giovedì 27 dicembre 2018

DIBATTITO BLANCHARD - BRANCACCIO

Il video completo qui. Link correlati:

Lettera degli economisti -  15 giugno 2010
Il monito degli economisti - Financial Times, 23 settembre 2013



Paradigma dell’economista è non spacciarsi da profeta - Federico Caffè


Sono tempi cialtronici, ammorbati da una tifoseria insulsa e volgare. Ogni tanto serve una boccata d'aria pura, e questo intervento di Emiliano Brancaccio è un salubre medicamento. Sarebbe bello riportare il livello della discussione ai bei tempi, parlo di dieci anni fa, allorché la critica all'euro e all'UE non scontava le conseguenze dell'arrivo nel dibattito dei tifosi - e forse questo piccolo blog di paese è uno degli ultimi posti rimasti. Vale davvero la pena di vedere con calma il video dell'intervento di Emiliano Brancaccio.

Quanto all'attualità, c'è da registrare che il bue dà del cornuto all'asino:

Che altro non è che il refrain del "fateci lavorare" di berlusconiana memoria. Ci vorrà del tempo, ma non troppo, affinché la dura realtà dei fatti metta a tacere i poveri sciocchi caduti nella trappola della rinnovata narrazione liberale. Una marea di fans è scesa in campo per difendere l'indifendibile, avendo come unica bussola una cieca fiducia nei loro eroi. Ci chiedono di non avere fretta perché, in democrazia, "non esiste il telecomando per cambiare rapidamente canale", e per sovrappiù ci terrorizzano, come si faceva un tempo coi bambini: se non state buoni arriva Cottarelli... pardon l'uomo nero!

Mi viene in mente la storia che mi raccontò un'amica ai tempi dell'università. Dopo essere stata a lungo corteggiata da un tipo che aveva fama di grande amatore, alla fine si concesse, ma dopo meno di un minuto era tutto finito. Come potete immaginare, non restai insensibile davanti a tanto dolore.

La popola è rimasta delusa (dopo meno di un minuto era tutto finito) e aspetta di essere soddisfatta. Non servono grandi ragionamenti, basta venire al baretto di Castro dei Volsci. La delusione la si percepisce a pelle, per averne conferma basta aprire il discorso. Specialmente al sud, si fa presto a cambiare idea, troppe essendo state le delusioni che la Storia ci ha riservato. Salvini&DiMaio, questi sovranari di merda, possono esserne certi: alle europee ci sarà l'astensione di massa. Altro che telecomando per cambiare canale!

In questo vuoto c'è una nuova opportunità per noi sovranisti, come ce ne saranno altre e altre ancora. Il discorso liberale - per chi può capire: questo emerge chiaramente dall'intervento di Brancaccio - non è più in grado di conciliare la redistribuzione del reddito con la democrazia, e quindi è davanti a una scelta: o rinuncia alla democrazia per preservare la logica dell'accumulazione illimitata, oppure rinuncia a questa logica suicidandosi. E poiché il suicidio, cioè la grandezza di negare sé stessi accettando la propria fine storica, è ben oltre le capacità spirituali del pensiero liberale, esso tenterà di uccidere la democrazia, ma fallirà.

Quest'accusa di tuttosubitismo, che ci viene rivolta da chi per anni ha agito in modo da delegittimare e sopire ogni forma di autoorganizzazione del basso, per poi correre tra le braccia della Lega e del M5S in cambio di uno scranno per ritrovarsi a svolgere il ruolo della mosca nocchiera, è un'offesa indelebile che non può essere dimenticata. E non sarà dimenticata.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Dici che laggiù sarò al sicuro dalle camicie gialloverdi? Magari giriamo pure Casablanca 2. Tu farai la parte di Rick Blaine (che non kukka, ma è l'eroe) io quella del Capitano Louis Renault (che invece kukka alla grundig). Yeah.

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  2. È strano come una pioggia di cornetti per quelli di sotto sia vista come una rivoluzione da quelli di sopra.

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  3. P.s. forse sono stato ermetico...ho ascoltato la replica di Blanchard a Brancaccio, quando era a capo del Fmi è stato uno che ha "rivoluzionato" molto, dall'alto.
    Non essendoci un blocco sociale organizzato in basso le uniche rivoluzioni le possono fare quelli che possono, che li possino...

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