mercoledì 18 marzo 2015

Grande Landini!

“Dovrei legarmi le mani mentre Renzi e Confindustria tirano in porta?”


Parafrasi 1: dovrei dare la paghetta al molestatore di mia figlia?
Parafrasi 2: dovrei pagare l'albergo al tipo che se la fa con mia moglie?
Parafrasi 3: dovrei dare la mancetta al tipo che mi ha rubato il portafoglio?
Parafrasi 4: dovrei spedire un fax al fisco con il numero cifrato del mio conto alle Camarillas?
Parafrasi 5: dovrei pagare la rata del condominio al posto del notaio che non lo fa?
Parafrasi 6: dovrei dare una mano al boia che mi sta impiccando?
Parafrasi 7: dovrei dare il mio voto a chi mi deruba dei miei diritti?
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Parafrasi n (per n->∞): dovrei... dovrei... dovrei... ???

Sia chiaro, per chi ha paura di lottare c'è sempre la possibilità di una favoletta consolatoria. Eccone una. 


Addendum del 4 aprile 2015: Non ci siamo. Alla prova dei fatti questa della "coalizione sociale" si appalesa come l'ennesima presa per il culo dei lavoratori. Chiacchiere e tessere sindacali.

La servitù di una volta

L'enigma della docilità
"Non c'è più la servitù di una volta" commentano due signore impegnate a sniffare cocaina. Ennio Flaiano, autore di "Diario notturno", non avrebbe mai immaginato, nel 1956, che la servitù di una volta sarebbe tornata. Anche John Fowles, in "La donna del tenente francese - 1969", descrive il senso di rammarico degli esponenti della classe privilegiata per il fatto che diventava sempre più difficile trovare servitori sottomessi e rispettosi delle differenze di classe.

In un commento al video "Neanderthal Calimeros" un utente mi scrive: "Il petrolio abbonda ecc ecc. perchè dovremmo vivere male? approfondiamo? non è questa la domanda primaria?". In effetti, in un passaggio del video avevo dichiarato:


Il commentatore ha pienamente ragione, è questa la domanda primaria: perché dobbiamo vivere male, pur potendo vivere bene?

Ma cosa significa "vivere bene"? Proviamo ad immaginare un mondo ancora più tecnologico di quello attuale, un mondo nel quale le macchine facciano tutto e ognuno possa avere tutti i beni materiali di cui ha bisogno: salute, sicurezza, protezione, cibo, case, un ambiente salubre. Ora domandiamoci: cosa manca ancora? Per cosa gli esseri umani competerebbero in un mondo così meraviglioso? O pensate che, per il solo fatto di avere ogni cosa, non ci sarebbe più ragione per farlo? Ne siete convinti? Non manca qualcosa, perfino in quel mondo meravigliosamente ricco?

Sì, manca una cosa, il possesso di ciò che vi è di più prezioso al mondo, che nessuna macchina potrà mai surrogare: il possesso di altri esseri umani. A meno che tutti non siano disposti, in quell'immaginario mondo ricco ed opulento, a fare conversazione con delle macchine automatiche!

Quello che voglio dire, in definitiva, è che l'istinto predatorio non è motivato solo dalla carenza di beni materiali essenziali o desiderati, ma che esso è alimentato da qualcosa di più profondo, il desiderio di "possedere" altri esseri umani, i quali hanno una qualità che li rende unici e inimitabili: sono dotati di coscienza.

E infatti, quando si invecchia, molti portano a spasso il cane! O si circondano di gatti! Un ripiego, in fondo, perché sarebbe molto più gratificante essere circondati da cortigiani adulanti, da donne e uomini a noi legati dal bisogno di qualcosa che solo noi possiamo concedere. Insomma: avere della servitù.

Poiché il bisogno primario degli esseri umani non è costituito dai beni necessari alla sopravvivenza, ma dal possesso di altri esseri umani, la riduzione in schiavitù di altri esseri umani, sia pure in modo mascherato e/o edulcorato, rappresenta, dall'alba dei tempi, la causa primaria di ogni guerra, il cui fine consiste, in estrema analisi, nello stabilire chi è il padrone e chi il servo.

Ma se ciò è vero, la conseguenza è che la lotta è inevitabile. E poiché nella lotta conviene trovare alleati, ecco che si formano le comunità umane: dalla coppia alla famiglia, al clan, alla tribù, al popolo, allo Stato. All'interno di queste, la lotta si riproduce ad ogni livello, ma la costituzione di una comunità implica anche che questa si dia delle regole, onde evitare la dissoluzione della comunità stessa.

Ecco perché, nonostante si possa vivere tutti, grazie alla tecnologia, molto meglio di come viviamo, siamo pur tuttavia sempre in guerra. Una guerra tra comunità, ma anche all'interno di ognuna di esse, ad ogni livello di scala. Questa è la condizione umana. Se poi ci mettiamo che le risorse, in verità, sono scarse, e che il mondo meraviglioso da cui sono partito è ben lungi dall'essere realtà, il cerchio si chiude.

Non possiamo sfuggire alla nostra condizione di esseri umani se non con la morte, che paradossalmente rappresenta l'ultima speranza di ognuno di noi di essere liberi. E allora non ci resta che lottare, tenendo sempre a mente che, poiché la lotta è faticosa, rischiamo ad ogni istante di cedere alla fantasia di poter vivere in pace, soprattutto quando ciò ci viene proposto dai nostri simili, siano essi individui o altre comunità, nella forma di un favolistico accordo di nuovo tipo che porrà fine, finalmente, all'incessante necessità di combattere. Che si tratti dell'utopia comunista, o della favola del libero mercato, l'errore che non dobbiamo mai commettere è quello di pensare che quella soluzione possa portare la pace. Che fare allora?

Ecco, io penso che, invece che credere alla favola di un nuovo sistema (politico, sociale, religioso... fate voi) che ci restituirà il perduto paradiso terrestre, davanti ad ogni proposta dobbiamo chiederci se questa vada a nostro favore o ci danneggi, sia sul piano individuale che come membri di una comunità in lotta con altre comunità. Lo scopo della lotta essendo, repetita iuvant, decidere chi è il padrone e chi il servo.

Sarà più facile capire, in tal modo, che l'euro, l'Unione Europea, la globalizzazione, non sono soluzioni buone per tutti, ma che avvantaggiano alcuni e svantaggiano altri, e la prima cosa da chiedersi è in quale categoria noi siamo. E poiché a milioni, oggi, non sono più capaci di farsi due conti in tasca e capire cosa gli convenga, ecco che "la servitù di una volta" sta tornando, è tanta e a buon mercato.

Vi saluto, vado a controllare che i miei servi stiano lavorando. L'ultimo che scatta in piedi, quando entro, lo faccio bastonare dai miei lacchè, e lo butto in mezzo alla strada. Poi vado a prendere il tè dalla duchessa di...

lunedì 16 marzo 2015

Vomito, ergo sum!

Landini sodomizza la conduttrice. E so' soddisfazioni!

Mi fa un po' schifo il fatto che la RAI, servizio pubblico, non consenta l'embed dei video, e anzi segnala gli utenti YT che si azzardano ad acquisirli bypassando le loro protezioni. Dirò di più: questa cosa mi fa vomitare.

Le ragioni sono due: la prima è, ovviamentissimamente, di carattere economico; la seconda è che, impedendo l'embed, si rende la vita difficile a chi vuole utilizzare i contenuti prodotti dalla RAI (che è un servizio pubblico) per presentarli in un contesto narrativo diverso da quello a reti unificate.

Scusate, pensare a tutto ciò mi fa venire il voltastomaco. Vado a vomitareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Addendum


Link: Landini a "In mezz'ora" del 15-03-2015

Los Calimeros, regrediti allo stato di Neanderthal per la mancanza di vino cui sopperiscono bibendo birra, prodotto tipico dell'Allemagna, si abbandonano a sproloqui vari, aventi a tema lo televisificum instrumentum, lo superbo imperatore scismatico d'occidente et li sepulcri imbiancati piddini.

domenica 15 marzo 2015

E' un mondo duro, si sbaglia da dilettanti!

La mia incauta sottoscrizione sul sito videostripe, causata da scarsa attenzione alle condizioni contrattuali. State attenti, questo è un mondo duro e si sbaglia da dilettanti.


Diffondete fratelli, affinché altri incauti non commettano il mio stesso errore. Anche perché, essendo il sito olandese, andremmo a peggiorare la nostra bilancia dei pagamenti.

sabato 14 marzo 2015

Nardellomics


Voglio Dario Nardella (sindeche di Firenze) ministro dell'economia! Briscole!  Quest'uomo aveva previsto, in assoluta solitudine e da tutti sghernito, che l'euro avrebbe svalutato del 25% sul dollaron! E dunque che avrebbe rilanciato le nostre esportazioni e il turismo! Alcuni schiocchissimi commentatori lo avevano messo alla berlin(a), ma non avevano capito che Nardella AVEVA PREVISTO la svalutazione dell'euro! Era un anno fa, e questa cosa mica l'aveva prevista nessuno! 

Ma lui sì! Cerrrrrto, doveva dirlo in codice, cerrrrte previsioni mica si possono fare in televisione! Però c'hazzeccato: l'euro avvantaggia il turismo. E mo' che c'avete da di' voi gufi?

Ovviamente ogni medaglia ha il suo rovescio, per cui adesso la benzina aumenterà del 25%, ma non è un probblema per Firenze perché lì, come tutti sanno, non gira una macchina che è una. Un omo così deve diventare ministro dell'economia. Penzateci: chi gli avesse dato ascolto comprando dollaros un anno fa oggi avrebbe il 25% in più in saccoccia!!!! Penza tu se avessimo convertito il debbbito pubbblico idaliano in dollaros! In meno di un anno il 25% in meno!

Chiaro no?

Questo benedetto movimento politico dal basso!

Questo post nasce da un commento di Mauro Gosmin al post "Un riassuntino".

Comincio con l'osservare che i partiti nascono e muoiono continuamente, e che ciò sta avvenendo con maggior frequenza a partire dall'inizio degli anni '90 del secolo scorso. Sono, per di più, quasi sempre partiti costruiti intorno a un leader. L'unico che non lo era ancora, il PD, oggi ha Matteo Renzi, dopo l'abortito tentativo di imporre l'imbolsito Veltroni. Il nuovo leader della Lega Nord, Salvini, è stato in televisione più spesso di Renata Polverini, l'oscura sindacalista pompata dai media fino a farla diventare governatore del Lazio, dopo Badaloni e Marrazzo. Lo stesso Grillo, senza i media, sarebbe rimasto al 10%. Se ci pensate bene, la mutazione del M5S coincide con il suo arrivo in televisione. Oggi, forse, è il tempo di Maurizio Landini.

Sia che i leaders vengano letteralmente costruiti dal nulla, sia che ne venga amplificata l'iniziale popolarità, il ruolo dei media è fondamentale, sebbene non esclusivo. In alcuni casi i media hanno amplificato la forza di movimenti che avevano già una loro forza e una genuina capacità di rappresentanza di parte degli interessi dei ceti subordinati. E' il caso del già ricordato M5S e della Lega Nord, Talvolta il sistema dei media ha tentato di costruire movimenti fittizi, ad esempio il popolo viola, riuscendoci parzialmente.

Oggi un nuovo movimento, il sovranismo, si sta affacciando sulla scena, ma il sistema dei media è già allertato e in agguato. Dovesse mai espandersi oltre i suoi attuali ridotti confini, esso verrebbe immediatamente aggredito o fagocitato. Ma forse non sarà necessario, perché il movimento sovranista potrebbe autodistruggersi.

I sovranisti usano prevalentemente i social e i blog, sui quali sono molto presenti, ma a differenza dei grillini devono fare i conti con il fatto che adesso anche i militanti dei partiti maggiori fanno la stessa cosa. Per non parlare dei troll della BCE! Dapprima solo sui social, ultimamente anche sulla blogosfera, si stanno moltiplicando le voci a sostegno dei partiti maggiori. Ne è nata una situazione confusa che sta avendo l'effetto di scoraggiare molti sovranisti. Costoro, sapendo di avere una chiave di lettura della realtà politica di estrema efficacia, avevano sperato in un percorso più agevole. Le cose non stanno così.

Stretti tra il bombardamento dei media tradizionali e la confusione che regna sulla rete, i sovranisti stanno ripiegando. Il loro messaggio non passa sui media e si perde nella rete. La contromisura che, spontaneamente, si è imposta, è stata quella di individuare alcuni soggetti dotati di particolare carisma, elevandoli al rango di portavoce naturali del movimento, ma la cura si sta rivelando peggiore del male. Tra "quelli che vogliono parlare con il PD" e "quelli che sussurrano a Salvini", passando per gli economisti esclusivamente anti-euro e i sostenitori di teorie monetarie "miste" che ambiscono a tenere insieme il diavolo (l'euro e la BCE) e l'acqua santa (la sovranità monetaria), il risultato è stato una moltiplicazione delle voci e delle "teorie", il cui unico effetto è dare spazio eccessivo ad alcuni soggetti che, fatta salva la loro preparazione e buona fede, tendono a comportarsi come le grandi dive di un inedito star system; per entrare a far parte del quale serve, manco a dirlo, almeno un passaggio in televisione!

Non chiedetemi i nomi perché non ne farò, essendo anche inutile. Voi sapete.

I protagonisti dell'inedito star system hanno rapidamente, e facilmente, acuito le divisioni già presenti nel nascente movimento sovranista, oscurandolo con lo splendore della loro aura. Alcuni, accecati dall'orgoglio, sono arrivati al punto di denigrare i sovranisti, ai quali devono tutto, riferendosi ad essi con espressioni come "quei quattro gatti" e "quegli straccioni".

Un nucleo di sovranisti, ancora incapace di unirsi, resiste a cotanto disastro, ma sembra non avere vie d'uscita. Eppure non c'è da disperare poiché le difficoltà, pur essendo grandi, non sono maggiori di quelle che hanno dovuto affrontare tutte le idee nuove che si sono affacciate alla Storia. Quando le idee sono buone, bisogna aver fretta di partire ma non bisogna aver fretta di arrivare.

Questo, signori, è "fraiolismo metodologico".

Il primo passo, per fortuna, è già stato fatto, perché la parte più accorta del movimento sovranista, il nucleo, in questi anni non è stata ad aspettare e si è data un embrione di organizzazione. Anche in questo caso non chiedetemi di far nomi: voi sapete. Alcune centinaia, forse un migliaio, di militanti attivi e preparati si dedicano ogni giorno alla causa. Non devono ancora unirsi, è troppo presto, e devono continuare a fare quel che già fanno. E' necessario, però, disinnescare al più presto il pericolo che è rappresentato dalle grandi star di riferimento, non già togliendo loro voce né, men che mai, denigrandole o attaccandole, bensì dando spazio e visibilità a moltissime altre voci. Il rischio è quello di ripetere l'infausta esperienza degli anni '70, allorché un gran numero di movimenti politici extraparlamentari, ognuno riunito intorno a una o due figure di riferimento di particolare prestigio, non riuscirono a dar voce alle istanze popolari che pretendevano di rappresentare, degenerando nel peggior leaderismo.

La musica sovranista sarà corale, o non sarà.

venerdì 13 marzo 2015

Gli ultrapiddini

In questi giorni a Frosinone si parla di acqua pubblica. Volete sapere chi sono quelli in prima fila nel contestare la gestione privata dell'acqua? Avete indovinato (lo so che siete ragazzi intelligenti!), ci sono loro. Loro chi? I piddini? Magari fossero solo piddini! Questi sono una nuova razza, sono gli ultrapiddini.

Sono quelli che hanno sostenuto la privatizzazione dell'acqua perché portava efficienza (s'è visto); quelli che la collaborazione pubblico-privato era cosa buona assai (s'è visto); quelli che "se vuoi le comodità della modernità devi accettare il nucleare" (poi fu-fu-ku-shima).

Oggi questi imbecilli del terzo tipo li si può incontrare alle manifestazioni per l'acqua pubblica; sono contro i project-financing che, a causa della crisi, nessun privato si sogna più di proporre alle amministrazioni pubbliche; sono contro le centrali nucleari e per le energie rinnovabili. Uno potrebbe pensare: se la pensano così, magari non sono più piddini.....


E/O-RORE!
E invece sono sempre piddini, anzi ULTRAPIDDINI. Piddini al di là del bene e del male, oltre l'orizzonte degli eventi, a prescindere. L'ultrapiddino cambia opinione ma non partito! L'ultrapiddino lavora per cambiare le cose dal di dentro, perché fuori dalla piddinitade c'è l'horror vacui, l'abisso, la perdizione.

Dopo l'uscita dall'euro ce li troveremo alle manifestazioni contro l'euroliberismo, termine ambiguo che rimanda all'idea che non l'euro è il frutto del demonio, ma il liberismo. Che poi l'euro (loro penZano) non era mica un'idea sbagliata, salvo il fatto che per l'ultrapiddino il liberismo è solo di destra, mica una cosa "de sinistra"! E quindi è tutta colpa di Berluscone, quel porco!

I sovranisti? Per l'ultrapiddino significa dire Salvini. L'Unione Europea? Un'idea buona e nobile rovinata da Berluscone, quel porco!

Dopo l'uscita dall'euro gli ultrapiddini saranno in prima fila, ma sempre nello stesso partito, che sia il PD, la Lega, Forza Italia o il M5S. Ma non perché ci mangiano, che avete capito? Gli ultrapiddini sono mica ladri approfittatori e corrotti! No, no, no, loro sono persone per bene! Ed è vero, maledizione, è vero! Sono persone per bene, ma sono anche corrotti fino al buco del culo. Voi direte: come è possibile ciò?

E mo' ve lo spiego. Sennò che ci venite a fare sull'egodellarete? Guardate che io li conosco, ah se li conosco!

Son Diego e vi spiego


L'ultrapiddino è un'anima bella. Ma bella veramente. Tu gli offri, per dire, la possibilità di andare a un convegno in una bella città dove incontra (ad esempio) il Bersani o il Ferrero o l'Alfano, e ci si fa pure un selfie che poi posta sulla sua pagina social, e lui, l'ultrapiddino, si convince di contare qualcosa nel partito, che poi lo cambierà dall'interno, e hai voglia a quel punto a dirgli che non conta una capocchia di pene! Cribbio, s'è fatto il selfie con il Bersani o col Ferrero o coll'Alfano! Lui conta! Lui vale! Lui cambierà il partito dall'interno!

Che poi "cambiare", per l'ultrapiddino, significa nientepopodimeno che portare al comando i buoni e gli onesti, e naturalmente largo ai ciofani, ma non troppo perché prima ci stanno loro. Studiare? Conoscere i fatti prima di parlare?  Non serve, basta essere persone per bene. "Loro!" sono le persone per bene!

Ma ve li ricordate come cantavano e ballavano quando arrivò l'uomo in loden? Ci avete parlato, in quei giorni, con gli ultrapiddini? Che vi risulti, hanno tratto qualche conseguenza da quel madornale travisamento dei dati di realtà? Ne conoscete che, dopo lo schifoso inciucio che portò al governo l'uomo in loden, abbiano avuto il coraggio di rinunciare a stare nel partito che volevano cambiare del di dentro?

C'è qualche ultrapiddino in ascolto? Che abbia il coraggio di riguardarsi, la fetecchia!


........................................................ Siamo rimasti soli vero? Non credo che un solo ultrapiddino possa resistere a questa bordata di cronaca vera. Meglio così, queste fetecchie non ci servono. O si de-ultrapiddinizzano, oppure restano i peggiori nemici della democrazia. Noi li possiamo anche perdonare, se vengono a dirci che non avevano capito, ma ad alcune condizioni.

Primo: la devono smettere di fare la parte di quelli che sanno più degli altri.
Secondo: devono studiare.
Terzo: devono imparare a rispettare il principio del terzo escluso. Che poi la fuzzy-logic non sanno neppure dove stia di casa, anche se l'hanno sempre applicata, a loro insaputa. Un esempio? "Austerità espansiva". Un altro? "Spesa a deficit rimanendo nell'euro". Siete ingordi e volete un altro esempio? Vi accontento: "Stati Uniti d'Europa". Non vi basta, lo so, ne volete ancora, e io vi accontento, tanto non costa nulla, c'è l'inflazione delle proposizioni piddo-fuzzy! Chiudo col botto: "Matteo Renzi è di sinistra, Salvini è sovranista, Grillo è contro l'euro, Landini è un leader e Berluscone torna in campo".

No dico, lo sapete che Berluscone è uscito da Mediolanum, ha mollato il Milan e sta cercando di vendere Fininvest? E' stato assolto, no? In cambio di cosa? E la controparte, chi è stata?

Al prossimo selfie, con Bersani o Ferrero o Alfano!