martedì 4 giugno 2019

Bloomberg: Un governo italiano guidato dalla lega non uscirebbe dall'euro, dichiara un Senatore

Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord
Traduzione dell'articolo di Bloomberg "Un governo italiano guidato dalla lega non uscirebbe dall'euro, dichiara un Senatore" - 4 giugno 2019.

A seguire un mio commento video.

«Un futuro governo di destra guidato dalla Lega, ora il partito più votato in Italia, rimarrebbe fedele all'euro e all'Unione Europea, ha affermato un importante parlamentare euroscettico.

Qualsiasi discorso su "Italexit è molto rumore per nulla", ha detto in un'intervista lunedì il senatore della lega Alberto Bagnai, presidente della commissione finanze del Senato. Il tortuoso processo Brexit mostra quanto sia difficile lasciare l'UE, ha affermato.

La minaccia del Primo Ministro Giuseppe Conte di dimettersi se i suoi due vice-premier non cessano le loro liti, e le persistenti tensioni tra la Lega e il partner della coalizione, il Movimento cinque stelle, hanno alimentato la speculazione che il governo potrebbe crollare, anche se entrambe le parti hanno detto che vogliono continuare.

Matteo Salvini, la cui Lega è cresciuta vertiginosamente nelle elezioni parlamentari europee del mese scorso, otterrebbe notevoli guadagni in caso di nuove elezioni. Salvini e Luigi Di Maio del m5s, ciascuno dei quali ha ricoperto il ruolo di vicepremier, hanno guidato la coalizione durante il tempestoso primo anno di governo del governo.

Bagnai, professore di economia e consigliere di Salvini, ha scritto due libri che chiedono che l'Unione monetaria europea sia smantellata. Eletto con la Lega l'anno scorso, Bagnai ha detto nell'intervista che crede che il governo potrebbe rimanere in carica altri quattro anni.

Bagnai e la professoressa Brigitte Granville della Queen Mary University di Londra, hanno scritto in uno studio congiunto del 2017 che il ritiro dall'area dell'euro permetterebbe all'economia  italiana di crescere a un ritmo ragionevole con una "costante riduzione della disoccupazione e del rapporto debito pubblico / PIL.


Nessuna intenzione


Tuttavia, "l'Italia non vuole lasciare l'euro o l'UE, la maggioranza degli elettori non vuole andarsene", ha riconosciuto Bagnai nel suo ufficio del Senato a Roma. Alla domanda sulla possibilità di un'uscita in un'ipotetica amministrazione guidata dalla Lega, ha detto, "avere una maggioranza parlamentare non è sufficiente per affrontare un cambiamento così radicale, è necessaria la lealtà della burocrazia statale e un atteggiamento costruttivo da parte di altri paesi.

Bagnai ha anche detto che l'attuale governo non ha intenzione di lasciare la moneta comune. "La questione dell'uscita dall'euro o dall'UE non è nel programma governativo, quindi ora non c'è un piano, nessuna proposta, nessuno studio su questo scenario", ha detto Bagnai.

Guardare la Brexit da bordo campo ha anche gettato acqua fredda su qualsiasi progetto italiano per prendere le distanze dall'UE, ha detto Bagnai. "Stiamo osservando da vicino Brexit, l'esperienza del Regno Unito ci dimostra la complessità di un processo in cui uno Stato membro separa il suo destino da quello dell'UE."

Gli spread dei titoli italiani sono periodicamente saliti durante il primo anno del governo populista in seguito alle dichiarazioni di membri del governo che sembravano mettere in discussione l'impegno del paese nei confronti della moneta unica.

I rendimenti sono aumentati la scorsa settimana dopo che la camera dei deputati ha approvato una mozione chiedendo al governo di accelerare i pagamenti a creditori e fornitori, anche attraverso strumenti di cartolarizzazione e probabilmente mini-buoni del tesoro. Il Tesoro ha negato che al momento si stia valutando qualsiasi progetto di emissione di questo tipo di titoli.

"Si tratta dell'interessamento del governo su come le imprese possano recuperare i fondi a loro dovuti dalla pubblica amministrazione", ha detto Bagnai. "Sarebbe ingenuo e stupido per chiunque pensare che sostituire una piccola parte della valuta per tali pagamenti sarebbe il preludio all'abbandono dell'euro".

Il cosiddetto contratto governativo firmato dai partiti della coalizione al governo lo scorso anno includeva un riferimento all'introduzione di note di credito fiscale; alcuni critici hanno avvertito che i cosiddetti mini-Bot potrebbero diventare una forma di moneta parallela, o addirittura una forma temporanea di pagamento da utilizzare in un periodo di transizione successivo all'uscita dall'unione monetaria.»

10 commenti:

  1. Fiorenzo, in questo video che riprende un convegno del 10 maggio e dunque precedente alle europee (https://youtu.be/uI1wc8LWl8w), a 1:53:54 viene posta a Bagnai, da un tipo del pubblico, quella che forse è la domanda delle domande: come creare il consenso necessario a Italexit, consenso che ad oggi non c'è ancora nella maggioranza del Paese, se non si possono porre le questioni in termini espliciti nel dibattito politico (ascoltare per credere).
    Più avanti, precisamente a 1:57:55, Bagnai risponde alla domanda, e ti lascio ascoltare direttamente le sue parole.
    Ora, io non lo so se ci si possa fidare di Alberto Bagnai, se abbia ragione o torto a parlare di strategia, o se ad avere ragione siano i vari Marco Mori, FSI - Fronte Sovranista Italiano, ecc., insomma coloro per i quali lo scontro può configurarsi necessariamente soltanto come frontale e finirà per essere "simil bellico" (il recesso come «fatto quasi militare», parole dello stesso Mori), ma penso che sia interessante sentire cosa ha da rispondere Bagnai.

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  2. Mi tocca fare il difensore di Illo.
    Quando afferma che oggi non ' c' è un consenso sufficiente alla uscita dall' euro dice il vero, ma ovviamente in futuro il sentimento popolare potrebbe cambiare e chi meglio di lui potrebbe raccogliere un mandato democraticamente espresso in tal senso?
    Stando così le cose, cioè assenza di mandato per uscire dall' euro, le uniche possibilità che restano sono l' uscita alla chetichella, proditoriamente un venerdì sera, uno scenario da incubo perchè sarebbe giustificabile solo come situazione emergenziale.
    In ogni caso Illo sa che ridenominare il proprio debito in una valuta diversa da quella in cui si è contratto è nei fatti un default; senza aver preparato le istituzioni ed i corpi dello stato, Presidente della Repubblica in primis, sarebbero richieste misure tipiche di un colpo di stato e che potrebbero portare il paese sull' orlo , o forse oltre l' orlo, della guerra civile.

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    1. Dire che "in futuro il sentimento popolare potrebbe cambiare" non è una posizione politica, e nemmeno una strategggia (al massimo un'astrattegggia). Avrai notato che nel post e nel video ho citato Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, un caso spettacolare di galleggiamento politico.

      Wikipedia: "Talleyrand è considerato tra i maggiori esponenti del camaleontismo. Servì la monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese nelle sue varie fasi, l'impero di Napoleone Bonaparte e poi di nuovo la monarchia, questa volta quella di Luigi XVIII, fratello e successore del primo monarca servito."

      Bagnai ha già sbagliato nel disattivare ogni forma di organizzazione della piccola élite che incontrò nel 2011 preferendo infilarsi nella Lega oggi alleata non si sa per quanto del m5s, che il Bagnai ha sbeffeggiato per anni. Oggi sbaglia di nuovo, perché è ormai evidente che né la Lega né il m5s vogliono l'italexit, così come starebbe sbagliando se davvero qualcuno avesse in mente di provare l'uscita il venerdì sera senza aver predisposto una minima capacità di tenuta politica davanti alla prevedibile reazione degli interessi colpiti da questa decisione, sia interni che esterni.

      Quanto al mutevole sentimento popolare che "in futuro potrebbe cambiare" me lo immagino il nostro che arringa quella che non potrebbe che essere un'armata brancaleone priva di qualsiasi consapevolezza, stante il rifiuto del governo gialloverde di utilizzare almeno parte degli strumenti mediatici, a sua disposizione da quasi un anno, per un'opera di coinvolgimento e formazione della gran massa del popolo. Cosa racconterà il "futuro leader democratico daje a ride a quel popolo inferocito, inconsapevole, che cercherà un colpevole ad ogni costo? Scatenerà la caccia a quelli che lo hanno perculato per anni? Darà la colpa a noi? Farà appendere a una pompa di benzina Fraioli, Bonghanow e Marco Mori?

      Attento, che conosce anche te... ;-)

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    2. Di me non si ricorda e comunque se è un esperto di galleggiamento mi congratulo con lui

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    3. mi è stato fatto notare giustamente che "ridenominare il proprio debito in una valuta diversa da quella in cui si è contratto è nei fatti un default" è sbagliato, intendevo dire "ridenominare il proprio debito in una valuta più debole da quella in cui si è contratto è nei fatti un default".
      Ovviamente ne consegue anche che ridenominare il proprio debito in una valuta più forte da quella in cui si è contratto è nei fatti è da coglioni.

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    4. Non sono i default che portano alle guerre civili... Ma semmai il contrario.

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  3. Ciao, Fiorenzo, scrivo da Firenze.
    Ancora non ho sentito il video e letto il post, ma sul mio browser tutti, e solo i tuoi video, hanno solo il sinistro come canale audio.

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    1. E' una battuta o una segnalazione tecnica?

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    2. Sarebbe bruttina come battuta, ma non tutti siamo Bill Burr. Nei tuoi video su YT c'è solo il canale sinistro: non è una tragedia, ma sentire l'audio solo da una parte non è il massimo della naturalezza, anche se i tuoi video li seguo, e li seguirei, lo stesso. Ciao di nuovo.

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    3. Ok. In effetti da un po' di tempo mi si è rotto il mixer e, non avendo voglia di registrare l'audio a parte con un registratore, attacco direttamente il mic, ma non ho controllato bene la cosa. Rimedierò. Grazie per la segnalazione.

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