sabato 27 luglio 2019

Mi manda Pirrone

Per alcuni giorni sono stato in viaggio per cui, privo del computer, ho interagito più del solito sui social con lo smartphone. Che spasso ragazzi, e che deliri. Tra i tanti voglio segnalarvi questo scambio innescato da Francesco Neri, il quale in un suo post scrive:

«Ma tu, attivista, che ti identificavi nel primo M5s e ora plaudi all'attuale.
Esattamente, come fai ?»

La discussione che ne è seguita, se volete, potete seguirla qui:


Per quello che ci interessa partiamo da questo commento:

«Catia Simonella -  Non bisogna dimenticare che il M5S non ha preso il 40 per cento, io non plaudo, ma ringrazio quel poco, che poco non è, che stanno facendo e critico la loro linea sui vaccini il 5G e altro»

Che è proseguito così:

«Fiorenzo Fraioli -  Catia Simonella ma ancora non vi basta? Ma che deve ancora succedere affinché apriate gli occhi? E guarda che non sto dicendo di andare con quel vomito della Lega, né con quel raschio del Pd, o con qualsiasi altro partito. No, dovete solo aprire gli occhi, il resto verrà da sé.

F.to uno che è stato nel MoV dal 2006 al 2009 (4 anni pieni) e poi se ne è andato. Ma ci vuole tanto x capire?»

«Catia Simonella -  Fiorenzo Fraioli da capire c'è solo che non vi è alcuna alternativa, per adesso, al M5S, e non andare a votare farebbe solo il gioco di Berlusconi Renzi, Salvini e company»

Fermiamoci un mo(vi)mento. Catia Simonella sta dicendo che non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti! Ve lo ripeto, così capite meglio:

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

Non vi è nessuna alternativa ad un governo che sta facendo le stesse identiche cose che hanno fatto tutti i governi precedenti, se non che torni uno dei governi precedenti!

La mia risposta:

«Fiorenzo Fraioli -  Ma mi sai dire una differenza, dico una, a parte l'incredibile e increscioso innamoramento dei grillini della seconda terza e quarta ora che nulla sanno del MoV della prima ora? Dal quale praticamente tutti quelli che hanno contribuito a farlo nascere si sono allontanati con crescente fastidio, in alcuni casi fino al disgusto?
In cosa siete migliori degli altri, quando tutti, dico TUTTI, sono chiaramente etrodiretti, quando non eSterodiretti?Delle due l'una: o aprite gli occhi, oppure tornate a casa, che almeno fate meno danni.»

E lei:

«Catia Simonella -  Fiorenzo Fraioli forse voi vi credete migliori degli altri... Io seguo il M5S dalla carta di Firenze e continuerò a votarlo anche solo per non ritrovarmi il PD e tutta la finta sinistra Berlusconi con tutto il suo ciarpame e la lega per altri vent'anni, perchè questo succederà con ij vostri ragionamenti.»

Premesso che a Firenze c'ero anch'io, e per l'ultima volta tant'è che mi mantenni defilato, qui abbiamo la reiterazione del concetto "l'uomo nero", quello con cui una volta si spaventavano i bambini.

Più avanti, nel commentare un intervento moderatore di Francesco Neri, ribadisco:

«Fiorenzo Fraioli -  Veramente ho chiesto di citarmi qualche elemento di differenza tra il gov. Gialloverde e quelli piddini e berluskini, ma vedo che ottengo solo insulti. Lo stesso mi accade coi legaiuoili, e un tempo coi piddini quando chiedevo di spiegarmi in cosa fossero diversi dai berluskini.
Insulti, sempre insulti e mai la gioia di una risposta.»

Chiaro il concetto? Bene, a questo punto arriva Pirrone:

«Alessandro Pirrone ma se ti hanno fatto pure il disegno! Sei incapiente, hanno ragione, non ti entra più niente nel portapranzo.»

Insomma sono un incapiente, ovvero uno che non non può capire niente perché non mi entra più niente nel porta pranzo mentale. E allora io, cocciutamente, ripropongo lo schema di Francesco Neri, e resto in attesa di qualcosa di diverso da insulti a gò-gò.


Mattia Calise
La mia diagnosi è la seguente: dal 2005 al 2010 il MoV (poi, solo poi, M5S) è cresciuto grazie al contributo di una piccola avanguardia, della quale mi onoro di aver fatto parte. Una piccola avanguardia che era motivata dall'indignazione più acuta e profonda per le menzogne demagogiche dei governi di centro-destra e centro-sinistra, mentre gran parte degli attivisti di oggi nemmeno sapevano dell'esistenza di quella piccola carboneria. Oggi, dopo l'epurazione decisa dall'alto (fuori i vecchi - dentro i giovani) a seguito della quale, tanto per dirne una, il candidato sindaco di Milano scelto dai meetup per impulso dell'opaca centrale di comando del MoV fu un giovincello di appena 20 anni, tal Matteo Calise, la stragrande parte degli attivisti è costituita da nuovi soggetti che, ai tempi della prima carboneria, o non votavano oppure si dividevano tra centro-destra e centro-sinistra. E però oggi ci vengono a fare la lezioncina. Una ciurmaglia mentalmente, culturalmente e moralmente del tutto priva dell'impeto necessario per produrre un vero cambiamento, dei moderatini ciechi diventati tifoseria a prescindere, che osano alzare la cresta con chi, come il sottoscritto e Francesco Neri (il quale non ha alcuna responsabilità di ciò che scrivo) da sempre si battono contro questo merdoso stato delle cose per cambiarlo, veramente. Una ciurmaglia che, non avendo argomenti per ribattere dialogicamente, ricorre all'insulto, e alla quale si deve rispondere allo stesso modo.

Quando costoro ancora blateravano di Berlusconi cattivo e andavano in brodo di giuggiole per Travaglio, noi (e non loro) costruivamo l'habitat mentale, culturale e politico nel quale loro sono stati accolti dopo che i misteriosi guru che hanno fatto nascere il MoV=>M5S mettevano noi ai margini.

In sintesi: il materiale umano di cui è oggi costituita la base degli attivisti grillini è della stessa qualità di quella che, quindici anni fa, bazzicava nelle sedi dei DS=>PD. Li si riconosce perché, quando non hanno argomenti, insultano e mettono ai margini. Ne so qualcosa perché questo è quello che mi accadde quando mi contrapposi duramente ai "compagnucci" per ostacolare il loro progetti di privatizzazione della città, Frosinone, dove a quel tempo vivevo.

A questo punto qualcuno potrebbe insinuare che sono un troll della Lega. E allora vi propongo questa bella sequela di commenti diversamente gentili che ho racimolato su Twitter dopo aver interagito con il loro capataz Claudio Borghi Aquilini:



In breve, alla domanda di Ezra Russo che chiede:

Borghi replica: «Cosa devo rispondere? Sottoscrivo ancora ogni parola del mio manuale compresa questa. Però in mancanza di condizioni per smantellare il tutto che si fa? Io cerco di far stare il meglio possibile la mia gente. Ha idee migliori?»

Intervengo così: «Magari ammettere serenamente di non averci capito una mazza e tornare a occuparsi di mercato dell'arte?»

E Borghi: «Eh beh si, io non ho capito una mazza e sono entrato in un partito al 3%, entrato in parlamento col 17% e adesso è al 40%. Voi che avete capito tutto cosa avete fatto?»

Seguono insulti da parte del followerame che potete apprezzare seguendo la discussione su Twitter. Anche in questo caso nessuna disponibilità al dialogo ma insulti beceri da parte dei fedeli seguaci e una risposta disarmante da parte del capataz. Uno gli va a dire che non hanno fatto nulla, sottolineo nulla, di quanto hanno promesso in campagna elettorale, per di più spacciandosi per sovranisti e dichiarando a voce alta e forte (i famosi altoparlanti più potenti di goofynomica memoria) di voler uscire dall'euro, e questo bel tomo risponde che loro hanno preso il 17%, che adesso sono al 40%, mentre noi non abbiamo combinato nulla. E' come dire che un socio in affari tradisce la vostra fiducia mandandovi in rovina e, alle vostre rimostranze, vi risponde "adesso ho un azienda quotata in borsa, mentre tu che hai fatto?".

Signori, il livello è questo! Chi vuole starci in questa melma maleodorante è libero di farlo, ma non vengano, questi falsari della politica, a dirci di avere ragione perché i loro imbrogli sono ben riusciti!

Dall'altra parte abbiamo il PD e FI, oltre alla riserva FdI. Anche questi partiti sistemici, cioè obbedienti alla Burghesia Compradora Y Vendedora (BCV) nazionale, solo con diverse colorazioni. Come quando andate a comprare un'automobile: vi presentano tanti modelli diversi ma i componenti (motore, cambio, sistema elettrico, sospensioni, telaio etc...) sono gli stessi, cambiano solo il cruscotto e gli allestimenti. E i boccaloni al bar, tra uno shottino e l'altro, discettano di motori in attesa di incontrare la pupa dei loro sogni. Anch'essa uguale a tutte le altre, solo con la tappezzeria  diversa.

domenica 21 luglio 2019

La congettura eretica e l'immigrazione

La congettura eretica si rende necessaria, in quanto congettura, perché i dati che abbiamo sull'UE, sebbene apparentemente copiosi, sono in realtà generici, incompleti o inesatti. Quello che è reso pubblico, come sempre in ogni trattato internazionale, è solo l'ombra di una realtà che si può rivelare solo in parte, quando non è del tutto oscurata. Questo non è complottismo, ma la base stessa della politica estera. Dovendo tirare a indovinare ho scelto la strada più semplice, quella con meno variabili in gioco, congetturando che l'UE sia solo un accordo tra le Burghesie Compradore y Vendedore nazionali (BCVn) per la costruzione di un mercato unico europeo, nonché per la deflazione salariale in ogni paese secondo i desiderata e i bisogni della sua  BCVn. A tal fine si è costruita un'enorme fabbrica burocratica di stipendi e posizioni apicali sulla quale scaricare le responsabilità che invece sono esclusivamente delle BCVn: ce lo chiede l'Europa!

Vorrei affinare la congettura eretica con l'idea che questo accordo sia totalmente valido solo per gli Stati più importanti, molto meno o per niente per quelli meno importanti, in particolare quelli che sono entrati nell'UE in seconda battuta dopo il crollo del muro di Berlino. In ogni caso, la congettura eretica è assolutamente valida per il terzo paese per importanza dell'eurozona, l'Italia.

Al fine di valutare la fondatezza della congettura eretica è però necessario verificare se essa sia coerente con altri aspetti della realtà diversi da quelli legati alla sola volontà di perseguire politiche deflazionistiche secondo i desiderata e i bisogni di ognuna delle BCV contraenti. Il tema sul quale proverò a condurre questa verifica è oggi l'immigrazione.

Comincio col porvi una domanda: se voi aveste bisogno di 3 operai, ne assumereste 9? Ovvio che no, e ancora: se voi aveste bisogno di 3 milioni di immigrati, ne fareste entrare 9?

E infatti: Germania e Francia, che di immigrati ne hanno già molti, certamente più di noi, non stanno forse chiudendo le frontiere?

Vi faccio una seconda domanda. Chiudete gli occhi e immaginate che non ci sia l'UE, che tutta l'Europa sia ancora e solo composta di Stati nazione, ognuno geloso della propria indipendenza. Secondo voi, una volta che in Francia e Germania fosse stato raggiunto il numero di immigrati ritenuto ottimale, avrebbero accettato di farne entrare altri il cui primo approdo fosse stato l'Italia? Ovvio che no, ci avrebbero detto "sono sbarcati da voi e ve li tenete". E infatti, nel trattato di Dublino, questo c'è scritto, nero su bianco. Il che significa che sull'immigrazione ogni Stato può fare quello che più gli conviene, come se l'UE e l'euro nemmeno esistessero; indirizzo che il trattato di Dublino si limita a recepire, sic stantibus rebus. Perché l'UE e l'euro sono, per la congettura eretica, trattati che normano un mercato unico (l'UE) e trasferiscono lontano dal processo elettorale la scelta di promuovere politiche deflazioniste.

Qualcuno potrebbe obiettare che le ONG che "salvano" i migranti ricadono sotto la legislazione di paesi nordici che fanno parte dell'UE, o hanno navi che battono bandiere di quegli Stati, per poi cominciare a urlare come un ossesso che i francesi maledetti in combutta coi tedeschi (ah, il feroce asse carolingio!) vogliono destabilizzare l'Italia per questo o quel motivo. Va bene, pensatela pure così, magari avete ragione, ma ricordate che sono solo ipotesi. Qui, quello che interessa, è se sia possibile mantenere in piedi la congettura eretica facendone un'altra di ipotesi. Perché, infatti, dovrebbe essere accettabile quella dell'asse carolingio che vuole destabilizzare l'Italia, e non esserlo quella che ipotizza che sia la nostra stessa BCV a organizzare i salvataggi in mare utilizzando qualche Carola di passaggio e un manipolo di ingenui ben pagati e col culo al caldo?

Con l'ulteriore vantaggio, di questi tempi, di fare passi avanti nella reintroduzione delle gabbie salariali per via dell'autonomia differenziata, cioè a dire il sogno segreto nel cassetto della nostra BCV dalla fine degli anni '50 del secolo scorso. Ebbene, l'ipotesi è esattamente questa, che la volontà politica di "salvare i migranti" risieda in Italia, mentre le Carole e i Soros altro non sono che la muleta da sbandierare sotto il naso dei bovini

Per i diversamente ferrati in logica, ricordo che sto parlando di una congettura, resa necessaria dal fatto che i dati reali sull'UE di cui disponiamo sono generici, incompleti o inesatti. Ora, se mi è consentito affermarlo, l'ipotesi dei complottisti alla Kalergi mi sembra abbastanza più fantasiosa di quella cui si deve ricorrere per tenere in piedi la congettura eretica.

Non ho altro da aggiungere: la congettura eretica, giusta o sbagliata che sia, resiste alla prova di coerenza con il tema delle migrazioni. Per oggi è tutto, gente.

Il defilé dei declassé



Addendum di pochi secondi dopo:


Susanna Ceccardi (Lega): "Io sono abituata ad altri successi". Yeah!

Chi viene intervistato può fare due cose: negare l'intervista o fermarsi per rispondere. La Susanna Ceccardi, in perfetto stile io so' io e voi non siete un cazzo, continua a camminare parlando di inciucetti.

Post-addendum:


Credo si capisca che sono lievemente irritato.

sabato 20 luglio 2019

Oltre la sub-divulgazione

Da un po' di tempo, come annunciato nel post "Il toto-maggiordomi" dove ho fornito una spiegazione di questa scelta, ho rinunciato a postare gli articoli di questo blog sui social. Vi è però una ragione ulteriore che allora non mi era chiara ma adesso, a distanza di tre settimane, vengo ad esplicitare. Il fatto è che, per anni, mi sono percepito come sub-divulgatore di idee non mie, ragion per cui postare gli articoli obbediva alla ratio di divulgare quelle stesse idee. Tuttavia, dopo tanti anni, ultimamente sto proponendo idee che, almeno in parte, sono anche frutto delle mie personali riflessioni, cioè sto andando oltre la sub-divulgazione.

Sia chiaro, queste idee frutto delle mie personali riflessioni non sono necessariamente originali, magari sono state concepite da moltissimi altri, che però non conosco e dunque mi sento di considerarle mie perché ci sono arrivato da solo. E' il caso, ad esempio, della congettura eretica, secondo la quale sono sostanzialmente le burghesie compradore y vendedore (BCV) nazionali che stabiliscono le misure macroeconomiche di loro interesse lasciando che sia la Commissione ad imporle, secondo un classico gioco degli specchi che serve a tenere i provvedimenti impopolari lontano dal processo elettorale. L'idea non è nuova, la novità consiste nel rilanciarla in un momento in cui tutta la grancassa mediatica e social disegna uno scenario di attacco agli Stati nazionali da parte di una fantomatica cupola di oligarchi padroni del mondo, di cui l'UE sarebbe la succursale europea. Uno scenario che è assolutamente funzionale all'evocazione, specie in Italia, di un nazionalismo d'accatto, reazionario e di destra, vale a dire l'esatto opposto del sovranismo costituzionale.

Ora, se uno si sente un sub-divulgatore di idee altrui, è normale e ovvio cercare di farle conoscere, mentre penso che fare la stessa cosa con idee proprie sia alquanto inelegante. Le mie idee, se sono valide, devono camminare con le loro gambe senza che sia io stesso a promuoverle, ma lasciando che a farlo siano coloro che entrano in contatto con esse. Pertanto, lo ribadisco, rinuncio a usare i miei account FB e TW come strumenti per promuovere questo blog. Chi vuole leggere le scemenze che scrivo dovrà venirci intenzionalmente, ed eventualmente rilanciarle se ritiene che siano degne di attenzione.

Questa scelta mi garantisce una ulteriore e maggiore libertà espressiva: sarò pur libero di dare sfogo alle mie paturnie, o no? Sono già abbastanza radicalizzato, lo sarò ancor di più. La guerra per una più equa spartizione del plusvalore prodotto dall'ingegno umano è appena all'inizio, e sarà una guerra mondiale. Crudele e sanguinosa come tutte le guerre, ma quel che conta veramente non è vincere o perdere, bensì come si vince o si perde: vincere senza onore, solo perché le circostanze sono state straordinariamente favorevoli, non garantisce la stabilità del potere così conquistato, così come perdere con onore e dignità dopo aver combattuto con valore non è una condanna a un destino servile. Mai come prima di ora il vero fronte di combattimento è la lotta di classe, questa espressione così desueta, mentre tutti gli altri fronti sono secondari. La guerra che si è riaccesa nel mondo ha origini antichissime, ed è quella tra il principio democratico e quello oligarchico.

Questo blog aderisce al fronte democratico, che ovviamente non ha nulla a che fare né col Partito Democratico(?) né coi democratici(?) della città luminosa sulla collina, gli USA, ma è un principio di fondo. Democrazia significa rapporto, seppur conflittuale, tra pari, esattamente quello che avevano in mente i nostri costituenti quando scrissero l'art.3 della Costituzione secondo comma: "è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese".

Sono un uomo ormai anziano, non so per quanto potrò dare il mio contributo in questa guerra, ma sappiate che questa è la questione di gran lunga più importante in un tempo in cui lo sviluppo delle tecnologie favorisce, come mai prima, la concentrazione del potere in poche mani. Ho una sola certezza: per quanto la situazione potrà apparire disperata, e così ci sembrerà, nella peggiore delle ipotesi finirà con un pareggio perché è una guerra di principi, come Yin contro Yang. Non chiedetemi quale dei due sia il principio democratico e quale quello oligarchico, perché questo è solo un esempio e la domanda non ha senso. Il punto da capire è che la guerra si combatte tra il principio democratico (Yin o Yang) e quello oligarchico (Yin o Yang). Le pippe mentali per determinare se sia Yin o Yang a rappresentare il principio democratico sono un passatempo per onanisti: non tutti gli isomorfismi sono possibili perché, come è noto, ci sono più cose tra terra e cielo che in qualsiasi filosofia. Restiamo coi piedi ben piantati in terra e sappiamo che lo scontro politico è tra il principio democratico e quello oligarchico.

Questo blog combatte per il principio democratico. Pertanto: Movimento dal basso.

giovedì 18 luglio 2019

Intervento risalente al 1992 di Giovanni Russo Spena sulla ratifica del Trattato di Maastricht, quando a sinistra c'era ancora qualcuno col cervello acceso. Si accenna anche all'interpretazione dell'articolo 11 della Costituzione.

1992, LA PROFEZIA: VOI STATE COSTRUENDO L'EUROPA DEI CAPITALI, DEI RAZZISMI, DEI PROFUGHI

"Noi abbiamo la sgradevole sensazione che si stia andando, con frenesia suicida, con immotivata fretta con pressappochismo, ad un voto espresso per mero simbolismo politico, al quale ci costringe il Governo Amato. Stiamo rischiando di svolgere una discussione sul nulla, il che è sempre aberrante sotto il profilo politico e pericoloso per le sorti della democrazia...
Ci troviamo, colleghi, di fronte all'ennesimo golpe istituzionale...
Noi impugniamo la costituzionalità di un siffatto processo decisionale!
Questo è il vero deficit di democrazia. Ai lavoratori, alla gente si racconta ogni sera dagli schermi televisivi, da parte di compiacenti giornalisti, che occorre stringere la cinghia in nome di Maastricht, che lo Stato sociale universalistico deve diventare residuale in nome di Maastricht, che il salario nominale, per la prima volta dal dopoguerra, deve scendere in nome di Maastricht, senza che i soggetti sociali e politici possano discutere apertamente e collettivamente e dire la propria, esprimere quindi il proprio punto di vista...
Siete voi, signori del Governo, i veri antieuropeisti, perché in nome della finanza, della valorizzazione del capitale, dell'intreccio tra profitti e rendite finanziarie state distruggendo l'idea forte dell'Europa solidale, dell'Europa dell'autodeterminazione dei popoli, dell'Europa come socialità nuova, come comunità nuova. Non solo, ma state distruggendo anche l'idea di una nuova statualità, tanto più necessaria in un momento nel quale si frantuma drammaticamente l'idea stessa dello Stato nazione, delle identità statuali nazionali, e consuma la sua crisi annunziata nella tragedia quotidiana della frammentazione, del sangue versato, della povertà, degli esodi biblici di massa.
Voi state costruendo un'Europa che sarà insieme l'Europa dei capitali e l'Europa dello sviluppo malthusiano, l'Europa dei razzismi e dei profughi...
In secondo luogo, poniamo una riserva di costituzionalità alla ratifica del trattato di Maastricht, già sollevata nel paese ed in dottrina da eminenti costituzionalisti.
L'articolo 11 della Costituzione, infatti, parla esplicitamente di «limitazioni» e non di «trasferimenti» di sovranità, e fu storicamente redatto (basta andare a leggere le relazioni alla Costituente) in vista di una struttura internazionale come l'Organizzazione delle nazioni unite e non sovranazionale come le Comunità, che creano incostituzionalmente norme giuridiche valide direttamente in Italia: può riguardare, dunque, solo obblighi esterni, assunti dall'Italia nelle condizioni - tutte da verificare, peraltro - di cui all'articolo 11, e che limitano la tradizionale sovranità statale nei rapporti internazionali, e non certo invece situazioni incidenti direttamente sui poteri degli organi statali, per assegnare poi gli stessi ad organi esterni, cioè quelli comunitari.
Maastricht incide, colleghi, sino alla sottrazione totale (o forte restrizione di sovranità) di poteri a taluni organi, anzitutto al Parlamento. Un primo gravissimo contrasto con la Costituzione è formale ed è costituito dall'alterazione del circuito sovranità popolare-Stato, sancito dall'articolo 1, secondo comma, che recita: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Solo organi italiani, eletti o risultanti dai procedimenti del sistema italiano e secondo le rispettive competenze, esprimono la sovranità del popolo italiano. Ad essi spetta, tra l'altro, la responsabilità di attuare princìpi di base e diritti fondamentali, dall'articolo 2 sino all'articolo 47 della Costituzione.
Un ulteriore contrasto, sostanziale, è che nel quadro comunitario o dell'Unione europea, gli organi esterni - con partecipazione assolutamente preminente degli esecutivi statali - alterano lo schema di fondo della divisione dei poteri, che è alla base del sistema italiano. Salta, per determinanti e sempre più ampi settori, la garanzia della legge e della stessa Costituzione.
Noi siamo fermamente e duramente contrari al trattato di Maastricht; non già perché siamo contro l'Europa, ma proprio perché vogliamo costruirla davvero, nella democrazia, nella giustizia sociale, in un quadro di rapporti internazionali fra nord e sud diverso da quello attuale.
L'attuale trattato, badate colleghi, già non sta reggendo; sicuramente non reggerà alla prova: con ogni probabilità, incentivando recessione, disoccupazione, povertà (e quindi attacchi alla democrazia e nuove spinte di destra) andrà presto in crisi e questa sua crisi produrrà, di qui a qualche anno, molte macerie e grandi mali. Non facciamo allora gli apprendisti stregoni: facciamo crescere il dibattito, cerchiamo di rompere il cappio monetarista recessivo, antisociale, antidemocratico, che sta strangolando l'Italia e l'idea stessa d'Europa, proprio in nome di un'Europa dei popoli e democratica.
Insomma, colleghi, mi pare non vi sia - e a noi, come gruppo, sembra che non vi sia - motivo alcuno, se non l'affannoso arrancare di Amato dietro ad ogni ancora di salvezza, per non dichiarare l'incostituzionalità del disegno di legge di ratifica del trattato di Maastricht e sospendere questa discussione, che porterebbe ad un'Europa sbagliata, che non piace ai popoli; che porterebbe, quindi, alle macerie d'Europa. Speriamo che perlomeno, questa volta, prevalga il buon senso!" (Applausi dei deputati del gruppo di rifondazione comunista).
Giovanni Russo Spena sulla ratifica del Trattato di Maastricht.
Editoriale quotidiano del 18/07/2019
Lorenzo D'Onofrio
FSI-Riconquistare l'Italia

Aridatece i piddini!

Scrive Andrea Guglieri su FB a proposito della Lega: «Una slealtà radicale, avida, rozza, esibita e apprezzata come quella di Salvini non trova paragoni nella storia repubblicana. Parlarne in termini di disonestà intellettuale è riduttivo, perché Salvini è interno allo Spirito del Tempo: ne stia fuori e intenda chi può... Come ho scritto, non è facile trovare paragoni nella nostra storia. Renzi almeno Letta l'ha fatto fuori convincendo il suo partito e via, questi sono di un gangsterismo perverso.»

Guglieri si riferisce alla vicenda che ha portato all'elezione di Ursula Von der Leyen alla carica di presidente della Commissione Europea in occasione della quale la Lega, dopo aver concordato il voto a favore col M5S, in sede di votazione non ha rispettato i patti col risultato che oggi è solo il M5S a doversi difendere per questa scelta.

Ma difendersi da chi? Chi accusa il M5S di aver votato un personaggio come Ursula Von der Leyen alla guida della Commissione Europea? Non è il PD, non FI, nemmeno a quanto mi risulta FdI, e men che mai la stessa Lega. No! ad accusare il M5S è soprattutto il sottobosco sovranaro catturato dalla demagogia salviniana, in sostanza un mondo di liberoti - quando non di boccaloni che confondono la sovranità nazionale con la sovranità popolare - la cui cifra antropologica e umana comincia finalmente ad emergere e sulla quale è ormai indispensabile focalizzare l'attenzione. Boccaloni a parte, che sono una minoranza di cui ci occuperemo in altra occasione, la maggior parte di questo mondo condivide un mix di sentimenti costituito da paure irrazionali, seppur fondate - è bene precisarlo, amplificate ad arte per fini di consenso politico, e alimentate in modo da porre in ombra le vere motivazioni economiche, privilegiando invece una lettura di tipo culturale nutrita a forza di slogan come "l'invasione islamica", "l'attacco alla famiglia tradizionale", "l'attacco alla cristianità", "il gender", "il caso Bibbiano" e, naturalmente, "la sostituzione etnica".

Pinochet-Salvini
Tutti problemi veri, ma il modo in cui vengono raccontati marca la differenza tra un'azione politica in difesa di interessi di classe legittimi, seppure opposti a quelli del mondo del lavoro, e il puro e semplice arrembaggio al potere. Agendo in tal modo la Lega si sta ormai caratterizzando come il più severo pericolo per la democrazia in Italia dopo l'Unione Europea, perché non solo ha ingannato i boccaloni sovranari con la sua lunga campagna "Basta Euro", come ha anche fatto il M5S con la campagna "Fuori dall'euro", ma ha innestato su quelle spregevoli menzogne temi di natura culturale e antropologica che, agendo in profondità fino alla sfera intima delle persone, la qualificano ormai come un'opzione politica che travalica il problema di un assetto liberale della società basato sulla concorrenza e l'individualismo. Anzi, da questo punto di vista la Lega ha fatto clamorosi passi in avanti, come dimostrano le proposte della flat-tax e dell'autonomia differenziata, le quali segnalano un estremismo ben maggiore della pur deprecabile iniziativa per la riduzione del numero dei parlamentari voluta dal M5s che, almeno, resta nell'ambito della concezione liberale. In definitiva l'odore della Lega, se volete lo smell, somiglia sempre di più a quello di un fascismo nazional-liberale, cioè pinochettiano, ed è nauseabondo.

La verità storica dei fatti è ovviamente del tutto diversa dal quella propinata dalla Lega ai sovranari nazional-liberali aka pinochettiani, ed è magistralmente descritta e sintetizzata da questo post FB dell'amico Enea Boria, che riproduco integralmente (grassetto aggiunto):

«Ieri, dopo aver smarcato l'uscita, me ne sono andato in biblioteca di ateneo perchè volevo verificare rapidamente un paio di cose su dei testi di Wallerstein.
Naturalmente quello che cercavo non l'ho trovato, riproverò con un po' più di tempo.

Però nel fondo dove vado a pescare libri di mio interesse, frutto di una donazione da parte di uno storico/geografo che insegnava alla Statale, mentre scorrevo i titoli sugli scaffali alla ricerca di quel che avevo in mente mi sono imbattuto in un libro di Rampini, edito da Laterza nel 1996.
L'ho preso, mi son messo su un banco e gli ho dedicato un'oretta.

Il libro contiene cose che sappiamo, fino allo sfinimento.
Leggerlo oggi può risultare solo noioso, ma ha decisamente un suo interesse nel fatto che sia stato pubblicato nel 1996 e contenga un sacco di citazioni letterali di uomini potenti di quell'epoca ( molti rimasti potenti fino ai giorni nostri, altri un po' dimenticati come Hans Tietmeyer ).
https://www.laterza.it/index.php….

Rampini, che alcuni ultimamente sembrano voler indicare come un intellettuale rappresentativo di una "sinistra" che abbia ritrovato del buon senso, è in realtà sempre stato un nemico e questo testo lo dimostra limpidamente.
Il suo unico "merito" è quello di non essere un idiota, come il 90% dei rappresentanti della classe giornalistica nel paese.
Il che lo rende più pericoloso, se mai.

Il 1996 era l'anno nel quale veniva eletto Prodi che prometteva <Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più.>.
Dalla sua posizione di caporedattore a La Repubblica, Rampini, godeva di una posizione assolutamente privilegiata non solo perché certamente ben retribuita a soli 40 anni, ma perché aveva modo di avere rapporti diretti con tutta la gente che conta.
In questo libro, senza tante censure, ipocrisie e sposandone a pieno le tesi, dice quello che questa gente che conta pensava e diceva quando governava e non era in campagna elettorale.

La tesi di fondo è "finalmente ci libereremo dello stato sociale e economicamente interventista, finalmente privatizzeremo tutto".
Non c'è un solo aspetto della spesa pubblica che non venga bollato come assistenzialismo.
Si dice e ripete più volte che l'apertura dei mercati senza condizionalità politiche serve a imporre ai salari lo standard più basso.
Al di la delle retoriche prodiane si dice apertamente che lo scopo dell'UEM è imporre una "disciplina" alle rappresentanze sindacali (che però si erano per fortuna già vendute ai tempi del compromesso storico facendo cadere la pregiudiziale antiunionista. Nomi esplicitamente fatti nel testo Amendola e Berlinguer. Ma per completezza sarebbe stato opportuno citare anche i capi sindacali e lo faccio io, da Lama a Trentin ), si dice inoltre che ci la germanizzazione avrebbe portato una enorme crescita della disoccupazione e che buona parte del tessuto industriale sarebbe stato schiantato dal processo, ma si conclude dicendo che bisogna seguire la strada della "modernizzazione".
Si dice infine, tra le altre cose, che queste élite fossero dubbiose circa il fatto che la democrazia avrebbe resistito ad un processo destinato a generare enorme scontento, ma che si sarebbe trovato il modo o il pretesto per garantirne la tenuta, orientandosi comunque verso sistemi istituzionali più decidenti e meno rappresentativi.

L'ultimo capitolo, in quello che non viene MAI chiamato processo di integrazione ma di "germanizzazione" (nel 1996) riguarda il fatto che molto probabilmente l'Italia si sarebbe spaccata, col nord agganciato alla Germania come paese terzista e il sud abbandonato alla deriva come una propaggine dell'Africa.
La Lega e i "progressisti" erano quindi parte integrante nello stesso piano e con finalità convergenti, rispetto alle quali la Lega odierna è rimasta del tutto coerente.
Ma, e qua si riprende un concetto che viene espresso nell'introduzione, far passare tutto questo sarebbe stato molto più semplice in Italia che in paesi come Francia o UK, perchè tanto gli italiani non hanno alcun orgoglio nazionale e senso patriottico, soprattutto a sinistra, quindi si affonderà facilmente come una lama calda in un panetto di burro.

E con questo sappiamo a cosa servono quelle sinistre che "non esistono declinazioni progressive dell'ideale patriottico e del concetto di nazione", "il Popolo non esiste e anche la comunità è un concetto fascista" etc: utili idioti, talmente tanto utili che non c'è stato bisogno nemmeno di prezzolarli.»

Enea Boria ha, giustamente, il dente avvelenato con la "sinistra", cosa che posso capire, ma è proprio questo giustificato rancore verso la sinistra quello che la Lega cavalca, solo che lo fa da destra, per di più con metodi pinochettiani. E con un tasso di spregiudicatezza, volgarità, spregio di ogni principio di lealtà politica oltre che, ovviamente, di rispetto per la verità storica, che ne fanno un problema ulteriore ai molti che pure abbiamo. Perché dell'UE si può dire tutto il male possibile, ma che almeno sia vincolata al rispetto dei principi liberali e massonici (anche la massoneria ha dei principi) questo non lo si può negare, ed è meglio avere come avversari politici i liberali piuttosto che la loro degenerazione pinochettiana impersonata in Italia dalla Lega di Salvini.

Se la Lega non verrà fermata e ricondotta, almeno, nell'alveo di una modalità politica liberale, se la Lega dovesse ancor più rafforzare il suo consenso diventando, Dio non voglia, maggioranza assoluta, potremmo ritrovarci a rimpiangere i piddini, e forse addirittura a combattere al loro fianco per ripristinare, almeno, la legalità di un ordinamento liberale. Che non è il socialismo, ma è pur sempre meno peggio del pinochettismo.