martedì 27 marzo 2018

L'euro è un emulatore di gold standard (1 di 3)

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Si possono distinguere tre casi (da wikipedia):
  • nel primo l'oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea);
  • nel secondo viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro);
  • infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo parzialmente, risultando il valore della quantità di banconote emessa un multiplo del valore dell'oro posseduto dallo stato (circolazione cartacea convertibile parzialmente in oro).
Nel caso una moneta sia convertibile in un'altra moneta, a sua volta convertibile in oro, si parla di gold exchange standard.

Ancora da wikipedia: "Un altro automatismo introdotto da questo standard riguarda l'inflazione. In un paese che abbia determinate risorse d'oro un'espansione economica si deve accompagnare ad una proporzionale deflazione, con il rischio di recessione. Questo è avvenuto, in effetti in Gran Bretagna nel XIX secolo, dove il prezzo delle merci espresso in oro si è dimezzato nell'arco di cento anni, anche se, invece che portare ad un indebolimento del paese, questo è avvenuto quando questa nazione era indiscutibilmente la maggiore potenza mondiale."

Aggiungo io che il rafforzamento dell'Inghilterra è l'equivalente dei polli di Trilussa: è vero che il paese (meglio l'impero) si rafforzò, ma ciò avvenne a spese sia dei paesi colonizzati che delle classi lavoratrici. Inoltre finì come sappiamo, cioè con uno scontro frontale tra l'impero inglese e gli imperi centrali, dal quale trasse benefici l'impero emergente, gli Stati Uniti d'America.

Cinquantatré anni dopo la fine della II guerra mondiale, nel pieno della crisi di un gold exchange standard imperniato, questa volta, non sull'inghilterra ma sugli Stati Uniti, nell'Europa del fu III Reich si ebbe un'idea geniale: resuscitare il gold standard sostituendo l'oro con una moneta scritturale, l'euro. Il fatto è che si era ben compreso che il valore dell'oro, essendo questo anche una merce con un valore di mercato determinato dalla legge della domanda e dell'offerta (entrambe influenzate dal progresso tecnologico) non poteva essere più usato come base monetaria. Che l'euro sia una moneta scritturale, sulla cui emissione vigila in regime di monopolio esclusivo la BCE, ci viene ricordato (6 giugno 2017) da questa stessa istituzione:

«La “teoria della creazione autonoma di moneta scritturale”, traendo spunto dalla concezione di proprietà collettiva della moneta, giunge ad affermare la possibilità per ogni singolo cittadino di creare in via autonoma moneta “scritturale” attraverso proprie registrazioni contabili per l’importo corrispondente alla somma dovuta. Alcuni sostenitori di queste idee, attivi sul web, mettono a disposizione specifici moduli da utilizzare per la creazione degli “euro scritturali” e per la comunicazione del presunto pagamento da indirizzare ai soggetti creditori (banche, finanziarie, Fisco, enti pubblici, enti fornitori, ecc.) e, per conoscenza, alla Banca d’Italia. La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale - ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro - è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE), in quanto la sua creazione si basa su rigorose procedure che garantiscono la fiducia generale nella moneta e la stabilità del suo valore nel tempo. »

Sul sito della BCE ci viene spiegato come funziona la moneta. Potete leggervi l'articolo, magari integrandolo con la sintesi che vi offro. In sostanza la BCE ci dice che esistono due tipi di moneta: la moneta esterna al sistema economico, detta anche "riserva di banca centrale", e la moneta interna al sistema economico. La moneta esterna, completamente controllata dalla BCE e considerata moneta ad alto potenziale, si muove in un circuito distinto e separato da quello in cui circola la moneta interna. Per capirci vi propongo questo schema di un reattore nucleare del tipo pwr:


Come vedete ci sono due circuiti. Uno nel reattore, che riceve calore dalla fissione delle barre di combustibile nucleare, e un secondo che assorbe energia dal primo per trasferirla alla turbina, da cui passa all'alternatore, e infine è riversata alle attività economiche reali. Nell'analogia il primo circuito nel reattore rappresenta la circolazione di moneta ad alto potenziale, il secondo la moneta a basso potenziale che circola nell'economia reale.

Nota: un'analogia è un'analogia, non tentate di portarla alle estreme conseguenze, anche se la useremo ancora. L'immagine serve per fissare le idee e facilitare la comprensione.

«La BCE funge da banca delle banche commerciali e anche in questo modo influenza il flusso della moneta e del credito nell’economia per conseguire prezzi stabili. A loro volta, le banche commerciali possono rivolgersi alla BCE per contrarre prestiti, ossia riserve di banca centrale, di solito per finanziarsi a brevissimo termine. Per controllare la quantità di moneta “esterna” e quindi la domanda di riserve di banca centrale da parte delle banche commerciali, la BCE ricorre a uno strumento principale: stabilisce i tassi di interesse a brevissimo termine, il “costo del denaro”.»

In pratica la BCE controlla la quantità di moneta circolante nel circuito esterno all'economia, quello che si trova nel reattore. Quello che è importante capire è che il flusso monetario di questo circuito deve restare confinato, cioè non deve passare direttamente al circuito dell'economia reale, ma gli trasferisce "valore". Ciò avviene attraverso un insieme di regolamentazioni che stabiliscono quanta moneta ad alto potenziale devono detenere le banche commerciali per poter accendere prestiti. Si chiama patrimonializzazione delle banche. Sono così stabiliti e normati dei criteri in merito al rapporto tra i prestiti che ogni banca commerciale può effettuare (detti "attivi") e le sue riserve di moneta ad alto potenziale; nonché tra il monte dei prestiti deteriorati e il totale degli attivi. In sostanza il fluido monetario che circola nell'economia reale è creato dalle banche commerciali quando queste effettuano un prestito, accreditando sul conto corrente di un'impresa una cifra che questa si impegna a restituire a scadenza. Quando ciò avviene, e il prestito è restituito, la stessa quantità di fluido monetario, maggiorata degli interessi, viene distrutta. Tramite i guadagni derivanti dagli interessi le banche commerciali sono, esse stesse, parte integrante dell'economia reale, ma ciò crea un primo problema: la quantità di fluido monetario nel circuito dell'economia reale tende a diminuire perché ne viene distrutta una quantità maggiore di quanta ne venga immessa. Per tornare all'analogia, questa scomparsa di fluido monetario è esemplificata dal condensatore.

Per ovviare a questo inconveniente è necessario espandere continuamente la quantità di moneta ad alto potenziale. Tale espansione produce quello che viene chiamato "debito fittizio", il quale è contabilizzato come tale nei bilanci pubblici perché, nel sistema dell'euro, la quantità aggiuntiva di moneta ad alto potenziale arriva alle banche commerciali per il tramite del Tesoro e della Banca Centrale di ogni Stato. Possiamo immaginare, per tornare all'analogia, che queste funzioni siano esemplificate dalla turbina (il Tesoro) e dall'alternatore (la BC, per l'Italia la Banca d'Italia - BdI).

Torniamo al circuito della moneta ad alto potenziale. E' importante capire che questa moneta, non potendo entrare in contatto con quella circolante nel circuito dell'economia reale, non può essere spesa. Ripeto: la moneta ad alto potenziale non può essere spesa!

Questa circostanza significa che gli azionisti delle banche commerciali, che hanno ricevuto dal QE di Draghi circa duemila miliardi di euro, non li possono spendere in nessun modo. Non per comprarsi degli yacht, non per pagarsi escort di qualsiasi gender, non per fare la carità. Sbagliano quindi quelli che strillano "Draghi ha dato duemila miliardi alle banche e niente ai lavoratori!". Ma allora com'è che ci stanno fregando? Per capirlo dobbiamo tornare al funzionamento del gold standard. In quel sistema, crollato con lo scoppio della I guerra mondiale, gli scambi commerciali tra sistemi economici (nazioni o imperi) venivano regolati attraverso trasferimenti di oro, che era la moneta ad alto potenziale di quel tempo. Se un paese esportava meno di quanto importava rispetto ad un altro, la differenza doveva essere compensata da un trasferimento di oro. Per evitare che ciò avvenisse in termini eccessivi, i dirigenti economici dei paesi in deficit dovevano riequilibrare la bilancia commerciale, il che avveniva distruggendo la domanda interna per via fiscale, cioè alzando le tasse, o con altri mirabili e fantasiosi metodi. In alternativa, i paesi in surplus potevano aumentare le loro importazioni aumentando i consumi interni, ovvero alzando le retribuzioni dei lavoratori e le spese voluttuarie delle classi ricche, ma la prima opzione era malvista da queste, la seconda era insufficiente perché la propensione al risparmio dei ricchi è sempre maggiore alla loro capacità di spesa. Detto brutalmente: quando un ricco ha comprato per sé lo yacht e il palazzo in centro, la villa in campagna per la moglie, l'appartamento per l'amante, la macchinona per la figlia, e ha pagato i debiti da gioco del figlio maschio, il resto (che è una bella somma) lo risparmia, cioè lo tesaurizza. Conseguenza? Questa.


Dunque nel gold standard gli squilibri commerciali dovevano essere sanati distruggendo la domanda interna. Ricorda qualcosa?



Come vedete anche con l'euro, che potremmo definire un common gold standard basato, invece che sull'oro, su una moneta scritturale costituita dalle riserve di banca centrale (il fluido nel circuito esterno all'economia) si deve ricorrere agli stessi metodi. Ci sono ora un po' di punti da precisare. Per prima cosa gli Stati dell'eurozona segnano i loro saldi reciproci di bilancia commerciale in un database comune gestito dalla BCE, chiamato Target2, sul quale risulta per l'Italia un passivo di 359 miliardi. A tal proposito Draghi, il 23 gennaio 2017, ha dichiarato che "per uscire da euro bisogna chiudere i saldi Target 2", cioè saldare il conto. Lungi da me il voler intervenire nel dibattito giuridico sulla legittimità di questa richiesta, per questo c'è chi è ben più qualificato di me, però vorrei sommessamente far notare che, quando si decide di partecipare a un gioco nel quale sono in ballo i soldi, e si decide di non saldare all'istante ma di segnare da qualche parte le vincite e le perdite, non è che poi si possa dire "Signori io scherzavo, vi saluto e buona serata"!

Conosco l'obiezione che va per la maggiore a livello popolare: quando il residente italiano ha acquistato la mercedes dal residente tedesco lo ha pagato, quindi l'italiano ha dato, il tedesco ha preso, e la partita è chiusa. Sì, è vero, il residente italiano ha pagato, ma con quale moneta? Ve lo dico subito: con la moneta a basso potenziale creata dalle banche commerciali, la sola che circola nell'economia reale, non con la moneta ad alto potenziale che, nel sistema dell'euro, rappresenta, in modo scritturale, quello che era l'oro nel gold standard classico.

Ve lo spiego in altro modo, così forse è più chiaro. Quando c'era la lira (moneta a basso potenziale) il residente italiano comprava attraverso la sua banca i marchi (moneta a basso potenziale) necessari all'acquisto della mercedes, e il residente tedesco riceveva questi marchi attraverso la sua banca, mentre la Bundesbanck si teneva le lire come riserva di moneta estera. Quindi: l'italiano pagava in lire, che finivano nei conti della Bundesbank, che aveva così una moneta estera che usava come moneta per future transazioni commerciali di segno inverso (quando un tedesco avrebbe comprato in Italia). Infine la Bundesbanck autorizzava la banca commerciale del residente tedesco ad accreditare i marchi (moneta a basso potenziale) sul conto del venditore.

Alla fine dei giochi alla Bundesbanck restavano le lire, con cui finanziare gli acquisti futuri dei tedeschi in Italia. Tutto bene? No, perché il valore delle lire accumulate nei conti della Bundesbanck non era sotto il suo controllo, ma dipendeva dal gioco della domanda e dell'offerta. Un gioco che, dal punto di vista dei tedeschi (in questo gioco creditori) era truccato, perché la lira tendeva a svalutarsi senza che il governo italiano intervenisse. Anzi, la svalutazione faceva bene ai governi e ai lavoratori, sebbene non ai redditieri italiani, come vedremo.

La situazione, ai tempi della lira, era tale per cui ogni nazione poteva determinare, in proprio, i rapporti tra la quantità di moneta di riserva bancaria (ad alto potenziale) e quella a basso potenziale. Una situazione alla quale, dal punto di vista degli Stati in surplus, occorreva porre rimedio. Sarebbe però sbagliato interpretare questo conflitto in termini soltanto nazionali, perché non è vero che a tutti i tedeschi convenga l'euro e a tutti gli italiani la lira. Per capirlo bisogna ricordare che la ricchezza finanziaria non viene accumulata in moneta ad alto potenziale, ma in moneta a basso potenziale, la sola che può circolare nell'economia reale.

La ricchezza finanziaria non viene accumulata in moneta ad alto potenziale, ma in moneta a basso potenziale, la sola che può circolare nell'economia reale.

In altre parole la moneta ad alto potenziale è solo uno strumento di regolazione della quantità di moneta a basso potenziale che circola nell'economia reale, e basta. La legge proibisce ai privati il possesso e la tesaurizzazione di moneta ad alto potenziale, come pure la possibilità di spenderla. Solo le banche e gli intermediari finanziari possono detenerla, ma come riserva per erogare prestiti. Punto.

Ed ecco allora che il ricco che tesaurizza ricchezza finanziaria in moneta a basso potenziale (sì, quella creata col click del mouse) non è contento che il suo valore si svaluti, nemmeno se è un cittadino di un paese in deficit che complessivamente, dalla svalutazione, avrebbe da guadagnare. Anzi, vi dirò di più. Il residente redditiero di un paese debole volge speranzoso il suo sguardo ai suoi pari dei paesi forti affinché facciano qualcosa per aiutarlo nella sua lotta contro la continua svalutazione del suo tesssòòòòro tesaurizzato in moneta a basso potenziale. Vuole la stabilità, cioè un'inflazione bassa.

Mumble mumble... che si fa? Ideona! Ci vuole un emulatore di gold standard. Un emulatore, dico, perché l'oro fisico, con le sue oscillazioni di prezzo legate ai cambiamenti tecnologici, non funziona più. E con questo, quelli che ci scassano la minchia con l'oro italiano depositato nei forzieri della FED sono sistemati. A meno che non sia vero quello che dice per finta Mauro Biglino, e cioè che l'oro fisico ha un valore perché ci sono gli Eloyn che ne sono ghiotti.

L'euro è un emulatore di gold standard perché la sua quantità è regolata in modo da rispettare l'obiettivo principale per cui è stato creato, a beneficio della rendita finanziaria europea che desidera una bassa inflazione. Perché ho specificato "europea"? Perché la rendita finanziaria europea non possiede un'altra fondamentale moneta, quella ad altissimo potenziale: la supremazia militare. Ma di questo parleremo nella III parte.

Nella II parte parleremo invece di come e perché la rendita finanziaria europea ha bisogno, per raggiungere i suoi scopi, di esautorare gli Stati e imporre il principio di indipendenza della Banca Centrale Europea.

Un saluto.

13 commenti:

  1. Complimenti, Fiorenzo. Non ho la competenza per stabilire la correttezza su un piano strettamente tecnico di ciò che dici, ma a me fila perfettamente. Comunque, lo rileggerò con più calma.

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  2. ottimo articolo....grazie fiorenzo

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  3. Permettimi di inserire il rendimento di una trasformazione. Quale è il rendimento delle trasformazioni che avvengono nel circuito al alto potenziale (che determinano quanta moneta può circolare nelleconomia reale) e, sopratutto, chi determina il rendimento necessario. Trattandosi di una decisione politica non dovrebbe competere ala BCE....
    Bello il post

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    1. E' solo un'analogia, serve per aiutare a capire mediante la visualizzazione di un'immagine. Questo è un post con le figure ;-)

      In ogni caso, la tua mi sembra una preoccupazione da "offertista".

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    2. Volevo solo fare notare l'esiguita del circolante m3 all'interno dell'eurozona, appena 12000 miliardi di euro
      (https://tradingeconomics.com/euro-area/money-supply-m3?continent=africa)
      Tale m3 era circa 5500 miliardi nel 1980. L'incremento è molto modesto.
      A fronte di un qe che negli ultimi tre anni ha pompato circa 1500 miliardi nel circuito delle banche.
      Quindi euro per le banche ce ne sono, euro per l'economia reale no.
      Quindi il circolante ad alto potenziale non è in grado di produrre circolante m3.
      E le conseguenze si vedono benissimo (e non sul lato dell'offerta....)

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    3. Chiedo scusa, 5500 è la media tra il 1980 e oggi.

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    4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Potenzialmente il migliore emulatore di Gold standard sarebbe una criptomoneta.

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    1. No, e sai perché? Perché il gold standard non è un fine ma un mezzo, una criptomoneta (vera) sarebbe troppo rigida. Per dire, se l'euro fosse stata una criptomoneta Draghi non avrebbe potuto fare il QE, e l'eurozona sarebbe già saltata.

      Comunque ci stanno lavorando, in via Belzebù 666.

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    2. Non mi riferivo all' eurozona, intendevo che essa è la moneta ideale per salvaguardare la rendita a scapito del lavoro. Mi riferisco ovviamente ad una reale criptomoneta riconosciuta internazionalmente e garantita militarmente da una qualche organizzazione sovranazionale al servizio ovviamente di una elite capitalistica e ludopatica.

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    3. Anzi, mi si consenta una cretinata ( forse ): mi è capitato di immaginare una diversa valuta per i due tipi di moneta che tu hai citato, magari interconnesse dalla frizione di un tasso di cambio tra di esse. Del resto quando si va a giocare in un casinò per poter giocare devi aquistare una certa quantita della moneta di quel casinò, moneta che poi dovrai riconvertire nella valuta per poterla usare nel mondo reale; cosa succederebbe se questo cambio invece che fisso fosse variabile?

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  5. Però , Fiorenzo , mi hai fatto sparire lo STATO , che con la spesa pubblica in disavanzo crea moneta . Allora neanche con Lega e 5 Stelle c'è speranza , alla faccia dei Marxisti dell'Illinois ? E tutti ancora a sparare sul pianista piddino !

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  6. Rispondo qui a tutti. Questo post è solo una descrizione di come funziona il sistema monetario dell'eurozona. Una funzionamento simile a quello di altri sistemi, ma con alcune modifiche il cui scopo è quello di surrogare la mancanza di uno Stato che implementi trasferimenti per via fiscale. Spero di esserci riuscito, e vi invito a correggermi se ho fatto qualche errore. Ogni altra considerazione ipotetica, ad esempio criptovalute et similia, è fuori dalla discussione.

    Nella II parte cercherò di descrivere in che modo si è tentato di costruire un'architettura che potesse funzionare anche in assenza di un'unione di trasferimento (cioè uno Stato che ripianasse gli squilibri usando la leva fiscale). Ribadisco, però, che questo è solo uno sforzo descrittivo, di conseguenza vi invito a limitarvi ad evidenziare eventuali errori e/o imprecisioni, e a restare in tema.

    Solo dopo che abbiamo capito bene (e in molti) si può pensare ad altro. Nella subdivulgazione l'analisi precede la sintesi.

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