martedì 10 marzo 2020
lunedì 9 marzo 2020
Spegnete la televisione e accendete i cervelli
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| Giovanna Botteri |
"Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino (dove è stata trasferita da New York), diffonde tra gli italiani la paura per il mortale virus, mostrandosi sul Tg2 interamente vestita di nero con cappuccio, guanti e maschera dello stesso funereo colore."
Il grande Lillo Massimiliano Musso, avvocato di Ravanusa, la canta e la suona come deve essere cantata e suonata. Purtroppo 60 milioni di italiani si bevono l'ennesima bufala, questa volta abnorme, propalata da un sistema di potere vacillante che ha bisogno di un pretesto per giustificare l'imminente ed ennesima svendita a prezzi di saldo del paese. Frutto avvelenato, quanto scontato, di almeno tre decenni di scelte politiche scellerate.
Coronavirus in Italia: C’è qualcosa che non quadra
venerdì 6 marzo 2020
Scegli la tua catastrofe
Delle due l'una: o si nascondono i veri numeri di una catastrofe sanitaria, oppure la catastrofe è di natura politica, economica e, Dio non voglia, militare.
Catastrofismi - le buone notizie che i catastrofisti non dicono
"L'età media dei pazienti italiani deceduti e positivi a Covid-19 è 81 anni, sono in maggioranza uomini (le donne sono 28, pari al 26,7%) e in più di due terzi dei casi hanno tre o più patologie preesistenti. E' quanto emerge da un'analisi sui dati di 105 pazienti italiani deceduti al 4 marzo, condotta dall'Istituto Superiore di Sanità, che sottolinea come ci siano 20 anni di differenza tra l'età media dei deceduti e quella dei pazienti positivi al coronavirus.
Il report riguarda 73 pazienti deceduti in Lombardia, 21 in Emilia Romagna, 7 in Veneto e 3 nelle Marche, ed è basato sui dati ottenuti tramite la compilazione di un questionario sviluppato ad hoc ai fini della rilevazione dei casi di morte
In particolare, la maggior parte dei decessi 42,2% si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni, mentre il 32,4% erano tra 70 e 79, 8,4% tra 60 e 69, 2,8% tra 50 e 59 e 14,1% sopra i 90 anni. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da Covid-19 hanno un'età più alta rispetto agli uomini (età mediana donne 83,4% - età mediana uomini 79,9%).
Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è del 3,4%. Complessivamente, il 15,5% del campione presentavano zero o una patologie, il 18,3% presentavano due patologie e il 67,2% presentavano tre o più patologie. La comorbidità più rappresentata è l'ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). Il tempo medio dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale è stato di 5 giorni e la media del tempo intercorso tra il ricovero e il decesso è stato di 4 giorni".
Fermiamo l'attenzione sull'osservazione relativa ai 20 anni di differenza tra l'età media dei deceduti e quella dei "pazienti positivi". Essa comporta che se l'età media dei deceduti è di 81 anni, l'età media dei "pazienti positivi" al coronavirus è di 61 anni. Sembrerebbe essere un virus che sotto i quaranta anni non infetta quasi nessuno se per "pazienti positivi" si intendono anche i positivi asintomatici, e che comunque, nel caso contrario, se infetta anche le persone fino ai quaranta, non ne ammala pressoché nessuna.
Capisco che sia una ipotesi molto triste per i catastrofisti e i complottisti, però questa notizia ci dice che, per ora, la popolazione fino alla mezza età, per sé stessa, ha poco da temere, e per i figli (salvo casi del tutto straordinari) nulla da temere, anche con riguardo all'ipotesi del completo collasso del sistema sanitario per mancanza di posti letto in rianimazione.
Se avessimo dieci milioni di infettati (soltanto una parte dei quali malata), si tratterebbe di persone dai quaranta in su.
Se poi il sistema sanitario non collassa, è rilevante che i morti compresi tra l'età di 50 e quella di 59 sono il 2,8%, sicché la soglia di significativo pericolo può essere collocata sopra i sessanta anni.
Si tratta di un dato sul quale riflettere e da sottoporre a controllo, perché forse rende opinabile la scelta della chiusura di scuole e università. Ma questa non è una critica al Governo, perché notoriamente nel comitato che ha discusso il tema molti erano contrari alla chiusura e molti favorevoli. E l'aver preso una misura precauzionale che ex post si riveli inutile non è una colpa. Semplicemente è un elemento che dovrebbe far propendere per la riapertura già in data 16 marzo.
Invece i contatti che stanno indagando il presunto carattere selettivo (del virus) per motivi etnici dovrebbero spiegare se il carattere selettivo per età, che sembra certo (i giovani, salvo casi del tutto eccezionali, sembrerebbero non essere nemmeno sfiorati dal virus), sia un errore degli autori del complotto, o se questa caratteristica del virus debba indurli a dirigere l'ipotesi complottista verso l'INPS, anziché verso gli USA. Oppure se si valorizza il fatto che il virus sembra selezionare i maschi (73% dei defunti contro il 27% di femmine) i sostenitori del complotto potrebbero dirigere le loro ricerche verso qualche associazione di lesbiche separatiste.
Chiudiamo i circoli per anziani, le università per anziani, i bar frequentati da anziani, i retrobar, i circoli bocciofili, le Chiese e riapriamo le scuole e le università.
giovedì 5 marzo 2020
Lo spiegone
Uno sente Vincenzo Boccia (presidente dell'associazione cotoniera italiana) che chiede alla Leuropa 500 miliardi, e viene preso dal disagio:
Poi uno si ricorda di questo:
E allora uno capisce che ognuno per se e Dio per tutti.
"Un piano shock come nel Dopoguerra". Intervista a Vincenzo Boccia (Confindustria)
mercoledì 4 marzo 2020
Lillo Massimiliano Musso sul Coronavirus (o Coloniavirus)
Non è girata molto questa.
Gli Usa alzano di grado l'allerta terrorismo in Italia. Oltre a parlare di virus. Il livello 2 moderato era stato confermato solo a gennaio, uguale da anni. Il salto è giustificato così:
“L’Italia ha un rischio di vecchia data rappresentato da gruppi terroristici, che continuano a pianificare possibili attacchi in Italia.”
Di vecchia data, ne sapranno più di noi.
Trattati da mezze colonie sempre, ora con premio virus e BR reloaded.
Attenzione, in Italia non c’è solo il pericolo Coronavirus, ma anche un rischio permanente di terrorismo. Incredibile, ma vero, l’avvertimento compare sul sito del Governo degli Stati Uniti d’America, nelle pagine dedicate all’Ufficio degli Affari Consolari, ovvero dei rapporti con gli altri Stati.
Il video che segue è tratto dalla pagina FB dell'avvocato Lillo Massimiliano Musso di Ravanusa, con il permesso dell'interessato.
martedì 3 marzo 2020
Il saluto al tempo del COLONIAVIRUS
Così titola il corriere.it in un articolo riservato ai soli abbonati. Ma come, un annuncio così importante per la salute pubblica riservato solo agli abbonati? Vergogna!
Copio&incollo un articolo di Accattone il Censore sul Coloniavirus. Ne riparleremo.
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DI ACCATTONE IL CENSORE
comedonchisciotte.org
A Washington si è deciso di fermare la Cina ad ogni costo, gli Stati Uniti non possono permettersi un’ulteriore espansione del Dragone, che, evidentemente, è diventato troppo grosso e vorace.
“Capire la Cina non solo è impossibile, ma è anche inutile”, scriveva Flaiano. Presto Gli Stati Uniti si renderanno conto che è anche inutile cercare di fermarla.
La resurrezione dell'”impero celeste” è inarrestabile e la ruota della storia gira: si sale, si scende e, a volte, come nel caso dell’Italia, si precipita.
Dopo aver fallito l’assalto finale alla Russia -all’epoca di Boris Eltsin, comprato con un paio di casse di vodka a una riunione degli alcolisti anonimi- l’ordine americano nato sulle ceneri della seconda guerra mondiale è in procinto di collassare. La fase multipolare che si è aperta si fa sempre più acuta, costringendo l’impero a stelle e strisce a mosse che hanno il sapore della disperazione.
Cina e Russia, una volta molto distanti, si sono ora riavvicinate per fronteggiare il comune nemico; ma il finale più probabile, l’espulsione definitiva degli americani dall’Eurasia, non è contemplato nell’ultimo sforzo produttivo della propaganda americana. E’ difficile accettare la realtà per un popolo adolescente, per cui qualunque avversario ha la consistenza militare dei pellerossa e la dignità di Toro Seduto, che terminò i suoi giorni esibendosi al circo Barnum.
Eppure “Coronavirus: l’epidemia che ti aspetti” è stato sceneggiato e messo in scena con la solita dovizia di mezzi.
Il copione è quanto di più scadente si possa immaginare -come del resto lo è il cinema americano- e gli attori sempre i soliti: c’è anche Tom Cruise, bloccato in un albergo di Venezia, mentre girava l’ennesimo episodio della saga Mission impossible. Bisognerebbe che qualcuno spiegasse a Washington che l’unica missione impossibile per gli americani è vincere la guerra che hanno scatenato.
Già perchè dopo la guerra dei dazi, siamo giunti all’attacco batteriologico contro il nuovo mostro da cui tutti dobbiamo tenerci lontani: dopo il comunista russo che mangiava i bambini creato dal maccartismo, ora c’è un altro essere immondo: il cinese laido che si nutre di pipistrelli, cugino del “muso giallo” vietnamita.
La propaganda è una favola, parla alla nostra parte infantile -quella che non ci abbandona mai- e come tutte le favole è eternamente creduta.
La realtà è molto differente. Come ha scritto Rosanna Spadini, la “Nuova Via della Seta” promossa da Pechino è “il più grande progetto infrastrutturale e di investimento della storia, copre oltre 70 paesi coinvolti, tra cui il 65% della popolazione mondiale e il 40% del PIL globale”; i cinesi sono all’avanguardia e punto di riferimento internazionale per l’implementazione della tecnologia 5G, di immensa rilevanza militare; la fornitura di gas russo all’Europa e in particolare alla Germania è in aumento con la costruzione del gasdotto North Stream 2, malgrado le sanzioni americane; l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai continua a rafforzarsi ed espandersi, la de-dollarizzazione è in corso e le sinergie russo-cinesi sono sempre più importanti, sia dal punto di vista della fornitura di idrocarburi, sia dal punto di vista militare.
Già questo breve quadro credo illumini il lettore sulle difficoltà e le notti insonni di Washington, passate a fissare il mappamondo.
D’accordo, ma cosa c’entra l’Italia nel film? Perché questa pseudoepidemia inventata deve flagellare anche il nostro Paese?
Innanzitutto perché il governo giallo-verde ha sottoscritto nel 2019 un memorandum che prevede una serie di accordi commerciali e istituzionali con Pechino, con intese nel settore del credito, in quello navale e dell’energia, e la trasformazione dell’Italia in terminale marittimo della nuova via della seta.
Un accordo del genere non poteva piacere al padrone americano ed ora siamo puniti senza pietà per la nostra disobbedienza.
In secondo luogo, gli Stati Uniti sono in guerra e la posizione geostrategica della nostra penisola, al centro del Mediterraneo, è troppo importante per non essere posta sotto controllo ferreo. L’Italia è da sempre fondamentale per gli equilibri geopolitici, caratteristica che costituisce forse la nostra principale disgrazia.
Si tratta, quindi, di un attacco diretto anche contro di noi da parte dei nostri amati liberatori. Le conseguenze economiche della “pandemia” sono già gravi e presto saranno durature e devastanti: non a caso l’attacco è stato concentrato sulle regioni più produttive della nazione.
Ma non è finita. Stiamo assistendo ad una messinscena che maschera svolte drastiche ed esiziali per il nostro Paese, come fu nel caso del sequestro Moro e di Tangentopoli. Stavolta, il colpo di Stato è travestito da emergenza sanitaria: variazioni nella sceneggiatura consentite dall’evolversi della tecnologia. E, infatti, si invocano governi di unità nazionale e “l’uomo forte”, con il volto cereo ed impassibile di Mario Draghi.
Il ruolo della nostra ex nazione deve essere quello di colonia e portaerei per le missioni di guerra americane, come già qualcuno scrisse in Elezioni in un Paese occupato, e gli esigui margini di manovra concessi durante la Prima Repubblica sono stati ritirati. Evidentemente, degli italiani non ci si può fidare e il badoglismo è considerato dall’OMS una malattia resistente ai vaccini.
Del resto, all’italiano non piace comandare, ma fingere di obbedire. E’ il servo sciocco della commedia dell’arte, che pensa di essere più furbo del padrone.
La sceneggiatura in corso consente di portare avanti diverse sottotrame: indagare i limiti di un grande esperimento sociale (uno dei tanti cui è stato destinato il nostro Paese da quando è occupato: basti ricordare l’operazione Blue Moon, che dall’oggi al domani creò centinaia di migliaia di eroinomani per arrestare la politicizzazione giovanile); oppure far saltare il sistema sanitario pubblico; vendere milioni di vaccini o addirittura imporre campagne di vaccinazione di massa che coinvolgano anche la popolazione adulta.
Pensateci: qualunque governo autoritario e qualsivoglia misura possono essere fatti passare per “tutelare la salute”, persino imporre quarantene agli oppositori politici o semplicemente a disobbedienti e riottosi.
Inoltre, un Belpaese in ginocchio, scatenando o minacciando una crisi dell’eurozona, è un’arma per piegare la Germania e tenerne a bada intemperanze e improvvide aperture filorusse e filocinesi.
Non dimenticate mai il cardine irrinuncialbile della geopolitica americana: l’Europa deve essere debole e rimanere sotto il controllo di Washington, ad ogni costo.
Non posso esaurire la trama in un solo articolo e vedremo insieme i prossimi rivolgimenti, che, tuttavia, sono in larga misura scontati, essendo un copione di pessima qualità, che riserva colpi di scena soltanto per un popolo inconsapevole e tenuto lontano dalla verità come il nostro.
Eppure sono in molti a sentire un brivido, un sussulto emotivo, sognando, in fondo, di vivere le fiction apocalittiche cui ci hanno abituati decenni di propaganda filmica americana. Anonime comparse, dalle vite spente e inutili, prigionieri di servilismo ed ignoranza, che non si rendono conto di vivere ne Il giorno degli Zombi già da almeno vent’anni.
Ci aspettano anni durissimi, tra guerra, crisi economica, bastonate e qualche rara carota, purtroppo anch’essa non somministrata attraverso l’orifizio auspicato.
Ma l’Italiano continua a credere; ad attendere il Salvatore, che può avere qualunque faccia, persino quella di Grillo, di Renzi, di Salvini. Dell’Europa, dell’OMS.
Vedere un popolo che entra in guerra e si fa massacrare economicamente, pensando che stia facendo la profilassi per l’influenza, non è un capolavoro della propaganda, ma dell’imbecillità.
Accattone il Censore
Fonte: www.comedonchisciotte.org
01.03.2020
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