà tante arie! E' solo un maledetto tirchio! Vuole pagare di meno i suoi servi, e dunque gliene servono tanti che si facciano concorrenza. E fanculo tutte le altre cazzate. 

Ora vi faccio una domandina: perché io e i miei compaesani che c'hanno il busto di Benito in giardino (ma una volta erano socialisti e comunisti, o alla peggio democristiani) la pensiamo allo stesso modo? Sono io che ho convinto loro, o sono loro che hanno aperto gli occhi a me, che c'ho puro 'na laurea in ingegneria nucleare ma ho votato Prodi e alla fine devo ammettere che hanno avuto più ragione loro di me?

La cosa che mi fa più incazzare sono i tanti piccoli coglioni della mia classe sociale (la piccola borghesia) che sono più morti di fame di quelli col busto di Benito in giardino, ma si sentono tanto persone per bene. Sapete, loro sono desinistra! Sono vecchio, ma non abbastanza da non avere il tempo di vederli impazzire di rabbia e diventare kalergisti. Quel giorno, col mio pezzo di pane e formaggio sotto l'albero di fico, fingerò compassione per il loro destino, e dei loro figli, ma avrò l'ultimo orgasmo della mia deplorevole vita.

martedì 9 maggio 2017

Intervista a Mario Giambelli



In vista dell'incontro sul tema sovranismo-populismo, in programma il 20-21 maggio 2017, abbiamo intervistato telefonicamente l'avv. Mario Giambelli (che non potrà partecipare per impegni familiari).

lunedì 8 maggio 2017

Discorso sul sovranismo-populismo (4)

Nel momento in cui la grande fratellanza progressista gioisce per la sconfitta della "fascista" Marine, giova ricordare alcune peculiarità del fascismo, quello vero. Il fascismo nacque da uno scisma del socialismo; un ramo che, dopo essere stato interventista nella grande guerra, si costituì col nome di "fasci di combattimento", si accordò subito con il grande capitale agrario e finanziario per condurre la marcia su Roma per poi, dopo aver modificato in senso vergognosamente maggioritario la legge elettorale, esautorare il parlamento e procedere a una rivalutazione della lira del 40% svalutando i salari del 10%. Ricorda qualcosa?

A me ricorda una certa "sinistra" nata dal collasso dell'Unione Sovietica, che ha modificato la legge elettorale in senso vergognosamente maggioritario, ha aderito al mantra della moneta forte e della deflazione, apprestandosi ora, nel nome del "più Europa", a esautorare il parlamento nazionale in favore di istituzioni unioniste, tra le quali campeggia, per ininfluenza, il parlamento europeo.

Ne ragionavo con l'amico Gianluigi: per me il fascismo è stato soprattutto una grande operazione di camuffamento. Nascosta dietro una narrazione di stampo nazionalistico e popolare, la leadership di una piccola formazione estremista si accordò col grande capitale per farne gli interessi, ottenendone in cambio il potere politico in forma esclusiva. Questa è per me l'essenza del fascismo, al netto cioè di altri innumerevoli aspetti deteriori - nonché di qualcosa di buono che pure è onesto riconoscere. Il fascismo è stato più di una dittatura, perché il potere dittatoriale lo si può ottenere in modo manifesto, in virtù della sola ragione della forza; è stato più di un regime autoritario, perché di regimi autoritari, perfino instauratisi per consenso democratico, la storia abbonda; è stato più di un regime aggressivo in politica estera perché, spesso, sono proprio le democrazie le forme di governo che eccellono in ciò. La vera peculiarità del fascismo è stata la sua capacità di camuffarsi come forza popolare, ma per fare gli interessi del capitale.

Ora accade che, facendo di tutt'erba un fascio (curiosa assonanza) un antifascismo di maniera ha trovato conveniente, sul piano propagandistico, confondere l'autoritarismo, il bellicismo, il cesarismo e tanti altri "ismi" col fascismo; con una sola e forse unica eccezione: quell'"ismo" che termina la parola liberismo. Certo, anche il liberismo è avversato da quella parte della cosiddetta sinistra che non ha sposato la visione liberale, ma resta il fatto che l'accusa ignominiosa di fascismo continua ad essere riservata non al nemico principale, il mandante cioè del vergognoso tradimento dei "fasci di combattimento", poi "Partito Nazionale Fascista - PNF", che per conto e in nome del grande capitale (cioè del liberismo) sottrasse agli italiani il diritto ad avere un parlamento e governi eletti, bensì a quelle formazioni politiche che, seppure da un'angolazione non illuminista e giacobina, avversano anch'esse il liberismo.

Il risultato di ciò, ad esempio, è che molti esponenti di questa sinistra giacobina si sono espressi, in occasione del recente ballottaggio francese, in favore di Macron e contro Le Pen, o al massimo si sono pronunciati per l'astensione. Una domanda è d'obbligo: se al ballottaggio fosse andato Melenchon, che linea avrebbe scelto la dirigenza del Front National?

L'impressione, aldilà delle facili accuse di tradimento della sinistra (ma le cose facili non è detto siano sbagliate) è che sicuramente a sinistra - forse anche a destra, ma manca la controprova - le radici ideali siano considerate prevalenti rispetto a quelle, pedissequamente contabili, della distribuzione del reddito. Sarà per questo che anni di divulgazione sugli effetti redistributivi verso l'alto della moneta unica hanno prodotto risultati modesti rispetto alla qualità e quantità dell'impegno profuso? Il dubbio, che ho da tempo, è stato rafforzato da uno scambio di opinioni su FB con alcuni amici, innescato dalla pubblicazione sulla mia pagina di questo articolo di Marcello Foa pubblicato sul sito di Maurizio Blondet:

INTELLETTUALI SOVRANISTI, E’ ORA DI UNIRSI – M. Foa

Il mio commento all'articolo era stato il seguente: "Articolo lucido con un solo "neo": l'uso del termine "neosovranista". Tolto l'inutile "neo" è perfetto."

Il commento di Roberto Mora è stato: "Si considerava con gli amici 'populisti' che in questo articolo non compare neanche una volta la parola 'lavoro'...."

E fin qui ci siamo. Poi è intervenuto Enea Boria: "Per me, giudizio individuale, l'impostazione dell'articolo è irricevibile."

Davanti alla mia reazione di sconcerto, Enea ha esplicitato: «Diciamo che mi offre plastica rappresentazione del fatto che il dibattito pubblico è ormai catturato completamente in un confronto tra destra liberista e liberoscambista, che ha sussunto in sé l'imbelle sinistra che dal progresso come orizzonte di emancipazione è slittata verso il progresso come mito positivista ( storia vecchia, la stessa sinistra imperiale o del tatticismo parlamentarista alla Lafargue con la quale polemizzavano già Marx e Engels prima e Lenin poi ) da una parte e la destra reazionaria dall'altra.
Io il compromesso e l'alleanza col cristianesimo sociale, lo faccio volentieri, sul "sociale", avendo in mente gente come un Fulvio Scaglione, per esempio.
E non chiederei a lui di diventare razionalista e materialista, né lui chiederebbe a me di aderire all'ideologia del cristianesimo.
Avremmo il nostro punto di incontro sul sociale.
Qua è diverso: si chiede una adesione ideologica ad una contestazione della globalizzazione nel nome dell'immutabilità della tradizione giudaico cristiana (io discendo da illuminismo e rivoluzione francese ), nel nome dei costumi di una volta, di una morale, di una visione del mondo.
Non è citato il lavoro.
Non è citato lo stato sociale.
Non è citato l'accentramento oligarchico dell'autorità decisionale.
Io mi unisco a chiunque voglia fare l'unità su questo, il ripristino di una democrazia pluriclasse pluralista, poi me la gioco sui miei temi per riaprire uno spiraglio al socialismo.
Qua invece abbiamo reazionari lefebvriani impauriti dal gender che mi chiedono di rifiutare l'ue per abolire la 194 sulla base di una adesione ideologica.
Anche no.»

Ho aggiunto il grassetto per evidenziare la frase a mio avviso centrale. Comprensibilmente Enea non è disposto a fornire "una adesione ideologica ad una contestazione della globalizzazione nel nome dell'immutabilità della tradizione giudaico cristiana", ma la domanda simmetrica e complementare è: si può chiedere alla destra tradizionalista "una adesione ideologica ad una contestazione della globalizzazione nel nome dell'immutabilità della tradizione giacobina"?

Sapete ragazzi come stanno, oggi, le cose? Le cose stanno che da sinistra parte l'accusa di "fascismo" rivolta alla destra tradizionalista, e da destra quella di essere "massoni" rivolta alla sinistra giacobina!

Da una parte i sovranisti, dall'altra i populisti, mentre il Manchurian Candidate stravince.

Senza la pretesa di offrire una soluzione, alcuni di noi hanno deciso di organizzare un incontro per discutere di queste cose. Quello che segue è l'invito che abbiamo diramato (con qualche correzione evidenziata... col tempo si impara).

Caro amico,

stiamo organizzando un simposio di sovranisti-populisti in quel di Castro dei Volsci per il 20-21 maggio prossimi, e questo è un invito a partecipare. Lo scopo del simposio è di fare il punto sulla situazione di stallo in cui versa il sovranismo-populismo
Nonostante l’evidente crisi dell’UE e dell’euro, e nonostante le condizioni più favorevoli che la vittoria al referendum ha obiettivamente creato, l’istanza di riconquista della sovranità nazionale così come delineata nella Costituzione stenta ad affermarsi nel dibattito politico. Riteniamo che ci sia oggi bisogno di una svolta nell’azione politica dell’area sovranista-populista, verificando se ci siano le condizioni per favorire una sua maggiore aggregazione coordinazione. A questo scopo, consideriamo necessario riflettere collettivamente tutti quanti, interni ed esterni alle realtà organizzative esistenti, su quali possano essere i passi per rendere più incisiva la nostra azione. Potete considerare questo incontro  come un’iniziativa dal basso interna allo stesso movimento sovranista-populista, promossa da militanti che, essendosi spesi molto in questi anni - e pur continuando a farlo, coltivano qualche perplessità sulle modalità di azione politica adottate dei gruppi esistenti.

Modalità organizzative

Il luogo dell’incontro sarà la sede del circolo culturale “Gaudere Agricolo di Castro dei Volsci” sito in via Frasso 31a 03020 Castro dei Volsci. Nella sede è disponibile un’aula con una capienza di 50 persone dotata di proiettore e collegamento a Internet, nonché le attrezzature necessarie per la registrazione degli interventi. E’ possibile prenotare la cena oppure consumare cibi e bevande al costo tipico di un qualsiasi pub.

Castro dei Volsci è raggiungibile via autostrada A1 (uscita Frosinone da nord, uscita Ceprano da sud) oppure in treno da Roma (poco più di un’ora). Il collegamento ferroviario con Napoli è invece lento e poco servito, per cui è sconsigliabile utilizzare questo mezzo da parte di chi viene da sud.

Per dormire sono presenti strutture (agriturismi) a breve distanza dalla sede. Seguirà al più presto un elenco degli stessi con i relativi prezzi. In via preliminare questi variano da 40 a 70 euro per stanza (letto a due piazze).

Il simposio si svolgerà sabato pomeriggio 20 e la mattina di domenica 21 maggio, ma è possibile arrivare anche venerdì 19 maggio, a qualsiasi ora, per “gaudere” della pace del luogo e cominciare a ragionare in modo informale. Come pure, per chi desidera associare all’impegno politico una breve vacanza, rimanere qualche giorno in più. L’importante è segnalare il più tempestivamente possibile i tempi della propria permanenza così da permetterci di prenotare in tempo le stanze per dormire.

Per prenotare potete scrivere a ecodellarete@gmail.com o chiamare i numeri 391.31.34.130 (Fiorenzo Fraioli) e 339.35.37.603 (Gianluigi Leone).

Un saluto sovranista dagli organizzatori - in ordine alfabetico 😉 Vincenzo Cucinotta, Fiorenzo Fraioli, Ippolito Grimaldi, Gianluigi Leone.

venerdì 5 maggio 2017

Discorso sul sovranismo-populismo (3)

Nell'era del liberismo trionfante e dell'antifascismo senza (per il momento) fascismo Paolo Flores D'Arcais scrive quanto segue (qui l'articolo completo):

"Credo che di fronte al dilemma tra un banchiere liberista (espressione dunque del capitale finanziario internazionale, che ormai è mera speculazione selvaggia e produzione di azzardi tossici, responsabile della crisi in cui il mondo è avvitato,) e un politico fascista, la scelta dovrebbe scattare automatica, istintiva, addirittura pavloviana: si vota il banchiere, benché sia voto orripilante, perché il fascismo resta il male assoluto. Questa consapevolezza dovrebbe essere una sorta di anticorpo, di difesa immunitaria, presente come incancellabile DNA nell’organismo neuronal-ormonale di ogni democratico."

Dunque l'asinistro vota il banchiere (trionfante) perché il fascismo (al momento morto e sepolto) resta il male assoluto. Nemmeno l'astensione, no! Secondo l'asinistro si dovrebbe proprio votare per Macron!

Paolo Flores si appiglia alla categoria del "male assoluto". Sarebbe carino che ci spiegasse perché solo il fascismo sia il male assoluto, e non invece gli altri innumerevoli regimi autoritari promossi e sostenuti proprio dal liberismo, come per altro il fascismo. O forse Paolo Flores pensa che l'avvento del fascismo non sia stato determinato proprio dall'endorsement del grande capitale? Vogliamo parlare della battaglia per la quota 90, ovvero una rivalutazione della lira del 40% coeva ad una riduzione dei salari operai del 10%? Non ci possono essere dubbi: il fascismo, nato da una costola del socialismo, è stato cooptato dal liberismo e utilizzato per i fini di quest'ultimo. Un'operazione resa possibile dal fatto che bastò trattare con il circolo magico che lo governava, in buona sostanza Mussolini, al fine di operare il più classico dei mercimoni: ti finanzio, di aiuto a conquistare il potere politico, e tu farai i miei interessi.

Il vero nemico, dunque, è il liberismo, non il fascismo che ne è stato il servo obbediente. Se c'è un male assoluto, questo è il liberismo! Nessun movimento, nessuna ideologia, sia pure la più securitaria e xenofoba, se non viene cooptata dal liberismo può rappresentare una minaccia maggiore di questo dal punto di vista degli interessi materiali e spirituali del popolo lavoratore. La vera domanda che dobbiamo porci, dunque, è se il Front National sia, già oggi, una costola del liberismo (una specie di plan B dei banksters, diciamo) ovvero se possa diventarlo in futuro e con quali probabilità. Resta il fatto che il male assoluto è il liberismo, non il suo (eventuale) servo fascista.

E' troppo facile il gioco di etichettare come fascista ogni movimento che si opponga agli interessi reali e concreti del liberismo. Non basta che questo sia xenofobo, securitario e autoritario per definirlo tale, manca un elemento essenziale: l'essere al servizio degli interessi reali e concreti del liberismo, come suo servo. Di più: qualsiasi movimento o partito che, camuffandosi dietro una qualsiasi ideologia, si ponga al servizio degli interessi reali e concreti del liberismo, è fascista! Da questo punto di vista il più fascista dei partiti italiani è stato il PD, e temo che anche il M5S sia della stessa vil razza dannata: servi del liberismo, sebbene camuffati dietro ideologie apparentemente diverse.

Il fascismo, in definitiva, consiste nell'arte di costruire una visione del mondo apparentemente popolare ma, in realtà, funzionale al liberismo e ad esso asservita. Il male assoluto essendo sempre il liberismo, sempre e solo il liberismo.

Di queste cose, e di altre ancora, parleremo il 20-21 maggio 2017 a Castro dei Volsci, nel corso di un incontro informale tra sovranisti barra populisti fortemente ancorati alla legalità costituzionale del 1948. L'invito a partecipare è già stato inoltrato, ma chi ha tempo e voglia di confrontarsi può segnalarlo scrivendo a ecodellarete@gmail.com o chiamando i numeri 391.31.34.130 (Fiorenzo Fraioli - alias ecodellarete) e 339.35.37.603 (Gianluigi Leone).

Vi aspettiamo numerosi. Se, invece, saremo in pochi, berremo del buon vino e canteremo stornelli. Ci sarà anche Piddu.

giovedì 4 maggio 2017

Repetita iuvant

Post gemello: Dicono i ricchi che uscire dall'euro sarebbe devastante per i poveri! (RdC/S)



Due anni fa, quando le strade si erano già divise (da un pezzo). Qualcuno vincerà e qualcun altro avrà avuto ragione. Ma la ragione è dei fessi, afferma il teorema di Pirro! Fa niente: saranno i fessi ad essere felici, in pace con la coscienza. Alla fine moriremo tutti.

lunedì 1 maggio 2017

Discorso sul sovranismo-populismo (2)

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Un'introduzione alla reflection

In informatica: "Reflection indica la possibilità di ottenere le informazioni relative ai tipi contenuti in un assembly a run-time."

Naturalmente non sto scrivendo un post di informatica, cosa che farei eventualmente sul mio blog didattico, se valesse ancora la pena darsi da fare per opporsi operativamente alla sistematica distruzione della scuola pubblica. Questa è, casomai, una delle indicazioni che ha sempre dato il grillismo, dal quale mi allontanai quando capii che per essi il cambiamento consiste nell'impegnarsi per surrogare, attraverso l'impegno personale e su basi etiche, le funzioni che l'amministrazione pubblica non è più in grado di svolgere. Ovviamente senza porsi troppe domande sulle ragioni politiche dello sbrago.

Il m5s ha ottimamente svolto il compito per cui è stato progettato: intercettare il disagio sociale prodotto dall'attuazione dell'unione monetaria e sviare l'attenzione dalle cause reali, per indirizzarla verso le conseguenze. Il grillino standard conosce i danni che derivano dalla distruzione sistematica dello Stato, ma ne ascrive le cause all'occupazione dello stesso da parte di una cosiddetta casta, sostituendo la quale, e mandando i cittadini a governare la cosa pubblica, gran parte dei problemi sarebbero risolti. Insomma: onestà e distintivo. Rigorosamente certificato da.....

chi?
Grazie al successo di questo vero e proprio specchietto per le allodole oggi la situazione è tale che, a un anno dalle elezioni politiche, le diverse fazioni del liberismo sono in grado di giocarsela tra loro in tutta tranquillità. Che si esca dall'euro, o vi si rimanga, in ogni caso il paradigma dominante dell'ordine internazionale dei mercati non è minimamente scalfito. C'è poi a disposizione, all'occorrenza, la carta dell'antifascismo.

Ciò nonostante, a dimostrazione dell'incredibile vitalità culturale della nazione italiana, è nata dal basso una narrazione veritiera. Consentitemi di togliermi un sassolone dalla scarpa: è cresciuto nel nostro paese un movimentodalbasso (di cui tal Illo mi ha fatto l'onore di considerarmi come uno degli ispiratori rinunciando generosamente a rivendicare il suo insostituibile e ben più prezioso contributo) che, a partire dall'impegno iniziale di Alberto Bagnai (appunto), Luciano Barra Caracciolo, Vladimiro Giacchè, Antonio Maria Rinaldi, Paolo Barnard, Moreno Pasquinelli, Stefano D'Andrea e tanti altri, è riuscito a costruire un tessuto di riflessioni strettamente riferite alla nostra Costituzione, e dunque antiliberiste per definizione, che sono diventate patrimonio comune di un piccolo ma combattivo esercito di italiani, la cui sintesi è questa:


Questo piccolo e combattivo esercito è, in questo momento, l'unica opposizione reale alle forze che vogliono sottomettere il nostro popolo all'ordine internazionale dei mercati. Esso, tuttavia, ha smesso di crescere numericamente ed è privo di una direzione strategica. Orbene, se le ragioni del (relativo) successo sono chiare, giacché il dire la verità è un moltiplicatore delle forze, non altrettanto lo sono quelle che ci hanno condotto ad una situazione di stasi, talmente grave da poter immaginare addirittura una fase di riflusso. Il fatto è che a un anno dalle elezioni politiche le speranze di veder scendere in campo una proposta politica chiaramente anti euro e anti UE appaiono residuali. Siamo ridotti a sperare che la Lega, piuttosto che FdI o addirittura il M5S assumano qualche posizione critica, magari per raccattare qualche voto nel campo che noi abbiamo seminato per poi far marcia indietro davanti alla prima offensiva mediatica e/o giudiziaria dei liberisti.

E' urgente mettere in agenda una riflessione a tutto campo sulle prospettive delle diverse anime del movimento sovranista/populista partendo da un riesame critico del percorso fin qui compiuto. A tal fine stiamo organizzando una riunione che avrà luogo il 20-21 maggio prossimi a Castro dei Volsci (FR), nel corso della quale ci confronteremo su questi temi sia attraverso interventi formali dei convenuti che con sessioni di dialogo libero. Gli interventi formali saranno ripresi in video, mentre le sessioni di dialogo libero si svolgeranno senza riprese, salvo esplicite e momentanee richieste degli intervenuti. Molti inviti sono già stati diramati, ma certamente abbiamo dimenticato qualcuno, per cui chi fosse interessato a partecipare all'incontro può contattarci scrivendo a ecodellarete@gmail.com oppure chiamando i numeri 391.31.34.130 (Fiorenzo) e 339.35.37.603 (Gianluigi).

Chi viene da lontano, e ha bisogno di essere alloggiato, è pregato di prenotare con qualche giorno di anticipo onde permetterci di organizzare la permanenza.

Castro dei Volsci si trova qui. La sede dell'incontro è questa: