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Euromomo, ovvero della schizofrenia dei dati statistici
Signori, io non ne posso più di questa costante menzogna propalata dal mondo della comunicazione (non più giornalismo) sulla cosiddetta pandemia da covid-19. Amo i dati, cioè la realtà oggettiva, non sono disposto a sentirmi dare del negazionista da citrulli che non sanno risolvere un'equazione di primo grado, cioè persone che non sono nemmeno al livello dei miei studenti del primo anno, eppure strogolano a più non posso. Quella che segue è un'accurata analisi a partire dai dati messi a disposizione dal sito euromomo.eu. Con grande pazienza ho tabellato con excel i valori dello z-score, un indice statistico che normalizza i dati di mortalità generale, così da consentire un confronto tra popolazioni diverse e in tempi diversi. Tali dati, che coprono 26 paesi europei, sono in gran parte completi al 100%, ad eccezione di Italia (14%) Francia (77%) Spagna (93%) e Germania - che ha fornito i dati completi ma riferiti solo alla città di Berlino e al land dell'Assia. Inoltre i valori delle ultime tre settimane, per ammissione di Euromomo, sono da intendersi come proiezioni e pertanto non affidabili. Ciò nonostante li ho utilizzati ugualmente, insieme ai dati definiti come affidabili, con il criterio di scegliere tra i valori affidabili e quelli ancora in fase di elaborazione quelli che maggiormente asseverano l'esistenza della cosiddetta pandemia epocale.
I dati di euromomo coprono un intervallo temporale dal 2015 ad oggi. In considerazione dell'avvenuta scomparsa dell'influenza, come da tutti riconosciuto, possiamo assumere che il confronto dei dati del 2020 con gli anni precedenti sia a tutti gli effetti un confronto tra il covid-19 e le precedenti influenze. Oppure, se preferite, tra il morbo causato dalla variante di coronavirus del 2020 e quelle che l'hanno preceduta.
Nella tabella che segue ho organizzato i dati in ordine decrescente in base allo scarto percentuale tra il massimo picco di z-score nel 2020 e il più alto valore di z-score degli anni precedenti, e ciò per ogni paese. In giallo sono evidenziati i paesi per i quali ho utilizzato i peggiori dati, nel senso che maggiormente asseverano l'allarme da covid-19 ma non sono ancora certi, secondo quanto afferma euromomo.
A titolo di esempio prendiamo il grafico dell'Italia:Per costruire la tabella ho considerato il picco della prima ondata nella primavera 2020 (z-score: 16,94), il picco (su dati non ancora asseverati) della seconda ondata nell'autunno 2020 (z-score: 15,01) e il picco delle precedenti stagioni influenzali, che in Italia si è verificato nel 2017 (z-score: 11,07). Ho poi calcolato lo scarto percentuale tra picco del covid nel 2020 (usando sempre il valore più alto tra quello della prima e seconda ondata, che nel caso dell'Italia è il valore 16,94 della scorsa primavera) e il picco della precedente epidemia influenzale (nel nostro caso il valore 11,07 del 2017). Per l'Italia si ottiene un incremento del 53%.
Approfondimento
Ricordate che, nel caso dell'Italia, stiamo esaminando dati estremamente incompleti, cosa sulla quale varrebbe la pena farsi qualche domanda. La linea tratteggiata rossa rappresenta la soglia di attenzione, la banda grigia l'intervallo di normalità. Come potete vedere, l'intervallo temporale di superamento della linea rossa è stato estremamente breve (dalla settimana 11 alla settimana 17), come molto rapidi furono i picchi nel 2017 e nel 2018, ma con un valore molto meno pronunciato. Inoltre, come è noto, la maggior parte dell'eccesso di mortalità si è verificato in una piccola zona del paese, tolta la quale il 2020 sarebbe stato un anno particolarmente fortunato. Osserviamo infine che i dati non asseverati (in giallino) ci parlano di una seconda ondata molto veloce ma già in fase di rientro.
Considerazioni analoghe possono essere svolte per altri paesi. A titolo di esempio esaminiamo la curva della Francia a paragone di quella italiana.
I due andamenti sono molto simili, fin dagli anni passati. Anche in Francia i dati non asseverati (in giallino) ci parlano di una veloce seconda ondata già in fase di remissione. Quello che colpisce della Francia è la maggiore rapidità del picco di primavera e il suo valore (24,31).Sono dati sorprendenti, perché né a Berlino né in Assia nel 2020 è mai stata superata la soglia di attenzione (valore dello z-score: 4) segnalata dalla linea tratteggiata rossa.
Considerazione simile vale anche per l'Austria, salvo una piccola e rapida recente oscillazione (su dati non asseverati). Inoltre, in Austria, i valori massimi dello z-score nel 2020 sono stati inferiori, e di molto, ai picchi del 2015, 2017, 2018.
Considerazioni
- Un gruppo di paesi con un picco estremamente pronunciato quanto rapido (Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda, Belgio, Italia, Scozia)
- Differenze notevoli tra i precedenti paesi sia in termini di valori di picco che di scarto percentuale rispetto alla peggiore epidemia influenzale del quinquennio precedente
- Un gruppo consistente di paesi (Irlanda del nord, Estonia, Lussemburgo, Ungheria, Portogallo, Finlandia, Malta, Austria, Grecia, Norvegia, Germania, Danimarca) nei quali l'epidemia di covid-19 è stata addirittura meno pesante della peggiore epidemia influenzale del quinquennio precedente)










