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domenica 7 dicembre 2014

La differenza tra i sovranisti e la melma leghista

Nota preliminare: quando ne sono uscito, qualche settimana fa, ho voluto sottolineare e rimarcare che, a mio avviso, la piattaforma dell'ARS è quanto di meglio ci sia oggi sul mercato dell'offerta politica in Italia. Questo post del presidente Stefano D'Andrea (nel seguito copiaincollato) conferma quella mia affermazione. Sono uscito, lo ripeto per i complottisti del sabato sera, perché in questa fase di marasma la mia postazione ottimale e più efficace è quella di semplice blogger.

La Lega di Salvini e il Fronte Sovranista Italiano


December 7, 2014 | Author: Stefano D'Andrea

Mi chiedono di chiarire quali punti programmatici dovrebbero differenziare, secondo il mio punto di vista, il partito sovranista che l’ARS desidera e vuole concorrere a creare, da un lato, e la Lega, dall’altro. Molti no-euro che ci conoscono e credo ci stimino, infatti, non comprendono l’atteggiamento severo dell’ARS nei confronti della Lega.
Mi limito soltanto ad alcuni punti. Il partito sovranista dovrebbe sostenere:
1) lo statismo socialista nei settori strategici, che andrebbero nazionalizzati, socializzati, o sottoposti a controllo pubblico mediante la riscoperta delle partecipazioni statali, che sono state gloria dell’Italia;
2)  una critica del grande capitale finanziario e della rendita non solofinanziaria, ma anche di quella urbana, la quale è in parte pulviscolare (molte persone comuni ne beneficiano, per corruzione, cointeressenza ignara con chi compie la corruzione, o fortuna);
3) l’esigenza di una nuova classe dirigente che il partito dovrebbe formare e selezionare (le classi dirigenti le formano e selezionano i partiti, sia nelle democrazie sia negli stati totalitari); se i partiti abdicano, entrano i Colaninno, i De Benedetti, i Bazzoli, i Serra, i Monti, i Passera, i Della Valle, le mignotte, i papponi, gli spacciatori, i cocainomani e i ruffiani;
4) dovrebbe essere antimoderno nelle strategie di comunicazione, nel senso di ricorrere a una efficace comunicazione delle proprie idee, rifiutando i  trucchetti, spesso squallidi e pericolosissimi, suggeriti dal marketing politico. Per esempio la Lega, pur non sostenendo, da un punto di vista politico-legislativo, soluzioni razziste ai vari problemi posti dalla presenza degli stranieri irregolari, utilizza questi problemi per una propaganda che cavalca e diffonde il razzismo, ergendoli a primo problema degli italiani. Questo comportamento è verminoso e indebolisce e fa degenerare il popolo italiano;
5) dovrebbe sostenere una imposizione progressiva che arrivi, oltre un certo livello (500.000 euro?), anche al 90% dei redditi. Tutto ciò non avrebbe la funzione di fare gettito ma quella di fare  giustizia. Ovviamente le imposte complessivamente dovrebbero diminuire e i ceti popolari e medio-bassi pagherebbero meno imposte, anche per lo spostamento del peso fiscale dalle imposte indirette a quelle dirette;
6) dovrebbe combattere il capitale marchio, in vari modi, rivitalizzando così il piccolo commercio e la piccola impresa, e sottoporre a trattamento fiscale diverso e molto più severo sia i proventi della pubblicità e delle sponsorizzazioni, sia la possibilità di dedurre le spese pubblicitarie (i costi per la pubblicità non sono costi di produzione e distribuzione);
7) dovrebbe fare della Scuola e della Università decisivi strumenti di mobilità culturale e sociale, rigettando l’autonomia scolastica e universitaria, centralizzando la disciplina dell’attività didattica, tornando a mettere al centro della scuola l’insegnamento delle discipline da parte degli insegnanti e l’apprendimento delle medesime da parte degli studenti. La valutazione dovrà tornare ad essere giusta e quindi giustamente severa. Chi non raggiunge i risultati minimi richiesti deve ripetere l’anno. Fare di tutto per far conseguire i risultati minimi è un conto ed è cosa giusta e sacrosanta, ma abbassare l’asticella o mandare avanti chi non ha dimostrato di saperla saltare è assurdo, rovinoso e in ultima analisi ultra-classista;
8) dovrebbe promuovere la riduzione al minimo del regionalismo, togliendo alle Regioni quanti più poteri la Costituzione del 1948 consentiva di togliere, combattere il macroregionalismo come una follia stupida ed eversiva e perseguire esclusivamente il localismo. Il localismo implica il centralismo, perché è lo Stato che promuove il localismo: la vita dei cittadini, a parte le grandi città, si svolge nella contrada, nemmeno nella provincia, che spesso è costituita da due, tre o quattro contrade;
9) dovrebbe sottrarre al grande capitale il potere di conformare l’opinione pubblica, l’animo, la psicologia e l’immaginario dei cittadini, sia mediante il trattamento fiscale della pubblicità sopra suggerito, sia promuovendo molte televisioni e radio a diffusione quantitativamente limitata;
10) dovrebbe perseguire la piena occupazione a beneficio di tutti coloro che vivono di redditi da lavoro, autonomi e subordinati;
11) raggiunto il potere, dovrebbe porre la questione della liberazione dell’Italia dagli occupanti statunitensi.
Come vedete, secondo il mio punto di vista il Fronte Sovranista Italiano dovrà essere completamente opposto alla Lega.
Cari no-euro, volete restare immobili per i prossimi tre anni e mezzo in attesa di votare Lega, perché ha detto “no-euro” (ma sappiate che anche Renzi dirà no-euro e che l’Italia uscirà per decisione di Renzi e Berlusconi), e difenderla se qualcuno osa criticarla, perché bisogna criticare soltanto il PD (come un tempo bisognava criticare soltanto Berlusconi e successivamente soltanto il partito unico ma non il M5S)? O volete aiutarci a costituire il Fronte Sovrannista Italiano? Qual è la scelta che testimonia il vostro valore? E quale quella che sancisce la vostra pigrizia e la vostra accidia?

17 commenti:

  1. Scusa Fiorenzo, ma c'è qualcuno che si sta organizzando per formare questo partito?Da quello che avevo capito, avevi lasciato perché tu ne sentivi l'urgenza mentre ARS no. Onestamente io condivido la tua necessità e sono convinto che molti dei noeuro aderirebbero ad una iniziativa di sinistra così presentata. Ti faccio questa domanda perché vedo nascere e morire associazioni e movimenti vari ma non vedo nessun partito all'orizzonte.
    Grazie!
    Tiziano

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  2. Posso permettermi di porgere una modesta proposta sul lato della questione fiscale? La flat tax come tutti ben sappiamo è una forma di tassazione che avvantaggia i redditi, soprattutto quelli medio-alti. Ma chi ha un pò studiato le cause della crisi sa che la causa del disastro economico non è dovuto a un problema di crisi dei redditi, ma crisi dei consumi!
    E quand'è che l'Italia è andata in crescente recessione? Quando hanno iniziato ad aumentare l'IVA, no l'IRPEF, ma l'IVA!
    Allora un partito che voglia fare la rivoluzione sovranista, che si proponga come difensore delle classi deboli, del piccolo artigianato, degli operai, e delle PMI dovrebbe proporre qualcosa che nemmeno Berlusconi avrebbe il coraggio di promettere: l'azzeramento totale dell'IVA (che tra l'altro era già stato proposto da Barnard e dalla MMT, se non sbaglio).
    Sono convinto che potrebbe sorgerne un dibattito interessante.

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  3. @Tiziano: non è mica una cosa facile far nascere un nuovo partito! Ci si sta provando, certo che sì, ma non basta volerlo per realizzarlo. E certo che, se tutti aspettano che qualcun altro lo faccia (per poi magari criticarlo da una tastiera... le sere in cui si va in bianco...), senza però partecipare, allora non nascerà mai. E i pochi fessi che oggi si stanno provando si beccheranno anche prediche degli IDioti. Sai, nella vita la cosa più difficile è nascere, più che morire. Morire è un attimo, ma per nascere ci vuole un po' d'amore.

    @Petyr Baelish: perché abolire l'IVA per principio? Perché togliere (ripeto: per principio) un grado di libertà alla politica fiscale di uno Stato sovrano? Quel che conta, io penZo, è indicare gli obiettivi, non gli strumenti tecnici. L'obiettivo è ben delineato nell'articolo di D'Andrea. Si può non essere d'accordo con gli obiettivi, ma se si è d'accordo allora parlare di IVA, come di qualsiasi tecnica monetaria (purché in regime di sovranità - questa essendo un obiettivo) non spetta a chi indica gli obiettivi politici, bensì ai tecnici.

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    1. Perchè l'IVA è un'imposta distruttiva che danneggia i consumi. E comunque ricordo che l'IVA non è stata introdotta per volere dello Stato Sovrano, ma in virtù di un recepimento delle direttive europee. Prima c'era un'altra imposta indiretta (IRPEG mi pare si chiamasse) ma non è questo il punto. E' ovvio che gli obiettivi vanno indicati ma bisogna anche indicare concretamente i mezzi per raggiungerli. Salvini da questo punto di vista è scaltro, perchè indica quelle quattro cose che secondo lui andrebbero fatte(oltrechè essersi messo in casa un tecnico di certo spessore).

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    2. Potrei, con molta audacia, azzardarmi a dire la mia sulla politica energetica, ma su quella fiscale mi taccio. Forse hai ragione, o forse no.

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    3. Per carità. Non era mia intenzione fare il saputello. Se ho dato questa impressione me ne scuso. La mia idea, oltre agli studi di alcuni studiosi quali appunto Mosler e i teorici della MMT in generale, deriva anche dall'esperienza personale. Per via del mio lavoro ho conosciuto molti piccoli imprenditori e artigiani e il loro cruccio più grande è verificare se alla fine del trimestre avranno un credito o un debito IVA. Naturalmente questo non è l'unico problema, e le proposte di socializzazione delle grandi imprese strategiche, il ritorno ai principi sociali della costituzione mi vedono assolutamente favorevole.
      Ma come giustamente Brancaccio ritiene che alle proposte della dx bisogna presentarne delle alternative esaustive io penso che un movimento socialista e per il recupero dei valori nazionali debba esserlo altrettanto. Ma ovviamente, lungi da me da voler dare lezioni agli altri.

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    4. @Petyr, l'IVA fu introdotta dal 1973 mentre IRPEG (che andava in coppia con l'ILOR) nel 1986 e sono imposte completamente diverse l'una dall'altra, dove una non può sostituire l'altra avendo basi imponibili completamente diverse. Per altro l'Irpeg è stata sostituita dall'IRES (che va in coppia con l'IRAP) che esiste ancora e colpisce (anche se diversamente) la stessa base imponibile (il reddito di impresa).

      Dal punto di vista del ragionamento ti darei anche ragione, l'IVA è un'imposta che colpisce i consumi e poichè chi ha un reddito basso spende interamente (o quasi) il suo reddito per i consumi primari mentre chi ha un reddito alto per i consumi primari ne spende solo una piccola parte, è evidente l'iniquità sociale dell'IVA.
      Ci sono però altre considerazioni da fare, per esempio l'IVA può essere "modulata" per ottenere alcuni scopi, come per i beni di lusso (comperare una utilitaria è diverso dal comperare una supercar da 200 cv. e oltre).

      Se posso dire il mio parere, che ovviamente non conta nulla, TUTTE le imposte indirette sono di logica da abolire o quantomeno ridurre drasticamente, il loro scopo dovrebbe essere solo quello di redistribuire i GRANDI accumuli di ricchezza (e qui si aprirebbe una infinita discussione su quale sarebbe il limite da colpire, ARS propone il 90% sopra i 500.000 nEuri, per me è un'esagerazione inutile e ci farebbe ripiombare nelle seg*e mentali e ideologie perdenti da vecchio PC). Anche l'IMU e il suo clone TASI sono imposte profondamente ingiuste, perchè colpiscono un bene invece che il reddito di chi si è potuto permettere di comperarlo e lo fanno in continuazione, anno dopo anno dopo anno, anche se nel frattempo magari il reddito è calato o non c'è più.

      Imho le imposte devono essere in larghissima parte sul reddito, nel momento in cui il reddito viene creato e secondo l'ampiezza di quel reddito, chi ha più reddito paga di più (con aliquote crescenti) chi ne ha di meno paga di meno.

      Se poi dopo che uno ha pagato le sue "maledette" tasse gli rimane a sufficienza per comperarsi dieci Ferrari, un castello o uno yatch e poi vuole lasciare in eredità ai figli o donarle alle amanti o al maggiordomo, per me non è un problema, quelli sono soldi suoi su cui ha pagato tutto quello che c'era da pagare, solo i comunisti (notoriamente finocchi col c*lo degli altri) riescono a pensare "quello che è mio è mio mentre quello che è tuo è mio". Oltretutto, se un bel riccone spende per comprarsi i suoi bei beni di lusso non fa altro che redistribuire la sua ricchezza e alimentare il mondo del lavoro.
      Secondo qualcuno il lavoro è schiavitù asservita ai ricconi capitalisti, per me no (l'Italia è una Repubblica fondata sul LAVORO), tanto è vero che oggi tutti piangiamo perchè non c'è lavoro e accettiamo lavori sottopagati pur di lavorare, oppure qualcuno crede veramente che un bel reddito di cittadinanza può farci stare tutti a casa a grattarci la pancia senza lavorare?

      Altra cosa invece sono le pure rendite finanziarie, vero cancro della nostra società (sempre imho ovviamente) e fiore all'occhiello dei liberisti.

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    5. Ogni volta che sento o leggo D'Andrea, resto impressionato dall'approccio savonarolita e integralista.

      A mio avviso, il programma di un movimento che si prefigge di ripristinare la sovranità nazionale è incompatibile con proclami così rigidamente caratterizzati sul piano ideologico, a meno che con la riconquista della sovranità non si voglia conquistare anche dell'altro.

      Il programma di chi vuol tornare allo Stato sovrano non può che essere uno solo, tornare alla Costituzione repubblicana, i cui precetti sono per definizione muniti di fisiologica elasticità, ossia aperti ad una pluralità di potenziali scelte e soluzioni politiche diversamente orientate e orientabili.

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  4. Come puoi vedere erano le 7:39 di mattina, e ho detto tutto!:-)))
    Comunque se hai bisogno di sistemare un giardino o coltivare campi io sono l'uomo per te, ma se mi chiedi di formare un partito non so da che parte cominciare, certo che aspetto qualcun altro, non in maniera passiva, partecipo a riunioni e dibattiti, questo è il massimo che posso fare.La mia domanda era sincera e chiedeva se, visto che sei uscito dall'ARS per quanto hai spiegato, c'era qualcosa che bolliva in pentola che ancora non è pubblico, o che non ho visto.

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  5. Manca il punto interrogativo finale...

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  6. @tiziano, tra oggi e domani ti rispondo con un post.

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  7. Parliamoci chiaro: il decalogo draconiano di D'Andrea rispecchia unicamente quelle che sono le sue personali convinzioni e aspirazioni ideologiche e morali (mi verrebbe da dire moralistiche).

    Il programma politico di un movimento il cui obiettivo è quello di riconquistare la condizione di sovranità dello Stato italiano non può che essere, nell'attuale frangente storico, la Costituzione repubblicana; e la Costituzione repubblicana, per quanto "keynesiana", delinea (e non potrebbe che delineare) un sistema fosiologicamente elastico, ossia aperto ad una potenziale pluralità di scelte e soluzioni nel modo di gestire la cosa pubblica, suscettibili di essere diversamente connotate anche per matrice ideologica.

    Molta parte del "manifesto del sovranista" sciorinato dal presidente dell'ARS, laddove entra nel dettaglio di come dovrebbe funzionare il fisco, l'istruzione la sanità ecc..., non è altro che la enunciazione di un modello politico-istituzionale che, seppure presuppone la riconquista della sovranità dello Stato, va ben oltre tale obiettivo.

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    1. Il programma dell'ARS è delineato nei suoi documenti ufficiali pubblicati sul sito.

      Tutto è "migliorabile, criticabile, emendabile", ma resta il fatto che ARS è l'unica associazione sovranista che sta elaborando una piattaforma. Per capirci, nemmeno gli ottimi amici di Sinistra contro l'euro hanno una piattaforma esplicita, e dunque "migliorabile, criticabile, emendabile".

      Il post di D'Andrea è un bignami scritto in prosa D'Andreiana. Questa può non piacere (a me non mi esalta), ma D'Andrea NON è l'ARS. Oppure sì? Sarà per questo che sono uscito....? Anche... ma non aspettatevi rivelaZZZioni eclatanti, è un normale allontanamento che può preludere a tutto. La politica è ANCHE minuetto. :-)

      p.s. io, nella mia ciociaraggine, non sono né Bannai, né Barnard, né Barra Caracciolo... e nemmeno D'Andrea. Cosciente dei miei limiti "m'aregolo".

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    2. Mi pareva di averlo fatto capire: limitarsi a coagulare il consenso intorno all'unico, vero progetto ambizioso e rivoluzionario oggi concepibile; quello di riattivare la Costituzione (di fatto abrogata nei suoi principi fondamentali dagli ignominiosi trattati). Al riguardo, vedasi e ascoltisi Luciano Barra Caracciolo & C.

      Una volta tornati nel solco tracciato dai Padri costituenti (leggasi "una volta spezzate le catene con la UE"), la mission del sovranismo può considerarsi esaurita. Dopo si tornerà di destra, di sinistra e di centro.

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    3. Certo che avevo capito, ma nei commenti si scrive anche per gli altri, non solo per rispondere all'interlocutore. Comunque, tanto per chiarire, sono uscito da ARS ma sono ancora iscritto a RISCOSSA.

      La tua osservazione mi trova del tutto d'accordo. Questa è una delle ragioni per cui ho sempre detto all'amico Moreno Pasquinelli che il nome che i marxisti dell'Illinois hanno scelto (Sinistra contro l'euro) è una boiata pazzesca. Cosa sulla quale egli concorda.

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    4. Mi scusi, c'è stata una sovrapposizione di interventi. Il "mi pareva di averlo fatto capire" rispondeva all'interrogativo posto da Petyr Baelish.

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