lunedì 16 luglio 2018

You all live in a yellow-green submarine

Commentando questo articolo di Riccardo Achilli (IL PUNTO DI NON RITORNO) gli amici di sollevazione ribadiscono:

«In questo concreto contesto è nel “campo populista” che occorre stare. Fuori da questo campo c’è solo quello del blocco dominante. Ma c’è modo e modo di “stare”. Sarebbe un errore fatale assumere una posizione di indulgente accondiscendenza verso il governo M5s-Lega. Esso va incalzato a realizzare le cose giuste che ha promesso di fare, va contrastato ove cercasse una linea di galleggiamento e di remissività verso le élite dominanti».

Commentando l'articolo di Achilli gli amici di sollevazione si soffermano su un paragrafo, nel quale Achilli avanza una proposta che essi stessi definiscono scioccante:

«In assenza di una capacità di tenuta politico-organizzativa autonoma, che l’estinzione prossima ventura evidenzierà, sarà necessaria una soluzione “kirchneriana”: forme di entrismo intelligente e critico dentro il corpaccione del populismo di potere, per lavorarlo dallinterno, cercando di piegarne a sinistra, per quanto possibile, le enormi potenzialità di consenso che presidia»

Intanto vi invito, dopo aver letto l'articolo di Achilli, a effettuare una ricerca sul testo con la chiave "social". Avrete così modo di verificare che, su 50 occorrenze, solo una volta compare il termine "socialista", in questo periodo:

«Non è un fenomeno insolito: altri casi nazionali dimostrano che, laddove si sviluppano populismi egemoni (che si sviluppano, in genere, per inanità della sinistra nazionale) i pascoli sociali tradizionali si consumano definitivamente, e cambiano natura, divenendo strutturalmente inadatti a nutrire un progetto socialista autonomo»

Insomma una dichiarazione di resa. La soluzione, secondo Achilli e gli amici di Sollevazione? L'entrismo, perché "Fuori da questo campo c’è solo quello del blocco dominante", tuttavia non assumendo "una posizione di indulgente accondiscendenza verso il governo M5s-Lega" perché "Esso va incalzato a realizzare le cose giuste che ha promesso di fare, va contrastato ove cercasse una linea di galleggiamento e di remissività verso le élite dominanti".

Ovviamente ognuno è libero di prendere le posizioni che vuole, però credo sia giusto fissare il punto. Da ciò che vanno scrivendo da qualche tempo non credo si possa negare che, per gli amici di sollevazione, valga quanto segue:

  • Il sovranismo, ovvero l'istanza di piena riconquista della sovranità nazionale in senso costituzionale, è un'ipotesi da riporre nel cassetto.
  • Al suo posto oggi vi è il populismo, inteso come forma di mobilitazione (si badi: elettorale) dei ceti medio bassi, che hanno trovato in proposte politiche di ispirazione nazional-liberale declinate in forma demagogica (quindi populiste) uno strumento politico per protestare contro i costi, che tali ceti sono chiamati a sostenere, delle politiche global-liberali.
Questo "populismo" andrebbe quindi "incalzato a realizzare le cose giuste che ha promesso di fare, va contrastato ove cercasse una linea di galleggiamento e di remissività verso le élite dominanti".

Come se le "élite dominanti" fossero solo quelle global-liberali!

In sostanza Achilli, e con lui gli amici di Sollevazione, propongono di prendere posizione nello scontro fra le due fazioni del capitalismo - quella nazionale e produttiva e quella globale e finanziaria - ricorrendo all'entrismo o, quanto meno, adottando un approccio diverso nel rapportarsi con le due parti. A mio parere, se ciò può avere un senso sul piano della cronaca politica, non lo ha affatto su quello dell'agire politico, che è quello evocato da Achilli quando si richiama al concetto di entrismo. Si sta forse sostenendo l'opportunità di entrare nel M5S o nella Lega? Oppure, forse, si immagina di costruire una lista para-populista per le elezioni europee del 2019, magari andando a trattare la necessaria agibilità mediatica col governo gialloverde in cambio di ammorbidimenti della linea, così da renderla compatibile con le declamazioni altreuropeiste di Salvini-Di Maio?

Come ho già detto, ognuno è libero di pensarla come vuole, anche di attaccare €$$I, l'euro, l'UE, il liberismo, per anni ed anni e poi cambiare idea. In politica i pretesti sono infiniti, quello che conta non è tanto la coerenza quanto il risultato. Non dirò dunque che Achilli è un traditore, anche perché la sua conversione al sovranismo è stata tardiva e, da quel che scrive, già abbandonata, né rivolgerò questa accusa agli amici di sollevazione, i quali invece del sovranismo sono stati alfieri della prima ora. Però è importante chiarirsi, perché questa è una esigenza di ordine morale nei confronti di quel popolo lavoratore di cui tanto ci si riempie la bocca. Ebbene questo mitico popolo lavoratore ha il diritto di sapere, e nel mio piccolo farò ogni sforzo per chiarire il punto, che Riccardo Achilli, gli amici di Sollevazione e quanti vorranno seguirli in questa operazione di entrismo presso i populisti gialloverdi, non sono sovranisti! O, almeno, non lo sono più.

Al netto delle polemiche, la prova regina sarà l'eventuale partecipazione alle elezioni europee del 2019: come ci si può infatti definire sovranisti e, contestualmente, partecipare all'elezione di un parlamento sovranazionale che è solo l'ombra di un'istituzione democratica? Forse commettendo il tragico errore di sognare un'impossibile omotetia tra il destino dell'assemblea di Bruxelles e quello della Duma zarista?

Nota: La Duma di Stato dell'Impero Russo fu un'assemblea legislativa esistente nella parte finale dell'Impero Russo, aveva sede nel Palazzo di Tauride a San Pietroburgo. Convocata 4 volte tra il 1906 e il 1917, con il crollo dello Zarismo e la nascita dell'Unione Sovietica la Duma Imperiale cessò di esistere.

Duma zarista 1906-1917

5 commenti:

  1. Leggerò con attenzione l' articolo su Sollevazione… però così a spanne ho il massimo rispetto nei confronti di chi ha il coraggio di fare "outing" politico.

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  2. Ho letto l'articolo di Achilli per ben tre volte,prima di dare un mio giudizio. Una cagata pazzesca!! A parte la struttura argomentativa zootecnica fatta di pascoli, prati,recinti,bestie, fuoriuscite di materiale, tenute agricole con Salvini e Di Maio come butteri, che si propone il Nostro? Offre alla sinistra un modello da OGM, anzi da OGPM,ovvero organismo geneticamente politico modificante.
    Fra i difetti che Achilli imputa alla sinistra, stranamente non c'è nessun cenno alla spocchia intellettuale di essere un ESARCOS persone che sanno di sapere e fornire un cervello al corpo molle del M5S per dirigerne la politica con rotta a sinistra. E dopo aver auspicato una dolce eutanasia,per la sinistra, morire per rinascere nuova Fenice, bisogna testualmente che " occorrerà chinare la testa ed abbassare le orecchie, come è giusto facciano i perdenti, e cercare di entrare nel recinto" Quindi Fiorenzo, credo che Achilli non abbia mai assimilato il grido "Guai ai vinti"del" populista " Brenno.
    Bene hai fatto tu a tenere la posizione eretta e a chiarire che anche nel campo dei Sovranisti Costituzionali non c'è spazio .
    Buona Vita.

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  3. Ho fatto veramente fatica a leggere quell'accozzaglia di vecchi e nuovi luoghi comuni con cui si trastullano persone incolleritamente intente a spolpare il cadavere ormai putrefatto della sinistra.

    la sostanza sta in quello che dici tu, la battaglia che passa sulla testa dei veri sovranisti oggi è quella tra il nazional liberismo ( ognuno liberista a casa sua ) ed il globalismo ordoliberista.

    Che ci siano persone, per anni soi disant di sinistra, che finalmente, dopo non immagino quali travagli interiori, decidano di parteggiare o addiritura militare per il naziliberismo, è un atto di chiarezza nei propri confronti innanzitutto, e poi anche nei confronti di chi ha sempre nutrito qualche sospetto sulla loro naturale inclinazione.

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  4. Caro Fiorenzo,

    mi pare che la tua critica — al netto delle nostre molto differenti considerazioni sul terremoto elettorale del 4 marzo e sul governo M5s-Lega — parta da un equivoco. Un equivoco a cui sei forse stato indotto dal concetto utilizzato del compagno Achilli, ovvero quella di "entrismo dentro il corpaccione del populismo di potere".
    Ad Achilli l'onere di difendere o spiegare cosa concretamente intenda per "entrismo".
    Noi non usiamo questo concetto, non fosse perché, storicamente, definisce l'ingresso di un gruppo in un partito più grande.

    Nella RISOLUZIONE APPROVATA DALLA NOSTRA 3 ASSEMBLEA NAZIONALE noi diciamo:

    «In questo concreto contesto è nel “campo populista” che occorre stare. Fuori da questo campo c’è solo quello del blocco dominante. Ma c’è modo e modo di “stare”. Sarebbe un errore fatale assumere una posizione di indulgente accondiscendenza verso il governo M5s-Lega. Esso va incalzato a realizzare le cose giuste che ha promesso di fare, va contrastato ove cercasse una linea di galleggiamento e di remissività verso le élite dominanti».

    Come vedi noi parliamo di "stare" nel "campo populista", oggi presidiato da M5S e Lega. E ci stiamo non "entristicamente" ma con la nostra piena indipendenza organizzativa e d'azione (per quanto modeste possano essere le nostre forze). Non ipotizziamo quindi né l'ingresso in M5S né nella Lega.
    Il concetto chiave, come dovresti capire, è quello di "campo", e vale precisare che si può stare in un "campo", ovvero dentro un blocco sociale, non solo senza fare "entrismo", ci si può stare senza nemmeno avere accordi di fronte con le altre forze politiche che quel campo presidiano.
    Come sai noi insistiamo che prima o poi sarà necessario costruire un CLN (per liberare il Paese dalla gabbia eurista e conquistare sovranità), ed esso è una delle modalità di fare fronte. Questo CLN è di la da venire. Ma se esso verrà si può stare certi che nascerà solo dal campo populista e da nessun altro luogo. Per questo è in questo campo che si deve lavorare e seminare, e da lì verranno frutti. Fuori c'è il nulla delle sette o agire come truppe cammellate del blocco globalista e sorosiano.

    Moreno Pasquinelli

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    1. Caro Moreno, mi è stato immediatamente chiaro che avete utilizzato l'articolo di Achilli per riproporre la vostra risoluzione del 10 luglio 2018. Di questa risoluzione avete più volte citato il passaggio fondamentale:

      «In questo concreto contesto è nel “campo populista” che occorre stare. Fuori da questo campo c’è solo quello del blocco dominante. Ma c’è modo e modo di “stare”. Sarebbe un errore fatale assumere una posizione di indulgente accondiscendenza verso il governo M5s-Lega. Esso va incalzato a realizzare le cose giuste che ha promesso di fare, va contrastato ove cercasse una linea di galleggiamento e di remissività verso le élite dominanti»

      Ebbene, in questo passaggio usate il concetto di "campo populista", che tuttavia non è ben definito. Se avessi partecipato alla discussione (cioè se avessi aderito a P101) puoi star certo che mi sarei battuto per un'espressione più chiara. Cos'è il "campo populista"? E' l'alleanza dei partiti che il mainstream definisce "populisti", cioè M5S e Lega, oppure una sorta di ideologia recentemente formatasi intorno a un termine scelto anche, se non soprattutto, per il rifiuto della parola "sovranismo", quest'ultima a sua volta, anch'essa, utilizzata dal mainstream per indicare la Lega e settori del M5S?

      Non sarebbe meno ambiguo utilizzare espressioni come "interessi del mondo del lavoro"? Se voi usaste questa espressione (o simili) non vi sarebbe alcun dubbio sul fatto che non avete (non potreste avere) interesse alcuno per operazioni di natura entristica, mentre invece, parlando di "campo", il dubbio è lecito.

      Non mi dilungo nel commentare l'articolo di Achilli (altri lo hanno fatto sul mio e sul vostro blog). Ti ricordo però che, come dice un vecchio proverbio, "chi è stato morso dal crotalo ha paura anche della lucertola". O era la vipera?

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