venerdì 11 gennaio 2019

Intervista a Luciano Barra Carroccio


Luciano Barra Carroccio, turacciolo per gli amici, è il cugino gemello di Luciano Barra Caracciolo, dal quale si distingue per una profonda diversità di vedute sull'UE, la nota montagna di sterco che nessuno è mai riuscito a scalare. Dopo la misteriosa scomparsa dell'eponimo Luciano Barra Caracciolo, una vicenda che richiama alla mente quella del meno noto economista Federico Caffè, si è fatto avanti il cugino gemello. Questi è costretto, in ogni intervista, a smentire gli stolidi giornalisti che gli chiedono conto, insistentemente e fastidiosamente, delle posizioni di suo cugino gemello, col quale ovviamente Luciano Barra Carroccio non ha nulla a che fare.  

Anch'io sono, in verità, il cugino gemello di Fiorenzo Fraioli, il noto teorico del #movimentodarbasso e del fraiolismo metodologico, passato alla storia per essersi volontariamente autotumulato in quel di Castro dei Volsci.

Il video proposto è di grande importanza perché dimostra, sia pure solo in audio, che Luciano Barra Carroccio non è un baccello ma un essere umano in grado di articolare suoni intellegibili e dotati di semantica, smentendo così una teoria cospirazionista proposta da un attivista della darknet, tal Frank Mazzuoli, secondo il quale sarebbe in corso un'invasione di ultracorpi che starebbero prendendo le sembianze dei più noti esponenti oppositori della nota montagna di sterco. Secondo il Mazzuoli, chiaramente un individuo disturbato al quale i droni della BCE stanno dando la caccia, l'attacco alieno ha interessato molti altri soggetti, da Girillo a Illo passando per Borioni e tanti altri.

Nulla di tutto ciò è vero, si tratta invece di un fenomeno assolutamente comune e riscontrato da Lascienza che interessa i gruppi sociali a riproduzione endogamica storicamente confinati in spazi ristretti, ad esempio i Parioli, Trevi nell'Umbria o Castro dei Volsci. In questi spazi sociali ristretti non solo si trovano replicati moltissimi cognomi, ma gli individui tendono ad avere tratti somatici straordinariamente somiglianti, venendo così considerati cugini gemelli. Non la pensa così il disturbato Frank Mazzuoli secondo gli studi del quale, chiaramente smentiti dalle evidenze lascientifiche, ci sarebbe una consistente anomalia statistica nella frequenza di questi casi, che egli riconduce a un'immaginaria invasione degli ultracorpi. 

Terrapiattisti, arrendetevi all'evidenza!

«Tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.» (proposta Burioni-Silvestri)

Patto trasversale per la neoscienza


«Tutte le facoltà di economia italiane si impegnano ad adottare piani di studio e prassi di insegnamento in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoeconomisti che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra i risparmiatori nei confronti di soluzioni validate dall’evidenza scientifica ed economica.» (proposta Illo-Giavazzi)

«Tutte le correnti della magistratura italiana si impegnano ad attenersi a criteri di ermeneutica in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudogiuristi che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi legislativi validati dall’evidenza scientifica e storica.» (proposta Turacciolo)

«Tutte le redazioni giornalistiche italiane si impegnano a selezionare e proporre le notizie in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudogiornalisti che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi informativi validati dall’evidenza professionale e deontologica.» (proposta Fontana-Calabresi)

«Tutti i vescovi si impegnano a governare la Chiesa in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudocristiani che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi religiosi validati dall’evidenza della rivelazione.» (proposta Francesco)

«Tutti i sovran(ar)i d'Europa si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudocittadini che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di consolidate prassi democratiche validate dall’evidenza della storia.» (proposta Junker-Merkel)

Da nociclopedia:

La neolingua esse un lingua velocitamente e contentemente ocoparlata da tutti uomi e donni bispluspensabuonevoli. I bisplusbuoni compagni di Miniver di Socing neopensanti creato neolingua per bisplusbenparlare e fare pluriparole neopensate.

Fuori di Oceania molti archepensanti farano psicoreati e parlano disamoralmente di uomi di Oceania e dirono che Oceania esse sbuona e pensano di malefare contro partito e contro gf. Loro dicono che nonpersone di Oceania avitate per gf malparlato, ma mai nessuno detto gf è sbuono perché bisplusevidente esse svero e da uomo bisplusmalpensante e quindi miniver mai nessuno avitato.

Sapiare Neolingua esse facile e plusveloce, tutti ocoparlano velocitamente in spluri anni. Miniver scritto Noncipagina per impararvela più velocitamente.

In archelingua pluriparole essava:

«Io penso che il grande fratello sia meraviglioso e degno della più grande stima»

Questa pluriparola esse bisplusmalpensata perché sutilemente faciuta di parole.

In neolingua esse:

«gf esse bisplusbisbuono»

MORENO PASQUINELLI (P101) ad AGORÀ (Rai 3 - 11 gennaio 2019 - ore 9:00)

AnZiosamente attendiamo...

Prima vedere cammello, poi pagare.  Ne riparliamo dopo, okkey?


Potete visionare la registrazione della puntata qui, dal 42'.

Brevemente: Moreno Pasquinelli se l'è cavata egregiamente. Gli auguro buona fortuna nella sua nuova avventura politica a supporto dei gialloverdi. Soprattutto, gli auguro ogni bene qualora decida di partecipare al sondaggione europeo di fine maggio, in occasione del quale non ci sarà il mio voto.

giovedì 10 gennaio 2019

Abbiamo ancora il comune senso della realtà?

Si vabbè tutto sta cambiando, le vecchie categorie razionali e psicologiche non funonziano più, e qua e là, quello che volete. Ma io confido che, al fondo del fondo, laddove giunge talvolta un raggio di luna nelle notti di plenilunio, un pizzico di buon senso sia rimasto in vita. Per questo copio&incollo questo post.

La merda nel ventilatore, ovvero la vera storia del Movimento 5 stelle




(Franco Marino) - Un mio collega del mondo dell'informatica (quello da cui provengo) mi ha chiesto, divertito, di parlare della truffa del Movimento 5 Stelle, di Grillo. Con ben tre faccine ridenti accanto al suo messaggio, erano evidenti i toni ironici, avendo entrambi avuto a che fare con quello che è il VERO motore del Movimento 5 Stelle, ovvero la buonanima di Casaleggio.
Infatti di tutta la storia che sta dietro al Movimento, si racconta sempre la favola e non la storia vera.
La favola la conosciamo.
Un bel giorno un comico genovese molto famoso e accreditato come voce dell'antisistema e della controinformazione si guarda allo specchio e con un ragionamento assai poco genovese si dice: "Perché devo passare il resto della mia vita a godermi i denari accumulati come comico? Voglio cambiare questa società! Facciamo un movimento".
Un comico idealista!
Così durante uno dei suoi spettacoli incontra (ma per caso eh? Tutto spontaneamente!) un guru esperto di comunicazione, Gianroberto Casaleggio il quale gli propone di aprire un blog e di curare la sua immagine virtuale.
Poiché si rendono conto che la forza comunicativa di Grillo associata a quella organizzativa di Casaleggio possono creare una gran cosa, ecco il Movimento 5 Stelle.
Fin qui siamo alla favola.
Poi c'è la realtà che è ovviamente diversa.
Il grande sistema finanziario/mediatico/politico internazionale aveva già adocchiato Grillo nei primi anni Novanta tant'è che il comico sarà, ed è accertato, uno degli invitati al convegno che si svolge nel transatlantico Britannia.
In questo incontro, i potentati della finanza internazionale, dopo aver attraverso la CIA con Tangentopoli decapitato la classe politica italiana, costringeranno i governi venturi nostrani a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano il debito pubblico, ossia le grandi banche multinazionali.
Assieme a Grillo erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona.
Mentana era al porto di Civitavecchia con la troupe del TG5, intervistò per qualche minuto Beppe Grillo che era sbarcato dal tender del panfilo Britannia, Grillo al microfono che l'inviata impugnava disse che a bordo del Britannia erano state discusse cose molto interessanti.
Negli anni a venire, Grillo terrà al calduccio la sua immagine proponendosi come uomo cacciato dal sistema, come uomo contro etc. e conquistandosi un largo consenso underground attraverso la solita strategia di condurre battaglie magari anche nobili in linea di principio alle quali tuttavia si danno risposte sbagliate che i poteri forti smentiranno, facendoci la figura di quelli che vengono a salvarci dalle cialtronerie di chi lotta contro il sistema.
E già si sente la morale di fondo della favola: "Il sistema sarà anche brutto così com'è, ma è l'unico possibile".
Casaleggio, invece, chi era?
Un giovane manager a quei tempi amministratore delegato di un'azienda che si chiamava Webegg ed era in orbita Telecom.
Questa azienda, a noi che ci occupiamo di informatica, era nota per tutta una serie di cose.
- Non pagava bene e non regolarmente né fornitori né dipendenti (tra cui il mio collega di cui vi parlavo in apertura)
- Era infognata di debiti e al tempo stesso manteneva un elevatissimo tenore di vita: aveva la squadra di calcio, organizzava convention straricche con personaggi dello spettacolo.
- Si caratterizzava per una comunicativa presso dipendenti e clienti che non era dissimile dalla manipolazione in stile Scientology che difatti dall'azienda si è trasferita al Movimento.
Al momento dell'addio di Casaleggio alla webegg, cacciato a pedate da Tronchetti Provera (il che spiega i quintali di livore di Grillo contro quest'ultimo nei suoi show) l'azienda si ritrova con ben 30 milioni di euro di buco di bilancio e un crollo del fatturato.
Niente male.
Non basta.
Quando noi parliamo della Casaleggio Associati, parliamo sempre di Casaleggio e commettiamo un errore.
Perché Casaleggio non era il più importante dei soci.
Il vero socio, quello potente, con i legami che contano, che fanno la differenza era Enrico Sassoon, il quale lasciò (ufficialmente) la Casaleggio Associati non appena nei blog indipendenti iniziò ad emergere la sua storia personale, tanto che chiunque sul blog di Grillo osasse chiedere chiarimenti, anche civilmente, veniva bannato. E' capitato a me e ad altri.
Questo Sassoon, c'è da dire, ha un curriculum di tutto rispetto: tre lauree, di cui una in economia alla Bocconi, è imparentato con i Rothschild, una potentissima famiglia che possiede agganci nei settori bancari e mediatici di tutto il mondo e la stessa famiglia Sassoon è una famiglia di primo ordine della finanza internazionale.
Fin qui nulla di male, non è certo un torto o una colpa avere parenti importanti.
Gli è tuttavia che il nostro non si limita ad avere un nobile lignaggio ma ha anche la straordinaria capacità, forse agevolata dal suo pedigree, di riuscire ad entrare nei posti di potere.
Dapprima l'Ufficio Studi della Pirelli, ai tempo considerato un importante salotto economico con agganci nella politica.
Ma non basta
Enrico Sassoon riesce a divenire Presidente della Camera americana del commercio in Italia, una potente lobby ove si intrecciano gli interessi di banche e multinazionali e che al suo interno vede realtà come JP Morgan, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Standard & Poor's, SISAL, FIAT, Microsoft, Italcementi e molto altro.
Tutti questi gruppi hanno recitato la loro parte nella grave crisi che stiamo vivendo.
Naturalmente, quello di cui vi parlo è tutto documentato, nessun complottismo.
Ora.
Sappiamo che Sassoon siede al tavolo assieme a personaggi di questo tipo che sono contemporaneamente componenti dell'Aspen Institute Italia, un think tank creato dal gruppo Bilderberg di cui, finalmente, si sta iniziando a parlare, una potentissima lobby formata da tutte le elite della finanza occidentale.
Ci sono tutti. Monti, Tremonti, Draghi, Amato. E moltissimi giornalisti, tra cui ad esempio Lilli Gruber.
E' credibile che Casaleggio crei un partito antisistema quando il suo socio in affari è una figura così potente? E' credibile che Grillo non sappia che l'ingegnere della sua macchina da guerra abbia rapporti di affari così stretti con uno degli uomini più potenti della finanza internazionale?
Perché nessuno dei giornali ne ha parlato? La risposta è semplicissima.
Il Movimento 5 Stelle CONVIENE AL SISTEMA. E' FIGLIO DEL SISTEMA STESSO
La grande palla di spacciare il Movimento 5 Stelle come un qualcosa di nato spontaneamente sui meetup, ad opera di gente incazzata, piena di civismo va vista per ciò che è, una palla.
Trattasi, invece, di un progetto ben preciso, creato appositamente per impedire che il crescente malcontento all'interno dei paesi provati dalla crisi, esondasse dal controllo dell'alleanza atlantica e finisse nelle mani di altre realtà o interne al paese o promosse da altri paesi (la Russia?).
Lo stesso Grillo si lascia scappare più volte che "Se non ci fossimo noi, ci sarebbe Alba Dorata". Ha ragione lui.
Il Movimento 5 Stelle ha l'obiettivo, raccogliendo il malcontento, di scongiurare la nascita dei tanto deprecati nazionalismi, attraverso la creazione di una casa ove convergano tutti gli incazzati finiti vittime del sistema, i quali non hanno in realtà niente in comune, tranne quello di essere incazzati.
Chi continua ad appassionarsi alla querelle Raggi innocente o colpevole, è completamente fuori strada.
Come è fuori strada chi, per dare contro il Movimento 5 Stelle, si affida agli sberleffi sull'incapacità della sindaca come lo è chi, per difenderla, la definisce il baluardo contro il sistema.
Movimento 5 Stelle e PD (ma anche alcuni pezzi di centrodestra) sono perfettamente speculari l'uno all'altro.
Sono i due partiti a cui è affidato il compito di svendere l'Italia agli stranieri, da una parte con un partito che deve eseguire fisicamente il compito e dall'altra con un movimento di opposizione che, solo a chiacchiere, si oppone ma poi nella sostanza dei fatti, nelle cose davvero decisive, quelle che cambiano le sorti, esprime col voto le stesse cose del partito di governo.
Laddove il PD continua a ripianare i buchi delle banche con i soldi degli italiani (che è sicuramente una malattia grave), il Movimento 5 Stelle tuona affinché le banche vengano lasciate fallire (la cura peggiore della malattia che ammazza il paziente) con l'obiettivo di svendere le banche a basso costo ad entità straniere.
Se si volesse davvero distruggere il Movimento 5 Stelle, invece di soffermarsi sulle difficoltà di amministrare Roma di una povera crista messa lì e presentata come salvatrice della patria (quando era evidente a tutti che avrebbe incontrato grossi problemi) oppure cianciare di derive autoritarie di Grillo o di pericolo fascista, basterebbe raccontare la storia di Casaleggio e Sassoon.
Dei fallimenti del primo e degli agganci del secondo.
Solo che in quel caso, oltre a crollare il Movimento 5 Stelle, crollerebbero anche Partito Democratico, ampi pezzi di Forza Italia (quelli che hanno tradito Berlusconi) della Lega, di Fratelli d'Italia, insomma tutta la partitocrazia italiana che si fonda sugli agganci con tali realtà finanziarie.
E gli italiani capirebbero la truffa di cui sono vittime dal 1945 ad oggi.
Quando si dice, mettere la merda nel ventilatore

venerdì 4 gennaio 2019

Project Soli(tudine)

Mi ricordo mio nonno che, davanti alle novità che vedeva arrivare, mi diceva di essere contento di essere vecchio. Allora non lo capivo, oggi sì. Seguite questo link segnalatomi dall'amico Francesco Mazzuoli e guardatevi il video del sociologo Massimo De Felice.

Guardate anche questo video su Tw. Vi ricordo anche un mio recente post.

Vi sto chiedendo molto, lo so, ma non è che l'inizio se volete capire. Infatti vi tocca guardare anche questo:



e questo:



Questa dittatura distopica viene presentata dagli avatars del M5S come "Nuova Cittadinanza Digitale": una cosa tanto figa quanto inevitabile, la versione tecnologica del There Is No Alternative. E così sono contento di essere diventato vecchio perché morirò prima di essere costretto a vivere in un mondo in cui, al condizionamento già presente da tempo, ma al quale sono riuscito (quasi) sempre a resistere, si aggiungerà anche il controllo, ancora più pervasivo.

L'anello di raccordo di questa, come di altre tecnologie hardware e software, è il protocollo IPv6 basato sull'uso di indirizzi IP a 128 bit. Un indirizzo IPv6 a 128 bit è anche chiamato UUID (Universal Unique IDentifier) oppure GUID (Global Unique IDentifier) una cosa che noi programmatori usiamo da tempo per generare chiavi indice uniche per la gestione dei database. Seguite questo link per un generatore online di guid.

What is a GUID?

GUID (or UUID) is an acronym for 'Globally Unique Identifier' (or 'Universally Unique Identifier'). It is a 128-bit integer number used to identify resources. The term GUID is generally used by developers working with Microsoft technologies, while UUID is used everywhere else.

How unique is a GUID?

128-bits is big enough and the generation algorithm is unique enough that if 1,000,000,000 GUIDs per second were generated for 1 year the probability of a duplicate would be only 50%. Or if every human on Earth generated 600,000,000 GUIDs there would only be a 50% probability of a duplicate.

Se vi sembra che la probabilità di una duplicazione di GUID sia ancora troppo alta tenete presente che ciò è dovuto alla limitatezza degli algoritmi di generazione, conseguenza del fatto che le serie randomiche su cui essi si basano sono, sui grandi numeri, ben lontane dall'avere uno spettro di rumore bianco [si consultino, sull'argomento, i lavori di Alberto Bagnai: Passeggiata aleatoria (1) - Passeggiata aleatoria (1bis) - Passeggiata aleatoria (1ter)].

In termini matematici le cose stanno diversamente, per cui ci sono ancora margini estremamente ampi di miglioramento come ci dimostra il birthday paradox di Richard Von Mises. In base alla teoria, per avere il 50% di probabilità di duplicazione è necessario che siano stati generati almeno il 23% di tutti i possibili Guid. Ora il 23% di tutti i possibili guid è 7,8*1037. Generandone 1 miliardo al secondo ci vorrebbero 3,15*2016 anni, che è un numero pari a 165 miliardi di volte l'età dell'universo. Insomma ci siamo capiti: ai fini più che pratici un Guid è unico. Ora, se considerate che la velocità delle comunicazioni digitali si sta avvicinando a 1 Gbis/s, in un solo secondo sarà possibile inviare, da ogni singolo dispositivo, quasi 8 milioni di Guid nelle fauci del mostro Big Data. Il che significa che, quando ogni vostra interazione con un dispositivo digitale risulterà associabile a un Guid, sarà possibile registrare ogni gesto che farete, ad esempio muovere indice e pollice in aria per alzare il volume della televisione. Ecco dunque che aumentare il volume della televisione per coprire gli strilli di vostra suocera mentre le tirate il collo costituirà una prova a vostro carico. Un motivo in più per non farlo.

Sarete completamente connessi e assolutamente soli. 


Avete letto 1984 di Orwell?

Mappa del mondo proposta in 1984 di Orwell: si notino le disputed zones
Trama (da wikipedia): «Londra, 1984. Una guerra atomica, scoppiata pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, ha diviso la Terra in tre potenze, in lotta fra loro e governate da regimi totalitari: Oceania, Eurasia ed Estasia. Nel superstato di Oceania, la società è controllata da un Partito che basa il suo potere sui principi del Socing, un socialismo estremo, il cui comandante supremo è il Grande Fratello, misterioso dittatore il cui viso compare ovunque nei teleschermi e nei manifesti di propaganda.»

Nel romanzo si parla di una "guerra atomica, scoppiata pochi anni dopo la seconda guerra mondiale" che voi credete non esserci stata. Vi sbagliate.



Si noti che i protagonisti del romanzo,  Winston Smith impiegato del Partito Esterno che lavora presso gli uffici del Ministero della Verità, e Julia, vivono in Oceania, che comprende oltre all'Inghilterra tutta l'America, l'Australia  e la nuova Zelanda, il sud Africa. Gli altri due imperi in lotta sono l'Eurasia (Europa e Russia) la cui forma di governo è il neobolscevismo, e l'Estasia (Cina, mezza India e frattaglie di estremo oriente) la cui forma di governo si ispira al colletivismo oligarchico.

Paradossalmente 1984 è conosciuto presso il grande pubblico come una critica al modello sovietico ma, come vedete, Oceania coincide con l'impero anglo-americano. Inoltre George Orwell era un socialista e, semmai, la critica al modello sovietico è presente nell'altro suo libro di grande successo, la fattoria degli animali.

In Oceania (wikipedia) «Il potere è nelle mani di un partito unico, detto semplicemente il Partito, a sua volta diviso in Partito Interno (che comprende leader e amministratori) e Partito Esterno (formato da burocrati, impiegati e funzionari subalterni). I suoi occhi sono i teleschermi, televisori forniti di telecamera, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing, che i membri del Partito Esterno non possono spegnere, ma di cui al massimo possono attenuarne il volume dell'audio. Questi televisori-telecamere, presenti ovunque, oltre a diffondere propaganda 24 ore su 24, spiano la vita di qualunque membro del Socing, annullando di fatto ogni possibile forma di privacy: in questo modo, il governo può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento, anche inconsapevole, che riveli che un individuo abbia pensieri contrari all'ortodossia del Partito. Tale meccanismo di osservazione è portato avanti continuamente, e su ogni singolo membro del Partito.»

L'universo distopico descritto da Orwell è oggi sul punto di realizzarsi. La tecnologia necessaria, ben più sofisticata e pervasiva di quella descritta in 1984, è già disponibile, nella più totale inconsapevolezza della gran parte della popolazione, che anzi è portata a credere che certi allarmi siano i deliri di una minoranza di complottisti dediti alla produzione continua di fake-news.

In Italia i principali coriferi dell'innovazione tecnologica sono gli oscuri ispiratori della piattaforma Rousseau del M5S. Nel link segnalatomi dall'amico Francesco Mazzuoli potete leggere frasi come queste:

«La cittadinanza digitale è un nuovo tipo di cittadinanza. Non ha niente a che vedere con la cittadinanza com’è stata elaborata, pensata e vissuta all’interno della storia dell’Occidente.

la democrazia occidentale era basata su un’idea di comunità composta soltanto da umani. Dove gli umani scambiavano tra loro opinioni e diversi punti di vista e amministravano la cosa pubblica.


è necessario superare e ripensare anche l’idea di democrazia.


La democrazia non sarà più il potere del popolo. Ma sarà sempre più una forma di “cosmopolitica”... 


Un’ecologia all’interno della quale tutti i membri devono entrare in accordo per poter creare delle forme di relazioni, dei modi di esistenza sostenibili e che riescano a creare delle forme di interazione intelligenti. Ossia adattative e capaci di perpetuarsi nel tempo.


Secondo la teoria di Gaia di James Lovelock la terra non è più un pianeta terracqueo, non abitiamo su una sfera che “vaga” nell’universo. Noi siamo parte di un organismo vivo composto da milioni di altri organismi vivi e come tutti gli altri organismi ha un livello di equilibrio. È necessario, quindi, ripensare anche a che cos’è l’umano e ripensare a che cos’è la natura e elaborare “un nuovo passato” viste le qualità delle trasformazioni che stiamo vivendo dovute all’avvento delle reti digitali e di una nuova cultura ecologica.»

Non so voi cosa ne pensiate, ma io trovo tutto ciò assolutamente inquietante, anche perché è a questa visione del mondo che si ispira il M5S, un partito che ha il 32% dei voti, che si è alleato con il nuovo partito della sempiterna cricca liberale italiana, e insieme e in combutta hanno ingannato l'elettorato inducendolo a credere di voler fare cose diverse da quelle che stanno realmente facendo. Per di più appropriandosi, in perfetta coerenza con le tecniche della neolingua, del termine sovranismo!

Addolora e sconcerta, infine, il dover constatare che alcuni ex compagni di strada, i Sollevatori, che pure avevano promosso pochi mesi fa un tentativo (fallito) di aggregazione politica in vista delle elezioni, denominato "Italia Ribelle e Sovrana - IReS", tardino a prendere atto della realtà oggettiva.



Personalmente credo che la spiegazione sia, banalmente, che se è bene essere poco ottimisti in tempi ordinari,  il pessimismo è d'obbligo quando arrivano tempi straordinari come quelli in cui siamo immersi. Coloro che si rifiutano di "unire i puntini" (cit.) e addirittura insistono nel considerare le dichiarazioni più esplicite degli attuali rappresentanti del polimorfico fronte liberale come sottili strategie basate sulla dissimulazione - ad esempio le ripetute esternazioni pro Unione Europea degli attuali governanti, oppure le dichiarate visioni distopiche dei misteriosi creatori del M5S - reiterano l'errore di immaginare che gli eventi in corso possano essere una ripetizione non troppo diversa di quanto accaduto in tempi abbastanza recenti. Bisogna invece essere capaci di distinguere le fasi stazionarie della Storia, durante le quali gli equilibri di fondo si conservano, da quelle in cui tutto inizia a muoversi a velocità sempre maggiore, cioè le fasi dinamiche.

Su una sola cosa i Sollevatori hanno invece ragione da vendere, allorché sostengono che il 4 marzo 2018 tutto è cambiato. Tuttavia non perché ci sia stata una battuta d'arresto nell'avanzata del polimorfico fronte liberale ma, al contrario, perché esso è riuscito a vincere una battaglia che sembrava persa, ed oggi dilaga indossando le divise e declamando le parole d'ordine dei pochi patrioti che hanno tentato, con le loro deboli forze, di contrastarlo. Per riuscire in questo capolavoro di strategia politica il polimorfico fronte liberale è ricorso a un sofisticato inganno comunicativo, con un'azione a sorpresa in due tempi. Dapprima ha usato il PD come testa d'ariete per un attacco ai diritti economici dei cittadini, poi, quando questo partito ha cominciato ad arretrare e il sentimento sovranista a dilagare, illudendo molti di avere la vittoria a portata di mano, ha sviluppato l'accerchiamento sulle ali. In ciò è stato fortemente aiutato dal fatto di essere riuscito ad arruolare nelle sue fila alcuni portabandiera dei sovranisti. Pochi si sono resi conto della trappola, mentre tutti gli altri hanno creduto che i vessilli che si scorgevano sulla destra e sulla sinistra fossero di forze amiche ma, ahimè, si trattava della Lega e del M5S!

Questa operazione politica è partita da molto lontano, quando pochi sapevano che ci sarebbe stata una drammatica crisi in Europa necessaria per sbriciolare gli Stati nazionali, ed è stata accompagnata da un'accorto e sagace lavoro culturale che ha preparato il terreno. Era infatti necessario costruire il clima culturale a livello popolare affinché le due colonne che avrebbero effettuato l'accerchiamento potessero rinforzarsi durante la loro avanzata per il tramite dell'arruolamento di due tipologie psicologiche di base, l'una tipica dell'homo destrorso l'altra dell'homo sinistrorso, sì da replicare la classica dicotomia destra-sinistra con cui le cricche liberali dividono il fronte del lavoro dal tempo del loro trionfo sull'ancien régime.

La chiave di volta è stato il politically correct il quale, introducendo un'asimmetria nell'equilibrio simbolico sessuale della popolazione, ha favorito la femminilizzazione di una parte del corpo sociale generando di conseguenza una più che scontata reazione. Grazie a questa asimmetria iniziale - anche l'universo è nato da una asimmetria, sostengono i fisici teorici - è stato fecondato l'humus sociale nel quale si è sviluppato dapprima il M5S e, successivamente e per reazione, la Lega di Salvini.

La lectio magistralis che il polimorfico fronte liberale ci ha impartito non dovrà essere dimenticata. Quello che ora ci aspetta è una lunga dittatura morbida del controllo basata sulle nuovissime tecnologie, come il 5G, ed è inutile sperare in scorciatoie per ribaltare l'esito della disastrosa sconfitta del fronte del lavoro.

Siamo stati sconfitti e dispersi, prova ne è che è diventato perfino difficile parlare tra di noi senza che ci si cominci a rinfacciare la responsabilità di quanto è avvenuto.

Ma nessuna sconfitta, come nessuna vittoria, è mai definitiva. Ci aspettano le catacombe e, di tanto in tanto, qualche persecuzione, quando l'impero liberale si sentirà in pericolo. Poi, verrà il giorno di un nuovo concilio di Nicea.

Sono veramente contento di essere vecchio: non vedrò, o vedrò solo una parte dell'inferno che attende l'umanità.

martedì 1 gennaio 2019

Un abisso particolarmente significativo

Prima di cominciare un piccolo disclaimer. Come sapete sono coinvolto nel dibattito sull'euro quasi fin dall'inizio, cioè da quando se ne è cominciato a parlare fuori dei circoli degli addetti ai lavori. Ero a Chianciano il 22/23 ottobre 2011, quando conobbi il senatore Bagnai col quale, un anno e mezzo più tardi, nacque un dissidio insanabile. A distanza di anni ignoro ancora le sue ragioni ma conosco benissimo le mie.

Il senatore Bagnai ci sta regalando, da almeno un anno a questa parte, delle soddisfazioni impagabili. Nel post di oggi, dal titolo "Le illusioni (ottiche) perdute" il senatore si lancia in un excursus rievocativo del suo lungo impegno nella critica all'euro, e lo fa con dovizia di link ad articoli scritti in passato. A un certo punto il nostro scrive:

"Quanto alla "non particolare brillantezza" (diciamo così) dei miei interlocutori "de sinistra", questa risaltò in tutto il dibattito che ne seguì (qui un punto saliente, e qui un abisso particolarmente significativo, soprattutto col senno di poi, che per me era stato come di consueto il senno di prima...)."

Colpito dal passaggio "qui un abisso particolarmente significativo" sono andato a rileggermi il post, datato 22 luglio 2012 dal titolo "Caro Emiliano ti scrivo". "Emiliano" è Emiliano Brancaccio, che i lettori di questo blog hanno potuto apprezzare in un post di qualche giorno fa in occasione di un confronto con Olivier Blanchard, capo economista del FMI dal 2008 al 2015.

Link: Si dimette Olivier Blanchard, il capo economista che ha «rivoluzionato» l’Fmi (il sole24ore 14-05-2015)

L'accusa a Brancaccio:

«La tua difesa dell’euro ha seguito le strade consuete: “un altro euro è possibile”, e “fuori dall’euro sarebbe la catastrofe”»... «“Un altro euro è possibile” è un vicolo cieco per un fatto banale: se si fosse voluto un altro euro, lo si sarebbe fatto fin dall’inizio.»

Il Nostro prosegue con una lunga sfilza di ulteriori accuse, argomentate in modo più o meno condivisibile, ma il punto che qui ci preme sottolineare è che ascrive alla ben nota prudenza di Brancaccio, nell'esprimersi, secondi fini che, a suo dire, ne farebbero un certo sostenitore dell'euro e quindi un nemico e un traditore degli italiani. Lui, invece, è uno che non la manda a dire, parla chiaro. Anche lievemente vittimista:


Infine la chicca finale (29 aprile 2014): «D'altra parte, rendetevi pur conto di una cosa che vi ho sempre detto: nel mondo del dopo, come nel mondo del prima, non c'è spazio per chi dice la verità, perché quello di dire la verità è un vizio pericoloso per il potere e un bisogno insopprimibile per il singolo. Chi volesse distruggere una mia eventuale carriera politica non avrebbe da far altro che leggere le tante discussioni accese che ho avuto su questo blog, fare un bel copia e incolla e pubblicarlo con un titolo fantasioso. » (Zingales e "oni": l'ora si avvicina...)

Ora non è che io queste cose le scopra adesso, sono anni che le so (sono un bagnaiologo di chiara fama) ma il fatto di ricordarle oggi ha qualche ragione. Si tratta, in effetti, della necessità di rovinare una carriera politica, ma non la sua. Di Bagnai, in tutta franchezza, non dovremo preoccuparci politicamente più di tanto perché il Nostro si è messo, da solo, in un cul de sac: non può tornare indietro con quelli della prima ora, che oggi sono i veri sovranisti, perché troverebbe la porta chiusa; ma questa porta non gli sarà aperta nemmeno dalla cricca liberale, che non gli perdonerà mai l'aver detto la verità e averla detta bene, anzi molto bene.

E questo sì che è un abisso particolarmente significativo!

La carriera politica che è assolutamente necessario distruggere è quella di Salvini, il nuovo simpatico avatar della cricca liberale più compromessa con il disastro dell'adesione all'euro che, dopo aver puntato su Matteo Renzi e aver fallito per gli evidenti limiti del personaggio, ha pensato bene di scommettere su Salvini. Le caratteristiche psicologiche e comunicative degli avatars che questa cricca seleziona sono in effetti comuni a entrambi i "Matteo"; in questo caso c'è anche la coincidenza del nome. Tra l'altro, entrambi sono molto vicini a Silvio Berlusconi, che non avrà più i voti di un tempo ma continua a controllare una bella fetta dell'editoria, non solo televisiva. Questa cricca ha davanti a sé un bivio dal quale dipartono due strade che, però, intende percorrere da padrona quale che sia quella che si troverà costretta a scegliere. Proverà a restare nell'euro ma, dovesse uscirne per qualsiasi ragione, si prepara comunque a dominare la scena politica. Pronta, ove ciò fosse nel suo interesse, anche a rompere l'unità nazionale.

Questa cricca è il cosiddetto "partito tedesco", al quale fa ombra il "partito inglese" dei cinque stelle, ed ha dunque l'urgente necessità di recuperare il gap emerso dal voto del 4 marzo. Vi faccio notare un paio di assonanze simboliche.
  1. Come Benito Mussolini fu prelevato da Campo Imperatore per porlo a capo dell'Italia del nord, allo stesso modo il Salvini è stato prelevato dall'abisso del 3% nel quale era sprofondato e tirato su con una campagna mediatica di straordinaria efficacia.
  2. Lo sbarco in Sicilia di Beppe Grillo nellottobre 2012 evoca quello degli alleati nel luglio del 1943. 
Non sto dicendo che Salvini sia un fascista, ma che è appoggiato dalla stessa cricca liberale che aprì le porte a Mussolini appoggiando la sua marcia su Roma. Tra Mussolini e Salvini resta una differenza decisiva: il primo era un vero politico, Salvini è un avatar. Il che presenta vantaggi e svantaggi. Ad esempio Salvini può essere gestito molto più facilmente di quanto avvenne con Mussolini (vantaggio) ma ciò costringerà la cricca liberale a mantenere una centrale di controllo avatar in servizio permanente effettivo (svantaggio). In questa centrale il Bagnai non potrà mai entrare, per i motivi poc'anzi ricordati, ma questo forse è ciò che desidera veramente: perché correre rischi avendo a che fare col potere vero? Meglio limitarsi al lavoro di contabile, molto meglio.

Quali rischi, direte voi. Bè, spero vi sia chiara una cosa: sia che si continui con gli aggiustamenti, manovra dopo manovra, sia che si ponga fine alla scelta politica più importante e disastrosa dal dopoguerra ad oggi uscendo dall'euro, non ci aspettano tempi tranquilli. Avete presente lo stadio Flaminio a Roma? Ecco, lo vedo bene come serraglio per oppositori il giorno in cui una misura del genere fosse necessaria. Tra l'altro lo stadio non è lontano dai Parioli, i cui abitanti (alcuni) potranno dilettarsi a riconoscere facce note con un buon binocolo. Non è forse vero che il PCI se la fece nelle mutande quando ci fu il colpo di Stato di Allende in Cile?

Ma perché tirare in mezzo il povero Bagnai se il vero obiettivo è Salvini? In fondo, siamo onesti, a Bagnai deve essere riconosciuto il merito di aver aperto il dibattito e di averlo mantenuto su livelli di buona qualità, nonché di frizzante e vivace polemica, il che non guasta. Il fatto è che il punto debole di Salvini è proprio l'endorsement con Bagnai, e più in generale con la corte dei miracoli dei no-euro che gli si è messa in scia. L'obiettivo politico che nel mio piccolo perseguo è quello di interrompere l'ascesa nei consensi di Salvini, ascesa che è un cruciale interesse della cricca liberale italiana che teme l'influenza del M5S in quanto emanazione di centrali estere che sfuggono al suo controllo, e sostanzialmente non interessate ai suoi miserevoli interessi di bottega. Che sono sempre gli stessi, dall'unità d'Italia in poi: sfruttare gli italiani agganciandosi a centri di potere esteri. Con la sola eccezione, concedetemelo, del periodo giolittiano, allorché a questa classe di industrialotti guerrafondai e affaristi furono un po' limate le unghie.

Non se ne abbia dunque Bagnai, se leggerà queste righe. Non solo siamo felici che si sia ben sistemato - e lo informiamo del fatto che anche noi conduciamo un'onesta e serena esistenza da bischeri di paese - ma addirittura siamo sinceramente preoccupati che egli, vaso di coccio che viaggia in compagnia di vasi di ferro, non ne subisca per ciò danno.

Tuttavia è essenziale sfatare il mito del Salvini sovranista, grazie al quale questo avatar è riuscito a rimpinguare i consensi raccolti con una vergognosa campagna securitaria, sfruttando inoltre con estrema abilità le paure suscitate dai più dementi federalisti favorevoli all'immigrazione incontrollata, al gender, alla femminilizzazione di una società che si è giustamente difesa da questo tentativo di ribaltarne gli archetipi millenari. Ma la miserevole cricca liberale non si è fermata nemmeno davanti all'auto tradimento e, pur di rioccupare lo spazio politico che le stava sfuggendo di mano, si è rivoltata contro le posizioni che essa stessa aveva fatto sue quando sosteneva il PD.

Post-disclaimer: qualcuno potrà chiedersi se io parli in nome e per conto di qualcosa di organizzato oppure a titolo personale. Ebbene, la seconda che ho detto. Se, e quando, ci sarà qualcosa di organizzato, questo blog entrerà un letargo. Ci si potrà altresì chiedere "ma allora consideri i 5 stelle meno pericolosi della Lega, sebbene li definisci 'emanazione di poteri esteri'? Sì, ritengo i 5 stelle meno pericolosi, soprattutto nella prospettiva di salvare almeno l'unità nazionale."

Lo scemo del villaggio globale


L'avatar che vedete in questo filmato ha fondato un partito che ha preso il 32% alle ultime elezioni politiche. Essendo lievemente usurato è stato sostituito con un nuovo avatar, tal Giggino, le cui insufficienti prestazioni stanno inducendo i progettisti della macchina ad affiancarlo con una versione aggiornata, tal Dibba, di ritorno da un viaggio di cozze intorno al globo durato 12 mesi e costato 19000 euro. Dice lui. Più probabilmente il terzo avatar è stato sottoposto, in questo lasso di tempo, a un'operazione di re-engineering al fine di ricalibrarne le prestazioni. Nel 2019 l'ala grillina della squadra sovranara potrà quindi contare su un tridente che, si spera, potrà bilanciare più efficacemente l'azione prorompente dell'avatar made in Italy Matteo Salvini.

Sull'altro fronte, dopo la messa a riposo dell'avatar Renzi che pure tante speranze aveva suscitato, gli ingegneri della comunicazione lavorano a ritmo febbrile per mettere a punto una macchina altrettanto competitiva. Un progetto molto avanzato è l'operazione Corallo, sebbene il prototipo sia ancora da mettere a punto. Molto probabilmente l'avatar Corallo viene sviluppato in vista di un eventuale cambio delle regole del campionato di formula Ur-Lodges.  

L'avatar Mrkl in fase di smantellamento
Per quanto riguarda le strategie delle altre scuderie, c'è da segnalare la messa a riposo dell'avatar Mrkl, nella foto ripreso durante una fase di smantellamento. Questo avatar dalle prestazioni eccezionali - ha dominato il campionato negli ultimi 13 anni - potrebbe essere riutilizzato nel campionato mondiale per avatar d'epoca, al pari del modello Macron. Per l'ammissione di quest'ultimo la casa madre Attali unlimited avrebbe già avviato una richiesta alla federazione mondiale Ur-Lodges, al fine di aggirare le regole che non consentono l'ammissione di modelli troppo recenti. L'articolo del regolamento impugnato dalla Attali unlimited è quello relativo all'età dell'avatar che, nel caso del modello Macron, potrebbe essere calcolato come media tra la sua età e quella di sua nonna.

Sergeant Netanyahu
Resta comunque certo che, anche per la stagione 2019, il favorito è il modello Trump. Gli ultimi test, effettuati nei laboratori HAARP con alla guida in remoto il famoso collaudatore Bibi (nella foto) non lasciano spazio a dubbi. Ancora una volta la scuderia americana, nonostante i fortissimi contrasti al vertice per il controllo del pacchetto di maggioranza, si presenta sul campo con un modello vincente.

Tornando alle vicende che ci riguardano più da vicino, c'è da segnalare l'intenso lavoro di ricerca e sviluppo portato avanti dagli ingegneri del team Italy al fine di migliorare le prestazioni del loro avatar di punta. Risolti i noti problemi di aerodinamicità, chiaramente emersi nella fase estiva della stagione (vedi foto) l'ingegnere capo Borghi, assistito dal suo specialista in avatarmetria Bagnai, avrebbe sviluppato un turbocompressore post boost cui è stato dato il nome in codice "turbosubitismo". Per un mero errore di trascrizione il motore a turbosubitismo è stato recepito dalla stampa specializzata come "tuttosubitismo", scatenando così illazioni a non finire sui parametri di progettazione. Molto probabilmente la modifica sarà testata nell'imminente campionato europeo.

Il campionato del mondo avatar UR-Lodges si conferma così come lo spettacolo più appassionante, sebbene alcune federazioni insistano nel presentare in gara piloti umani esponendoli a gravi e incomprensibili rischi. E' il caso del team Syria, che sembra non voler rinunciare a far scendere in pista il suo pilota di punta Assad, sia pure dotato di tutte le protezioni più avanzate fornite dal team Moscow (pilota: Vladimir). Tra le altre, il sistema S300, che pare in grado di assicurarne la sopravvivenza anche nelle circostanze più avverse.

In ogni caso la partecipazione del pubblico è assicurata, favorita anche dai nuovi strumenti interattivi che saranno presto potenziati dall'arrivo della tecnologia 5G. Tra i fans club più numerosi, soprattutto nel nostro paese, è già altissima la partecipazione, per la gioia dei grandi network della pubblicità.