venerdì 26 maggio 2017

Lettera a Oscar



Caro Oscar Giannino, birba di dandy invecchiato, ho letto un tuo tweet in cui scrivi, a proposito dell'attentato all'ex premier greco Papademos: 

"Sperare di tutto cuore che non sia esordio di un terrorismo sovranista antieuro"

Ti scrivo per rassicurarti, ma anche per angosciarti ancor più di quanto non lo sia già. Ti rassicuro sul fatto che noi sovranisti non ricorreremo mai al terrorismo, ti angoscio per ribadirti che vinceremo la battaglia politica passando di trionfo in trionfo in libere e democratiche elezioni. Non farti illusioni, caro Oscar, noi sovranisti batteremo te e i tuoi padroni sul piano del consenso, non solo politico ma anche morale e sociale. Sarete voi, casomai, a ricorrere a leggi speciali, in un primo tempo, e poi, alla brutta parata, al vostro classico armamentario fatto di infiltrazioni, operazioni sporche dei servizi, bombe e quant'altro. Perché dovremmo farlo noi, che sappiamo per certo di avere la vittoria a portata di mano, avendo dalla nostra le armi della razionalità economica e della morale?

Hai paura di perdere, vero Oscar? Sei un dandy navigato, sai fiutare l'aria, e hai più paura tu di perdere di quanta speranza abbiamo noi sovranisti di vincere, e allora te la fai nei mutandoni mettendo le mani avanti. Forse sperando che qualche deficiente-ignorante-menomato commetta qualche scemenza declamandosi "sovranista", così da criminalizzarci. Magari per dare la stura, nei talk-show, al tormentone "sovranisti buoni" (che comunque sbagliano) ma non sono proprio cattivi. Sarebbe un vero colpo di fortuna, per te e i tuoi accoliti, e un opportunità favolosa per l'ennesima campagna di distrazione di massa, senza rischiare di sporcarvi le mani organizzando, voi stessi, degli attentati.

Non illuderti, caro Oscar, voi avete già perso. Quando la razionalità economica va in sposa al sentimento morale del popolo, la partita è chiusa in partenza. Potete solo scegliere tra una resa onorevole (si fa per dire) e una resistenza all'ultimo spread, che vi consegnerà al disprezzo della Storia.

Ti saluto, Oscar, con la certezza che tu sai che noi sappiamo.

martedì 23 maggio 2017

La dinamica della fase 2



Al recente simposio sul sovranismo a Castro dei Volsci ho parlato di fase 2 (qui il video del mio intervento).

Ho argomentato che è necessario considerare conclusa la fase 1, il cui esito è stato ottimo a dispetto e nonostante l'emergere di personalismi che hanno un po' rallentato la crescita del movimento sovranista. Ho sparato un po' di numeretti, affermando che 7 anni fa eravamo in 50 (più 1: Francesco Labonia) a parlare di sovranità nazionale, e oggi siamo qualche migliaio, e che questo è stato un risultato straordinario. Per fissare le idee, continuando a parlare di numeretti (alla SdA per intenderci) assumiamo un'ipotesi prudenziale associata all'espressione "qualche migliaio", ovvero 3000 militanti appartenenti alle diverse sigle. Due conti della serva e si ricava un tasso di crescita del 78%.

Ebbene, immaginiamo che questo tasso di crescita si mantenga costante nei prossimi 7 anni (la fase 2): quanti militanti ci saranno nel 2024? Ancora due conti della serva e la risposta è: 176000 circa.

Un simile numero di militanti, cioè gente che si spende veramente per la causa, in politica ha il suo peso. Con 178000 militanti veri non si scherza più. Dunque diamoci da fare, che c'è ancora molto da pedalare, e soprattutto mettiamo da parte le reciproche animosità, frutto di un periodo epico che racconteremo, da vecchi, ai nati in questi anni. "Che cento fiori sboccino, che cento scuole rivaleggino". Oddio, in Cina non furono tutte rose e fiori, ma l'importante è giocarsela. Nessun cambiamento è perfetto, fosse così sarebbe la fine della Storia...

domenica 21 maggio 2017

Simposio sovranista a Castro dei Volsci - tutti i video (as sun as pòssibòl)

Confessione tecnicaa causa della cattiva qualità dell'audio, sto ricaricando alcuni dei video già pubblicati, utilizzando una fonte audio alternativa. Mi scuso per l'inconveniente.

Si è svolto a Castro dei Volsci (FR) un simposio sovranista. Come suggerisce la parola "simposio", un numero ristretto di sovranisti si è dato appuntamento per discutere dello stato del sovranismo in questa fase politica. E' presto per tirare conclusioni, ne parleremo in occasione della pubblicazione dei prossimi video. Quel che è certo è che, a parte una non secondaria questione sulla quale si sono manifestati contrasti (soprattutto a cena) la discussione è stata ordinata e tranquilla. D'altra parte, io ero il simposiarca...

Nota: in questo post saranno pubblicati, in successione, i video dell'incontro.










giovedì 18 maggio 2017

Cosa c’è che non va nei Sovranisti Italiani (di Massimo Bordin)

Non mi è chiaro chi sia Massimo Bordin, direttore del sito micidial.it, ma in questo articolo dice cose che sono sotto gli occhi di tutti. Il cuore dell'intervento è in questo paragrafo:

"Le difficoltà dei sovranisti non risiedono, infatti, nello scarso consenso, ma nella forte litigiosità dei suoi attivisti, caratterizzati da un forte esibizionismo personale e dal convincimento moralistico, ereditato dal duo Travaglio-Grillo, per i quali 'non bisogna mai scendere a compromessi'.
Ecco allora che sui social, terreno d'azione privilegiato dei sovranisti, quotidianamente si scannano sovranisti di destra contro sovranisti di sinistra, sovranisti col la maglietta di Che Guevara e quelli che odiano i froci; i sovranisti della Juve contro quelli del Toro. I sovranisti scapoli contro gli ammogliati. In fondo, cos'è successo in Francia? Il 20 per cento di Melenchon - che diceva le stesse cose del Fronte Nazionale sui trattati europei - non ha votato per Marine Le Pen, nel dubbio che avesse una svastica tatuata sulle tette (ps, ce l'ha, io glie l'ho vista, ma è rosa fluo)".

Sabato 20 e 21 maggio 2017 un gruppo di sovranisti (barra) populisti si riunirà nella sede dell'associazione Gaudere Agricolo a Castro dei Volsci. Il posto è questo:


L'intenzione è quella di discutere sulle difficoltà di crescita del movimento sovranista (barra) populista: sia quelle determinate dalla litigiosità di alcuni suoi (presunti) esponenti di maggior spicco (che a molti danno l'impressione di un preoccupante grado di incontrollabile narcisismo) sia quelle, alla lunga ben più importanti, profondamente radicate nella storia culturale, politica (e militare) del nostro amato paese, come ottimamente sintetizzato in questo articolo di Roberto Buffagni (Melodramma e Tragedia). Tutto ciò al netto delle azioni distorsive, sul piano della comunicazione politica, poste in essere dai nostri avversari politici attraverso l'uso dei mezzi di informazione.

L'incontro, speriamo, potrà essere l'inizio di una riflessione per i molti che, dopo aver (ri)scoperto il tema della sovranità nazionale, cominciano a rendersi conto che le sole competenze economiche e/o giuridiche sono una condizione necessaria, ma non sufficiente, per l'agire politico.

Di seguito il copia&incolla dell'articolo di Massimo Bordin.

Cosa c’è che non va nei Sovranisti Italiani

Il sovranismo non era nell'agenda politica di nessuno fino a qualche anno fa, nel senso che essere a favore della sovranità dello Stato era dato per scontato da tutti. Prima del 2011, chiedere ad un cittadino tedesco, francese, inglese se fosse favorevole alla sovranità del suo Paese, era la stessa cosa che chiedergli: "sei a favore del sole che sorge?" Ovvio che si, avrebbe risposto in coro, col resto degli europei. Poi è emersa in modo drammatico la bufala dell'Unione. Lo spread utilizzato come arma di distruzione di massa in Grecia, in Spagna, in Italia. Un miliardo e 216 milioni di africani che - quasi all'improvviso - hanno spontaneamete pensato che non si potesse più vivere nel continente nero alle falde del Kilimangiaro e che occorresse trasferirisi tutti nel sud della Sicilia. Queste e altre cose hanno alimentato la nascita e lo sviluppo di nuovi movimenti, definiti "sovranisti" in tutta europa, e persino negli Stati Uniti. Movimenti trasversali alla Destra e alla Sinistra, con supporto teorico economico molto approfondito (Paolo Barnard, Warren Mosler, Bagnai e molti altri, in Italia) e filosofico (Fusaro e Becchi, in Italia, De Benoist in Francia, ecc). I sovranisti hanno portato a casa qualche risultato elettorale importante (dalla Brexit a Trump, passando per la vittoria sul referendum costituzionale italiano), ma soprattutto, hanno guadagnato molti punti nel campo dell'informazione di massa, scavalcando l'editoria tradizionale che passa attraverso la televisione e i giornali e che, manco a dirlo, è nettamente schierata contro le sovranità dei popoli ed a favore di istituzioni sovranazionali, come l'Onu, la Ue, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Bce, la Nato.
Tuttavia, occorre ammettere che il fenomeno sovranista sta incontrando una serie di difficoltà oggi, e questo a prescindere dalla battuta d'arresto in Francia, dove i sovranisti avevano tifato per l'erede del fascismo nazionalista (suo malgrado) nel paese più antifascista del mondo. Le difficoltà dei sovranisti non risiedono, infatti, nello scarso consenso, ma nella forte litigiosità dei suoi attivisti, caratterizzati da un forte esibizionismo personale e dal convincimento moralistico, ereditato dal duo Travaglio-Grillo, per i quali "non bisogna mai scendere a compromessi".
Ecco allora che sui social, terreno d'azione privilegiato dei sovranisti, quotidianamente si scannano sovranisti di destra contro sovranisti di sinistra, sovranisti col la maglietta di Che Guevara e quelli che odiano i froci; i sovranisti della Juve contro quelli del Toro. I sovranisti scapoli contro gli ammogliati. In fondo, cos'è successo in Francia? Il 20 per cento di Melenchon - che diceva le stesse cose del Fronte Nazionale sui trattati europei - non ha votato per Marine Le Pen, nel dubbio che avesse una svastica tatuata sulle tette (ps, ce l'ha, io glie l'ho vista, ma è rosa fluo)
Quando usciranno i nostri eroi da questa sacca nella quale si sono essi stessi infilati? Beh, ce lo dice la storia come si fa. E prendo due esempi, due soltanto
CHURCHILL
Nel celebre discorso alla Camera dei Comuni pronunciato il 13 maggio 1940, il misogino e ciccione Winston Churchill, disse queste parole: "E' stato formato un gabinetto di guerra di cinque membri rappresentanti, con il Partito laburista, l'opposizione, e i Liberali, l'unità della nazione. Era necessario che questo venisse fatto in un solo giorno in considerazione dell'estrema urgenza e durezza degli eventi. Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza. Voi chiedete: qual è la nostra linea politica? Io rispondo: fare la guerra per terra, mare, aria. Guerra con tutta la nostra potenza e tutta la forza che Dio ci ha dato, e fare la guerra contro una mostruosa tirannia insuperata nell'oscuro e doloroso catalogo del crimine umano. Questa è la nostra linea politica. Voi chiedete: qual è il nostro obiettivo? Posso rispondere con una parola. E' la vittoria. Vittoria a tutti i costi, vittoria malgrado qualunque terrore, vittoria per quanto lunga e dura possa essere la strada, perché senza vittoria non c'è sopravvivenza".
Com'è noto l'Inghilterra in quei giorni fu tempestata dalle bombe sganciate dagli aviatori della Luftwaffe: gli inglesi si trovarono con le case senza tetto e con i bambini sepolti dalle macerie, ma non si arresero perchè seppero rimanere uniti. Non vi fu una sola testa di cazzo che fosse una che dicesse: "Eh, ma Sir Winston Churchill è un misogino!" "Churchill è un uomo troppo ricco!" "Churchill è un nobile di merda!" Certo che Churchill era misogino, era nobile ed era ricchissimo per meriti non suoi, ma chi se ne frega a fronte della vittoria contro un nemico che mirava alla completa distruzione del suo Paese? Lo ripeto: ma chissenefrega?
Come qualcuno forse saprà, Churchill dopo aver vinto la Seconda Guerra Mondiale perse le elezioni politiche in Inghilterra... quindi questo merdoso misogino, ricco e grasso non riuscì ad imporre le sue ricette liberiste agli inglesi anche se gli inglesi lo considerano ancor oggi molto meglio di come noi consideriamo Giuseppe Garibaldi o Alcide de Gasperi. Anche se le sue battutacce sulle donne sono ancora oggi citate nei pub londinesi, anche se era un classista, in GB è considerato un eroe. Churchill vinse i tedeschi e siccome era buono per quello, ma non per legiferare su lavoro e welfare, non vinse poi le elezioni. Punto.
TOGLIATTI
Dopo l'8 settembre 1943, Badoglio e quel deficiente del Re avevano lasciato l'Italia nella merda, peggio di Mussolini. I soldati non sapevano se fare il caffè ai tedeschi o sparargli addosso. Le città del Sud, Roma in testa, subirono violenze inaudite (mai sentito parlare delle Fosse ardeatine o anche delle marocchinate francesi?). Si sviluppò così il Comitato di Liberazione Nazionale (ai compagni europeisti lo dico chiaro: non lo chiamarono comitato di liberazione e basta, aggiunsero "nazionale"...). Tuttavia, il CLN trovò fin da subito molte difficoltà. Vi appartenevano infatti attivisti di tutta italia che avevano diversi atteggiamenti politici e, soprattutto, un diverso per non dire opposto atteggiamento nei confronti della figura del Re. Alla fine si può dire che l'offensiva di un CLN così raffazonato non dava l'impressione di mietere grandi risultati. Finchè non intervenne l'Unione Sovietica che indirizzò il leader del Pci, Palmiro Togliatti, verso un'unione degli intendimenti. Primo: occorreva liberare l'Italia dai tedeschi! Solo a guerra finita si sarebbe votato per decidere se mettere il crocifisso in aula, in bidelleria o nel cassetto. Nel mese di aprile del 1944, per voce di Palmiro Togliatti si arrivò così alla Svolta di Salerno, un accordo tra partiti antifascisti, monarchia e Badoglio. Come dicono quelli di wikipedia: "L'iniziativa si concluse con l'accettazione di una mediazione di Enrico De Nicola concernente il trasferimento di tutte le funzioni ad Umberto di Savoia, quale Luogotenente del Regno, e l'indizione di una consultazione elettorale per un'Assemblea Costituente".
Come già detto, mi sono limitato a riportare solo due esempi, ma credo di essere stato chiaro. Se l'obiettivo finale è quello di azzerare i trattati, Maastricht e Schengen, e battere moneta, allora occorre lavorare tutti per questo.
I sovranisti nostrani, invece di pensare a lacrime, sudore e sangue, perdono il loro tempo con affermazioni e polemiche di questo tipo:
"le cose contro l'euro le ho scritte prima io" -
"no, le ho scritte prima io" -
"sono per il crollo dell'euro, ma prima di tutto sono anarchico" -
"la Lega deve morire" -
"tra i sovransiti ci sono troppi razzisti (barra) fascisti" -
"tra i sovranisti ci sono troppi comunisti  (barra) statalisti" -
"il risorgimento fu un movimento popolare e chi non lo ammette è cretino" -
"il Risorgimento non fu un movimento popolare e chi non lo capisce è un cretino al cubo"-
"siamo sovranisti, ma siccome c'è anche la Meloni, siamo in cattiva compagnia" -
"tra i sovranisti, molti sono disumani" -
"sono sovranista, ma mangiare la carne dovrebbe essere illegale"-
"chi non è vegano non può essere anche sovranista" -
"non si può essere sovranisti e al contempo odiare le donne"
"il canale youtube di Fabio Rovazzi è più cliccato di quello di Paolo Barnard"
"Mosler in Italia l'ho portato prima io"
"No, l'ho portato prima io, ma è un cretino"
"e la Nato? prima della Ue, bisogna occuparsi della Nato!!!"
"Putin e Assad sono a favore degli Stati sovrani, ma sono disumani (che fa pure rima)"
e avanti di questo passo, con affermazioni ostentatamente divisive e, se non divisive, rilevanti e approfondite come i pensieri filosofici di Renzo Bossi, detto Il Trota.
Insomma, ...

Mi sa che sono cazzi amari amici miei 

lunedì 15 maggio 2017

€uro €-migrazioni

Post correlato: Politiche più forti o l’Italia potrebbe lasciare l’euro – di Paul De Grauwe - Ilsole24ore  09 maggio 2017

Ippolito Grimaldi scrive sulla sua pagina FB (grassetto aggiunto): «Teoria della relatività allargata in politica: è strano come una cosa vista da destra sembri di sinistra e viceversa.
le ultime dichiarazioni della Serracchiani stanno scatenando un terremoto ideologico di proporzioni esagerate rispetto al mero contenuto, miserrimo, delle suddette dichiarazioni; molti compagni, ed io tra questi, preoccupati dal pericolo, paventato da autorevolissimi intellettuali, di essere prima o poi scavalcati a sinistra persino da Casa Pound, sono rabbrividiti di fronte alle reazioni di moderata riprovazione da parte di Salvini e della Meloni.
Mentre la Lega Nord si interroga se ha ancora senso mantenere il termine nord, altri si manifastano senza pudore, ostentando il più becero populismo legaiolo.
I fenomeni migratori ci ricordano che esiste una questione meridionale planetaria; la loro gestione, certamente inadeguata da parte dei paesi europei, ha risvegliato nei popoli la xenofobia ed altre paure che hanno innestato meccanismi di reazione di tipo securitario a difesa dell' identità etnica, culturale e religiosa.
Un clima che crea fertile humus alla ricerca del consenso attraverso la più bieca demagogia; un terreno di caccia del consenso che sta mettendo in secondo piano tutti gli altri aspetti, un terreno di caccia che nessuno sembra abbia intenzione di abbandonare e che anzi vede la comparsa di nuovi predatori.
-la libera circolazione dei capitali? si giustissimo, , ma vuoi mettere quella incontrollata delle persone?
-la sovranità monetaria? si però se non ci fossero tutti sti immigrati magari...le risorse basterebbero.
Stiamo assistendo alla vittoria del capitale che riesce a convincere i poveri che il conflito distibutivo debba essere combattuto contro i miseri.
Se Atene piange Sparta non rida: secondo la teoria allargata della relatività politica una sinistra che fa politiche di destra semplicemente non è di sinistra e quando il momento storico lo richiede come tale si manifesta: è il pd che è stato inopinatamente scavalcato a sinistra o è il pd che ha volontariamente scavalcato la destra come servo del capitale?
Mi dispiace per i miei amici sovranisti di destra e rossobruni(lo dico con scherzoso affetto), ma la battaglia contro l'immigrazione, illegale o meno che sia, non è e non può essere un discrimine tra eurismo e sovranismo. Pur di salvare l' euro saranno disposti anche a cannoneggiare i barconi e spero, mai venga quel giorno, almeno senza la vostra acclamazione.»

Per rispondere all'amico Ippolito mi sono appoggiato all'articolo linkato di Paul De Grawe, laddove si legge:

"La grande differenza tra l’Italia e gli altri Paesi citati si è avuta dal 2008 in poi, quando Irlanda, Grecia e Spagna hanno avviato un processo di «svalutazione interna» (il termine usato dagli economisti per dire che questi Paesi hanno seguito politiche finalizzate a ridurre salari e prezzi rispetto agli altri membri dell’Eurozona), con risultati positivi. Queste svalutazioni interne hanno riportato la competitività ai livelli antecedenti alla nascita dell’Eurozona. L’Italia non ha seguito lo stesso percorso: a partire dal 2008, la sua svalutazione interna (misurata con la diminuzione del costo unitario del lavoro relativo) è stata inferiore al 10 per cento. Il risultato è che il Paese è gravato da una perdita di competitività che appare inchiodata al 20 per cento. In altre parole, in Italia il costo unitario del lavoro rispetto agli altri Paesi dell’Eurozona è più alto del 20% dalla creazione dell’euro."

Nel video sviluppo le mie argomentazioni. (Nota: il fastidioso rumore di sottofondo è causato da un temporale primaverile.)

 

giovedì 11 maggio 2017

Se il popolo capisse questo video diventerei un moderato


Scusatemi, questa sera sono stanco per cui ci vado veloce. Ho visto questo video dell'ottimo Byoblu (apparte il fatto che è stato ortottero... ma anch'io lo fui, prima di lui, quindi non insisto). Vale la pena guardarlo, cum grano salis ovviamente. Ce ne fosse tanto, di questo granum salis, el pueblo si incazzerebbe così tanto che un ribelle come me diventerebbe un moderato! D'accordo sul fatto di fucilare a pallettoni di merda certi soggetti (voto sì, senza se e senza ma) ma impalarli e dargli fuoco, come farebbe el pueblo (se capisse) no, non ci sto. Non sono un credente, ma sono un cristiano. Ultimamente, per altro, tendente all'ortodossia...

Credetemi, vale la pena guardarlo.