sabato 3 agosto 2019

Lo scandalo delle erme

Ovvero le gravi conseguenze dell'uso della propaganda e degli scandali nella lotta politica


Da wikipedia: «Lo scandalo delle erme (o mutilazione delle erme o scandalo degli ermocopidi) fu un evento misterioso verificatosi ad Atene in una notte di primavera (mese di targelione) del 415 a.C., durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.). Il giorno prima della partenza del corpo di spedizione inviato in Sicilia, per la quale erano stati scelti come comandanti Alcibiade e Nicia, furono mutilate le erme, delle teste scolpite su pilastrini quadrangolari, sui quali a volte erano rappresentati anche i genitali maschili... lo scandalo delle Erme è passato alla storia, se non come un tentativo di abbattere la democrazia, quantomeno come un tentativo di sabotaggio alla spedizione)... I conflitti politici interni, alla partenza della spedizione già latenti, verranno alla luce dopo la rovinosa sconfitta degli Ateniesi, cui seguirà un colpo di Stato oligarchico del 411 a.C. e la conseguente perdita, in meno di un secolo, del prestigio che il modello democratico era riuscito a raggiungere... poco o niente è emerso circa la verità dei fatti di quella notte: da alcune rivelazioni fatte nell'orazione difensiva di Andocide parrebbe di poter intuire che dietro a quella che poteva sembrare un'empia bravata si nascondesse davvero un disegno sovversivo»

Da un post di Giuseppe Masala su FB: «Il Ministro dell'Istruzione Bussetti e il Sottosegretario alle pari opportunità e alle politiche giovanili Spadafora (notare bene, il primo in quota Lega e il secondo in quota M5S) lanciano "la scuola gender", una serie di seminari per la formazione dei docenti sul Gender...»


La domanda ovvia è: ma la Lega non sta cavalcando demagogicamente la vicenda di Bibbiano con l'hashtag #ealloraBibbiano?

Si distingue, in questa canea propagandistica, l'autore di un best seller:


Lato PD proliferano articoli come questo (rilanciato dal mio piddino preferito):


Ovviamente l'occhio esperto va sull'espressione "equilibrio climatico che esisteva da 50 milioni di anni", cioè sull'elemento propagandistico.

Ma perché accade tutto ciò? Perché la propaganda ha completamente estromesso ogni discorso razionale dal confronto politico?


La prima spiegazione, quella fondamentale, è che cominciamo a pagare le conseguenze del lungo assalto alla scuola e all'università, un danno incalcolabile inferto alla democrazia e alla nazione dai maledetti liberali golpisti, ma ce n'è un'altra molto più prosaica: è cominciato l'assalto, furente e scomposto, al sistema di potere del PD da parte della ciurmaglia leghista. Gli uni attaccano, gli altri si difendono, in uno scontro feroce alla cui base ci sono i piccioli, cioè la miriade di incarichi, prebende, privilegi, assunzioni di favore, di cui si nutre da decenni il sottobosco dei compagnucci e oggi appare finalmente contendibile a tutti quelli che sono saliti sul carro del vincitore Salvini. La conseguenza di questa ondata di rapacità è il degrado del confronto politico, soprattutto sui social, dove le mezze calzette dell'una e dell'altra parte si affrontano a colpi di erme, aka scandali montati ad arte e cavalcati in spregio alla morale politica, quella vera.

Bisogna riconoscere che, in questo scontro furibondo, gli attivisti del M5S sono meno coinvolti, ma questa è una conseguenza dell'assetto gerarchico di questo partito, i cui opachi demiurghi hanno scelto di avocare in alto ogni potere, per gestire la bassa ciurma come personale sostituibile e intercambiabile, oltre che a scadenza, ottenendo con ciò l'obiettivo di sopire, almeno in parte, le ambizioni personali. Nel M5S bisogna essere obbedienti, prima ancora che collettori di voti, e il massimo che si possa ottenere è una carriera basata sui principi dell'anzianità e della fedeltà alla linea. Non sarebbe male, se non per il fatto che chi comanda, in questo partito, è una fazione della Massoneria!

L'assalto al sistema di potere del PD è particolarmente vivo nelle regioni del centro-sud, dove la Lega alle ultime elezioni europee ha ottenuto risultati stupefacenti. Per dire, in Ciociaria ha ottenuto più del 40% dei consensi! A questo risultato ha contribuito un ceto politico in parte nuovo, in parte formato dai giovani rincalzi del vecchio centrodestra a trazione berlusconiana: affamati, pieni di energie e ben decisi a non lasciarsi sfuggire l'opportunità. Si tratta ora di consolidare il successo delle europee, cioè andare ad elezioni politiche che possano sancire i nuovi equilibri di potere nei territori.

Ma siccome le elezioni politiche non si sa quando si terranno - forse si dovrà attendere la scadenza di metà legislatura per assicurare la pensioncina ai peones - ecco che cresce il rischio che questo clima da pre-guerra civile si ingrandisca. Chissà che la circostanza non faccia piacere alla nostra borghesia cotoniera, che ha tutto l'interesse a che le Istituzioni siano sempre più screditate per affermare definitivamente la sua presa sul nostro paese, anzi sulla Patria di tutti noi? Quando il popolo si scanna, eccitato dagli scandali, allora i vili mercanti hanno mano libera nell'organizzare le più grandi rapine.

La Storia, inascoltata maestra, ci insegna che non sono i possidenti quelli che pagano il prezzo della rovina della Patria, ma il popolo, per cui la Patria è la sola vera ricchezza. Come ci ricorda L'Étranger in questo articolo, "con la sconfitta militare di Atene da parte dei MACEDONI (non dei persiani), alla fine del IV sec A. C., i possidenti ateniesi (che appoggiavano i macedoni) poterono togliere la cittadinanza ai 12000 non possidenti".

E dopo la rovinosa spedizione in Sicilia, conseguenza dello scandalo delle erme, il governo della città finì nelle mani degli aristocratici.

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